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martedì 21 luglio 2026

Investire al 300 per cento.

 

Parliamo di investimenti.. se a qualcuno di voi avessero proposto un investimento oltre il 300% annuo, voi che avreste fatto?

Eccolo qui il pirla che rifiutato detto investimento e mo vi dico..

Agosto 2025 l'acquisto di gomitolo di fibra ottica era di 40 euro al km e il valore ad oggi in meno di un anno è di 125 euro al km.

Sti cazzi.. il Parrucchino pannolinato che non è poi tanto pirla ha una societa' che ne ha comprati per miliardi di km e non pensate che occorra tanto spazio per questo gomitolo di fibra ottica che serve per i droni, bastano due o tre capannoni di media grandezza.

Eh si.. le guerre alimentano sempre grandi commerci..

C'è la povera gente al fronte che ogni giorno muore ma c'è anche chi si arricchisce a dismisura con le forniture di guerra.

Vabbuo' forniture per un esercito in guerra ne servono tante ma il particolare tipo di guerra che si è evidenziato in Ucraina, fatto anche e soprattutto da droni, ha cambiato un po' di regole e di richieste sul mercato.

I droni a fibra ottica sono stati impiegati per la prima volta dai russi da poco tempo e poi adottati anche dagli ucraini.

Questi droni hanno un raggio di azione utile fra i 15 e i 40 km, tragitto durante il quale svolgono un vero e proprio gomitolo di fibra ottica sottilissimo attraverso il quale l'operatore riesce ad avere immagini in diretta dal drone e a inviare comandi di direzione e di attacco.

Quindi un solo ed unico drone ha bisogno di un mulinello con 20–50 chilometri di fibra per funzionare.

E fra Russia ed Ucraina se ne producono circa 100.000 al mese. Facendo due rapidi conti la necessità è di circa 3–5 milioni di chilometri al mese ovvero 40–60 milioni di km in un anno.

Ma chi produce questa fibra?

Ebbene il più grande produttore ed esportatore del mondo e sempre lei.

La Cina.

In suoi impianti hanno enorme capacità di produzione e oltre il 30% del mercato globale è assorbito dai cinesi.

USA ed Europa insieme non arrivano al 20% del totale della produzione mondiale e non ne esportano in quanto serve per il consumo interno.

Questo ha creato un deficit delle scorte mondiali e ha fatto schizzare in alto i prezzi con gran gusto e piacere dei cinesi che ci stanno facendo una barca di soldi e anche di parrucchino che ne ha una scorta non da ridere e poi ficcherà un paio di dazi e favore delle industrie create non dico in USA ma in paesi dove le tasse, col cazzo le potrai vedere e taglierà fuori i cinesi.

Ad ogni modo, ripeto che il costo della fibra grezza è triplicato in meno di un anno e se tutto va bene basta dichiarare una ulteriore guerra e il gioco sarà fatto.

Un affare di parecchi miliardi.

E noi paghiamo.

Eh sì.

Il consumo di fibra ucraino è finanziato interamente dall'Europa.

A credito ovviamente.

Con continui prestiti all'Ucraina che non saranno rimborsati mai e che toccherà a noi e ai nostri figli pagare, con gli interessi ovviamente.

E io pagaaa...


 

mercoledì 8 luglio 2026

tra il dire e il fare...

 




Non la faccio lunga ma ho una leggera impressione che noi italici siamo come dice parrucchino pannolinato ovvero siamo degli opportunisti cagasotto.

Cazzo..la Spagna ha scelto di non prendere parte all’operazione militare congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, riaffermando il proprio controllo politico e giuridico sulle basi di Morón de la Frontera e Rota, in Andalusia.

Parrucchino ha reagito attaccando duramente Madrid, definendo la Spagna un “pessimo alleato” e minacciando di “tagliare tutto il commercio” con il Paese dopo il rifiuto di concedere l’uso delle basi per l’operazione contro l’Iran.

Ha annunciato l’intenzione di interrompere “tutti i rapporti” economici con la Spagna e ha accusato il governo Sánchez di non fare la sua parte nella Nato, trasformando una divergenza militare in uno scontro politico aperto.

La decisione di Madrid di negare l’uso delle basi di Rota e Morón per un attacco all’Iran è un atto di piena sovranità nazionale, esercitato dentro un quadro giuridico che riconosce alla Spagna il controllo ultimo sul proprio territorio e sulle infrastrutture militari che vi insistono.

