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domenica 10 maggio 2026

l'Iran ci fa il filo.

 


L’abbraccio del nemico: quando la diplomazia persiana gioca a fare la dama con il dolore italiano.

Cara Giorgina non vorrei esser nei tuoi panni e proprio oggi che la festa è dedicata a chi ci mise al mondo, c’è un’immagine che i manuali di geopolitica non insegnano, perché appartiene alla categoria delle assurdità che la realtà, da sola, sa generare meglio di qualsiasi scrittore di fantapolitica.

L’Iran, la Repubblica islamica che l’Occidente ha imparato a temere come il secondo polo del “grande satana”, si è trasformata in queste ore nella paladina dell’Italia e del suo Papa.

Le ambasciate di Teheran sparse per il mondo – dal Ghana alla Thailandia, dalla Bulgaria all’Armenia – hanno rotto un silenzio che sarebbe stato prudente mantenere e hanno scelto di schierarsi pubblicamente al fianco di Giorgia Meloni e di Papa Leone XIV contro le invettive del parrucchino .

Perché dovremmo colpire l’Italia? Amiamo il popolo italiano, il calcio, il cibo. Amiamo Roma, Milano, Venezia, Firenze, Napoli e tutte le sue città”, ha scritto l’ambasciata di Teheran in Thailandia su X, rispondendo con studiata dolcezza alla boutade di parrucchino secondo cui l’Iran avrebbe un’arma nucleare capace di “far saltare in aria l’Italia in due minuti” .

La coreografia è surreale quanto basta per far rizzare i peli sul culo a chiunque abbia un minimo di memoria storica.

L’Iran non è un pacifico regno di poeti e gelatieri, anche se la sua diplomazia social sta lavorando sodo per farlo credere a noi che siamo scesi con la piena.

È una teocrazia militarista che finanzia il terrorismo, reprime le donne e le minoranze, e minaccia da decenni l’esistenza stessa di Israele.

Ma la propaganda non ha bisogno della verità, ha bisogno di efficacia.

E l’efficacia, in questo caso, si misura nella capacità di inserirsi come un cuneo nelle crepe dell’alleanza atlantica, offrendo a un’Italia ferita nell’orgoglio un inaspettato, imbarazzante, pericoloso abbraccio.

Il primo a cogliere la palla al balzo è stato l’ambasciatore iraniano in Ghana, che ha scritto un post davvero degno di nota per la sua miscela di ironia e veleno: “Cara Italia, il vostro primo ministro ha difeso il Papa e ha perso un alleato a Washington – il ‘Comandante del Dolore’, l’uomo più ‘potente’ della terra. Vorremmo candidarci per il posto vacante” .

E poi l’elenco delle “qualifiche”: “7.000 anni di civiltà, un amore condiviso per la poesia, l’architettura e il cibo che richiede più tempo per essere preparato rispetto alla capacità di attenzione di Trump” .

Il colpo di grazia, naturalmente, è arrivato con l’ormai celebre dichiarazione sulla guerra fredda del gelato: “L’unica cosa per cui Iran e Italia abbiano mai litigato è su chi ha inventato il gelato.

Il faloodeh è arrivato primo, ma il gelato ha fatto più rumore” .

Sembrerebbe tutto una presa per il culo da social network, se non fosse che dietro la satira c’è una strategia politica precisa.

Il regime degli ayatollah ha capito che l’amministrazione del parrucchino, con la sua politica aggressiva in Medio Oriente e i suoi attacchi frontali agli alleati europei, ha creato un vuoto di fiducia che può essere riempito.

E lo ha capito anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha pubblicamente lodato “le posizioni di Spagna, Cina, Russia, Turchia, Italia ed Egitto nell’opporsi alla bellicosità e ai crimini del regime sionista” .

La frase è studiata per incassare: mette Italia e Spagna sullo stesso piano di Russia e Cina, allarga la crepa tra Washington e i suoi alleati, e legittima l’idea che esista un fronte anti-israeliano – se non anti-americano – di cui anche i paesi europei farebbero parte.

