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giovedì 18 giugno 2020

Master, Slave, Blacklist sono considerati offensivi.

In conseguenza delle istanze provenienti dal movimento 2Blach lives matter" hanno fatto si che alcuni termini utilizzati da sempre nel linguaggio dell'informatica potrebbero sparire perche' ritenuti "politicamente scorretti", diverse aziende starebbero operando la revisione del proprio vocabolario tecnico.Anche l’IT è stata coinvolta in un’accesa discussione volta a sostituire termini ritenuti ormai non più accettabili (o se preferite “politicamente scorretti”) alla luce dell’evoluzione storica e della maggiore considerazione nei confronti delle minoranze.
A questo proposito e' possibile citare il recente caso di Splunk, societa' specializzata nelle soluzioni dedicate alla gestione dei Big Data, che ha deciso di sostituire due termini storici dell’Informatica come “master” e “slave” con i meno ambigui “indexer clustering” e “licensing functionality”.
Non si tratterebbe comunque di una decisione unilaterale da parte della dirigenza e del marketing, ma del prodotto di una consultazione a cui avrebbero partecipato anche i partner e l’utenza del gruppo.
Il commento a riguardo del CEO Sendur Sellakumar sottolinea l’importanza di questo passaggio per la storia (e l’immagine) aziendale di Splunk:

Noi possiamo e dobbiamo trovare dei termini migliori che permettano di rimuovere inconsapevoli BIAS dal nostro lavoro. Il fatto che queste parole siano state parte del vernacolo dell’industria per tanto tempo non le rende meno offensive.
Sellakumar, che nel suo intervento cita espressamente il riferimento al “Black lives matter“, afferma nello stesso post che sarebbe in corso un confronto per rimuovere i termini “whitelist” e “blacklist” con delle alternative che possano essere considerate piu' appropriate.
Nello stesso modo gli sviluppatori del linguaggio Go avrebbero discusso l’opportunità di rimpiazzare “blacklist” con “blocklist”, mentre per OpenSSL “whitespace” dovrebbe diventare un più neutro “blanks”.
Nel contempo anche Google sarebbe al lavoro per allontanare da uffici e documentazione tutti i termini che potrebbero prestarsi a controversie.
Nel caso specifico la compagnia di Mountain View avrebbe deciso di contrastare il cosiddetto “linguaggio abilistico” (ableist language), dove per “abilismo” si intende quel comportamento che porta a discriminare le persone diversamente abili o che parte dal presupposto che tutte le persone dispongano delle medesime abilita'.
Tra i termini e le definizioni che Big G avrebbe deciso di rimuovere vi sarebbero ad esempio “sanity check“, da sostituire con “final check for completeness and clarity”, mentre “crazy outliers” dovrebbe diventare “baffling outliers”.


venerdì 12 giugno 2020

Windows10 2004 build S.O. 19041.329


La Windows 10 versione 2004 e' pronta da scaricare da qualche giorno. La versione finale (Build 19041) puo' essere installata su dispositivi primari o da lavoro quindi da oggi riceverai solamente aggiornamenti cumulativi e potrai installarli manualmente dal catalogo Microsoft.
Se avrai difficolta' al recupero S.O. da Microsoft potrai anche utilizzare questo link da TurboLat.it scegliendo la versione adatta a te in formato zip.. oppure tenta col percorso dal pc.. Start/Impostazioni/Aggiornamento e Sicurezza/Verifica disponibilita' Aggiornamenti.
Per capire quale versione stai usando potrai cliccare sui tasti Windows+R e digitare sulla Finestra WinVer e dare ok.

Il discorso e' leggermente diverso per i driver in quanto e' opportuno sempre di lasciar individuare i driver corretti da Windows Update e di installarli manualmente solo in caso di problemi specifici con una o piu' periferiche, scaricandoli nel sito del Produttore del PC (se trattasi di portatile) o in quelli delle singole componenti (nel caso di fissi/assemblati).

Ricordo che 20 04 non e' l'anno ma significa 2020 (prime due cifre) ed aprile (le ultime due).




giovedì 11 giugno 2020

Hashtaggatevi.


Ehi Linkediniani, vi ricordate il vecchio telefono della SIP?

I piu’ nostalgici, come me, ce l’hanno ancora in cantina e lo trovano sempre bello e nn hanno la forza di differenziarlo.
Dopo di lui e’ arrivato un abominio di design chiamato Sirio, gia’ il nome ricorda Furio, il noto personaggio di Carlo Verdone, sapete, il medico che rispondeva al telefono col suo famoso “no, non mi disturba affatto” anche mentre consumava la sua prima notte di nozze.

