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giovedì 5 marzo 2026

Colapesce story.

 


Da buon longobardo amo la Madonnina ma non disdegno Napoli e mi gusta conoscere fatti che non tutti sanno.. ad es chi percorre Via Mezzocannone, la grande strada universitaria nel cuore del centro antico di Napoli, spesso è troppo preso dal traffico di studenti e motorini per alzare lo sguardo sui muri dei palazzi.

Eppure proprio lì, all’altezza del civico numero 9, si trova la lapide di cui sopra che custodisce una storia affascinante, sospesa tra leggenda medievale e mito antico.

La lapide è tradizionalmente associata a Niccolò Pesce, meglio conosciuto come Colapesce, uno dei personaggi più misteriosi della tradizione popolare del Sud Italia.

Secondo la leggenda, Colapesce visse nel Medioevo ed era dotato di straordinarie capacità natatorie.

Si raccontava che trascorresse gran parte della sua vita in mare, nuotando senza sosta tra le coste della Sicilia e quelle del Regno di Napoli.

La sua abilità era così incredibile che la fantasia popolare finì per trasformarlo quasi in una creatura marina.

Le storie lo descrivono infatti come metà uomo e metà pesce, con branchie e pelle squamosa, capace di restare sott’acqua per lunghissimo tempo ed esplorare le profondità del mare come nessun altro essere umano.

Una delle leggende più suggestive racconta che un giorno una nobile signora lasciò cadere in mare un prezioso bracciale. Colapesce si immerse immediatamente e riuscì a recuperarlo dagli abissi.

Ma proprio il mare, che sembrava essere la sua vera casa, gli riservò anche un destino tragico.

Secondo il racconto popolare, una sirena si innamorò di lui.

Quando Colapesce però non ricambiò il suo amore, la creatura marina fu presa dalla gelosia e lo trascinò negli abissi, dove trovò la morte.

Eppure, come spesso accade nelle leggende napoletane, la storia non finisce davvero.

Ancora oggi, quando il mare è agitato e le onde si infrangono con forza sul porto, qualcuno racconta che lo spirito di Colapesce si manifesti nei pressi del Sedile di Porto, antico luogo di rappresentanza cittadina di cui la sua figura era diventata simbolo.

Ma c’è anche un’altra interpretazione, meno nota e molto affascinante.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la figura scolpita sulla lapide non rappresenti affatto Colapesce, bensì Orione, il gigantesco cacciatore della mitologia greca.

Secondo il mito, Orione era un gigante invincibile che un giorno cercò rifugio nel mare per sfuggire alla vendetta del dio Apollo. Tuttavia Diana (Artemide) lo colpì con una freccia, uccidendolo.

Per onorarlo, gli dei decisero di trasformarlo nella costellazione di Orione, una delle più riconoscibili nel cielo notturno e ancora oggi visibile nelle sere d’inverno.

Se questa interpretazione fosse corretta, la lapide di Via Mezzocannone sarebbe la traccia di un antichissimo simbolo mitologico, reinterpretato nel corso dei secoli dalla tradizione popolare fino a diventare la leggenda di Colapesce.

È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di Napoli.. le storie non si cancellano mai davvero, ma si sovrappongono, trasformandosi nel tempo.

Così, una semplice lapide sul muro di un palazzo può diventare una porta aperta tra mitologia greca, leggende medievali e memoria popolare napoletana.

La prossima volta che passerete per Via Mezzocannone, provate a fermarvi un momento davanti a quella pietra.

Magari, tra il rumore della città e il vento che arriva dal mare, vi sembrerà quasi di sentire ancora il richiamo degli abissi.

Perché spesso la Napoli più misteriosa è proprio davanti ai nostri occhi, basta solo accorgersene.

 

Armiamoci e partite.

 


Ma vi siete mai domandati se chi comanda e fa guerre, manda i figli al fronte?

Prendiamo per non far nomi, parrucchino giallo, colui il quale che ha evitato in tutti i modi di fare il militare e oggi deve rispondere a milioni di persone negli Stati Uniti ove chiedono che Barron Trump, suo figlio, venga mandato in guerra contro l'Iran.