La domanda che un povero pirla deve porsi non è se la mossa iraniana sia cinica – lo è, e apertamente – ma se l’Italia abbia i mezzi per resistere a questo genere di corteggiamento.

La risposta, purtroppo, è meno confortante di quanto si vorrebbe. L’Italia è un paese che dipende per l’80% del proprio fabbisogno energetico dalle importazioni, e buona parte di queste passa attraverso lo Stretto di Hormuz, esattamente dove l’Iran minaccia di bloccare il traffico navale .

L’Italia ospita basi militari americane fondamentali per la proiezione di potenza degli Stati disUniti nel Mediterraneo, ma anche flotte commerciali che devono attraversare acque non sempre sicure. L’Italia, insomma, è un paese esposto, e la diplomazia iraniana lo sa.

La politica dell’Iran è sempre stata improntata al rispetto delle nazioni, non alla loro distruzione”, ha scritto l’ambasciata in Bulgaria, quasi a voler contrapporre la “civiltà persiana” alla rozzezza parrucchiniana .

È una narrazione che fa leva su un pregiudizio diffuso in Italia: l’idea che il nemico vero, quello che ci minaccia e ci umilia, sia l’alleato infedele, non il regime che ci offre gelato e poesia.

Ma la realtà, come sempre, è più dura delle favole.

L’Iran non ama l’Italia.

L’Iran sta usando l’Italia come scudo propagandistico, e lo fa con la stessa abilità con cui, dall’altra parte del mondo, parrucchino ha usato l’Italia come capro espiatorio della sua frustrazione guerrafondaia.

La Giorgina, finora, non ha risposto ufficialmente alle avances iraniane, e ha fatto bene cazzo.

Accettare, anche solo implicitamente, questo abbraccio significherebbe legittimare una teocrazia che impicca gli omosessuali e lapida le donne adultere.

Rifiutarlo, però, la espone al rischio di sembrare ingrata verso chi – in apparenza – ha preso le sue difese.

È una trappola perfetta, cucita su misura per una leader che ora si trova a dover scegliere tra due mali: l’umiliazione del parrucchino o la promiscuità khomeinista.

Cazzi veramente acidi.

La destra storica, quella che non confonde i principi con le mode, avrebbe una risposta chiara:

l’alleanza si sceglie, non la si subisce.

E se un’alleanza diventa asfissiante, la si abbandona, ma non per gettarsi tra le braccia del primo corteggiatore opportunista.

L’Iran non è un amico, non è un alleato, non è nemmeno un partner commerciale affidabile.

È una dittatura religiosa che sta usando le fragilità dell’Italia per indebolire l’Occidente.

E se c’è una cosa che l’Occidente non può permettersi, in questo momento storico, è di regalare ai propri nemici la vittoria della propaganda senza nemmeno combattere.


sabato 9 maggio 2026

Wow..li abbiamo affondati..

Eccoci arrivati al sabato.. sono in attesa di veder vincere il buon Sinner mentre fuori stanno mettendo bancarelle e giostre per la festa del paese e quindi son convinto che pioverà come tutti gli anni e sto paese è fuori dal tempo quasi come Bugnano, non per nulla hanno festeggiato il carnevale domenica scorsa, rompendo le balle con carri e coriandoli che ci porteremo dietro sino alla prossima piena. 

Son fortunato che qui non abbiamo l'invasione dei pavoni ma solo quella dei piccioni e in attesa del Sinner preferisco tornare sulle misfatte del parrucchino d'oltreoceano.

Godo come un falco nel leggere che ha dichiarato nel suo blog di aver distrutto per la nona volta la marina iraniana (le prima otto non contano, erano esercitazioni di distruzione), ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz che aveva riaperto dopo aver vinto per l'ottava volta la guerra che non era una guerra, ma era abbastanza una guerra da vincerla, però non abbastanza da dichiararla, perché dichiarare le guerre è pericoloso per la pace e per questo forse gli è stato negato il nobel ...

