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mercoledì 11 marzo 2026

Spesa al Bennet.

 

Parcheggio dell'Ipermercato. Fuori piove.
Trovare un posto libero richiede la strategia militare di Napoleone.
Mi infilo tra un SUV parcheggiato su due strisce e un carrello abbandonato.

Ore 16:05:
Prendo il carrello. Inserisco la moneta di due euro.
La ruota anteriore destra è bloccata. Girerà in diagonale per la prossima ora, costringendomi a spingere con la postura di uno sciatore col colpo della strega.

Ore 16:15, Reparto Ortofrutta:
L'arena dei gladiatori.
C’è una signora anziana che sta tastando esattamente quarantadue avocado. Li preme, li fissa, li posa. Cerca quello col grado di maturazione perfetto per il 2028.
Cerco di prendere i pomodori. Mi metto il guanto di plastica. Si rompe.
Peso le zucchine. La stampante della bilancia è senza carta.
Inizio a sudare.

Ore 16:40, Corsia 4 (Pasta e Sughi):
Blocco totale della viabilità.
Due signore hanno messo i carrelli di traverso, chiudendo ogni via di fuga. Stanno discutendo della sciatica del cognato.
Io devo solo prendere tre scatole di pelati.
— «Scusate, permesso?»
Mi guardano con lo stesso sdegno con cui si guarda uno scarafaggio sul tavolo in salotto. Spostano il carrello di tre millimetri. Passo in apnea.

Ore 17:10, Banco Taglio:
Prendo il biglietto di carta. Numero 84.
Alzo gli occhi sul display rosso. C'è il 41.
Mi preparo mentalmente a invecchiare qui.
Accanto a me c'è il classico cinquantenne in giacca a vento che sbuffa ogni trenta secondi guardando l'orologio, per far sapere a tutta la provincia di Torino che lui ha fretta.

Ore 17:45, La Barriera delle Casse:
Il momento delle scelte tattiche.
Scansiono le file. La Cassa 4 sembra la più veloce. Ci sono solo due persone. Errore fatale.
Quello davanti a me è il "Signore dei Centesimi".
Il conto è 64 euro e 30. Lui tira fuori un sacchetto del pane di stoffa pieno di monete di rame. Inizia a contare. Due centesimi, cinque centesimi...
La cassiera lo fissa con un'espressione che invoca l'estinzione del genere umano.

Ore 18:00:
Tocca a me.
La cassiera passa la mia spesa sul laser a velocità smodata. Bip. Bip. Bip.
Gli articoli si accumulano in fondo.
Entro in modalità Tetris livello 99. Insacchetto uova sotto bottiglie d'acqua, schiaccio i cracker, butto tutto dentro le borse telate col panico di chi sta disinnescando un ordigno.
Il cliente dietro di me mi spinge col carrello nei talloni.

Ore 18:15:
Esco. Le porte scorrevoli si aprono.
L'aria fredda mi colpisce il viso. Sono sopravvissuto.
Depongo il carrello ma non mi restituisce le 2 euro e quindi opero e a chi interessa una serratura a moneta, mi contatti.

Metto in moto la macchina.
Poi mi accorgo di aver dimenticato la carta igienica…



martedì 10 marzo 2026

I Promessi Sposi.

 


La domanda che ci si pone è perchè i “Promessi Sposi” si studiano tanto?

Faccio un ragionamento terra terra..

Promessi Sposi” non é un romanzo qualunque ma un romanzo molto importante per la lingua italiana moderna e per la letteratura italiana.

Per la letteratura italiana è una delle opere più significative da considerare e occorre dire che con le tematiche religiose presenti in tale opera, il ( seppur indiretto ) sentimento patriottico (dato che Manzoni scrisse tutto in italiano fiorentino illustre per rinforzare la lingua italiana e creare unità linguistica), i vari temi storici ( fu il primo romanzo storico della letteratura italiana e tuttora oggi rimane il più importante romanzo storico italiano e uno dei più importanti romanzi storici della letteratura mondiale )… ….presenti in tale opera fanno del Manzoni uno dei maggiori esponenti del Romanticismo italiano e anche uno dei maggiori esponenti del Romanticismo Europeo in ambito letterario.

