Anche
Ferragosto se n'è ito e assieme a lui se n'è ita la speranza che
parrucchino pannolinato possa smettere di fare buffonate e mi
concentro sulla ricerca per capire come ragionano gli adepti delle
religioni islamiche che sto pirla sta combattendo e trovo delle
storie che davvero mi fanno rizzare i peli degli alluci.
Ad
es, far sparire da questa valle di lacrime Soraya Manutchehri una
donna di 35 anni con la calunnia e la lapidazione e questa che
vi racconto è la sua storia che non le ridarà la vita ma spero
possa servire a chi legge nel giudicare gli esseri che parrucchino
sta combattendo anche se con altre imputazioni, che non hanno
diritto di esistere.
Nel
1986, in un villaggio iraniano chiamato Kuhpayeh, un uomo voleva
divorziare da sua moglie per sposarne un'altra.
Non
aveva denaro per il divorzio.
Trovò
una soluzione più economica: accusarla di adulterio.
E
qui son cazzi amari per le donne iraniane (e nn solo).
Soraya
Manutchehri come ho detto, aveva 35 anni.
Portava
avanti da anni un matrimonio conflittuale con Ghorban-Ali, che aveva
intrecciato una relazione con un'altra donna e aveva bisogno che
Soraya sparisse dalla sua vita.
Smise
di sostentare la Soraya e lei stanca di fare diete forzate, per
sfamarsi iniziò a cucinare per un vicino vedovo, in cambio di
denaro.
E
qui seppur per fame fece il grave errore e suo marito prese quella
relazione lavorativa e la trasformò in un'accusa di adulterio.
Trovò
persone nel villaggio disposte a sostenere la storia.
Le
autorità locali si riunirono.
Soraya
insistette sul fatto che era innocente.
Qui
ovviamente il buon lettore maschio non ci metterebbe la mano sul
fuoco sull'innocenza e sta di fatto che la Soraya fu condannata a
morire lapidata.
La
eseguirono in pubblico.
Tra
coloro che lanciarono le prime pietre, secondo le indagini
successive, c'erano membri della sua stessa famiglia, a partire da
suo padre e dai suoi due figli.
Il
sistema che uccise Soraya non è stato solo lo Stato iraniano.
E' stata anche la comunità che scelse di credere all'accusa, gli uomini che
scelsero di partecipare e quelli che scelsero di guardare.
Sembrava
che la sua storia finisse lì.
Sepolta
a Kuhpayeh senza che nessuno fuori dal villaggio conoscesse il suo
nome.
Ma
sua zia Zahra parlò.
Quando
il giornalista franco-iraniano Freidoune Sahebjam arrivò nella
regione per indagare sulla situazione in Iran, Zahra gli raccontò
cosa era accaduto.
Sahebjam
tornò, indagò, intervistò e nel 1990 pubblicò in Francia “La
femme lapidée”.
Il
libro fece il giro del mondo.
L'edizione
inglese raggiunse un casino di lettori.
Nel
2008 uscì il film, che rappresentò il finale con una crudezza che
generò un dibattito internazionale sulla lapidazione come pratica
ancora in vigore in diversi paesi.
Ghorban-Ali
sposò la donna che voleva.
Soraya
fu lapidata.
E
il nome di Soraya Manutchehri arrivò a milioni di persone che lui
non avrebbe mai potuto immaginare.
Una
donna parlò.
Un
giornalista ascoltò.
E
ciò che doveva essere cancellato divenne ciò che non poté essere
cancellato.
Fonte:
Freidoune Sahebjam, "La femme lapidée" (Grasset, 1990);
Wikipedia, "The Stoning of Soraya M."; Amnesty
International, reportages sulla lapidazione in Iran.

Quel
che mi fa girare i coglioni è pensare che pure la famiglia d'origine
e i due figli, asserviti alla cultura locale, abbiano lanciato pietre
contro di lei.
Era
una figlia.
Era
una madre.
A
volte sono proprio le famiglie quelle che si accaniscono di più.
Che
fanno più male.
Sarebbe
ora di finirla con la retorica dei legami di sangue.
In
Italia quando una persona era scomoda, e questo vale soprattutto per
le donne, veniva fatta sparire in manicomio.
Mostruosa
istituzione totale chiusa con la riforma psichiatrica del '78.
La
storia di questa donna lapidata fa venire i brividi.
Una
morte dolorosa, sanguinaria, con tutti contro.
Almeno
è stata resa pubblica, anche se a lei ora non serve un cazzo.
Sarebbe
servita una mano tesa quando era ancora viva.
Qualcuno
che si schierasse dalla sua parte e qui plaudo il Parrucchino
Pannolinato che in uno dei suoi discorsi ha accennato a questa storia
che vi ho raccontato e non è finita qui e non mi dilungo su storie
simili accadute in Iran:
Nel
2023: Samira Sabzian, una sposa bambina è stata impiccata dopo aver fatto 10 anni di carcere, per aver ucciso il marito che la menava utilizzando il coltello con cui lui la stava seviziando. A nulla è servita la petizione mondiale di assoluzione.. per gli ayatollah andava punita perchè una donna non può uccidere un uomo anche se con ragione .
L'8
agosto 2026 è stata impiccata nel carcere centrale di Qazvin, la
24enne Marzieh Nieri condannata a morte per aver ucciso un uomo che
aveva tentato di violentarla: la corte iraniana ha respinto la sua
richiesta di aver agito per legittima difesa.
Non
è esattamente un paradiso in terra quella di questi beduini.
Tra
l'altro in Iran la legge è anche complicata, per le donne, basta che
siano accusate da un uomo e le loro speranze di aver giustizia
è praticamente pari a zero.
Mi
viene da dire... Donald , finisci il lavoro, ma finiscilo bene neh.
E
la chiudo qui.