È un gesto politico forte, ma soprattutto è la manifestazione concreta di uno Stato che non accetta di essere semplice piattaforma logistica per guerre decise altrove, al di fuori del diritto internazionale.

La scelta di Madrid è chiara: basi americane sì, ma alle condizioni della Spagna mondo merda.

I governi spagnoli, da decenni, hanno accettato la presenza statunitense a Rota e Morón attraverso accordi bilaterali che ribadiscono un punto chiave: le basi sono sotto bandiera e comando spagnoli; l’uso da parte degli USA è subordinato al consenso di Madrid punto e basta.

A differenza dell’italia, la Spagna non fu sconfitta, non subì un trattato di pace imposto dalle potenze vincitrici né un regime di occupazione militare diretto da Stati Uniti e alleati.

Il quadro italiano è diverso: l’italia è una potenza sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, sottoposta a un trattato di pace e inserita poi nel sistema di difesa occidentale dentro una logica che fotografa, di fatto, un rapporto fortemente asimmetrico.

Siamo degli sconfitti... te capì testina di vitello.

La presenza militare statunitense è regolata dal Trattato del Nord Atlantico, dal NATO Status of Forces Agreement (SOFA) e da una fitta rete di accordi bilaterali e “tecnici” che disciplinano basi come Aviano, Sigonella e le altre installazioni in uso alle forze USA.

Minchia.. siamo degli sconfitti e parrucchino ci tratta come tali..con la giorgina che implora la foto di sudditanza con lui..bah..

Dal punto di vista formale, anche in italia le basi restano giuridicamente italiane, con comando italiano e presenza USA incardinata in accordi internazionali: lo ricorda la stessa documentazione ufficiale sull’uso di basi come Sigonella e sugli accordi quadro (BIA, “Shell Agreement” del 1995, memorandum per singola base).

In pratica, però, l’estensione delle immunità garantite dal SOFA, il peso politico-strategico di Washington e la stratificazione di intese riservate producono una situazione che, sul piano sostanziale, rende la libertà di manovra italiana molto più debole rispetto al caso spagnolo.

Le truppe USA sono presenti in italia come “forze d’occupazione” mascherate da alleanza: una presenza dotata di ampia autonomia operativa, capace di proiettare forza dal territorio italiano in scenari che non sempre coincidono con l’interesse nazionale o con un chiaro mandato internazionale.

Sul piano giuridico si parla di alleati e di basi NATO; sul piano materiale si osserva spesso un margine decisionale statunitense assai ampio, cui gli esecutivi italiani faticano a opporre veti comparabili a quelli esercitati oggi da Madrid.

La vicenda delle basi in Andalusia mostra che, quando un Paese conserva e pratica fino in fondo la propria sovranità, può usare la cooperazione militare come leva politica: Spagna e Stati Uniti collaborano, ma la prima si riserva il diritto di stabilire limiti e condizioni, fino al divieto operativo.

Nell’italia uscita sconfitta dalla guerra, integrata nel dispositivo NATO sin dalle sue origini e segnata da decenni di presenza militare USA, la stessa possibilità teorica di dire no appare più difficile da concretizzare, schiacciata tra vincoli giuridici, dipendenza strategica e fedeltà atlantica obbligata.

In questo senso, il contrasto tra Madrid e Washington sull’attacco all’Iran non riguarda solo un episodio, ma illumina la differenza tra una sovranità che viene esercitata in modo assertivo e una sovranità che, pur esistendo sulla carta, è stata progressivamente normalizzata dentro un dispositivo in cui la proiezione di potenza statunitense sul territorio italiano è strutturale, continua e difficilmente negoziabile.

Giorgina ritira il nostro gruzzolo dall'america e manda a fanculo sto parrucchino altrimenti mi fai andare per traverso quella cibaria che mi son faticosamente acchiappato stamattina.

(ho dato 60 euro al Giuseppe ed è meglio che sto zitto.. ma ho detto quel che penso e tra il dire e il fare c'e' di mezzo la montagna)..


martedì 7 luglio 2026

quattro pere

 


Evvai parrucchino di merda, te ne hanno steccate quattro e adesso che farai?

Annulli il campionato del mondo?

Ricapitolo con piacere le cazzate di parrucchino pannolinato:

Disse: Capisco molto bene lo sport.

Non c'è stato alcun fallo su Balogun in quell'azione, e la decisione dell'arbitro è stata molto strana e sospetta.

Il nostro giocatore non ha fatto nulla di male, eppure è stato espulso con un cartellino rosso.

Non sapevo che questa espulsione significasse che avrebbe saltato anche la partita successiva.