Tale romanzo (come tutte le altre opere letterarie ) è di grande importanza anche per i contenuti.

Come sempre nessun autore è perfetto e tutti gli autori sono figli del loro tempo (Manzoni compreso).

Pertanto non studi tale opera per seguirne dogmaticamente tutti i contenuti, ma comunque la devi studiare per capire chi è stato Manzoni, cos’ha prodotto, come ha influenzato il suo contesto con la sua opera, che impatto ha avuto con tale opera, e cos’ha tralasciato nel corso del tempo con tale romanzo.

E da lì prendi ciò che è ancora valido e adatti ciò che è adattabili (ad esempio prendi la benevolenza, il coraggio e la durezza di Fra Cristoforo, prendi l’onestà di Lucia, prendi le dure critiche di Manzoni alla vigliaccheria di Don Abbondio e all’ egocentrismo di Don Rodrigo e adatti tutto ciò al contesto attuale) e tralasci il superato (tralasci il carattere troppo bonaccione di Lucia che era altrettanto sbagliato come l’estremismo opposto del carattere emotivo di Renzo, tralasci quell’illusionismo religioso e cerchi di migliorare le vite delle persone in terra anziché illuderti di una possibile ma non certa vita ultraterrena).

Ma tale romanzo è di fondamentale importanza anche per una altro fattore: la lingua italiana.

Difatti dobbiamo ricordare il contesto storico culturale in cui si era ritrovato il Manzoni e il modo con cui produsse tale opera.

Come sappiamo ci furono tre edizioni de I Promessi Sposi.

La prima del 1821/1823 intitolata “Fermo e Lucia”.

Poi nel 1827 Manzoni pubblicò una nuova edizione del romanzo avendone modificato il titolo ( in Promessi Sposi) e alcuni contenuti e anche altri aspetti ( Fermo cambiò nome in Lorenzo Tramaglino o Renzo ).

E poi ci fu la terza edizione ( definitiva ).

Qui Manzoni non aveva modificato più di tanto la trama e i contenuti.
Ma aveva fatto comunque dei cambiamenti molto significativi.
Nelle opere precedenti c’era una grande varietà linguistica.

Presso i ceti popolari c’era molto dialetto milanese e presso i ceti colti c’erano francesismi e latinismi.
In questa terza edizione Manzoni rimosse tutti questi dialetti e tutti questi francesismi e latinismi.

L’unico “latinismo “forse fu quando Don Abbondio da vile non volendo manifestare che non voleva permettere il matrimonio a Renzo e Lucia per paura delle minacce subite dai Bravi iniziò a cercare di leggere in latino per ingannare Renzo e questo essendo un umile tessitore analfabeta non poteva conoscerlo e pertanto gli disse :” Che me ne devo fare del suo latinorum ?“ ( per mostrare che non conosceva il latino e voleva si parlasse in italiano).

Ma questo non era neanche un vero e proprio latinismo.

Quindi nell’ultima edizione dei Promessi Sposi il testo era scritto interamente in volgare fiorentino.

Niente dialetti, niente francesismi, niente latinismi.

E cos’ha di così importante per la lingua italiana questo aspetto? Tantissimo.

Perché occorre ricordare che in quel periodo l’Italia era ancora molto divisa politicamente.

C’erano stati indipendenti tra di loro.

C’erano territori oppressi dall’imperialismo austriaco.
E si stavano sviluppando i primi movimenti patriottici per unificare l’Italia.

Dato che l’Italia era molto divisa politicamente e dato che la maggioranza della popolazione era composta da persone analfabete l’Italia era anche molto divisa linguisticamente.

Perché non essendo unita politicamente l’Italia non c’era una lingua ufficiale e unitaria.

