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giovedì 23 aprile 2026

Guerra all'Italia.

 

 

Avrete sentito la storia del russo che ha letteralmente dichiarato guerra all'Italia colpendo la Meloncina con frasi da osteria infimo livello e ho cercato di capire di più su quello che i TG propinano parlando con Giordano Palerna e questi mi ha passato un articolo del Cesio Endrizzi che vi passo paro paro e val la pena di leggerlo

La villa, la storia e il complotto: il megafono del Cremlino dichiara guerra all’Italia

ROMA – C’è una frase, nella lunga requisitoria che Vladimir Solovyev ha riversato ieri sera nei suoi canali Telegram e nelle dirette del suo programma “Polnyj Kontakt”, che funziona come una chiave di volta per decifrare l’intero, delirante meccanismo. 

“Signora Meloni, le parla un uomo, un ebreo, che le autorità italiane hanno nuovamente sottoposto a persecuzioni” . 

Non è un lapsus, non è un improvviso accesso di coscienza storica, non è nemmeno la più goffa delle strumentalizzazioni. 

È un manifesto: il conduttore che ha trasformato l’insulto in genere letterario e la propaganda in arte performativa, l’uomo che Putin ha insignito personalmente con l’Ordine di Alexander Nevsky e con la medaglia “per meriti per la madrepatria” per la sua campagna di odio contro l’Ucraina, ha scelto di vestire i panni della vittima. Della vittima perseguitata, per giunta, da un paese – l’Italia – che secondo la sua ricostruzione sarebbe ancora oggi, a ottant’anni dalla caduta del fascismo, una sorta di colonia ideologica del ventennio, governata da “seguaci del fascista Mussolini” che si rendono “complici di tutti i crimini dell’Italia fascista” sostenendo “lo Stato nazista ucraino” .

Il groviglio logico è talmente contorto da sembrare volutamente inestricabile, e forse lo è. 

Perché Solovyev non cerca la coerenza, cerca l’effetto. 

E l’effetto, in questo caso, è duplice: da una parte, rivendicare a sé la patente di “antifascista” e di “ebreo perseguitato” per delegittimare qualsiasi critica ai suoi metodi – chi oserebbe attaccare un uomo che si dichiara erede delle vittime della Shoah? 

– e dall’altra, rovesciare sul governo italiano la responsabilità per il sequestro delle sue due ville sul lago di Como, quelle che la Guardia di Finanza gli ha congelato nel 2022 in applicazione delle sanzioni europee contro gli oligarchi russi . 

Otto milioni di euro di proprietà, tra Loveno di Menaggio e Pianello del Lario, che il presentatore non ha mai perdonato all’Italia, e che sono state anche vandalizzate con un incendio doloso e scritte di vernice rossa . 

Per Solovyev, quelle ville non sono il frutto di un’amicizia col Cremlino che gli ha permesso di accumulare ricchezze mentre in Ucraina morivano civili. Sono il simbolo di una “persecuzione” che lo accomunerebbe, nella sua delirante ricostruzione, alle persecuzioni antisemite della storia italiana. 

È un azzardo talmente blasfemo che lascia senza parole, eppure è perfettamente funzionale alla macchina della propaganda russa: trasformare l’aggressore in vittima, il sanzionato in perseguitato, il propagandista della guerra in paladino della memoria.

L’attacco, come è noto, non si ferma alla premier. 

Solovyev allarga il tiro a tutto il paese, e lo fa con un lessico che mescola accuse storiche e ossessioni contemporanee in un frullato tossico. 

“Voi, condividendo le idee di Mussolini, vi rendete complici di tutti i crimini dell’Italia fascista e, per logica, dovete assumervene la responsabilità” . 

Poi l’aggancio al presente: “Lei dimostra simpatia per questi crimini, sostenendo lo Stato nazista ucraino, che compie atti terroristici sul territorio della Russia e non ha nascosto la preparazione di numerosi omicidi: tra gli obiettivi dichiarati dalle autorità ucraine ci sono anch’io” . 