Perdere il nostro giocatore più importante in questo modo è completamente ingiusto, ed è per questo che ho chiesto alla FIFA di rivedere questa decisione.

Naaa e grazie Belgio che hai sistemato con le quattro pere sto pirla di parrucchino...

Questa è la FIFA

e QUESTO è parrucchino il governatore del mondo


lunedì 6 luglio 2026

Il fiume Po sta morendo e noi pure..

 


L’Eufrate si prosciuga, l’Apocalisse aspetta e il mondo guarda altrove.

Oggi dimentichiamo le cazzate del parrucchino giallo pannolonato che ka fa da padrone delle ferriere e restiamo invece sulle profezie lette nella Bibbia, che fino a pochi anni fa facevano sorridere i teologi e annoiare sia noi pseudo lettori e pure gli storici.

Nel libro dell’Apocalisse, al capitolo 16, versetto 12 si legge: “Il sesto angelo versò la sua coppa sul grande fiume Eufrate, e le sue acque furono prosciugate per preparare la via ai re dell’Oriente”.

Per secoli è stata una metafora, un simbolo, un modo per dire che alla fine dei tempi le barriere sarebbero cadute.

Oggi, guardando le immagini satellitari che arrivano dall’Iraq, guardando le barche arenate nel fango che una volta era acqua, guardando i pesci morti sulla riva e i bambini che setacciano il letto del fiume in cerca di qualcosa da vendere, la profezia smette di essere una metafora e diventa cronaca diretta.

L’Eufrate si sta prosciugando.

Davvero.

Non lentamente, non in modo impercettibile.

Di anno in anno, di mese in mese, di giorno in giorno.

I livelli delle acque sono ai minimi storici.

E gli esperti iracheni avvertono: se non cambia qualcosa, la poca acqua rimasta evaporerà entro il 2040.

Tra quattordici anni.

Ora, io non sono un teologo.

Non credo alle profezie, o meglio, le considero cazzate fin quando non si avverano.

E quando si avverano, cazzate non sono più, diventano fatti.

Il fatto è che l’Eufrate, uno dei due fiumi che hanno visto nascere la civiltà mesopotamica, la culla dell’agricoltura, della scrittura, del diritto, si sta prosciugando per colpa dell’uomo.

Per colpa delle dighe che Turchia e Siria hanno costruito a monte, trattenendo l’acqua per i propri bacini idroelettrici e agricoli.

Per colpa dei cambiamenti climatici, che hanno ridotto le precipitazioni nella regione.

Per colpa di decenni di guerre, di cattiva amministrazione, di corruzione, che hanno impedito all’Iraq di gestire quella poca acqua che ancora arriva.

E il risultato è che il secondo fiume più importante del Medio Oriente, quello che ha bagnato Babilonia e Ur, sta diventando un rigagnolo morente.

E con il fiume, muore tutto ciò che vi gira intorno.

Le paludi della Mesopotamia, patrimonio dell’UNESCO, si stanno trasformando in un deserto di sale.

Le comunità marsh Arab, che per millenni hanno vissuto sull’acqua, stanno abbandonando le loro case di canne per diventare profughi all’interno del loro stesso paese.

I raccolti non crescono più, il bestiame non ha da bere, i villaggi rimangono senza acqua potabile.

E quando manca l’acqua potabile, le malattie tornano.

Quelle che noi, nel nostro mondo igienizzato, pensavamo di aver debellato per sempre.

La diarrea, che uccide i bambini per disidratazione.

La varicella, che nelle comunità denutrite diventa grave.

Il morbillo, che si diffonde come un incendio.

Il tifo e il colera, i grandi flagelli del diciannovesimo secolo, che riappaiono nei villaggi iracheni perché la gente è costretta a bere acqua contaminata.

Non si chiamano piaghe, nella terminologia medica.

Si chiamano malattie idro-correlate.

Ma chiunque abbia letto l’Esodo sa che la seconda piaga d’Egitto fu proprio l’acqua che si trasforma in sangue, e che la piaga seguente furono le rane, i pidocchi, le mosche, la peste, le ulcere, la grandine, le cavallette, le tenebre, e infine la morte dei primogeniti.

Non so se il ministro della Salute iracheno abbia mai letto la Bibbia.

So che i suoi rapporti parlano di un’epidemia di colera nel sud del paese, di casi di tifo a Bassora, di ospedali da campo che non riescono a far fronte all’afflusso.

E so che queste non sono piaghe divine.