Ma stracazzo, sto fuoridimelone ci prende proprio per chi è sceso con la piena.

Ricapitolando.. la non-guerra era necessaria per eliminare l'uranio che non esisteva, affinché l'Iran non costruisse la bomba che non stava costruendo con l'uranio che non aveva, per la guerra che non c'era.

Permettetemi un sorso di grappa corretta con genziana ...  

Ma Santa Intima di Carinzia... sti Stati disUniti — che possiedono abbastanza testate nucleari da distruggere il pianeta sedici volte — minacciano solennemente che useranno le armi nucleari per impedire all'Iran di avere armi nucleari, perché avere armi nucleari, come è noto, è estremamente pericoloso per chi non le ha già.

Altro goccio di grappa per protezione del fegato ... 

La logica è impeccabile: le armi nucleari sono sicure solo nelle mani di chi le usa per impedire ad altri di averle, e pericolose nelle mani di chi le vorrebbe avere come deterrente per impedire a qualcuno di usarle.

Vado di limoncello del Carando in quanto la genziana era forse in quantità eccessiva e lascia un retrodisgusto che non mi quadra... 

Alla fine dei conti, se sti Stati disUniti vedessero dall'esterno ciò che gli Stati disUniti fanno all'interno degli Stati disUniti nei confronti degli Stati disUniti stessi, invierebbero immediatamente le proprie forze armate a liberare gli Stati disUniti dalla tirannia degli Stati disUniti — probabilmente bombardando gli Stati disUniti per importarvi finalmente la democrazia degli Stati disUniti.

Bevo un poco di latte (con cognac) per disintossicarmi... 

Sta minchia quanto letto nel suo blog è autocontraddizione strutturale, elevata a sistema.

Vabbuo' questa à la dottrina di parrucchino e capisco la Giorgina che non sa più su quale specchio arrampicarsi.

Bah... 

Tutto questo mi fa ricordare un mio amico d'infanzia che diceva d'aver vinto una lotta 

glie ne avevano date tante, ma lui glie ne aveva dette di più.

Forza parrucchino che se tutto va bene siamo rovinati e spero nel Sinner tra poco e buona domenica a tutti (tranne che a uno).




venerdì 8 maggio 2026

Scopri le password..

 


Faccio una pausa dal seguire il parrucchino e torno all'informatica che mi ha appassionato sin dall'inizio e mi ricordo quando facevo stupire chi avevo in rete dicendo “ora ti apro il cassetto del CD” oppure quando bloccavo le poste a chi mi stava sui cosidetti, inviando migliaia di file oppre delle pass.. anzi pure ai nostri giorni è come sparare sulla croce rossa ed ecco

Come recuperare le password dalla memoria di EDGE..

: per Microsoft non èun problema.

Potete provare anche voi: creando un dump della memoria di Microsoft Edge è possibile trovarci all'interno nomi utente e password in chiaro.

Per chi non vuol perder tempo a leggere tutto il post deve solo 

 premere CTRL+MAIUSC+ESC per aprire il Task Manager, cercare Edge quindi cliccare con il tasto destro su Browser nella sezione Processi quindi selezionare Crea file di dump della memoria.

Dump memoria RAM Edge password

A questo punto, si può scaricare l’utilità Strings di Microsoft-Sysinternals e andare alla ricerca di una password nota, oppure sfruttare lo schema seguente per cercare qualunque credenziale associata a specifici siti web:

<url of the site><protocol>< ><userid>< >password>

Chi invece vuole  il passo passo continui la lettura... 

 Proprio in occasione della Giornata Mondiale della Password 2026, si è fatto un gran parlare di un problema di sicurezza legato a Microsoft Edge.

Diversi ricercatori hanno segnalato la presenza di credenziali memorizzate in chiaro durante specifiche operazioni di esportazione o sincronizzazione con il browser dell’azienda di Redmond.