L’accusa, formulata con la precisione di un capo d’imputazione, è che l’Italia sarebbe complice di un presunto complotto ucraino per ucciderlo. 

E la prova? Nessuna, naturalmente, se non la sua stessa parola. 

Ma nel mondo di Solovyev, la prova non serve: serve la ripetizione, l’eco, la viralità. 

E su questo terreno, il conduttore russo è un maestro. 

Il suo programma su Rossiya 1 raggiunge milioni di spettatori, i suoi canali Telegram sono tra i più seguiti nella Federazione, e le sue uscite – specie quando sono in italiano, come quella di ieri in cui definiva Meloni “idiota patentata” e “cattiva donnuccia” – sono studiate per rimbalzare oltre i confini russi, per costringere i media occidentali a parlarne, per alimentare quella guerra ibrida che è la specialità del Cremlino .

La reazione italiana, in queste ore, è stata compatta ma anche un po’ stanca, come se l’abitudine all’insulto avesse smussato la capacità di indignarsi. 

La Farnesina ha convocato l’ambasciatore russo Alexey Paramonov, che ha preso le distanze dal conduttore definendolo “un giornalista indipendente” e sostenendo che “nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti di Meloni o dell’Italia” . 

Una dichiarazione che suona come una presa in giro, perché tutti sanno che Solovyev non è un giornalista indipendente: è il megafono del Cremlino, l’uomo che Putin ha premiato di persona, il volto televisivo della guerra . 

E la sua campagna d’odio contro l’Italia – che non è cominciata ieri, ma che si è intensificata dopo il sequestro delle ville – è una componente organica della strategia russa per delegittimare i paesi europei che sostengono l’Ucraina. 

La premier Meloni, da parte sua, ha risposto con la sobrietà che la situazione richiede: “Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. 

Noi, diversamente da altri, non abbiamo padroni. 

La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia” . 

Poche parole, misurate, senza replicare agli insulti personali. 

È la scelta giusta, perché ogni replica darebbe a Solovyev esattamente ciò che vuole: attenzione, legittimazione, uno spazio nel dibattito italiano.

E mentre la polemica infiamma i talk show e i social network, c’è una domanda che resta sospesa, come il fumo di un incendio mai del tutto spento: perché l’Italia? 

Perché Solovyev, che potrebbe bersagliare qualsiasi altro leader europeo, ha scelto di concentrare la sua rabbia proprio su Giorgia Meloni e sul nostro paese? 

La risposta, probabilmente, è la combinazione di due fattori. 

Il primo è personale: le ville sequestrate. 

Solovyev era innamorato dell’Italia, ci aveva investito milioni, ci aveva persino ottenuto un certificato di residenza . 

La revoca di quel sogno – la confisca delle dimore sul lago, l’impossibilità di tornare nel paese che amava – gli brucia come una ferita aperta, e ogni attacco a Meloni è anche un atto di rivalsa contro chi gli ha tolto il suo angolo di paradiso. 

Il secondo fattore è politico: l’Italia, sotto la guida di Meloni, è diventata uno dei sostenitori più convinti dell’Ucraina in Europa, e il suo governo, per quanto criticato su altri fronti, non ha mai vacillato sul sostegno a Kiev. Colpire Meloni significa colpire il consenso italiano all’alleanza atlantica, significa seminare dubbi, significa provare a indebolire una delle voci più autorevoli del fronte europeo. 

Che poi gli argomenti usati siano storicamente ridicoli – paragonare il governo Meloni al fascismo, definire l’Ucraina “Stato nazista” – non importa. La propaganda non ha bisogno di essere vera, ha bisogno di essere ripetuta. 

E Solovyev, da questo punto di vista, è una macchina da ripetizione perfetta.

E così, mentre l’ambasciatore russo viene convocato e richiamato, e i diplomatici italiani spiegano che “non si accettano lezioni da un regime che reprime ogni dissenso”, e il presidente ucraino Zelensky offre solidarietà a Meloni definendo i propagandisti russi “miserabili” , la vicenda si avvia verso la sua inevitabile dissolvenza. 