La madre di un soldato in guerra ha detto:

"Se il presidente vuole mandare mio figlio in Iran a rischiare la sua vita in questa guerra che considero inutile, allora che mandi anche il suo. Che dia l'esempio e mostri con le sue azioni la verità delle sue parole".

Parrucchino giallo che oggi è un appassionato di guerre, all' epoca evitò di prestare servizio nella guerra del Vietnam grazie a cinque differimenti dal servizio militare.. quattro differimenti per gli studi universitari mentre frequentava (o quantomeno era iscritto) la Fordham University e poi la Wharton School all'Università della Pennsylvania, tra il 1964 e il 1968, e un differimento medico.. dopo nel 1968, ove gli fu diagnosticato uno sperone osseo su entrambi i talloni (ora li ha anche sulla testa), che lo classificò come adatto solo in caso di emergenza nazionale (potenza dei soldi).

In ogni caso, Parrucchino giallo non è mai stato chiamato a causa di queste deferenze, cosa che non era rara tra i giovani di famiglie influenti in quel periodo, che fingevano malattie per non fornire servizi.

Ma i figli dei poveri non avevano questa opzione in quanto erano forti e 50.000 di loro sono rimasti in Vietnam.

Certo è che se lo si imponesse per legge, magari qualche governante, ci penserebbe due volte, prima di dichiarare guerra a destra e a manca.

E come diceva mio nonno “fate quello che dico io e non quello che faccio io” o più semplicemente “armiamoci e partite”.

 

mercoledì 4 marzo 2026

Critica inconcludente.

 


Ho un contatto in Linkedin che è una giovane amica Iraniana e vive negli Stati Uniti.

È molto confusa di fronte al suo paese bombardato dal parrucchino giallo, oltre all'ansia per i suoi genitori.

Se gli americani esagerano con le distruzioni, si ritrovano tutti gli Iraniani contro.

Anche perché verso gli Israeliani sono già inveleniti tutti.

Lei ha avuto parole durissime, perché pensa che Israele vuole occupare anche il suo paese.

Eppure è stata cresciuta in Italia e il papà era addetto all'ambasciata, con idee molto progressiste specialmente verso le donne e gli altri popoli occidentali.

Ora, a me degli Ayatollah Iraniani frega un cazzo di niente, per me sono una una manica di fanatici come tutti quelli che seguono religioni all'estremo.

Ma detto questo non sono affatto sicuro che la maggioranza della popolazione Iraniana voglia davvero affossarli.

I più giovani vogliono libertà certamente, ma non tutti.

Nella guardia nazionale Iraniana l'età media è bassissima.

Sono tutti giovani cresciuti a pane e corano.

E se sono così e credono in quello che credono sono cazzi loro non miei.

E non vedo motivo di intervenire. 

La storia della bomba atomica è tutta da vedere e per ora so solo che parrucchino ne ha acceso la miccia per evitare che potessero accenderla loro..bah..

Dall'altro lato ci sono Israele e USA.

Una manica di fetenti anche loro che non si fanno certo particolari scrupoli a bombardare a destra e a manca o a distruggere una scuola elementare ammazzando centinaia di bambini.

I loro interessi sono geostrategici ovviamente.

Il petrolio Iraniano gli USA vogliono controllarlo loro.

E Israele ha i suoi problemi esistenziali come ben sappiamo.

Se si toglie dai coglioni un Iran nemico e riesce a far instaurare un regime più amichevole, si risolve un sacco di problemi anche con i palestinesi che perderebbero il loro maggiore finanziatore e protettore.

E sono disposto a scommettere che in pochi anni di Palestina non si parlerebbe più.

Diventano tutti israeliani.

E noi pirlaeuropei?

Noi non contiamo un cazzo come al solito.


Gli USA fanno quello che vogliono fottendosene di tutto e tutti.

Lo hanno sempre fatto in verità, adesso lo fanno solo più apertamente, in stile parrucchino giallo.

Noi paghiamo solo i conti.