I browser salvano nomi utente e password in locale utilizzando chiavi derivate dall’utente autenticato nel sistema operativo. In ambiente Windows, Edge sfrutta Data Protection API (DPAPI), componente presente da tempo nel sistema Microsoft. DPAPI lega la cifratura all’account locale o dominio dell’utente; di conseguenza un malware eseguito con gli stessi privilegi può spesso accedere ai dati protetti senza dover rompere la cifratura.

Per questo abbiamo spesso sottolineato che i password manager dei browser web sono da considerarsi poco sicuri: molto meglio una soluzione professionale per la gestione delle credenziali che sia protetta non solo con una passphrase principale ma anche con l’autenticazione a due fattori.

Perché la memorizzazione delle password nei browser resta delicata

Il browser protegge il contenuto del suo password mananger integrato soprattutto contro accessi offline o furti del database locale, non contro compromissioni attive della sessione utente.

Edge salva le credenziali dell’utente in un database SQLite chiamato “Login Data“: i valori sono cifrati tramite chiavi AES protette da DPAPI. Microsoft ha inoltre introdotto funzionalità come Password Monitor, sincronizzazione con account Microsoft e integrazione con Windows Hello. Tutto corretto sul piano teorico; va detto però che ogni funzione aggiuntiva amplia anche la superficie di attacco.

Password in chiaro in Microsoft Edge? Nel 2026?

La segnalazione rilanciata dal SANS Internet Storm Center ha attirato attenzione soprattutto per il titolo provocatorio: “Cleartext Passwords in MS Edge? In 2026?“.

Tuttavia, dietro la domanda c’è un dubbio concreto sulla gestione delle credenziali durante alcune procedure operative del browser.

Non si parla di password archiviate permanentemente in chiaro all’interno del database locale di Edge: il problema riguarda invece scenari più sfumati come esportazioni CSV, passaggi temporanei in memoria, sincronizzazioni o visualizzazioni lato utente che potrebbero rendere accessibili le password in forma leggibile.

Anche se il database locale delle password resta cifrato, il browser deve necessariamente decifrare le informazioni quando l’utente ne richiede la visualizzazione o le inserisce automaticamente nei moduli web.

Qui entra in gioco il problema del credential dumping: strumenti offensivi e malware specializzati possono leggere aree di memoria dei processi legati al browser cercando credenziali in forma leggibile.

Non è una novità: framework come Mimikatz hanno mostrato per anni quanto la memoria di sistema possa diventare un bersaglio privilegiato.

Microsoft ha introdotto mitigazioni importanti in Windows 11, inclusa la protezione VBS (Virtualization Based Security) con isolamento basato sulla virtualizzazione e vari controlli di integrità kernel. Però il browser rimane comunque un’applicazione user-space: se il sistema è già compromesso con privilegi adeguati, l’attaccante può spesso intercettare dati riservati prima che tornino in forma cifrata sul disco.

Guardate come le password diventano visibili

 premere CTRL+MAIUSC+ESC per aprire il Task Manager, cercare Edge quindi cliccare con il tasto destro su Browser nella sezione Processi quindi selezionare Crea file di dump della memoria.

Dump memoria RAM Edge password

A questo punto, si può scaricare l’utilità Strings di Microsoft-Sysinternals e andare alla ricerca di una password nota, oppure sfruttare lo schema seguente per cercare qualunque credenziale associata a specifici siti web:

<url of the site><protocol>< ><userid>< >password>

Ancora, è possibile sfruttare la sintassi seguente, che consente di estrarre la maggior parte delle credenziali dell’utente gestite da Edge in un formato immediatamente leggibile:

strings -n 8 msedge.DMP | find "comhttps"

Sapete qual è la cosa ironica?
Per visualizzare queste credenziali nel browser, si attiva una complessa procedura di sicurezza (…).
Il tutto, però, in chiaro, a disposizione di chiunque. (…) Microsoft classifica questo comportamento come “comportamento previsto”.
Non so quale manager o responsabile l’abbia deciso, spero non sia stato nessuno del loro team di sicurezza.