Tra qualche giorno, qualcun altro dirà qualcos’altro, e i riflettori si sposteranno. 

Ma il danno, per quanto gestibile sul piano diplomatico, resta: Solovyev ha dimostrato ancora una volta che la guerra non si combatte solo con i missili, ma anche con le parole, e che le parole, quando sono pronunciate da un megafono del Cremlino, possono ferire, offendere, delegittimare. L’Italia, dal canto suo, ha risposto con dignità, ma forse dovrebbe anche chiedersi se non sia il caso di alzare la voce, di raccontare con più forza le ragioni del proprio sostegno a Kiev, di non lasciare che il monopolio della narrazione sia nelle mani di chi trasforma la storia in un’arma e la memoria in un insulto. 

Perché alla fine, la partita non è tra Meloni e Solovyev, non è tra l’Italia e la Russia, non è nemmeno tra il bene e il male. 

È tra la verità e la menzogna, tra la complessità e la semplificazione, tra la democrazia e l’autocrazia. 

E in questa partita, l’Italia non può permettersi di restare in panchina. 

Deve giocare. E giocare fino in fondo.


mercoledì 22 aprile 2026

Reattori nucleari.

 

Ora ditemi per quale motivo abbiamo rinunciato al nucleare.

Se guardiamo dall'alto come sono disposti i reattori nucleari vicini all'Italia, possiamo davvero definirci dei gran coglioni..

Questo jpg del 2011 indica la posizione dei reattori di Francia, Svizzera, 

Germania, Spagna,Slovenia, Inghilterra...

Siamo solo noi gli sfigati e teste di minchia che non abbiamo centrali nucleari.

E poi il bello è che da veri ipocriti compriamo l’energia elettrica nucleare dalla Francia perché quella che ci produciamo in casa non basta e noi siamo diventati il più grande importatore di energia elettrica al mondo.

Bah.. lo so che c'e' stato un referendum e bastava avere un minimo di nozione di ingegneria energetica (senza per forza essere ingegneri) per poter valutare la situazione al momento del voto.

Noi votanti avremmo dovuto considerare il fabbisogno enorme, continuo e non negoziabile delle grandi infrastrutture pubbliche — ospedali, trasporti, industrie, data center oltre quello delle abitazioni private che sono due mondi con esigenze completamente diverse.

Le infrastrutture hanno bisogno di energia che ci sia sempre, ogni secondo, indipendentemente dal meteo o dall’orario.

Non possiamo permetterci che un ospedale o una rete ferroviaria funzionino “a intermittenza”.

Ed è qui che entra in gioco il nucleare che non abbiamo voluto: non perché sia “di moda” o ideologico, ma perché tecnicamente è una delle pochissime fonti in grado di garantire produzione continua, stabile e programmabile. 

Un reattore nucleare lavora praticamente sempre, con fattori di utilizzo che arrivano anche al 90%, mentre fotovoltaico ed eolico, per loro natura, producono molto meno e in modo discontinuo e considerato le mani mafiose è ovvio che abbiamo scelto la via del fotovoltaico e dei pannelli solari.

E a quel punto qualcuno dice: “vabbè, mettiamo tante rinnovabili e accumuliamo”.

Sì, sulla carta.

Ma nella realtà significa dover costruire sistemi di accumulo giganteschi, con costi enormi e limiti tecnologici ancora evidenti.

Ed è proprio lì che il conto smette di tornare.

Poi c’è un altro equivoco enorme sui costi.

Si guarda solo al costo iniziale delle centrali nucleari, che è alto, e ci si ferma lì.

Ma un impianto nucleare dura decenni, anche 60–80 anni, e nel frattempo produce quantità enormi di energia con costi operativi relativamente bassi e soprattutto stabili.

Se guardi il costo reale nel lungo periodo — quello per kilowattora prodotto — il nucleare è assolutamente competitivo, spesso più di tante alternative, soprattutto se nelle rinnovabili includi tutto quello che serve davvero per farle funzionare su larga scala, cioè accumuli e sistemi di backup.