Beh gia’ a quell’epoca avevamo un tasto a dir poco inutile, lo guardavamo con sospetto e ci chiedevamo a che minchia servisse, taluni hanno anche osato premerlo per scoprire che non succedeva assolutamente niente.

Che tasto?

Beh il cancelletto (ad onor del falso anche l’asterisco non era un campione di utilita’).

Passarono gli anni, sostituimmo quei fantastici dispositivi con i cordless, anch’essi dotati di cancelletto, la cui utilita’ rimase immutata, probabilmente per non rendere troppo traumatico il passaggio a quelle generazioni meno avvezze all’assenza di cavi.

Oggi non solo abbiamo i cordless, ma abbiamo un altro strumento deleterio e mi riferisco allo smartphone, un dispositivo invasivo e lesivo della privacy che fa qualsiasi cosa grazie ad un sacco di applicazioni con grafiche fighissime e colori nitidissimi, non servono nemmeno i tasti.

Well.

Con la rivoluzione degli smartphones e delle social App e’ stato finalmente dato un senso al cancelletto, adesso basta aprire facebook, instagram o twitter per trovare una valangata di cancellettate che vengono giornalmente vomitate in rete da giovani adolescenti vogliosissimi e da “diversamente adolescenti” (e’ un termine rispettoso nei confronti di tutti gli ultra ventenni che ragionano ancora come se fossero al liceo e il cui unico scopo nella vita e’ apparire fighi per procurarsi un po’ di sesso occasionale) che usano e abusano del # facendolo seguire da frasi di un’idiozia disarmante anche per gli autori dei cinepanettoni della Boldi/Desica riunita.

Facciamo qualche esempio per dare un’idea piu’ chiara… aprite instagram, andate nella pagina “esplora” e scegliete a caso qualche foto, apritela e leggete.
Io lo sto facendo in questo momento: #ilmioamorepiccolo #instago #instame #instalove #tagsforlike #instalike #instaday, una ragazzina, direi molto giovane, scrive #grazie#aspirina#orastobene#tiamo.

Ora capite a che serve il cancelletto?

Qualche super cervellone pagato dalle super potenze ha creato questo sistema di coercizione mentale che risucchia le menti labili in un vortice di demenza e hanno avuto il colpo di genio di mimetizzarlo con un nome che, essendo inglese, fa molto figo: HASHTAG…

Oggettivamente nessuno puo’ resistere ad un fenomeno che ha un nome che sembra quello di un profumo: “#Hashtag#, le nouveau parfum de Crétin” (ovviamente la pubblicita’ presentera’ anche #hashtag #profumo #crétin #nonpuzzopiu’ #nonservefarsiladocciabastausarehashtagduevoltealgiorno e altre cancellettate varie ed eventuali).

Bon..tengo a precisare che..
  • Il post che avete letto e’ stato scritto in tono del tutto scherzoso e non diffamante, non prendetevela.
  • Chi se la prende e’ un Hashtag.
  • #Hashtag# non e’ un prodotto realmente in vendita e non credo nemmeno sia in fase di produzione, siete pregati di risparmiarvi la figuraccia chiedendolo in profumeria.
  • Se tra gli hashtag trovati sulla pagina “esplora” di instagram, riconoscete il vostro, non prendetevela….. piuttosto vergognatevi un pochino.
  • Riferimenti a fatti cose e persone sono puramente casuali… o forse no? Ad ogni modo c’è un indagine in corso e aspetteremo che gli inquirenti facciano luce su questo argomento.
  • Se conoscete qualcuno che fa uso di Hashtag, non emarginatelo, aiutatelo. Con il vostro aiuto potra’ affrontare un percorso di riabilitazione e tornare ad utilizzare il cervello.
Stay hashtag, stay carlominkia.



giovedì 4 giugno 2020

Riflessioni sulla pandemia.


