Mi
piace l'ipocrisia dell'italiano medio che dice.. io ho una pistola in
casa e se viene il ladro in casa mia lo faccio secco e bla bla bla.
Lo
stesso Italiano medio però, vuole l'ergastolo per la Cinzia dal Pino
che si era solo difesa da un maroccchino che la minacciava da sempre
rubandole sempre qualche cosa e dicendole di stare calma altrimenti
(segno inequivocabile del dito sulla gola)..
Certo
che la Cinzia stavolta ne aveva le palle piene ergo ha preso il suo
SUV (a piedi le avrebbe prese) l'ha rincorso, investito e gli è
passato sopra tre o quattro volte con l'auto in quanto oltre ad
essere incazzata di brutto, aveva il grippo che lasciandolo in
condizioni di reagire quello, l'avrebbe fatta a pezzi come promesso.
Mettetevi
nei panni di Cinzia che ha recuperato la sua borsa ma nel
contempo però ha fatto quello che l'italiano medio dice di fare se
etc etc.. solo che probabilmente voi non essendo sottostress come lei, avreste fatto diversamente ditemi cosa avreste fatto, ma non dimenticate che sto marocchino vi
avrebbe probabilmente dato una lezione.
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Una
risposta a quanto sopra, l'ha data Paolo e probabilmente non tutti la
condivideranno ma la copio integralmente anche se non ha capito che
il post come soggetto non aveva “l'italiano medio”, ma l'omicidio
commesso di Cinzia.. e vabbe'..
Caro
Ing Carlo, l'italiano medio forcaiolo è una creatura moralmente
curiosa: vuole il sangue quando il ladro è povero, ma diventa
garantista quando il ladro in giacca e cravatta evade il fisco, siede
in Parlamento o fattura alle Cayman.
È
quello che vorrebbe assolvere la donna che, dopo il furto della
borsa, ha inseguito il rapinatore e lo ha ammazzato brutalmente
passandogli sopra più volte con l’auto.
Per
lui, questa donna non è un’assassina: è “una che ha fatto
bene”.
Una
specie di eroina 4WD.
La
Santa Patrona della Vendetta Privata, canonizzata dal tribunale
supremo del bar, della rabbia e dell’analfabetismo giuridico.
Una
borsa, nella testa del mediocre italiota, vale più di una vita, ma
solo se quella vita appartiene al tipo umano giusto: povero,
marginale, disperato, meglio se straniero.
Allora
sì, si può schiacciare, annientare e cancellare tra gli applausi
della folla.
Poi
però lo stesso cittadino indignato vota politici ladri.
Ma
non una volta, li vota due, li vota tre perché lo rappresentano.
Li
vede indagati, imputati, condannati, prescritti, riciclati, e
continua a portarli in trionfo come se la fedina penale lurida fosse
un dettaglio trascurabile.
Questo
perché vorrebbe stare al loro posto.
Perché
rubare e truffare senza mettere il coltello alla gola di una persona,
ti assolve e ti fa percepire come un dritto che ha fottuto il
sistema.
Peccato
che “sistema” ci siano dentro anche le persone oneste.
Quindi
davanti all’imprenditore che evade milioni, paga in nero, sfrutta,
truffa lo Stato, sottrae soldi alla sanità, alla scuola, ai servizi
pubblici e poi se ne sta impunito su una spiaggia di qualche paradiso
fiscale, l’italiano medio non vede un criminale ma vede “uno
sveglio”, uno che “ha capito come funziona”, uno da ammirare
con una pacca sulla spalla, non da condannare.
Questa
è la giustizia secondo l’italiano medio: forca per il poveraccio,
mojito per il furbo.
Pena
capitale sommaria per chi ruba una borsa, condono per chi ruba un
ospedale pezzo per pezzo.
Galera
eterna per il ladro di strada, applausi per il ladro elegante che vi
sfila il futuro mentre vi racconta che il problema sono “gli
stranieri”.
Ma
perché, allora, per una volta facciamo sul serio e non applichiamo
la legge del taglione a tutti quanti?
Se
il furto merita la condanna a morte sommaria, allora pena capitale
anche per l’evasore fiscale, per il politico ladro, per il
truffatore, per l’imprenditore che ruba con il commercialista
invece che con il coltello. Pena capitale per il cittadino “perbene”
che campa di nero, furbizie, fatture fantasma e morale da bancarella.
Pena
capitale per chi timbra il cartellino del posto di lavoro e poi va a
fare la spesa.
Vi
piace ancora?
O
la ferocia si sgonfia appena la lama smette di puntare verso il
disperato e comincia a girarsi verso il proprio conto corrente?
La
verità è che molti forcaioli non odiano il crimine: odiano il
criminale povero.
Non
vogliono giustizia ma la gerarchia.
Vogliono
punire chi sta sotto e perdonare chi sta sopra.
Vogliono
la legge come manganello, non come principio di equità.
Il
problema non è solo l’assassina che qualcuno vorrebbe assolvere.
Il
problema è l’imbecille che la applaude.
Un
Paese incatenato alla propria mediocrità, alla propria
vigliaccheria, alla propria ipocrisia di provincia: feroce con gli
ultimi, servile con i potenti, indulgente con i furbi, spietato con
chi non conta niente.
Caro Ing. Paolo, di certo non ti mancano le parole, ho letto attentamente la tua lunga e dettagliata osservazione
e ti ripeto che non ho nulla contro i marocchini vari e nemmeno
condivido cio' che Cinzia ha fatto ma comprendo anche il gesto che ha
fatto e mi fermo qui senza dirle come fare in quanto sa sbagliare da
sola.