E sul tema ambientale, anche qui si parla spesso per slogan.

In realtà il nucleare è tra le fonti con le emissioni più basse in assoluto, paragonabili a eolico e idroelettrico e infinitamente inferiori a gas e carbone.

Non è “pulito” in senso romantico, ma è estremamente efficiente e con un impatto climatico bassissimo.

Questo non significa che le rinnovabili non servano, anzi. 

Semplicemente vanno usate dove hanno senso.

Nelle case private, ad esempio, sono perfette: pannelli sul tetto, magari una batteria domestica, autoconsumo.

Lì funzionano benissimo, riducono i costi e alleggeriscono la rete. 

Ma pensare di reggere intere città o sistemi industriali complessi solo con produzione intermittente è, tecnicamente, fuori di melone.

La realtà è che un sistema energetico serio non è fatto di slogan, ma di equilibrio: una base solida, continua e affidabile — e oggi il nucleare è uno dei pochi strumenti per averla — affiancata da rinnovabili distribuite che migliorano l’efficienza complessiva.

Tutto il resto è semplificazione, e pure piuttosto grossolana.

Però abbiamo votato NO al nucleare ma lo andiamo a comprare dai cugini oltralpe che godono come falchi e ci danno dei coglioni.

Viva l'itaglia.


Avete in programma un viaggio in USA?

 


Non sono Putinista ma ho cambiato idea sull'America e pensare che sino a qualche tempo fa consideravo il nuovo continente un punto di arrivo ma le recenti azioni hanno confermato che davvero mi conviene rimanere nella terra dei "cagasotto" (come ci classifica parrucchino) e oggi parlo di sanità .

Noi e tutti i sinistrorsi, diciamo che la nostra sanità fa schifo e sinceramente vi e ci do/diamo ragione ma siamo ancora messi bene rispetto altri paesi e vi elenco rigorosamente in maiuscolo a cosa andreste incontro nel caso durante la visita nel nuovo mondo incorriate in qualche bua.

ECCO QUANTO COSTA IN MEDIA ANDARE DAL MEDICO IN USA.

(attenzione che questi dati sono ricavati prima della guerra che parrucchino ha scatenato i 28 di marzo 2026. Se avete fatto assicurazione state attenti che non tutti la riconoscono ed inoltre vi sono delle franchige scritta nella 15 pagina del contratto che avrete stipulato)



CHIAMARE UN'AMBULANZA:

DAI 400$ AI 1.200$. (IN BASE DELLA GRAVITA').



VISITA AL PRONTO SOCCORSO:

DAI 150$ AI 3.000$ IN BASE ALLA GRAVITA'

SE TI SLOGHI UN POLSO SI PARTE DAI 500$.

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INTERVENTO CHIRURGICO AL POLSO FRATTURATO 8.000$.

SEMPLICE VISITA DAL DENTISTA 250$.

SE VIENI RICOVERATO IN OSPEDALE PAGHI 2.000$ AL GIORNO.

I GRINGOS HANNO 4 OPZIONI PER TUTELARE LA PROPRIA SALUTE:

1 ASSICURAZIONE BRONZE TI COSTA 200$ AL MESE.

COPRE IL 60% DELLE SPESE MEDICHE.

L'ALTRO 40% LO PAGHI TU.

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COPRE L'80% DELLE SPESE MEDICHE.

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COPRE IL 90% DELLE SPESE MEDICHE.

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ESSENDO CURE A BASSO COSTO, IN CASO DI PROBLEMI GRAVI PUOI SOLO PREGARE E FARTI UNA INEZIONE DI RICINO.

QUESTA E' LA SANITA' AMERICANA:

SENZA DENARI DEVI SOLO SPERARE IN UN MIRACOLO DELLA SANTUZZA DI TURNO DIVINO PER GUARIRE.

ECCO PERCHE' LI REPUTO UN POPOLO DI BASTARDI E SMETTETE DI LAMENTARVI DELLA SANITA' IN ITALIA.