E dato che in maggioranza gli abitanti erano analfabeti parlavano non l’italiano colto ma i vari dialetti locali ( molto diversi tra loro).

E serviva unificazione linguistica.
Secoli prima Pietro Bembo ( autore del primo libro guida per la grammatica italiana) trovandosi pure lui in tale contesto vedendo che presso la Toscana c’erano stati i migliori scrittori italiani ( e più significativi ) aveva usato tra i vari volgari italiani il volgare fiorentino come quello illustre ( quello principale, quello più colto ) usando Petrarca come modello di riferimento per i versi e Boccaccio come modello di riferimento per la prosa.

Il problema però era che erano passati secoli.
Ai tempi di Manzoni moltissimi abitanti erano rimasti analfabeti ( e parlavano dialetti locali molto diversi tra loro).

I ceti colti parlavano un italiano più colto ma pure lì c’erano più italiani da zona a zona.

Soprattutto essendo passati secoli anche il volgare fiorentino illustre comunque aveva subito notevoli mutazioni rispetto a quello di Petrarca e Boccaccio ( dato che la lingua non è un qualcosa di statico ma un qualcosa che cambia nel corso del tempo).

Pertanto anche il volgare fiorentino doveva essere aggiornato rispetto a quello dei libri di Pietro Bembo.

Quindi Manzoni si occupò di tale compito.

Nel 1840 ripubblicò i Promessi Sposi rimuovendo tutti i dialetti, tutti i latinismi e tutti i francesismi e presentando solo lingua italiana.

Più precisamente presentava solo il volgare fiorentino illustre ( e ovviamente quello aggiornato dei suoi tempi e non quello di Petrarca e Boccaccio).

Fece ciò perché doveva attuare il sistema della lingua imposta in cui c’erano vari volgari italiani e quello fiorentino ( essendo quello illustre ) doveva essere imposto affinché si diffondesse maggiormente.
E scrivendo questo romanzo molto lungo e ricco di contenuti ed eventi Manzoni automaticamente arricchì notevolmente e aggiornò la lingua italiana.
Scrisse un romanzo con nuovi termini italiani e con un nuovo stile italiano che presentava il volgare fiorentino ( quindi quello illustre perché quello più usato dai grandi intellettuali passati) e in forma aggiornata (non rimasta indietro nel tempo).

E questo contribuì all’aggiornamento della lingua italiana colta e diede inizio a un processo di unificazione linguistica.

Non a caso per questi meriti letterari dopo l’unificazione italiana del 1861 Manzoni divenne Senatore del Regno d’Italia e fu incaricato di occuparsi della diffusione della lingua italiana colta e di curare la pubblica istruzione.

Per inteso Manzoni non ebbe la bacchetta magica e non creò unità linguistica in quattro e quattr’otto.

Difatti l’istruzione non era ancora obbligatoria e moltissimi non andavano a scuola.

Poi poco dopo l’unificazione italiana si rese il biennio elementare obbligatorio e poi qualche anno dopo con la salita al governo di Agostino Depretis si rese tutta l’istruzione elementare ( tutto il quinquennio elementare ) obbligatoria, pubblica e gratuita.
Purtroppo però le spese per la pubblica istruzione erano affidate ai singoli comuni italiani e quindi moltissimi comuni italiani essendo molto poveri non ce la facevano.

Ovvio che se l’istruzione elementare de jure era obbligatoria de facto moltissimi ragazzi continuavano a non andare a scuola.
Solo decenni dopo ci fu Giolitti che ebbe l’intelligence idea di rendere le spese per la pubblica istruzione a carico dello Stato e non dei comuni e così facendo i vari comuni ( non solo quelli ricchi ma anche quelli poveri ) poterono garantire istruzione gratuita e così il tasso di alfabetizzazione crebbe notevolmente.
Ma pure qui parliamo del tasso di alfabetizzazione, non della cultura generale.
Molti ragazzi iniziarono a frequentare la scuola ma solo quella elementare ricevendo le regole basilari e poco o nulla di più (anche perché i programmi degli inizi del Novecento non erano corposi come quelli attuali).
I ragazzi imparavano a leggere a scrivere ma non a parlare la lingua italiana colta e in molti continuavano a parlare in dialetto.