Il petrolio sta andando alle stelle, stamattina quotato alla cifra record di 84 dollari al barile.

Il gas altrettanto, l'impennata di prezzo è stata violentissima.

Oggi si quota il MWh oltre 55 euro.

Guardare i grafici fa paura. 

Il gas sta crescendo di prezzo minuto per minuto.


Il petrolio idem con patate.



Se gli USA non riescono a chiudere la partita in fretta andiamo a picco in pochi mesi. Anzi secondo Bloomberg in 4 settimane!

E gli iraniani non sembrano intenzionati a mollare, si stanno difendendo con le unghie e con i denti e stanno bombardando tutti.

Trump e Netanyahu hanno fatto una scommessa pericolosissima.

Il problema è che se vincono, vincono loro.

Se perdono perdiamo noi.

Quindi gira e rigira ce l'abbiamo sempre nel culo.

Con i rifornimenti arabi bloccati e i tubi russi chiusi l'Europa è nella merda.

Inutile nasconderselo.

Di diritto internazionale poi è meglio non parlare, L'ONU non conta una sega e comanda chi ce l'ha più lungo.

Come d'altronde è sempre stato nella storia.

E la UE che minchia fa?

Una dichiarazione rivolta agli iraniani dicendo di smetterla di bombardare a destra a manca.

E gli americani e gli israeliani?

Hanno cominciato loro mi sembra.

Le solite minchiate insomma.

Va be' che non gliene frega una mazza a nessuno di quello che dicono la Metsola o la Kallas.

Non vorrei essere nei panni della Giorgina nazionale in questo momento.

Fare scelte giuste non è per niente facile e criticare l'operato come sto facendo io è proprio da pirla inconcludente.

Ma d'altro canto le opzioni sono assai poche e nello specifico l'Italia conta meno di niente.

Tanto vale fare scelte di interesse.

I nobili ideali al momento è meglio lasciarli nel baule delle cose inutili e pensare alla sostanza e mi faccio scorta di benzina.




martedì 3 marzo 2026

l'Apocalisse.

 


Come scrissi nel post precedente, ho fatto una ricerca inerente alla frase “ se Dio esiste“ e parto dall'apocalisse che prevede la discesa del Salvatore dopo di che verrà fame carestia e guerre con più di un miliardo di persone che moriranno e leggo anche che...

Prima di lasciare questa terra, Gesù ha detto che sarebbe tornato.

Durante il sermone profetico, il Signore disse ai Suoi discepoli che un giorno tutti avrebbero visto "il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria (Matteo 24:30).

Di certo non si riferiva a parrucchino giallo e per chi vuol farsi male consiglio di continuare la lettura.

La notte del Suo arresto, Gesù promise.. "Ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi" (Giovanni 14:3).

Non son minchiate e potete anche controllare con l'AI.

Poi mentre era sotto processo davanti al sommo sacerdote, Gesù disse: "E voi vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra della Potenza e venire con le nuvole del cielo" (Marco 14:62).

Abbiamo le promesse, ma stiamo ancora aspettando.

Gesù non è ancora tornato.

Anche gli angeli ci assicurano che Gesù tornerà un giorno.

Dopo che Gesù è asceso al cielo, mentre i Suoi discepoli stavano ancora guardando il cielo, due angeli confortarono i discepoli con queste parole: "Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo" (Atti 1:11).

In seguito, Giovanni ha una visione di Gesù Cristo che gli dice: "Ecco, io vengo presto" (Apocalisse 22:7).

Ripeto che ho fatto ulteriori ricerche ma Gesù non è ancora tornato.

Dov'è e perché ci mette così tanto?

Come base per la risposta, dobbiamo ricordare che Dio non ha rivelato i tempi del ritorno di Suo Figlio a nessun uomo, né a nessun angelo (Matteo 24:36).

Gesù sta arrivando e noi dobbiamo essere pronti (Matteo 24:42, 44), ma lasciamo a Dio la scelta dei tempi del Suo ritorno.

Allora, dobbiamo tenere presente quanto segue:

Dio è paziente con i peccatori (questo mi assicura)..