Sono piaghe umane.

Causate dalla nostra incapacità di gestire una risorsa che diamo per scontata, l’acqua, e dalla nostra abitudine di guardare altrove mentre il mondo brucia, o si prosciuga, o si ammala.

E i “re dell’Oriente”?

Nella profezia biblica, sono gli eserciti che attraverseranno l’Eufrate prosciugato per venire a combattere la battaglia finale, l’Armageddon.

Nell’interpretazione moderna, molti vedono in questa profezia un riferimento alle potenze asiatiche – la Cina, l’India, forse la Russia – che si muoveranno verso il Medio Oriente quando le risorse idriche ed energetiche si faranno critiche.

Non è fantascienza: è geopolitica.

Quando l’acqua scarseggia, i conflitti esplodono.

Lo abbiamo visto in Darfur, lo abbiamo visto in Siria, lo vedremo presto tra Turchia, Siria e Iraq per il controllo dell’Eufrate e del Tigri.

E se qualcuno pensa che questi conflitti resteranno confinati, non ha capito un cazzo del mondo in cui viviamo.

Perché l’acqua non è solo una risorsa umanitaria.

È una risorsa strategica, come il petrolio, come il gas.

Forse di più.

Perché senza petrolio si vive.

Senza acqua, no.

Intanto, l’Eufrate continua a prosciugarsi.

E noi, in Europa, in Italia, guardiamo i telegiornali che mostrano le barche arenate nel fango e pensiamo che sia un problema lontano, di altri, di un’altra religione, di un’altra fine del mondo.

Ma il mondo è uno solo.

E quando l’acqua finisce in Iraq, finisce anche da qualche altra parte.

Nel bacino del Po, per esempio, che quest’anno ha segnato il terzo anno consecutivo di siccità.

O nella pianura padana, dove le falde si abbassano e i pozzi diventano salmastri.

La profezia dell’Eufrate è solo la più vistosa, perché è scritta in un libro sacro.

Ma la realtà è che tutti i grandi fiumi del mondo si stanno prosciugando.

E con loro, la nostra sicurezza, la nostra salute, la nostra pace.

Le profezie sono cazzate fin quando non si avverano.

Ma quando si avverano, sono la conferma che avevamo tutti gli elementi per capire, e che abbiamo scelto di non guardare.

L’Eufrate si prosciuga.

Le piaghe tornano.

I re dell’Oriente, chissà, magari arriveranno.

Ma non sarà l’Apocalisse a ucciderci.

Saremo noi, con la nostra miopia, la nostra avidità, la nostra incapacità di vedere oltre la prossima elezione, il prossimo trimestre, il prossimo like.

Il fiume muore.

E con lui, muore un pezzo della nostra umanità.

Il culone pannolato.

 

Tra le tante cagate fatte da pannolone kid ci sta pure la modifica che ha fatto fare al suo laghetto che non è altro che un'estensione di se stesso: un enorme contenitore traboccante di merda senza fine.

Intelligenza artificiale e industriale contro l'intelligenza parrucchiniana ovvero un modello per il controllo delle alghe verdi e la colpa la da ai comunisti e anche alla Giorgina incazzata per le foto che lui non ha voluto fare con lei..al Papa che non capisce u'na mazza..agli arbitri di calcio che lavorano male soprattutto nei confronti USA...

Via Trump! Ne abbiamo le palle piene.. Giorgina ritira il nostro oro depositato in america e manda a cagare pannolone kid..



pero' due domande sul suo sederone me le farei in per sul serio. 

Nell'ultima foto è palese abbia semplicemente un sedere grande anche se alcuni rigonfiamenti sono anomalie tipiche dei pannoloni. 

Ma se l'avesse sempre indossato, la linea del.sedere non sarebbe stata visibile

 

Al povero parrucchino auguro di stare sul cesso 15 giorni con lo stimolo del cagotto senza poter liberare lo stronzo dallo stronzo che si palesa ogni giorno di piu'...

sabato 4 luglio 2026

Analisi del giorno.

 

Prova ad analizzarti e per poter utilizzare un paragone fingi di essere un esercente e comincio questo post con la domanda:

Se chiudi oggi, chi si accorgerebbe che non ci sei più?

I tuoi fornitori, per i soldi che non arriveranno.

I tuoi clienti, per il disagio di dover trovare un altro fornitore.

Tua madre/moglie/amante, per la vergogna.

Il resto del mondo?

Non se ne accorgerebbe manco pu' cazzo.

Non c'è nessuna fila di persone in lacrime fuori dalla tua porta.