Alla luce di questi numeri e' evidente che partire per gli Stati Uniti senza assicurazione sanitaria è una follia: anche un semplice malore può trasformarsi in una spesa da migliaia di dollari, e se succede qualcosa di serio i costi possono rovinarti la vita. 

Non basta averne una qualunque: serve una polizza con un massimale alto (almeno 1 milione di euro) ed emessa da una compagnia affidabile.
Per aiutarti a scegliere bene ho scritto una guida dettagliata con consigli pratici e confronti utili: 

 guida alla scelta dell’assicurazione giusta per viaggiare negli USA

 


 


lunedì 20 aprile 2026

Parrucchino all'attacco.


 

Parrucchino, quello che voleva il nobel per la pace ora sta dimostrando la vera faccia e gioca a fare la guerra e l'ultimo episodio e l'attacco che ha condotto di recente.




Vedi il video.



Washington intercetta e prende il controllo di un mercantile iraniano nel Mar Arabico.

Teheran accusa “pirateria armata” e lancia attacchi con droni contro le unità navali statunitensi.

Non si è fatta attendere la risposta militare iraniana: nelle prime ore di oggi 20 aprile, le forze della Repubblica Islamica hanno lanciato diverse ondate di droni contro le navi della Marina statunitense nel Golfo dell’Oman e nella parte settentrionale del Mar Arabico. Un’azione che, come riportano fonti iraniane, rappresenta la ritorsione diretta contro il sequestro di un mercantile battente bandiera iraniana avvenuto il giorno precedente.

A rivendicare la linea dura è stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia: “L’Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell’esercito statunitense”.

Il portavoce ha poi accusato Washington di aver compiuto un attacco ingiustificato: “Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d’Oman.

Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi”.

Le autorità iraniane, citate dai media statali e dalle agenzie Pars e Tasnim, sostengono che la nave – la M/V Touska – fosse in navigazione dalla Cina verso l’Iran quando è stata intercettata. Subito dopo l’episodio, il comando congiunto Khatam al-Anbiya aveva denunciato una violazione del cessate il fuoco, promettendo una reazione.

Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense”, ha dichiarato un portavoce.

Dalla parte americana, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha fornito una ricostruzione differente, diffondendo anche un video dell’operazione.

Secondo Washington, “Il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Spruance ha intercettato la Touska mentre navigava nel Mar Arabico settentrionale a 17 nodi, diretta a Bandar Abbas, in Iran”.

Le forze statunitensi sostengono di aver emesso ripetuti avvertimenti alla nave, accusata di violare un blocco navale.

Il Centcom riferisce che, dopo sei ore senza risposta da parte dell’equipaggio, “lo Spruance ha ordinato alla nave di evacuare la sala macchine”.

L’intervento è quindi proseguito con un’azione mirata: il cacciatorpediniere avrebbe “disabilitato la propulsione della nave mercantile iraniana sparando diversi colpi con il suo cannone MK 45 da 5 pollici nella sala macchine della Touska”.

Successivamente, i Marines statunitensi della 31ª Unità di Spedizione hanno abbordato il mercantile, che si trova ora sotto controllo americano.

Il comando militare ha precisato che le proprie forze “hanno agito in modo ponderato, professionale e proporzionato per garantire la conformità”.

Gli attacchi con droni lanciati dall’Iran, risposta immediata all’operazione statunitense, alimentano la spirale di tensione in un’area già altamente instabile.

Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali su eventuali danni o vittime legati agli attacchi.

L’episodio riporta al centro dell’attenzione internazionale la sicurezza nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, snodi cruciali per il traffico energetico e commerciale globale, dove ogni incidente rischia di trasformarsi rapidamente in un confronto su scala più ampia.

sabato 18 aprile 2026

L'Empire State Building ha un piano segreto.

Siete mai stati a New York

Siete saliti sull'Empire State Building?