Pietro esorta coloro che dubitavano del ritorno del Signore con queste parole: "Non dimenticate quest'unica cosa: che per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno.

Cazzo.. ho cercato di capire questa frase ma i miei neuroni sono duri di comprendonio.. sarà la grappa o il liquore di Atessa del Piretti con la sua Villaspra...

Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento" (2 Pietro 3:8-9).

Il prossimo evento nel piano profetico di Dio è il rapimento della Chiesa.


Vediamo il rapimento come un evento distinto dalla seconda venuta di Cristo.

Paolo mi viene in aiuto e rivela alcuni dettagli sul rapimento: "Il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore" (1 Tessalonicesi 4:16-17).

Il rapimento è imminente: nessun evento profetizzato si frappone tra oggi e il rapimento (vedere 1 Pietro 1:20; 1 Corinzi 10:11; Ebrei 1:2).

Al contrario, la seconda venuta avverrà solo dopo che "tutti" gli eventi di Matteo 24 si saranno verificati (Matteo 24:33).

Le affermazioni di Gesù secondo cui sarebbe venuto "presto" devono essere comprese correttamente.

La parola greca tachu, che viene tradotta "presto" o "rapidamente" in Apocalisse 22:20, può anche significare "senza inutili ritardi" o "improvvisamente".

Non deve necessariamente significare "immediatamente".

Il significato di Gesù sembra essere che, una volta che gli eventi della fine del mondo saranno stati messi in moto, le cose si muoveranno rapidamente, senza inutili ritardi.

Le piaghe dell'Apocalisse si susseguiranno una dopo l'altra e alla fine Gesù verrà "all'improvviso".

Dobbiamo vivere nell'aspettativa che il rapimento possa avvenire in qualsiasi momento.

Il Signore vuole che ogni generazione abbia la consapevolezza che Egli può apparire all'improvviso.

Per il credente, il ritorno del Signore è la "beata speranza" (Tito 2:13).

Il Dio descritto nell'Apocalisse di Giovanni non è un assistente sociale preoccupato per il nostro benessere biologico.

È un sovrano assoluto, spietato e vendicativo, che ha deciso di svuotare un pianeta popolato da una specie fallimentare.

Le carestie, le guerre e le epidemie descritte in quel libro non sono incidenti di percorso o effetti collaterali che lui cerca di evitare. Sono esattamente gli strumenti di sterminio che lui stesso ha programmato per ripulire la Terra.

Il fatto che moriranno più di 1 miliardo di persone non è un difetto del suo piano divino, ma il suo obiettivo principale.

La logica di quel testo è puramente punitiva e selettiva.

Il salvatore non scende prima del disastro semplicemente perché non ha alcuna intenzione di salvare l'umanità nella sua interezza. Scende alla fine, quando il massacro è già stato completato, per raccogliere una minoranza insignificante di sopravvissuti che hanno dimostrato una sottomissione totale e incondizionata.

Noi esseri umani abbiamo l'arroganza di credere che la nostra vita abbia un valore intrinseco per questa entità superiore.

I testi religiosi affermano l'esatto contrario.

Per il Dio biblico noi siamo materia biologica sacrificabile, che può essere distrutta in massa con l'acqua o con il fuoco senza il minimo rimorso.

Le sofferenze atroci che precedono la fine servono a piegare psicologicamente i pochi che resteranno, terrorizzandoli a tal punto da renderli sudditi perfetti per il suo nuovo regno.

Se guardiamo la nostra storia e il nostro comportamento quotidiano, questa spietatezza teologica ha perfettamente senso. Siamo una specie che distrugge il proprio habitat, si massacra per il controllo delle risorse e costruisce armi di distruzione di massa.

Se un creatore onnipotente ci osserva dall'alto, non prova compassione, ma un profondo e giustificato disgusto.

L'Apocalisse è descritta come un'operazione di sterminio su scala globale.

Lasciare che l'umanità si consumi tra guerre e fame prima di intervenire è il metodo più efficiente per eliminare la popolazione che ha prodotto solo danni.