Non c'è nessun articolo sul giornale locale che piange la tua scomparsa.

Non c'è nessun ministro che ti dedica un discorso.

Tu sei un puntino in un universo di puntini.

E quando un puntino scompare, l'universo non fa nemmeno un rumore.

I tuoi follower sui social?

Naaaa...Dopo tre giorni non si ricorderanno nemmeno di averti seguito.

I tuoi amici?

Naaa...Dopo una settimana smetteranno di chiederti "come va".

I tuoi familiari?

Naaaa..Dopo un mese inizieranno a pensare che forse era meglio così.

Ecco la verità che nessuno ti dice:

Non sei indispensabile.

Nessuno lo è.

Il mondo continua a girare senza di te.

I tuoi clienti trovano un altro fornitore.

I tuoi competitor festeggiano.

Le tue bollette continuano ad arrivare, ma non le pagherai più tu.

La domanda non è "chi si accorgerebbe che non ci sei più?"

La domanda è: perché dovrebbe importargliene qualcosa?

Se il tuo business è solo un'appendice della tua personalità, se non crei valore reale, se non risolvi un problema vero, se non lasci un segno, allora la risposta è chiara: nessuno.

E forse è proprio questo che ti spaventa più di tutto.

Non il fallimento in sé.

Ma l'indifferenza.

Il silenzio.

Il fatto che tu possa sparire e il mondo non si accorgerebbe nemmeno di averti perso.

Allora forse, invece di chiederti se qualcuno se ne accorgerebbe, dovresti chiederti:

"Cosa posso fare oggi per essere così indispensabile che la mia assenza farebbe male a qualcuno?"

Se la risposta a questa domanda è "niente", allora chiudi oggi. Risparmia tempo.

Risparmia soldi.

Risparmia la tua dignità.

Se invece hai una risposta, allora smettila di piangerti addosso e inizia a costruire qualcosa che valga la pena di essere ricordato.

Perché il mondo non piange i puntini che scompaiono.

Piange solo le stelle che si spengono.

E tu, al momento, non sei una stella.

Sei solo un puntino che ha paura di essere dimenticato.

Bene.

Ora che lo sai, cosa farai?

(Tutto questo per la serie “Vedere il bicchiere metà pieno”).



mercoledì 1 luglio 2026

Amarcord le vecchie estati.

 


Il caldo di Casalcoso di questi giorni non è di certo quello di qualche anno fa quando era sopportabile e anche allora si sudava pur stando fermi, ma bastava trovare l'ombra di un albero o di un ombrellone per sentire subito un po' di sollievo.

Rimembro a Giugno quando arrivavano le prime giornate calde, ma il caldo estivo aveva ancora un'intensità diversa.

La sera, non di rado, un maglioncino leggero faceva ancora comodo.

E a Luglio e i primi giorni di Agosto scorrevano con temperature che, nella maggior parte dei casi, erano più vivibili rispetto a quelle a cui siamo abituati oggi.

E dopo Ferragosto, quasi come un appuntamento fisso, arrivavano i primi temporali che annunciavano un lento cambiamento della stagione.

L'aria diventava più fresca, il caldo perdeva intensità e l'estate continuava a regalare giornate piacevoli...mentre la scuola e il lavoro erano ancora un pensiero lontano… sono tempi che non torneranno più e mi spiace di lasciare ai nostri eredi il clima che loro di certo non ricorderanno di nostalgia.

Buona estate e perdonatemi se evito di parlare di quel pirla col parrucchino giallo ma vi ricordo le stronzate che fanno i coglioni che abbiamo messo al parlamento.

Non faccio nomi ma quella testa di belino che per evitare l'invasione gialla ha applicato una minitassa di 3 euro a tutti i pacchi sotto le 150 euro e i buoni Temu Aliexpress e company sapete che fanno?

Donc .. anziche' mandare direttamente in Italy la merce, la fa arrivare in vari paesi dove non hanno applicato questa minitassa, quindi che succede?

Gli aeroporti nostri hanno meno arrivi e i lavoratori messi in cassa ringraziano e ringraziano pure gli abitanti nei pressi delle grandi strade dove TIR trasporteranno via terra le merci e ringraziano pure gli utenti delle autostrade con sto traffico aumentato.

In conclusione chi ha proposto questa legge dovrebbe stare sul cesso senza evacuamento ma con stimolo di spinta simile a chi ha imposto il collegato del tappo sulle bottiglie di plastica.

Che gente abbiamo allevato.