Decenni dopo Manzoni sarà accusato di aver scritto un romanzo idealistico e irreale ( perché era irrealistico che persone analfabete come Renzo e Lucia parlassero il volgare fiorentino illustre).

Ad esempio Verga essendo un esponente del verismo (in cui affrontava la verità dei problemi sociali con crudo realismo e con oggettivismo senza edulcorare) nei dialoghi usava molto dialetto siciliano per mostrare in modo oggettivo la lingua veramente parlata dalle masse.

Però, anche se Manzoni non riuscì a creare unità linguistica in poco tempo (al contrario ciò avverrà molti decenni dopo la sua morte) fu comunque colui che prese il volgare fiorentino illustre come l’italiano da usare, fu colui che invece di seguire il volgare fiorentino del passato usò il volgare fiorentino dei suoi tempi aggiornando la lingua italiana, e fu colui che scrivendo un’opera molto lunga e ricca linguisticamente arricchì notevolmente la lingua italiana con nuovi termini e nuovi stili.
Il Manzoni non creò unità linguistica ma comunque fu colui che avviò il processo di unificazione linguistica.

Ed infatti per tale progetto il suo romanzo fu usato come testo di riferimento.

E così se oggi l’Italia ha una lingua ufficiale e unità linguistica una importante fetta del merito è di Manzoni.

Ecco perché si studia così tanto tale opera.

Sia perché questo romanzo è un’opera molto importante culturalmente (a livello italiano e internazionale) e con tanti contenuti, sia perché con tale opera Manzoni ha arricchito e aggiornato la lingua illustre e ha avviato il processo di unificazione linguistica.

Chitarra, pizza e mandolino.

 


Il biondino ciuffato è fuori di melone e noi invece..pure.

Siamo come quello che per fare dispetto alla moglie si taglia l'attributo pseudo riproduttivo e con la scusa di osservare chi ci avvisa di aiutarci ad evitare una strage a base di bombe atomiche ha innescato la miccia e cominciamo a pagarne le conseguenze.

Noi poveri mortali per ora la paghiamo in pieno di carburante, mancanza di medicine e aumenti al supermercato ma se allunghiamo l'occhio fuori dal nostro televisore potremmo vedere chi sta guidando l'Iran nel campo di battaglia con tiri ultraprecisi ed è sta nave spia cinese, la Liaowang-1 che navigando al largo delle coste dell'Oman IN QUESTO MOMENTO - raccoglie informazioni in TEMPO REALE su ogni risorsa militare statunitense in Medio Oriente - e le dà in pasto DIRETTAMENTE all'Iran.

Lasciando entrare e uscire solo petroliere russe e cinesi,

Gli Stati Uniti sanno che c'è. E gli Stati Uniti non possono farci nulla.

Lo sappiamo noi? Boh.. voi ne avete sentito? Bho..

Allora vi do qualche informazione senza creare allarmismi (e spero sia per questo che nessuno ce ne da notizia e come ci dicono dall''estero.. chitarra, pizza mandolino e fede al dito)..

Allora..

La Liaowang-1 è una nave cinese che raccoglie informazioni, operante in acque INTERNAZIONALI

Sta tracciando le posizioni di navi da guerra statunitensi, i movimenti di portaerei e le operazioni aeree in TEMPO REALE.

I dati vengono condivisi con l'Iran, fornendo loro informazioni mirate per attacchi di ritorsione.

MizarVision con sede a Shanghai ha pubblicato PUBBLICAMENTE immagini satellitari delle posizioni militari degli Stati Uniti, inclusi i luoghi F-22 e i gruppi d'attacco delle portaerei.