Non c'è alcun mistero o contraddizione in questo ritardo.

È la fredda esecuzione di una condanna a morte collettiva, scritta nero su bianco per chiunque abbia il coraggio di leggerla senza le interpretazioni rassicuranti della dottrina moderna.

Gesù ha promesso che tornerà per noi e questa promessa è sufficiente, mi mette il cuore in pace e smetto la ricerca.

Confidiamo in Lui e confidiamo nei tempi perfetti di Dio e nel frattempo  faccio scorta di benzina consìderato che 180 petroliere sono bloccate nello stretto di Hormuz e ad oggi il costo al barile del petrolio è raddoppiato.

 


Dio esiste?

 




Faccio una domanda chiedendomi se un Dio esiste.. ci vuole tutti morti?

Che Dio esista o non esista non mi sembra giusto chiamarlo in causa per qualcosa causato dall'egoismo e dalla crudeltà umana.

Stiamo assistendo a quotidiane notizie della guerra in Palestina e in altre parti del mondo, e dello sterminio di persone innocenti tra le quali tantissimi bambini.

E là dove non c'è guerra ci sono comunque delitti di varia natura, o morti causate da incidenti o incuria nell'applicare sistemi di sicurezza sul lavoro…

Cosa cazzo c'entra Dio in tutto questo?

Sono gli umani (termine di cui ho qualche dubbio sul parrucchino giallo) che dichiarano le guerre e mandano i propri simili a combattere i propri simili e ucciderli.

Sono gli umani che uccidono gli umani, sempre, e lo fanno per egoismo, crudeltà, gelosia, invidia, fanatismo, sadismo o solo per semplice incuria e stupidità.

Sono gli umani, sempre loro, che sembra ce la mettano tutta nel causare sofferenza e morte dichiarando di volere la pace e il benessere.

Cosa c'entra Dio in tutto questo, se non per il fatto di essere spesso chiamato in causa dagli umani per giustificare, in suo nome, quello di un essere che crediamo che sia supremamente buono, giusto e misericordioso, le violenze e gli stupri perpetrati su vittime inermi e innocenti con sadica crudeltà?

E se Dio esistesse cosa dovrebbe fare per fermare queste stragi?

A mio parere (ma non sono Lui), e considerando ciò che è stata la storia umana diciamo negli ultimi diecimila anni, l'unico modo sarebbe quello di sterminare la razza umana.

Ma per quello Lui non serve... ci riusciamo benissimo da soli.

Secondo quello che afferma la religione cattolica, circa duemila anni fa Dio ha mandato suo figlio a salvare l'umanità, presumo da sè stessa.

Bene, sappiamo tutti la fine che ha fatto questo figlio.. è stato appeso ad una croce da quell'umanità che avrebbe dovuto salvare.

Credo che questo la dica lunga e in un prox post farò una ricerca legata al ritorno del Salvatore e per adesso sto a guardare cosa succederà e vado a fare il pieno di benzina considerato che lo stretto di Hormuz è ancora chiuso.


 

lunedì 2 marzo 2026

Totò.

 


Perchè Totò all'anagrafe risulta come..

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio?.

Curioso come possa avere tutti questi cognomi vero?

In realtà Totò nacque con il nome registrato di "Antonio Clemente", cognome che viene dalla madre "Anna Clemente Nubile".

Quel Nubile sta ad indicare che, come dice la parola stessa, la madre non era sposata.

Totò probabilmente non ha mai accettato l'idea di non avere un cognome, sopratutto un cognome di un certo livello.

Secondo la versione che Totò racconterà in tarda età, la madre in giovane età aveva avuto rapporti con il nobile Giuseppe De Curtis dal quale appunto nacque lui.

Tuttavia sembrerebbe che nella realtà dei fatti non si sappia chi sia realmente il padre di Totò.

Sopratutto non si spiegherebbe perché Giuseppe De Curtis abbia riconosciuto Totò come figlio e di conseguenza Anna Clemente nubile come compagna dopo oltre venti anni dalla nascita di Totò.