Bueno.. sarete arrivati al 102° piano ma... ma lo sapete che esiste ancora un piano dove potreste vedere questo panorama?

Questo è il 103° piano ed è un piano sopra il 102° "ultimo piano" ufficiale accessibile al pubblico.

Ha un balcone aperto all'aria e protetto da una breve sporgenza e da una ringhiera alta fino al ginocchio con nessuna protezione anticaduta e con 381 metri se cadi hai forse il tempo per imparare a volare.

Il 103° piano non è un luogo adatto ai deboli di cuore.

I piedi e le mani formicolano e sudano quando si sposta lo sguardo dal cornicione.

Quando il vento soffia, sembra che ti porti con sé, e probabilmente potrebbe farlo se fosse abbastanza forte.

Sembra davvero il posto più speciale di New York".

Il minuscolo balcone si raggiunge prendendo una serie di ascensori che passano davanti all'interno dell'edificio, mentre l'ultimo approccio alla cima avviene tramite una stretta scala d'acciaio.

Secondo il progetto, questo piano avrebbe dovuto essere utilizzato come albero di ormeggio per i dirigibili attaccati alla guglia.

Un tempo i dirigibili erano considerati il futuro del moderno trasporto aereo.

Purtroppo, questo piano è  chiuso al pubblico.



venerdì 17 aprile 2026

Chi decise o si inventò che l'ebreo doveva essere il popolo eletto?

 

Chi decise o si inventò che l'ebreo doveva essere il popolo eletto?

Ora cerco di far capire cosa dicono le carte in quanto so che è nebuloso capire di cosa stiamo parlando su questa guerra in corso e quindi parto dall'inizio sulla storia di questi nordafricani asiatici ma in fondo al post permettetemi di dare la mia opinione ...

Il popolo degli ebrei israeliti fu l'unico popolo che accolse il Dio vero.

Dio stesso decide il popolo eletto.

Poiché Dio promise la salvezza attraverso il Figlio di Dio, che sarebbe nato dalla stirpe unica dei Giusti.

A partire da Seth, figlio di Adamo, e tutte le generazioni che ne vennero da quella discendenza buona, fino ad arrivare ad Abramo e tutta la sua discendenza, dove Dio, promise la venuta del Figlio Suo.

E quale fu la stirpe che ascoltò il Dio vero dei loro padri?

Quella degli ebrei israeliti.

Su quale altro popolo fondare la sua Promessa, se non a quel popolo ebraico che fedelmente lo ascoltò?

Fece uscire gli Ebrei dalla schiavitù di Egitto, e sempre Dio aiutó gli Ebrei e li guidò nella storia.

Tutta la terra dove vivevano gli Ebrei, che si chiamava Terra di Canaan, (Cana ), si compirono le grandi promesse di Dio.

Nelle città di Gaza , Palestina , che erano città nella terra di Cana , vi erano anche delle stirpi di uomini idolatri, cioè uomini che seguivano idoli.

Vi erano tribù che non ascoltarono il Dio vero rivelato per mezzo dei profeti inviati.

Vi erano tribù di popoli come gli Amoreei, i Cananei etc. stirpi idolatriche cioè che adoravano falsi dei.

Fra questi, vi erano i più pericolosi di tutti, i Filistei , che uccidevano perfino i loro stessi figli per offrirli in pasto alle divinità (demoni), e non solo ucciderli, ma bruciarli, col fuoco per cucinarli e mangiarli.

Erano tutti idolatri e nessuna stirpe seguì e accolse il Dio vero.

L' unico popolo che ascoltò il Dio di origine, fu proprio quello ebreo.

Da Adamo ad Abramo, che si convertí al Dio vero, che seguì il Dio vero, ascoltando la Rivelazione stessa e che Egli stesso guidò il suo popolo, e che si fece conoscere dagli uomini attraverso i profeti.

Da Abramo , che ebbe il figlio promesso da Dio, Isacco e da Isacco a Giacobbe.