Alcuni di questi siti sono stati colpiti da ritorsioni iraniane.

Il Washington Post ha confermato: la Russia sta ANCHE fornendo informazioni all'Iran sulle navi da guerra e sulle località degli aerei statunitensi.

I feed satellitari cinesi e russi stanno aiutando attivamente lo sforzo bellico iraniano.

Con questo aiuto.. 

L'Iran ha distrutto un radar THAAD da 500 milioni di dollari in Giordania. L'Iran ha colpito 4 radar AN/TPY-2 — Difesa aerea regionale CIECO. 

L'Iran ha colpito l'elisuperficie dell'ambasciata americana nella ZONA VERDE di Baghdad.

L'Iran non sta tirando a indovinare.

L'Iran ha un feed di intelligence in TEMPO REALE da DUE superpotenze.

Ecco perché gli Stati Uniti non possono toccare quella nave: È in acque internazionali — LEGALE.

Colpire una nave militare cinese = dichiarazione di guerra alla Cina.

La Cina ha la più GRANDE marina del mondo per conteggio di navi. 

La Cina ha appena detto che è "pronta a ripristinare l'ordine e la pace in Medio Oriente"

Questa non è diplomazia - è un AVVISO

La Cina ha tenuto un'enorme parata militare l'anno scorso.

Tutti hanno riso.

NESSUNO sta ridendo ora.

La Cina non ha bisogno di sparare un solo missile.

Deve solo far navigare quella nave, fornendo all'Iran i dati per rendere ogni intercettore americano, ogni posizione di portaerei e ogni installazione radar, un obiettivo NOTO.

Gli Stati Uniti comandati da Israele stanno combattendo l'Iran.

Ma stanno giocando a scacchi contro la CINA.

E la Cina non lo nasconde nemmeno più mentre l'Iran insiste nel dire che la fine della guerra lo decideranno loro e non permetterà l'esportazione del loro petrolio e qualsiasi paese arabo o europeo che espellerà gli ambasciatori israeliani e statunitesmi dal duo territorio, verrà concessa piena libertà di passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz a partire dl giorno successivo.


lunedì 9 marzo 2026

Che pensate di questa 3 guerra mondiale?

 


Che ne dite di tracciare una considerazione sull'attacco del biondino/Israele all'Iran?

Io vi espongo la mia in soli 5 punti di considerazione e vediamo se collima con la vostra:

Prima considerazione: natura del regime iranianoIl, è una dittatura teocratica islamica repressiva dal 1979. Da oltre 40 anni il popolo iraniano subisce:

  • repressione interna;esecuzioni capitali non solo per reati di diritto penale, ma anche per violazioni delle leggi coraniche;

  • dissenso soffocato nel sangue: ancora recentemente manifestanti non violenti sono stati mitragliati, si parla di decine fra morti e feriti;

  • donne impiccate per aver ballato in strada togliendosi il velo;

  • diritti civili inesistenti;

  • diritti dell’uomo ridotti a carta straccia, buona solo per avvolgere i baghali (fave bollite e speziate - street food Iraniano);

  • richieste di uguaglianza di genere — biologico o identitario — che non si discutono nemmeno: si “rieducano” in carcere o in ospedale psichiatrico.

Tutto questo non è propaganda: sono dati documentati e pubblicati da organizzazioni internazionali.

Seconda considerazione: strategia regionale di destabilizzazione.

Da oltre 40 anni Teheran porta avanti una strategia di destabilizzazione regionale attraverso guerra per procura.

Finanzia e arma, milizie crininali: Hamas (Gaza)Hezbollah (Libano)Houthi (Yemen)

Attacchi a traffico marittimo nello Stretto Hormuz

Razzi e droni su paesi limitrofi.

Dichiarazione publiche ripetute di volere la distruzione totale dello stato di Israele e degli israeliti: programma di genocidio.

Se uno Stato finanzia attori armati che attaccano altri Stati, è un aggressore.

