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lunedì 3 agosto 2026

Olio EVO.

 


Nella mia zona marina ci sono piante d'ulivo e vigne che stanno scomparendo e lo vedo anno per anno.

Mi soffermo sull'olio.. interrogando i produttori cerco di capire il perchè di questa scomparsa e metto nel post i pro e contro..

Ecco le motivazioni dal punto di vista di un produttore oleologo:

"Ve lo dico io quanta fatica e quanto costa produrre 1 litro di olio EVO biologico..

In una buona stagione, senza mosche che rovinano tutto, e raccogliendo le olive nel momento giusto, si inizia dalla potatura (almeno 10 euro a pianta), poi il taglio dell’erba e la gestione del suolo (almeno due volte, altri 5 euro), la raccolta (20 euro/ora), e il frantoio (circa 24 euro/quintale).

Ci vogliono 10 kg di olive per ottenere 1 litro di olio.

Eppure, siamo pronti a spendere 3,5 euro per una manciata di castagne alla festa di San Panfilo di Pollutri o 1,20 euro per un caffè al bar, ma pensiamo che un litro di olio “buono” debba costare meno di 12 euro.

L’olio EVO di qualità è il risultato di duro lavoro, tempo e passione e rottura di coglioni.

Se apprezzi la qualità, devi essere disposto a pagarla, proprio come fai per ogni altro piacere della vita, t'è capì testina milanes".

Sticazzi.. quindi sto produttore del menga ha tutte le ragioni per lasciar perdere la produzione dell'olio.. ma però esiste sempre il criticone sapone che invece dice:


  1. la potatura degli alberi non si fa tutti gli anni, e quando si fa solitamente il legno tagliato si rivende o si paga con quello la potatura,

  2. la pulizia si fa 2 volte all'anno e spesso pagano in nero,

  3. per quanto riguarda la raccolta se uno possiede poche piante (piccolo proprietario) solitamente provvede lui e famiglia a raccogliere (spese tendenti a zero), altrimenti se le piante sono tante si chiama una scuotitrice che in pochi giorni finisce il lavoro (sicuramente si risparmia sulla manodopera anche se in nero),

  4. sui prezzi applicati dai frantoi per ogni macinata (parliamo di quintale-quintale e mezzo dipende dal frantoio, quindi 2€ a litro e forse anche meno) i prezzi variano molto.

  5. forse la parte più importante il prezzo per litro, quando un produttore pretende di vendere il suo olio a 16, 17, 20 euro a litro senza pagare tasse, senza un'analisi del suo olio o una certificazione che mi sta vendendo olio EVO preferisco comprarlo direttamente al frantoio se confezionano l'olio secondo le regole, con tanto di scontrino, come quello venduto al supermercato, o nei vari supermercati che spesso fanno offerte speciali e al Conad di Casalcoso ad es. l'olio De Cecco Classico nello scaffale era a 5,90 euro lt, almeno sono sicuro che sti marchi che vendono olio extravergine di oliva italiano o con olive comunitarie sono controllati, l'olio è analizzato e sopratutto pagano le tasse.


Allora sentito il produttore e anche il consumatore criticone che fa i conti nella tasca degli altri, fatevi il vostro ragionamento e da parte mia provo un senso di restringimento cuorale nel vedere questi alberi d'olivo lasciati andare alla malora ed aggiungo anche che sentendo Donato il mio produttore preferito...la potatura si fa' tutti gli anni, moderata, oltre la pulizia, sia all' interno che alla base della pianta. La potatura pesante che permette di vendere la legna, provoca un fermo della pianta di almeno tre anni! Poi che il piccolo proprietario fa' il lavoro a costo zero, come se il suo lavoro non contasse un cazzo. Inoltre occorre anche mettere in conto i trattamenti e le concimazioni che grazie al parrucchino giallo pannolinato hanno avuto incrementi da non ridere.

Le variabili in senso negativo, sono molte e la vita continua con o senza olio EVO.

PS. per chi non lo sapesse olio EVO significa Olio Extravergine d'Oliva e non marito della EVA (quella della mela).

 


domenica 2 agosto 2026

Come un fulmine può uccidere in acqua.

