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venerdì 26 giugno 2026

Bonzi's story

 Dando uno sguardo al passato alle origini dei Bonzi partendo da mio papa' Ugo e dal nonno Baldassarre che non ho mai conosciuto, sono arrivato sino all'avo di decima generazione laterale di nome Fachino che in quel del Cremasco nella seconda meta' del 400 acquisi' la nomina di Conte grazie all'aiuto che diede alla Repubblica Serenissima in guerra contro gli Sforza per la conquista di Crema, utilizzando le sue barche che servirono alle truppe per attraversare il fiume Serio.

I discendenti della stirpe Bonzi non sono molti, in Italia se ne contano 840 e si son dati da fare in attivita' imprenditoriali... mio nonno paterno Baldassarre mise in piedi una fonderia di ghisa ed alluminio nel Legnanese di cui conservo solo delle foto e delle copie in bronzo del monumento che rappresenta l'Alberto da Giussano (attuale simbolo della lega nord) di progetto Enrico Butti che all'inizio del 900 ha sostituito quello fatto in cartapesta (durato pochissimo) da Egidio Pozzi.
(cartolina dell'epoca spedite da Castellanza mio paese di origine)

Ed ecco la fusione in bronzo che conservo gelosamente e passero' agli eredi e lo stesso fara' mia sorella Graziella.


..la fonderia diretta da mio padre Ugo col fratello Giuseppe (Pino) chiuse al tempo della seconda guerra mondiale in quanto erano riluttanti nel fondere armi per la guerra e la mia famiglia si sposto' per qualche anno in emilia-romagna e precisamente a Forli'.
Lo zio Giuseppe rimase invalido sulla carrozzina nel tentativo di salvare un suo operaio che si era beccata una scossa di parecchi migliaia di Volt, ebbe tre figlie di cui ho perso le tracce ma penso siano rimaste in quel della romagna se non vado errato a Carpinello, me le ricordo tre bionde impestate che mi facevano un sacco di dispetti ed una in particolare la Mirta mi assomigliava in modo impressionante, occhi verdi e alluce tipo il mio, mentre la Giuliana piu' grande di qualche anno deve aver intrapreso attivita' di allevamento polli e affini e la piu' giovane, la Carmen era avviata nel campo estetico ed era patita di moto e ricorda un poco mia figlia Patrizia che con moto di grossa cilindrata all'eta' di ventanni (al limite della guida) e' incorsa in un incidente che l'ha fatta stare in coma da luglio a dicembre alla soglia dei ventunanni.


de l resto aveva cominciato presto sulle due ruote e relative gare


e il fratello Fabio non e’ da meno ed essendo della stirpe dei Bonzi, moto, aereo, paracadutismo vela snow sky jumping sono all’ordine del giorno





anche il piccolo Davide (figlio di Fabio) si da da fare 
e anche l'altro piccolo, Alessandro ci da dentro




io ho trasmesso il DNA della stirpe, ho sempre avuto un debole per i motori e per lo sport in genere 

 
ed eccomi a 15 lustri suonati..


e pure zico ( il cagnone di Fabio ) era dei nostri




Ma quello che mi affascina dei Bonzi di Dossena (Val Brembana) e' stato il ramo trasferito a Crema e piu' precisamente la persona di Leonardo che ricorda tanto mio zio materno Pompeo che e' della stirpe dei Morlacchi famiglia contadina passata all'industria.
Apro una parentesi materna su nonna Venegoni Marietta ma farò un post a parte dedicato alla sua famiglia e precisamente all'eroe Mauro Venegoni antifascista per eccellenza e medaglia d'oro al valor militare.


Dicevo di Leonardo figlio del conte Iro e di Sarina Berra Nathan ( nipote dell'omonima patriota ottocentesca e cugina del sindaco di Roma Ernesto Nathan)..era piu' grande di sei anni di mio papa' Ugo e quindi era del 1902 e nei miei ricordi io lo associo sempre a Maner Lualdi 
 




per la trasvolata in aereo nell'America del Sud con un piccolo aereo da turismo il SAI Ambrosini di cui conservo il modellino in alluminio nella mansarda della casa estiva marina.(assieme ai resti dell' AMX il caccia destinato a sostituire i G91, caduto a Caselle al 1° giugno 1984 in fase di collaudo.. pilotava il collaudatore della Fiat Aeritalia il Ten.Col, Manlio Quarantelli che è riuscito a portare l'aereo senza propulsore in un prato schivando la tangenziale e i cavi dell'alta tensione ed ha azionato l'eiettibile solo quando era già a terra, procurandosi ferite per cui è mancato il 19 agosto.. giorno del suo 58.mo compleanno)
 

Ad incidenti aerei purtroppo ne ho visti diversi partendo dall'aereo caduto nei pressi della mia abitazione di Castellanza nel 1959 dove morirono 70 persone

Ma torniamo al viaggio Bonzi-Lualdi che era stato fatto per sensibilizzare i media associando l'impresa alla situazione dei bambini mutilati e orfani di quelle terre.