Terza considerazione..

7 ottobre 2023 attacco terroristico su territorio israeliano:

1300 civili uccisi 300 ostaggi documentate atrocità dagli stessi aggressori tramite video da loro stessi diffusi.

Quindi queste “milizie crimìnali” non operano nel vuoto strategico: é parte della strategia programmata e seguita dall’Iran.

Quarta considerazione: opposizione interna

All’interno dell’Iran esistono movimenti di opposizione attivi.

Le proteste degli ultimi anni hanno mostrato: malcontento diffuso, repressione violenta interne donne ed uomini dissidenti, arrestati, torturati e messi a morte.

Quinta considerazione: reazioni internazionali

A criticare apertamente l’azione USA-Israele sono stati solo:

Russia (partner strategico di Teheran)

Cina, con toni più misurati legati alla fornitura di petrolio.

Vale la pena di rifletterci su

Stati arabo-musulmani, Arabia Saudita in testa, mantengono distanza dall’Iran da tempo per timore dell’espansionismo e destabilizzazione regionale.

Questo non è tifo. È equilibrio geopolitico.

Conclusione: se uno Stato finanzia milizie armate, destabilizza regioni e minaccia l’esistenza di un altro Stato, è un aggressore.

Quindi:

USA e Israele stanno contenendo un attore che utilizza guerra per procura da oltre 40 anni.

La storia insegna che ignorare regimi ideologicamente espansionisti non produce stabilità.

Il resto è retorica.

 


domenica 8 marzo 2026

Salvador Mundi.


Tempi di guerra dove nulla è risparmiato e mi riferisco ad un fatto passato in secondo ordine, ma i molti che si interessano di pittura ha fatto male sapere che un drone del cazzo ha colpito l'edificio dove in parete ci stava il Salvador Mundi, un quadro attribuito a Leonardo datato 1519 raffigurante una persona con in mano la sfera celeste con tre stelle all'interno..

Val la pena approfondire la storia di detto quadro in quanto ci sono notizie discordanti con particolari anche interessanti che val la pena di approfondire e mi appoggio all'AI per velocizzare la ricerca.

Prendo atto e vedo questo dipinto è stato venduto a Mohammed bin Salman per una cifra che noi umani facciamo fatica a capire.. 450,3 milioni di dollari (inclusi i diritti d'asta), il 15 novembre 2017 da Christie's a New York.

Ecco il Salvador Mundi datato 1505-1519 attribuito a Leonardo
Questo il particolare, intrigante.. una sfera cava con una sottile parete.

Secondo l'University of California la sfera di vetro (sfera celeste) non sarebbe una sfera solida ma bensì cava con un raggio di 6,8 centimetri ma uno spessore di 1,3 millimetri e che Leonardo  l’avrebbe raffigurata a una distanza dal corpo del Salvator Mundi di 25 centimetri mentre il punto di vista dell’artista sarebbe stato a 90 centimetri dal soggetto.

Se rappresenta la sfera celeste di che stelle si trattano?

Un triangolo?

Bisogna ricordarsi che sono speculari rispetto al globo terrestre.

Ecco com'era prima del restauro.


Queste stelle dove sono?.. Io 'sti puntini (stelle) non li vedo.


Il Salvator Mundi, prima del restauro, anno 1912.

Dove minchia stanno i 3 puntini? Si dovrebbero vedere, sono bianchi.

A me sembrano completamente diversi.

Lasciamo il beneficio del dubbio.


Questa è una copia o l'originale? Boh.

Ci vorrebbe lo Sgarbi di una volta per poter avere un giudizio.


Nella ricerca ho trovato una Copia del Giampietrino, da biondo è diventato rosso.. e la sfera nera..

Un altro particolare meno visibile, al centro sulle fasce incrociate è cambiato il disegno. In questo c'è una croce.

Provate a dividere al centro verticalmente il dipinto, copritelo con una mano. A sx sembra un uomo a dx una donna.