Giacobbe che di secondo nome si chiamava Israele, e che Dio stesso assegnò tutta la terra di Cana (Canaan) a Giacobbe, proprio perché gli ebrei che vivevano nella Terra di Canaan , seguirono il Dio vero.

Gli altri, le tribù di varie città di Canaan, adoravano gli idoli .

Dio assegna per mezzo dell' angelo, la Terra di Canaan (formata da Palestina, Gaza, Gerusalemme etc) tutte a Giacobbe.

E poiché Giacobbe si chiamava di secondo nome Israele, venne interamente chiamata tutta la Terra di Canaan, col nome di "Terra di Israele " per volere stesso di Dio.

Successivamente, fu chiamata semplicemente "Israele".

Non tutti gli ebrei furono fedeli, ma il vero popolo di Israele, il solo popolo Fedele a Dio fu quello degli ebrei di Israele, che seguì fedelmente il Dio vero della Originale Rivelazione.

Alcuni ebrei che tradirono i loro padri, si trasferirono in Palestina in mezzo alle altre tribù di Palestina, che facevano Resistenza agli Israeliani .

Per disprezzo, questi ebrei furono chiamati "palestinesi", prendendo il nome dalla città della "Palestina", poiché la città di Palestina fu chiamata così dai Filistei.

I Filistei erano una tribù pericolosa e sanguinaria, come tutti i libri di storia sanno bene, e per questo, Dio permise un flagello sopra Gaza e sopra la Palestina, affinché gli Israeliti tenessero sempre il primato su quella terra che è e sarà sempre Terra di Israele.

E questa è la storia degli Ebrei ed Allego alcuni cenni storici su quanto descritto sopra:

i sacrifici umani che i Filistei compievano, uccidendo, stuprando donne e anziani , e sacrificando i loro stessi figli per cucinarli e mangiarli.

Per questo il Dio vero scelse gli Ebrei della Giudea, poiché gli unici che accolsero e ascoltarono la Legge del Dio vero. Tutti gli altri erano, come detto prima , popoli idolatrici.

Ecco perché Dio scelse Israele e scelse gli ebrei di Israele.

Dal Capitolo di "Geremia " , nella Sacra Scrittura ne parla :


Avete letto e siete arrivati sin qui e quindi ora dico la mia. 

Prima di tutto bisogna capire cosa minchia vuol dire “eletto “ altrimenti facciamo casino.

Significa forse unico popolo scelto?

No.

Allora cosa cazzo significa?

Per capire bisognerebbe conoscere il contesto formulato da Dio attraverso una sua promessa fatta al patriarca abramo Genesi 22:18 dice:

E per mezzo della tua discendenza tutte le nazioni della terra si benediranno, perché tu hai ascoltato la mia voce.

Fu solo in base a questa promessa che Dio “scelse” o “elesse” questo popolo, non di certo per le sue pessime qualità di popolo dal cazzo duro.

Deut.9:6 leggo..

Sappi, quindi, che non è per la tua giustizia che il tuo Dio ti dà questo buon paese per prenderne possesso, perché sei un popolo ostinato“…

Nel corso dei secoli gli ebrei si sono rivelati un popolo della peggior specie, ingrati, avidi, blasfemi, sfruttatori, violenti,codardi (nei campi di sterminio i kapò ebrei uccidevano i propri connazionali) per non parlare delle molteplici diaspore subite da tutti gli abitanti dell Europa a motivo della loro sfacciata superiorità nei confronti di altre etnie…….

proprio perché si considerano il popolo dí Dio nessuno li sopporta, le cose non sono cambiate ai nostri giorni… continuano a dimostrare il peggio di un popolo, convinti di essere dalla parte giusta e anche oggi lo hanno dimostrato durante la tregua della guerra USA-IRAN e mezzora dopo l'inizio della tregua hanno bombardato a più non posso.

inoltre Dio non ha mai esaltato una nazione a scapito di altre, il racconto dell esodo (12:37–38) lo dimostra in maniera chiara ed inequivocabile e come scritto sopra, tutte le nazioni della terra sarebbero state benedette, attraverso la genealogia ebraica che avrebbe portato alla venuta del Messia.