 



L'altro giorno ero in acqua al largo ed ha cominciato a piovere, quindi i bagnanti tutti a casa o all'Eurospin mentre la povera bagnina mi fischiava dalla riva e io col cacchio che la sentivo (causa anche del Frecciarossa con cui sono arrivato che a 300 kmh entrava nelle gallerie senza pressurizzare facendomi chiudere le orecchie) ma stavo ritornando a riva e nel contempo si sono aggiunti altri bagnini fischiatori oltre alla Lella.. e il problema non era il non saper nuotare ma altro come ho intitolato il post..

Prima di descrivere la pericolosità di un fulmine per i bagnanti pirla come me, vorrei ricordare che in presenza di temporale, al di là dei fulmini, può essere comunque molto pericoloso rimanere in acqua in quanto il moto ondoso, per via delle raffiche di vento, può aumentare in modo repentino e di conseguenza se si nuota al largo può risultare difficoltoso raggiungere la riva e non è il mio caso che godo nello sfidare i maroso.

Cmq.. alle prime avvisaglie di temporale è buona norma uscire immediatamente dall'acqua o quantomeno non entrare ed allontanarsi anche dalla spiaggia e mettersi al riparo in luogo chiuso che non sia la baracca bianca del Solaris.

L'acqua di mare non è un isolante magico, è una gigantesca zuppa di sale e minerali, ovvero un conduttore elettrico quasi perfetto.

Quando un fulmine, che è una scarica di centinaia di milioni di volt e decine di migliaia di ampere, colpisce la superficie, non si limita a scomparire.

L'elettricità si propaga radialmente dal punto di impatto, come le onde create da un sasso in uno stagno, ma con una differenza.

Non sono onde d'acqua, sono onde di morte.

Il corpo umano, essendo un sacco di acqua salata, è un eccellente conduttore e offre alla corrente una via preferenziale per viaggiare. Trovarsi in acqua durante un temporale non è sfortuna, è candidarsi attivamente al premio Darwin.

Il meccanismo che ti uccide è brutale e istantaneo.

La corrente elettrica si diffonde sulla superficie dell'acqua, creando un gradiente di potenziale.

Questo significa che tra la tua testa e i tuoi piedi, o tra il tuo braccio destro e il tuo braccio sinistro, c'è una differenza di tensione elettrica enorme.

La corrente entra da una parte del tuo corpo e esce dall'altra, usando i tuoi organi interni come un cavo elettrico.

Il tuo cuore, che è un muscolo che funziona a impulsi elettrici, viene istantaneamente mandato in fibrillazione o arresto cardiaco.

Il tuo sistema nervoso viene fritto, causando paralisi immediata.

I tuoi pendenti friggono come uove al tegamino in un nanosecondo. Anche se non ti trovi nel punto esatto dell'impatto, il raggio letale può estendersi per decine, se non centinaia di metri.

Se per puro miracolo il cuore non si ferma, la paralisi ti farà annegare.

Non c'è scampo.

La cosa più terrificante è l'arroganza umana e in questo caso la mia. La gente vede un temporale in lontananza e pensa "ho tempo", "è lontano", come se potesse negoziare con le leggi della fisica.

Non capiscono o nel mio cado la sfidano, che il fulmine può colpire a chilometri di distanza dalla cella temporalesca principale.

Stare in acqua durante un temporale è l'equivalente di giocare alla roulette russa con una pistola completamente carica.

Non c'è un "forse", non c'è un "dipende".

Se un fulmine cade abbastanza vicino, muori.

Non è un incidente, è una certezza matematica.

E per questo mi do' del coglione da solo.

E mo v'ho detto.

domenica 26 luglio 2026

Tesla..naaaa

 

Il mio vicino di Casalcoso quando ha saputo che per venire nella casa marina ho usufruito del Frecciarossa ha commentato positivamente il mio sistema di spostamento per il fatto che ho contribuito a limitare l'inquinamento evitando l'utilizzo della mia supercar che è rimasta in garage col pieno pronta a partire e la povera è la che sta soffrendo per non esser stata utilizzata..