Forse dipende dal momento del pennellaggio come si sentiva Leonardo? 

Per ultimo, ma quei boccoli mi sembrano a forma di spirale?

Smetto la ricerca e l'unico fatto è che un drone da 15mila euro, ha fatto secco un dipinto comprato per 450,3 milioni di dollari ed inoltre esistono un casino di copie (si dice 11) tra cui quella di GianGiacomo Caprotti detto Salai diavoletto piccolo diavolo, allievo amante di Leonardo e quindi può essere che durante la frequentazione il Leonardo ci ha messo il pennello e la chiudo qui.

sabato 7 marzo 2026

Fa più male la CocaCola o il vino?


Al sabato mi vengono strane idee e mi chiedo se fa più male bere il vino della cantina di Sandro o la CocaCola del Bennet.

Questa è una foto vintage del 1894 di una caraffa in gres che conteneva lo sciroppo base fatto con estratto di foglie di cocaina, circa 9 milligrammi per bicchiere.

Lello dall'AI che la Coca-Cola è stata messa in commercio l'8 maggio 1886 ad Atlanta, in Georgia, dal farmacista John Stith Pemberton, come sciroppo medicinale rinfrescante per curare mal di testa e stanchezza e quindi dopo un secolo virgola quattro si possono tirare le somme..

E invece per il vino risaliamo molto addietro e come foto anzichè la tanica della cantina di Sandro, vado ad un particolare del “Bacco di Caravaggio” che si presenta meglio (unghie a parte)



Donc.. (sempre su AI) il Vino... è un termine derivante dalla parola sanscrita "vena"- Ven come Venere, esso contiene resveratrolo ottimo ingrediente per la circolazione sanguigna, consigliato anche agli astronauti in quanto aiuta a preservare la massa muscolare e la densità ossea durante le missioni spaziali di lunga durata, contrastando gli effetti negativi della ridotta gravità.

ln piemonte, a suo tempo il Ciravegna è stato arrestato per aver messo in commercio vino che conteneva metanolo e non era male come gusto e unico dato negativo..lasciavi la valle di lacrime sborniato, cieco e con i reni dal culo.

Il resveratrolo lo si trova in vari tipi di frutta ma principalmente lo si ha nella buccia dell'uva nera .. che noi ovviamente scartiamo dimenticando le proprietà che ha nel combattere malattie cardiovascolari, osteoporosi e vari funghi e tossine.. (va detto anche che non è indicato per chi ha il diabete o inizio di cancri vari)..

oppure lo si trova in amazon sotto forma chimica in pillole sborsando una trentina di euro..

 Dicevo che l'inventore del vino è di qualche millennio fa e secondo la mitologia è Atrahasis/Ziusudra meglio conosciuto come Noè il costruttore dell'arca famoso per aver conservato la razza delle zanzare.

Dopo il Diluvio Universale avendo trovato uno dei rami che Adamo aveva sottratto dal Gan eden (giardino recintato), piantò la prima vite, imparò a coltivarla e a ricavare il vino dai suoi grappoli sino ai tempi nostri dove la catena di montaggio parte dal grappolo d'uva e finisce con l'ubriaco marcio.

Quindi per rispondere alla domanda iniziale sul chi è migliore tra i due si può solo dire che entrambi sono dannosi se consumati in eccesso, ma presentano rischi diversi.

La Coca-Cola classica è una "bomba" di zuccheri (circa 7 bustine per lattina) che impatta su glicemia e peso, mentre il vino, pur contenendo calorie simili a una bevanda gassata, è un alcolico classificato come cancerogeno, sebbene il consumo moderato (specialmente di rosso) sia associato a benefici cardiovascolari grazie ai polifenoli.

Concludo che fanno schifo entrambi, conviene mangiare foglie di cocaina (ovviamente di nascosto causa legge) con bucce di uva nera assolutamente biologici.