La posizione di Microsoft

Microsoft non considera il comportamento una vulnerabilità critica vera e propria.

L’azienda ha spiegato che un eventuale accesso alla memoria del browser richiede comunque una compromissione preventiva del dispositivo e privilegi adeguati sul sistema.

Secondo la società guidata da Satya Nadella, il rischio principale non sarebbe il password manager di Edge in sé, ma la presenza di malware già caricato in locale con accesso ai processi utente.

Il punto resta però oggetto di feroci critiche perché mantenere grandi quantità di credenziali già decifrate in RAM amplia inevitabilmente il “raggio d’azione” per attività di memory scraping e credential dumping.





Project Freedom fallito.

 


Voglio bene a parrucchino giallo e godo come un falco nel leggere le cazzate che si inventa al mattino mentre si cambia il pannolone. Secondo la stampa americana, è stato costretto a ridimensionare la sua tanto pubblicizzata missione “Project Freedom” nello Stretto di Hormuz dopo che l’Arabia Saudita, principale alleato di Washington in Medio Oriente, ha vietato agli Stati Uniti l’utilizzo delle sue basi militari e del suo spazio aereo per condurre l’operazione.

Secondo la NBC News, le autorità saudite erano estremamente contrariate dalla decisione degli Stati Uniti di lanciare un’operazione che avrebbe potuto mettere a repentaglio le infrastrutture petrolifere e militari del regno.

Quando l'idiota, come sua consuetudine, ha annunciato inaspettatamente questa iniziativa sui social media, gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico sono stati colti di sorpresa.

Riyadh quindi ha fatto come il nostro cunense ed ha negato all’esercito americano l’accesso alla base aerea Prince Sultan e allo spazio aereo saudita per i voli relativi all’operazione.

Questa restrizione ha privato gli americani di risorse cruciali necessarie per effettuare il trasporto aereo, il rifornimento e le missioni di sicurezza, costringendo la Casa Bianca a cancellare l’ambizioso programma “Project Freedom” poco dopo il suo lancio. Le conversazioni telefoniche tra parrucchino e un incazzato come una iena principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman non sono riuscite a risolvere le divergenze.

Nel frattempo, dopo lo smantellamento del Project Freedom da parte di parrucchino, il blocco dello Stretto di Hormuz non è stato revocato e gli iraniani continuano a fare i cazzi loro, rifiutandosi ancora di cedere alle minchiate di Washington.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio con l'incombenza di ricucire i rapporti Papali e Giorgiani e col duro compito di giustificare l'idiota, ha persin detto che ama l'Italia e la prox volta parlerà in Italiano ma per non esser castigato da parrucchino ha dovuto dichiarare che gli Stati Uniti si stanno impegnando per ripristinare lo Stretto di Hormuz alla situazione prebellica... ma ormai chi ci crede più alle fesserie di questi fuori di melone ed è meglio che mi faccio qualche vignetta per alleggerire la capa.


giovedì 7 maggio 2026

Project Freedom è già finita

 


Mi domando come mai una buona parte dei miei post è inerente alle cazzate che sta facendo parrucchino e mi son dato la risposta..

Considerato che in questa vita occorre avere moneta per sopravvivere e il patrimonio da cui traggo il monetame si assottiglia semprepiù in modo impressionante causa l'instabilità che l'idiota ha e sta creando, è ovvio che i miei due neuroni rimasti debbano tenere sotto controllo le varie cazzate che sto pirla tira fuori..

ogni mattina si sveglia ed elocubra la nuova fesseria..

Ad ogni modo ho già detto che parrucchino è un caso patente di declino cognitivo, adesso dico che non c'è modo di capire la condotta americana in questa guerra se si dimentica questo elemento.

L'operazione Project Freedom, che serviva a svuotare il Golfo Persico dei mercantili rimastivi intrappolati, è già finita, e nulla è stato svuotato.