La causa di tutto questo è la Lella che è stata categorica e dopo gli ultimi due incidenti non se l'è sentita di far da navigatore ed avere l'ansia causata dalla mia guida di ex rallysta non ideale per un compagno di viaggio che per sette-otto ore sottopone il cuore a sforzi apprensivi.. e vabbè vorrà dire che quantomeno in parte ho limitato l'inquinamento ma credetemi dopo un mese dal viaggio del Frecciarossa ho ancora le orecchie chiuse causa la pressurizzazione non confacente alle mie orecchie da sub, quando sto cazzo di Frecciarossa infilava le gallerie a 300 kmh le mie orecchie erano sottoposte a martellamento tipo il minatore di Marcinelle.. e sempre il mio vicino magnificava con l'orgoglio di chi la sa lunga, sto cazzo della sua Tesla elettrica che tutti gli operai che lavorano al terzo turno della Sevel dovrebbero avere per salvaguardare il pianeta..

Balleeeeee.. vicino saputengolo e mo ti dico...

Questa è una batteria Tesla




ma tu lo sai che per completarla occorrono:

12 ton di roccia per il Litio

5 ton di minerali per il Cobalto

3 ton di minerale per il Nichel

12 ton di minerale per il rame

Muovere 250 ton di terreno per ottenere:

12 Kg di Litio

30 Kg di Nichel

22 Kg di Manganese

15 Kg di Cobalto

100 Kg di rame

200 Kg di Alluminio, acciaio e plastica

Il Caterpillar 994A usato per la movimentazione terra, consuma 1000 litri di gasolio in 12 ore.

Alla fine secondo te ottieni una macchina a “Zero emissioni”?

Ma perchè mi vuoi prendere per il culo?

Non sono sceso con la piena dell'Olona.

Quindi...Abbasso il Frecciarossa e non ne posso più di tornare a casa, prendere la mia macchina e piantare delle sgommate tali da ultrainquinare sto disastrato globo terrestre, quasi come fare quello che parrucchino pannolinato sta facendo ultimamente.

venerdì 24 luglio 2026

Sgarbo a parrucchino il puzzone.

Ragazzi.. roba da non credere..sto godendo come un falco in quanto la Giorgina nazionale esportazione ha perculato parrucchino pannolinato.. quello si incazzerà come una iena sul fatto che l'Italia ha abbandonato l'acquisto di aerei dalla Boeing ed ha staccato il contratto di acquisto dell'Airbus 220 e 321 che è un prodotto europeo e la maggior parte dei componenti sono fabbricati in Puglia e Campania dal gruppo Magnaghi..

Cara Giorgina, mi sa che la foto con l'americano sarà difficile relizzarla in futuro e tu sai che lui vuole che i soldi si debbano spendere in america e non in Europa e stavolta l'hai fatta grossa e aspettati un dazio di quelli da sballo sulle forniture dei preservativi.. e vabbè.. ne faremo a meno dai..

Foto degli stabilimenti Magnaghi a Brindisi.

Quindi fanculo parrucchino olezzoso e vediamo se chi ti ha votato contro avrà qualche parola buona per te (non credo)... 

Togliere il contratto a Boeing per darlo ad Airbus significa guerra dichiarata e aspettiamoci una reazione da Washington.

Che goduria infinita....


 





martedì 21 luglio 2026

Investire al 300 per cento.

 

Parliamo di investimenti.. se a qualcuno di voi avessero proposto un investimento oltre il 300% annuo, voi che avreste fatto?

Eccolo qui il pirla che rifiutato detto investimento e mo vi dico..

Agosto 2025 l'acquisto di gomitolo di fibra ottica era di 40 euro al km e il valore ad oggi in meno di un anno è di 125 euro al km.

Sti cazzi.. il Parrucchino pannolinato che non è poi tanto pirla ha una societa' che ne ha comprati per miliardi di km e non pensate che occorra tanto spazio per questo gomitolo di fibra ottica che serve per i droni, bastano due o tre capannoni di media grandezza.

Eh si.. le guerre alimentano sempre grandi commerci..

C'è la povera gente al fronte che ogni giorno muore ma c'è anche chi si arricchisce a dismisura con le forniture di guerra.