E poi perchè quella sfilza di cognomi? Perchè a quel punto non chiamarsi semplicemente Antonio De Curtis?

A quanto pare Totò ne ha risentito per tutta la vita di quell'assenza di un cognome reale cercando di compensarlo con cognomi nobili.

Qual era la strategia di Totò?

Quando ha raggiunto una certa popolarità (e di conseguenza aveva qualche soldo in tasca) prometteva contributi monetari ai vari nobili della città napoletana.

Ma non nobili qualsiasi, nobili che erano caduti in miseria a cui prometteva denaro in cambio di adozione.
Come a dire "Tu dammi il cognome e io te lo pago".

Con questo metodo ha collezionato nel tempo una serie di cognomi nobili.

Questo può essere uno dei motivi per cui una persona ha più cognomi, attraverso le adozioni.

Purtroppo Antonio è morto troppo presto per sapere che oggi il nome "Totò" vale molto più di tutti i cognomi di nobili che ha collezionato negli anni.

Citando lo stesso Totò:

 

giovedì 26 febbraio 2026

Taglio pizza.

 


Che ci fanno ste forbici con le posate nel lavandino?

Semplice.. la Lella mi ha tagliato la pizza.. lei è brava e mi vuol togliere il fastidio e lo smoccolamento durante il taglio a tavola con intercessioni di santi e animali..

Voi chiederete del perchè usare le forbici?

Azz.. usare le forbici per la pizza è l'ammissione che gli strumenti tradizionali come la rotella o il coltello sono fallimentari e progettati da incompetenti che non hanno mai mangiato veramente.

Quando usi un coltello su una pizza calda, trascini via tutto il condimento, spostando la mozzarella e il pomodoro in un ammasso informe che lascia la pasta nuda e triste.

La rotella è ancora più schifa perché spesso non taglia la crosta e ti costringe a passare più volte sullo stesso punto, maciullando tutto. 

Le forbici, invece, operano un taglio netto e verticale che rispetta la struttura fisica del cibo.

Sollevi il bordo, inserisci la lama inferiore e chiudi.

Il condimento rimane esattamente dove deve stare, sopra la fetta e non spalmato sul piatto o sulla teglia.

È una questione di fisica elementare che la maggior parte della gente ignora per seguire un galateo di minchia.

Ma vi dirò di più perchè le forbici, si possono utilizzare anche sulla pastasfoglia dove il discorso è ancora più tecnico e riguarda la preservazione della struttura a strati che hai faticosamente cercato di ottenere o che hai pagato al supermercato di turno.

 

Se premi con un coltello su una sfoglia cruda o cotta, schiacci i bordi e sigilli gli strati tra loro, impedendo alla pasta di gonfiarsi correttamente in forno o distruggendo la sua friabilità se è già cotta.

Quindi date retta a un pirla e ricordate che:

Le forbici aggirano questo problema perché applicano una forza di taglio da due direzioni opposte che recide senza comprimere verso il basso.

Inoltre, usare le forbici ti permette di tagliare direttamente dentro la teglia senza rigare il rivestimento antiaderente, un errore costoso che si fa regolarmente rovinando padelle da cinquanta euro per pigrizia mentale.

L'unico motivo per cui la gente ti guarda male se tiri fuori le forbici a tavola è che sono prigionieri di convenzioni sociali ipocrite che privilegiano l'estetica sulla funzionalità pratica.

In molte pizzerie al taglio serie in Italia usano le forbici da decenni proprio perché è il metodo superiore per gestire impasti idratati e condimenti pesanti.

Non c'è nulla di vergognoso nel voler mangiare una fetta integra invece di dover ricostruire il condimento con la forchetta.

Fregatene del giudizio degli altri commensali che stanno combattendo con i loro coltelli seghettati che non tagliano un cazzo e goditi la tua pizza porzionata perfettamente.

La Lella dice.. fai come me.. la pieghi e la mangi con le mani (cosa che non farò mai causa disgusto a toccare cibaria varia)..

La cucina è sostanza e risultato, non una sfilata di moda per posate d'argento.