Tutto è durato meno di 48 ore e val la pena ricordare che..

Domenica, 3 Maggio, parrucchino annuncia su Truth Social il lancio di "Project Freedom".

L'obiettivo dichiarato è "riprendere il controllo totale dello Stretto di Hormuz" e scortare le navi mercantili bloccate, mantenendo al contempo il blocco navale totale sui porti iraniani.

Lunedì, 4 Maggio, inizia ufficialmente l'operazione.

CENTCOM tenta di scortare le prime due navi battenti bandiera statunitense attraverso lo Stretto.

Motovedette veloci dei Pasdaran (IRGC) attaccano il convoglio con droni suicidi e missili a corto raggio.

La Marina USA risponde al fuoco: il Pentagono conferma di aver affondato tra le 7 e le 10 imbarcazioni iraniane.

L'Iran reagisce colpendo obiettivi in Oman e negli Emirati Arabi Uniti.

Martedì, 5 Maggio, l'Arabia Saudita comunica ufficialmente a Washington che non concederà l'uso della base aerea Prince Sultan né l'accesso al proprio spazio aereo per le operazioni di "Project Freedom".

Riad dichiara di preferire la mediazione diplomatica guidata dal Pakistan.

Senza la copertura aerea garantita dalle basi saudite, i cacciatorpediniere americani nel Golfo rimangono vulnerabili agli attacchi asimmetrici iraniani.

I rifornimenti in volo diventano impossibili.

Nella sera dello stesso giorno l'idiota pubblica un nuovo post annunciando la "sospensione temporanea" di Project Freedom. Giustifica la mossa citando "grandi progressi" verso un accordo finale con l'Iran (grazie alla mediazione pakistana), ma di fatto è costretto a fermarsi per mancanza di supporto logistico.

Mercoledì, 6 Maggio, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth tentano di rassicurare gli alleati regionali parlando di "missione compiuta" per la fase iniziale, ma ammettono che l'operazione di scorta è ferma.

L'idiota pensava che se lui dichiara le sue intenzioni su Truth, qualunque esse siano, l'Arabia Saudita si sarebbe unita entusiastica e obbediente.

E lo stesso avrebbero fatto gli altri paesi del Golfo.

E' difficile spiegare tutto ciò con la semplice incompetenza (sulla quale, comunque, pochi nutrono dubbi). La ripetizione di questi errori grossolani (annunciare operazioni impossibili, ignorare i vincoli geografici, alienarsi alleati chiave su cui si basa la propria stessa missione) suggerisce che il "quadro d'insieme" non sia più presente nella sua mente, sostituito da impulsi momentanei e frammenti di informazioni non sintetizzati.

Del resto, se sono vere le indiscrezioni sul compromesso che si sta preparando tra le due parti, non c'è nulla nel suo contenuto su cui non ci si poteva accordare già a Marzo, quando parrucchino esigeva la "resa incondizionata" dell'Iran e l'economia globale cominciava ad andare a rotoli.

Una grossa responsabilità per il vice presidente e i membri del governo, a cui la Costituzione assegna il compito di rimuovere un presidente inabile ai doveri della sua carica (XXV emendamento, ratificato nel 1967).

E fatelo fuori sto coglione.

Rimborsi Assicurazioni Salute.

 

HI, sto compilando il 730 e ti faccio questa domanda... I rimborsi dell'assicurazione salute vengono indicati come detrazione dalle spese sanitarie automaticamente sul compilato?

Quindi:

No, il fisco non sottrae automaticamente i rimborsi dell'assicurazione sanitaria dalle spese nel tuo 730 precompilato.  

Spetta a te verificare e modificare i dati per evitare di pagare tasse che non dovresti. 

Tutto questo perché i rimborsi possono arrivare alla tua assicurazione in momenti diversi rispetto a quando hai pagato la spesa.