Vabbuo' forniture per un esercito in guerra ne servono tante ma il particolare tipo di guerra che si è evidenziato in Ucraina, fatto anche e soprattutto da droni, ha cambiato un po' di regole e di richieste sul mercato.

I droni a fibra ottica sono stati impiegati per la prima volta dai russi da poco tempo e poi adottati anche dagli ucraini.

Questi droni hanno un raggio di azione utile fra i 15 e i 40 km, tragitto durante il quale svolgono un vero e proprio gomitolo di fibra ottica sottilissimo attraverso il quale l'operatore riesce ad avere immagini in diretta dal drone e a inviare comandi di direzione e di attacco.

Quindi un solo ed unico drone ha bisogno di un mulinello con 20–50 chilometri di fibra per funzionare.

E fra Russia ed Ucraina se ne producono circa 100.000 al mese. Facendo due rapidi conti la necessità è di circa 3–5 milioni di chilometri al mese ovvero 40–60 milioni di km in un anno.

Ma chi produce questa fibra?

Ebbene il più grande produttore ed esportatore del mondo e sempre lei.

La Cina.

In suoi impianti hanno enorme capacità di produzione e oltre il 30% del mercato globale è assorbito dai cinesi.

USA ed Europa insieme non arrivano al 20% del totale della produzione mondiale e non ne esportano in quanto serve per il consumo interno.

Questo ha creato un deficit delle scorte mondiali e ha fatto schizzare in alto i prezzi con gran gusto e piacere dei cinesi che ci stanno facendo una barca di soldi e anche di parrucchino che ne ha una scorta non da ridere e poi ficcherà un paio di dazi e favore delle industrie create non dico in USA ma in paesi dove le tasse, col cazzo le potrai vedere e taglierà fuori i cinesi.

Ad ogni modo, ripeto che il costo della fibra grezza è triplicato in meno di un anno e se tutto va bene basta dichiarare una ulteriore guerra e il gioco sarà fatto.

Un affare di parecchi miliardi.

E noi paghiamo.

Eh sì.

Il consumo di fibra ucraino è finanziato interamente dall'Europa.

A credito ovviamente.

Con continui prestiti all'Ucraina che non saranno rimborsati mai e che toccherà a noi e ai nostri figli pagare, con gli interessi ovviamente.

E io pagaaa...


 

mercoledì 8 luglio 2026

tra il dire e il fare...

 




Non la faccio lunga ma ho una leggera impressione che noi italici siamo come dice parrucchino pannolinato ovvero siamo degli opportunisti cagasotto.

Cazzo..la Spagna ha scelto di non prendere parte all’operazione militare congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, riaffermando il proprio controllo politico e giuridico sulle basi di Morón de la Frontera e Rota, in Andalusia.

Parrucchino ha reagito attaccando duramente Madrid, definendo la Spagna un “pessimo alleato” e minacciando di “tagliare tutto il commercio” con il Paese dopo il rifiuto di concedere l’uso delle basi per l’operazione contro l’Iran.

Ha annunciato l’intenzione di interrompere “tutti i rapporti” economici con la Spagna e ha accusato il governo Sánchez di non fare la sua parte nella Nato, trasformando una divergenza militare in uno scontro politico aperto.

La decisione di Madrid di negare l’uso delle basi di Rota e Morón per un attacco all’Iran è un atto di piena sovranità nazionale, esercitato dentro un quadro giuridico che riconosce alla Spagna il controllo ultimo sul proprio territorio e sulle infrastrutture militari che vi insistono.

È un gesto politico forte, ma soprattutto è la manifestazione concreta di uno Stato che non accetta di essere semplice piattaforma logistica per guerre decise altrove, al di fuori del diritto internazionale.

La scelta di Madrid è chiara: basi americane sì, ma alle condizioni della Spagna mondo merda.

I governi spagnoli, da decenni, hanno accettato la presenza statunitense a Rota e Morón attraverso accordi bilaterali che ribadiscono un punto chiave: le basi sono sotto bandiera e comando spagnoli; l’uso da parte degli USA è subordinato al consenso di Madrid punto e basta.

A differenza dell’italia, la Spagna non fu sconfitta, non subì un trattato di pace imposto dalle potenze vincitrici né un regime di occupazione militare diretto da Stati Uniti e alleati.