Risalgo con ordine e cerco di mettere a fuoco la vita di..anzi del Conte Leonardo Bonzi.
Farlo e' semplice grazie ai motori di ricerca da cui traggo libero spunto ringraziandone gli autori..
Nato nel 1902 verso la fine di dicembre e' stato indirizzato allo sport.
Pratica sin da giovane il tennis che sara' una delle passioni della sua vita.

Nel 1922 sostituisce un amico infortunato in una gara del campionato lombardo di motociclismo, e vince il titolo. (e qui esce l'emulazione di mia figlia Patty che col casco in testa sostituiva il suo ragazzo nelle gare di cross e di questo sono venuto a conoscenza dai suoi amici concorrenti che erano li in clinica nell' attesa che lei si risvegliasse dal coma avuto per un incidente con moto di grossa cilindrata).
Due anni dopo alla settimana internazionale degli sport invernali che si svolse a Chamonix e in seguito riconosciuta come prima Olimpiade Invernale, Leonardo e' il portabandiera dell'Italia e partecipa come membro dei team di bob a 4 e bob a 5.
Gli anni immediatamente successivi li dedica al tennis e allo studio universitario, laureandosi in Giurisprudenza alla Cattolica nel 1927 (qui si e' laureata pure mia sorella Graziella nel 1958) e in Economia e Commercio alla Bocconi nel 1928. 
Vinse i Campionati Italiani di Tennis in piu' riprese...
nel 1926 si aggiudico' il doppio misto e nel 1929 si cucco' i titoli nel doppio maschile e nel doppio misto.
Nel 1928 e 29 si aggiudica la Coppa Milano e il Torneo Brian e per una decina di anni fece parte della "nazionale" italiana di Coppa Davis.
Nel 1932, durante una sfida col miglior tennista dell'epoca, il francese Henry Cochet, uno dei Quattro Moschettieri, arriva ad un passo dalla vittoria ...In vantaggio e con un match point, un tiro di Cochet finisce a pochi centimetri dalla linea. L'arbitro chiede a Bonzi se la palla fosse buona o meno. Bonzi risponde "buonissima", Cochet annulla il match point e poi rimonta e vince la partita.
Nei primi anni 30 Leonardo si dedica oltre che al tennis alle altre sue due passioni: l'aviazione e l'alpinismo.
Nel 1931 ottenuto il brevetto di volo tenta di atterrare sul ghiacciaio del Monte Bianco per una scommessa. 




L'aereo si cappotta ma Bonzi miracolosamente si salva, inforca gli sci e scende sino a Courmayeur, l'elica e' nel museo che hanno aperto nel 2004 nel Cremasco mentre nel nostro ramo mio figlio Fabio ha avuto fortuna in quanto il suo aereo si e' schiantato dopo la sua vendita e i due a bordo ci son rimasti secchi..



Fabio ha  un elica a ricordo   appoggiata alla parete del salotto assieme agli sci trovati in cantina che si usavano negli anni 30 con relativi bastoncini in bambu'.


Sempre in quell'anno attraversa tutta l'Africa del Nord in aereo partecipando ad ogni singolo torneo di tennis, spesso vincendo. Fa tappa ad Algeri, Fez, Casablanca, Tripoli, Tangeri e Rabat; con se' aveva solo le racchette e le palline e uno smoking per le serate di gala alla fine dei tornei.
Il 1932 lo vede viaggiare per mesi in India durante una tourne' della nazionale italiana di tennis, nel 1933 organizza una spedizione alpinistica con il celebre geologo Ardito Desio in Iran. Pilota personalmente il trimotore Caproni. Bonzi e Desio scaleranno oltre 20 vette iraniane della Catena dei Baktiari, tutte per la prima volta.
Nel 1934 scala le montagne dell'Atlante del Marocco e ne discende le vette innevate con gli sci. Sempre lo stesso anno guida una traversata della Groenlandia con cani e slitte; 
 

scalano alcune vette inesplorate ma rischiano di morire di stenti e freddo, venendo infine salvati da una nave. 