Per gestire la situazione al meglio, ecco i tre scenari principali che potresti trovare:

📌 Scenario 1: Rimborso ricevuto nello stesso anno della spesa

Se hai sostenuto una spesa nel 2025 e hai ricevuto il rimborso sempre nel 2025 (per esempio dopo qualche mese), devi portare in detrazione solo la parte che hai pagato effettivamente di tasca tua.

  • Cosa fare nel 730: Accedi alla tua dichiarazione precompilata e modifica l'importo della spesa, indicando solo la cifra che è rimasta a tuo carico.

📌 Scenario 2: Rimborso ricevuto in un anno successivo alla spesa

Se hai pagato una spesa nel 2024, l'hai già dichiarata e detratta, ma il rimborso ti è arrivato dalla assicurazione nel 2025, l'Agenzia delle Entrate lo considererà un "reddito" perché hai avuto un vantaggio economico aggiuntivo.

  • Cosa fare nel 730: Cerca questo rimborso nel 730. Se il fisco lo ha già inserito come reddito e tu sei già stato tassato per quella spesa, devi cancellare l'importo dal Quadro M del modello (rigo M3, codice 01) per correggere l'errore.

⚠️ Scenario 3: L'assicurazione comunica un rimborso superiore alle spese

Se l'assicurazione comunica un rimborso maggiore o uguale al totale di tutte le tue spese sanitarie rilevate dalla Tessera Sanitaria, l'Agenzia delle Entrate bloccherà del tutto l'utilizzo dei dati sanitari, e nel riepilogo apparirà la dicitura "dati utilizzati NO".

  • Cosa fare nel 730: Dovrai calcolare da solo l'importo netto che hai sostenuto e andare a modificare manualmente la quota di spese detraibili nel precompilato. È un caso in cui l'intervento manuale è obbligatorio.

La parte più importante, fare sempre una verifica approfondita del tuo 730 precompilato, perché i dati non sono mai garantiti al 100%

Controlla tutte le cifre con le ricevute e i documenti che hai conservato.

Ti do un ultimo consiglio: se questi calcoli ti sembrano troppo complicati, ti suggerisco di rivolgerti a un CAF o a un commercialista di fiducia

Ti aiuteranno a fare tutto in modo corretto e senza rischi.

Spero che questa panoramica ti sia d'aiuto. 

Se hai un caso particolare e vuoi approfondire, chiedi pure.

mercoledì 6 maggio 2026

Truffa NEXI.


 

Fate attenzione alla truffa NEXI.

Stamattina la Lella ha ricevuto un msg che pareva spedito da NEXI e diceva:

è stata richiesta un’autorizzazione di pagamento di 1.650,00 EUR, se non ha effettuato lei l’operazione. Contatti il Servizio Clienti 0355007298”.

Fate attenzione che potreste riceverlo pure voi e sebbene appare credibile in quanto NEXI è una delle aziende principali del settore pagamento digitale, questo msg è smishing ovvero una truffa progettata per sfruttare la reazione emotiva di chi lo riceve in quanto fa riferimento a importi elevati e invita ad agire subito. 

Ovviamente detto msg parlava di un'operazione in corso o già autorizzata e suggeriva che l'unico modo per bloccarla era quella di contattare rapidamente il numero indicato nel testo o di cliccare sul link.

Chiamare il numero indicato significa entrare direttamente nel meccanismo della truffa, dove l’interlocutore cercherà di ottenere informazioni personali o di indurre operazioni non autorizzate.

Se vi arriva un msg tipo questo:



Bloccate il mittente:

  • Su Android: tenere premuto il messaggio > Blocca numero

  • Su iPhone: toccare il numero > Info > Blocca contatto

Segnalate alle autorità:

  • Inoltrando l’SMS al numero 119 (servizio gratuito)

  • Presentando denuncia presso la Polizia Postale

  • Segnalando su commissariatodips.it

Questi sono altri numeri che hanno tentato la castigata:

  • 3793087263, 3519850232, 3508548549).

Quindi occhio ai cybercriminali e buona giornata a tutti tranne che a uno.