E ancora oggi sti Ebrei del menga scassano il cazzo, storicamente hanno fatto un sacco di grana solo perché in genere non gli era permesso fare nessun'altra attività.

Fanno delle cose stupende, hanno tanti talenti è vero, ma sono uno dei popoli più sfigati di tutta la storia umana.

Un popolo sull'orlo dell'estinzione.

Un popolo odiato da oltre mezzo mondo per principio, anche se quasi nessuno ha una vaga idea dei presunti motivi di tutto questo odio.

Un popolo costretto a guardarsi sempre le spalle, soggetto alle cattive intenzioni di qualsiasi imbecille.(senza far nomi Hitler).

Un popolo con una terra promessa che è uno dei fazzoletti di terra più aridi e inospitali di tutte le terre emerse del pianeta — e stanno là da 3000 anni a rompere i coglioni a se stessi e agli altri, e ancora non se la sono presa.

Che culo, essere il Popolo Eletto da Dio… Solo a pensarci, mi sale un'invidia che non ti dico, proprio.

Ehi Beniamin oppss Bibi...



 

giovedì 16 aprile 2026

Tre stupratori di minori giustiziati lo stesso giorno.

 


La Cina comincia a piacermi sia per quanto riguarda l'Intelligenza Artificiale Deep.seek che è meno invasiva di ChatGpt, sia per i prodotti comprati nel web tipo Temu o Aliexpress sia come sta mettendo in guardia parrucchino e ora anche la tolleranza zero nei confronti dei reati contro i minori applicando la pena di morte a tre persone condannate in casi separati di abusi sui minori e non fanno come da noi che troviamo in libertà chi ha massacrato la famiglia dopo qualche anno di reclusione fittizia o che ha fatto a pezzi la fidanzata.

Rendendo pubbliche queste esecuzioni, le autorità intendono dimostrare la severità delle conseguenze legali per tali atti e offrire un senso di giustizia alle vittime e alle loro famiglie.

Il sistema giudiziario del Paese sostiene che la pena capitale per questi reati serva sia come misura punitiva sia come importante fattore di deterrenza.

Gli esperti legali osservano che il carattere pubblico di questi annunci è volto a rafforzare le norme sociali e la sicurezza collettiva per quanto riguarda la protezione dei minori.

Questi casi comportano spesso processi rigorosi di indagine e molteplici livelli di revisione giudiziaria prima della pronuncia della sentenza definitiva.

L’accento resta posto sul garantire che i reati più gravi siano puniti con la massima pena consentita dall’attuale legislazione nazionale.

Questa misura ha attirato notevole attenzione sull’uso continuato della pena di morte per i reati violenti in questo Paese.

Sebbene il dibattito internazionale sulla pena capitale continui, i funzionari sottolineano che la loro priorità è l’applicazione rigorosa delle leggi pensate per proteggere i membri più vulnerabili della comunità.

Questa presa di posizione pubblica fa parte di uno sforzo più ampio per rafforzare i meccanismi di protezione dell’infanzia.

Evidenzia un impegno del sistema giudiziario verso azioni rapide e decisive nei casi che sconvolgono l’opinione pubblica, assicurando che il sistema legale agisca come uno scudo fermo per le generazioni future e come detto all'inizio, sta Cina la sto riconsiderando e pensare che nel 1945 era un paese del Terzo Mondo, agricola, rurale, non aveva quasi nessuna industria, ed era impoverita.

Dal 1945 la Cina è diventata una delle più grandi economie del mondo.

Credo che abbiano raggiunto lo status di superpotenza negli anni '50, grazie a una popolazione e un'industria massiccia.

La Cina è cresciuta dall'apertura negli anni '70 al capitale straniero, fino a diventare una delle più grandi economie e delle più grandi forze armate del mondo ed ha un'influenza in tutto il mondo con la sua rete commerciale.

Quindi occhio che la Cina è vicina.

Ecco come in solo 20 anni è cambiata Shanghai..


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