Ebbene si.. utilizzo il blog per riflessioni di carattere leggero o sociale, per condividere esperienze personali o per consigli tecnologici che ci passiamo sulla rete, cerco virus e me li sparo dentro, ci gioco mi incazzo quando sdereno il pc..m’incazzo con me stesso ma mi affascina lottare e davvero cerco a volte una strada, non per altri, ma per me stesso e del resto che alternativa ho..guardare le belinate che ci propina la TV?
O fare seggiole coi tappi dello champagne?.
Fondamentalmente pero’ il godimento australe sarebbe quello di presentarmi come un miscuglio di pensiero ed azione perche’ considero che dall’immaginazione nasca la realta’ in quanto voluta e costruita in linea col seme della verita’, la mia verita’ ovviamente anche nel parlare in terza persona non disdegnando magari sacre scritture senza dissacrarle al di la’ del senso religioso e senza prendere posizioni ed offrire spunti interpretativi sorprendenti e per me altamente significativi su come vivere, pensare ed agire nel mondo mediatico.
Mi ricordo agli albori scolastici subito dopo il risorgimento, come i miei compagni recepivano discorsi di Socrate, Epicuro, Platone, Aristotele, Eraclito e dimentico altri ma non dovuto ai 15,62 lustri ma al non interesse sui ricordi, li rammento solo perche’ quando son sul cesso che faccio cruciverba vengono richiesti come definizioni, erano pesanti perche’ anacronistici ma ripeto solo per altri in quanto io li vivevo a modo mio, ho un modo di prendere le notizie alla mia maniera ed e’ per quello che nei miei discorsi salto di frasca in palo..
Quante volte me l’hanno ripetuto sin dall’infanzia...
Visto col senno del poi pero’ devo dire che chi mi rimproverava non era proprio un perfetto docente e non voglio dire che non capiva un cazzo per non offendere l’organo riproduttivo, non era docentuoso ma seguiva solo un tracciato e quei “fuori tema” che mi appioppavano, per me erano e sono il mio tema e non quello che gli altri mi volevano far fare ed e’ li che e’ nata la faccenda che non mi frega nulla di quello che gli altri pensano di me in quanto a me interessa solo quello che penso io degli altri e forse nemmeno quello e mi rammento il fatto di quello chiamato pazzo che attaccato al cancello dell'istituto, chiedeva alla gente che passava e proferiva… e voi li dentro come state?
Tanto per fare un esempio salto sulla pandemia che stiamo vivendo..Il destino vince insomma.. ma il destino lo considero come una notte sui nostri pensieri, perche’ non e’ possibile che si pensi se si e’ convinti, che tutto e’ imposto e regolato dalle istituzioni, persino il nostro pensiero.

Sarebbe meglio non pensare a nulla e mettersi a fare ghirighiri al criceto.
L’origine sociale antica cancellava il tempo.. i figli imitavano i gesti del papa’, sia democristiano o comunista, sia interista o milanista, era gia’ quello che sarebbe stato nel futuro…l’ereditarieta’ esisteva nella societa’ prima ancora di entrare nei nostri convincimenti.
Ma sapere per ricominciare non necessita davvero sapere…
Insomma il pensiero o e’ riformatore o si spegne nella massa, questo accade se noi agiamo meccanicamente senza la luce e la luce viene a disturbarci masturbando tutte le nostre idee illuminando le seghe mentali.
Tutto quello che capitava nel sonno dell’umanita’ era preventivamente conosciuto..guerra, carestie ..pestilenze..
Tutto questo era atteso ed e’ per quello che i bambini nascevano vecchi.
L’oriente ci insegna che la salute spegne il pensiero e non ci insegna cio’ che fu’.
Non sono pensieri distorti e non sto’ andando fuori riflessione perche’ l’apparenza ha un grande peso perche’ il figlio imita il padre o peggio ancora imita quello che vede in TV su Youtube, lui vuol fare il tronista, vuol fare il calciatore che si toglie la maglia o partecipare al grande fratello, lei idem, vuol fare la velina o l'opinionista o influencer e si reputa grassa e diventa anoressica, vuol fare la Belen di turno farfalla compresa, vuol emergere scrivendo sms con la k e corredandola di emoticon o faccine qualdirsivoglia..
Secondo la buona creanza ogni pensiero e’ considerato scandaloso, e’ il vecchio che sa’.. puo’ fare di meglio?
Boh..
Questa anche se non scritta e’ una legge potente.
Cio’ che vi e’ di giovanile viene costantemente svalutato dagli antichi, dove si vede la giovinezza che dopo un sorprendente avvio, chiedere ben presto perdono agli Dei barbuti e calvi e farla diventare vecchia prima del tempo e non e’ il mio caso dovuto alla sindrome di Peterpan ed e’ qui che esco dalla massa degli insegnamenti imposti.
Cominceremo dunque da capo? (questo lo chiedeva Socrate il vecchio fanciullo).
E adesso come disse lo specchio, basta riflettere apro un’altra bottiglia di grappa rigorosamente alla genziana e mi faccio i gargarismi, le riflessioni vengono meglio… uno due ..uno due.. basta riflessioni.. Amen


E stavolta Stefano ha dimenticato la spedizione e quindi via al lunedi'..