Un ultima considerazione da non sottovalutare è che la CocaCola contiene acido fosforico ed è l'ideale per pulire il cesso e anche il motore dell'auto e se la mischiate con le mentine ne fate un propellente che è interessante come reazione.


giovedì 5 marzo 2026

Colapesce story.

 


Da buon longobardo amo la Madonnina ma non disdegno Napoli e mi gusta conoscere fatti che non tutti sanno.. ad es chi percorre Via Mezzocannone, la grande strada universitaria nel cuore del centro antico di Napoli, spesso è troppo preso dal traffico di studenti e motorini per alzare lo sguardo sui muri dei palazzi.

Eppure proprio lì, all’altezza del civico numero 9, si trova la lapide di cui sopra che custodisce una storia affascinante, sospesa tra leggenda medievale e mito antico.

La lapide è tradizionalmente associata a Niccolò Pesce, meglio conosciuto come Colapesce, uno dei personaggi più misteriosi della tradizione popolare del Sud Italia.

Secondo la leggenda, Colapesce visse nel Medioevo ed era dotato di straordinarie capacità natatorie.

Si raccontava che trascorresse gran parte della sua vita in mare, nuotando senza sosta tra le coste della Sicilia e quelle del Regno di Napoli.

La sua abilità era così incredibile che la fantasia popolare finì per trasformarlo quasi in una creatura marina.

Le storie lo descrivono infatti come metà uomo e metà pesce, con branchie e pelle squamosa, capace di restare sott’acqua per lunghissimo tempo ed esplorare le profondità del mare come nessun altro essere umano.

Una delle leggende più suggestive racconta che un giorno una nobile signora lasciò cadere in mare un prezioso bracciale. Colapesce si immerse immediatamente e riuscì a recuperarlo dagli abissi.

Ma proprio il mare, che sembrava essere la sua vera casa, gli riservò anche un destino tragico.

Secondo il racconto popolare, una sirena si innamorò di lui.

Quando Colapesce però non ricambiò il suo amore, la creatura marina fu presa dalla gelosia e lo trascinò negli abissi, dove trovò la morte.

Eppure, come spesso accade nelle leggende napoletane, la storia non finisce davvero.

Ancora oggi, quando il mare è agitato e le onde si infrangono con forza sul porto, qualcuno racconta che lo spirito di Colapesce si manifesti nei pressi del Sedile di Porto, antico luogo di rappresentanza cittadina di cui la sua figura era diventata simbolo.

Ma c’è anche un’altra interpretazione, meno nota e molto affascinante.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la figura scolpita sulla lapide non rappresenti affatto Colapesce, bensì Orione, il gigantesco cacciatore della mitologia greca.

Secondo il mito, Orione era un gigante invincibile che un giorno cercò rifugio nel mare per sfuggire alla vendetta del dio Apollo. Tuttavia Diana (Artemide) lo colpì con una freccia, uccidendolo.

Per onorarlo, gli dei decisero di trasformarlo nella costellazione di Orione, una delle più riconoscibili nel cielo notturno e ancora oggi visibile nelle sere d’inverno.

Se questa interpretazione fosse corretta, la lapide di Via Mezzocannone sarebbe la traccia di un antichissimo simbolo mitologico, reinterpretato nel corso dei secoli dalla tradizione popolare fino a diventare la leggenda di Colapesce.

È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti di Napoli.. le storie non si cancellano mai davvero, ma si sovrappongono, trasformandosi nel tempo.

Così, una semplice lapide sul muro di un palazzo può diventare una porta aperta tra mitologia greca, leggende medievali e memoria popolare napoletana.

La prossima volta che passerete per Via Mezzocannone, provate a fermarvi un momento davanti a quella pietra.

Magari, tra il rumore della città e il vento che arriva dal mare, vi sembrerà quasi di sentire ancora il richiamo degli abissi.

Perché spesso la Napoli più misteriosa è proprio davanti ai nostri occhi, basta solo accorgersene.