Il quadro italiano è diverso: l’italia è una potenza sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, sottoposta a un trattato di pace e inserita poi nel sistema di difesa occidentale dentro una logica che fotografa, di fatto, un rapporto fortemente asimmetrico.

Siamo degli sconfitti... te capì testina di vitello.

La presenza militare statunitense è regolata dal Trattato del Nord Atlantico, dal NATO Status of Forces Agreement (SOFA) e da una fitta rete di accordi bilaterali e “tecnici” che disciplinano basi come Aviano, Sigonella e le altre installazioni in uso alle forze USA.

Minchia.. siamo degli sconfitti e parrucchino ci tratta come tali..con la giorgina che implora la foto di sudditanza con lui..bah..

Dal punto di vista formale, anche in italia le basi restano giuridicamente italiane, con comando italiano e presenza USA incardinata in accordi internazionali: lo ricorda la stessa documentazione ufficiale sull’uso di basi come Sigonella e sugli accordi quadro (BIA, “Shell Agreement” del 1995, memorandum per singola base).

In pratica, però, l’estensione delle immunità garantite dal SOFA, il peso politico-strategico di Washington e la stratificazione di intese riservate producono una situazione che, sul piano sostanziale, rende la libertà di manovra italiana molto più debole rispetto al caso spagnolo.

Le truppe USA sono presenti in italia come “forze d’occupazione” mascherate da alleanza: una presenza dotata di ampia autonomia operativa, capace di proiettare forza dal territorio italiano in scenari che non sempre coincidono con l’interesse nazionale o con un chiaro mandato internazionale.

Sul piano giuridico si parla di alleati e di basi NATO; sul piano materiale si osserva spesso un margine decisionale statunitense assai ampio, cui gli esecutivi italiani faticano a opporre veti comparabili a quelli esercitati oggi da Madrid.

La vicenda delle basi in Andalusia mostra che, quando un Paese conserva e pratica fino in fondo la propria sovranità, può usare la cooperazione militare come leva politica: Spagna e Stati Uniti collaborano, ma la prima si riserva il diritto di stabilire limiti e condizioni, fino al divieto operativo.

Nell’italia uscita sconfitta dalla guerra, integrata nel dispositivo NATO sin dalle sue origini e segnata da decenni di presenza militare USA, la stessa possibilità teorica di dire no appare più difficile da concretizzare, schiacciata tra vincoli giuridici, dipendenza strategica e fedeltà atlantica obbligata.

In questo senso, il contrasto tra Madrid e Washington sull’attacco all’Iran non riguarda solo un episodio, ma illumina la differenza tra una sovranità che viene esercitata in modo assertivo e una sovranità che, pur esistendo sulla carta, è stata progressivamente normalizzata dentro un dispositivo in cui la proiezione di potenza statunitense sul territorio italiano è strutturale, continua e difficilmente negoziabile.

Giorgina ritira il nostro gruzzolo dall'america e manda a fanculo sto parrucchino altrimenti mi fai andare per traverso quella cibaria che mi son faticosamente acchiappato stamattina.

(ho dato 60 euro al Giuseppe ed è meglio che sto zitto.. ma ho detto quel che penso e tra il dire e il fare c'e' di mezzo la montagna)..


martedì 7 luglio 2026

quattro pere

 


Evvai parrucchino di merda, te ne hanno steccate quattro e adesso che farai?

Annulli il campionato del mondo?

Ricapitolo con piacere le cazzate di parrucchino pannolinato:

Disse: Capisco molto bene lo sport.

Non c'è stato alcun fallo su Balogun in quell'azione, e la decisione dell'arbitro è stata molto strana e sospetta.

Il nostro giocatore non ha fatto nulla di male, eppure è stato espulso con un cartellino rosso.

Non sapevo che questa espulsione significasse che avrebbe saltato anche la partita successiva.

Perdere il nostro giocatore più importante in questo modo è completamente ingiusto, ed è per questo che ho chiesto alla FIFA di rivedere questa decisione.

Naaa e grazie Belgio che hai sistemato con le quattro pere sto pirla di parrucchino...

Questa è la FIFA

e QUESTO è parrucchino il governatore del mondo