Tra il 1935 e il 1937 scalo' diverse vette dell'Himalaya, stabili' il record della prima traversata in aereo del deserto del Sahara e pubblico' il suo primo libro: "Deserti di ghiaccio, oceani di sabbia". Contemporaneamente pubblico' reportage dei suoi viaggi sul Corriere della Sera e Il Tempo ottenendo un enorme popolarita'.
Nel 1937 si sposò con Elisa Lentati e come viaggio di nozze la porto' in auto, una Lancia Aprilia, da Beirut sino a Bombay. Oltre 11.000 chilometri.
Nel 1938 viene celebrato come uno degli eroi del fascismo al Raduno del Littorio a Roma. L'anno successivo stabilisce il record del mondo del volo piu' lungo mai effettuato senza scali, da Roma ad Addis Abeba, in oltre 18 ore.


Nel 1940 viene arruolato come ufficiale nell'aeronautica e presto diventa un eroe dei cieli. Partecipa ad ogni azione aeronautica dal 1940 al 1943, celebre il suo intervento a Gimma, in Africa Orientale Italiana, dove con un’impresa rocambolesca riusci' a raggiungere le truppe italiane circondate dai nemici e a portare i rifornimenti di cibo ed armi. Sempre in quella zona mio zio Ettorino Morlacchi (fratello di mia madre)croce al merito di guerra, operava in qualita di servente della Regia Marina sul Cacciatorpediniere Fulmine e perse la vita mentre stava portando rifornimenti per l'offensiva Asse nel deserto diretta a Tobruk col convoglio Duisberg che fu affondato dal convoglio K inglese, il 9 novembre 1941 al nord del Golfo della Sirte.




Durante il ritorno verso l'Italia Leonardo venne catturato dagli Inglesi che lo rinchiusero in un campo di prigionia in Arabia. 
Egli riusci' a corrompere le guardie arabe, raggiungere l'aereo e scappare sotto il fuoco nemico sino a rientrare in Italia. 
Venne premiato personalmente da Benito Mussolini con la Medaglia d'Oro al valore militare e promosso Maggiore e pure i nazisti lo premiarono con una Croce di Ferro consegnatagli dal Generale Kesserling.
Dopo il settembre 1943 decise di partecipare alla guerra dalla parte degli Alleati, effettuando nuovamente decine di missioni di volo. Riceve altre medaglie e una promozione a Tenente Colonnello anche dai vertici militari USA.
Nel 1945 dopo il 25 aprile viene posto in congedo, con oltre 2000 ore di volo di guerra, decine e decine di missioni, 1 Medaglia d'Oro e 4 Medaglie d'Argento e 1 Croce di Ferro, i brevetti di Istruttore e Collaudatore di volo anche notturno.
Intanto, nel 1942 data importante non per la mia nascita agli idi di marzo ma per l'incontro che Leonardo ebbe a Roma con Clara Calamai.

La Clara era tra le piu' famose d'Europa e proprio in quell'anno star assoluta di Ossessione, il film capostipite del Neorealismo di Luchino Visconti ed e' stata la prima attrice famosa a seno nudo preceduta da Vittoria Carpi che e' passata in secondo piano in quanto quasi a livello comparsa.

Alla fine della guerra Leonardo ottiene l'annullamento delle sue prime nozze e sposa la celebre attrice.
In fatto di divorzio anche il nostro ramo ha dato la sua parte, ha iniziato il papa' della mamma di Fabio, e' seguito il mio divorzio (sono stato uno dei primi divorziandi dopo la vincita dei NO al referendum del 12 maggio 74)


(per non perdere la tradizione anche Fabio ha seguito questa strada).
Tornando a Leonardo, Tramite la Clara conosce il famoso produttore cinematografico Carlo Ponti e ne diventa socio nella ATA, iniziando la carriera di produttore di film e documentari.
Riprende anche a stabilire record aeronautici con un volo ininterrotto da Udine sino a Massaua nel 1948 e battendo il suo stesso record l'anno successivo con un volo da Milano a Buenos Aires a scopo benefico per raccogliere fondi per i bambini mutilati della fondazione di Don Gnocchi.
In seguito brevettera' l'aerauto, fusione tra automobile ed aereo, pilotandolo da Roma sino a Mosca.
Sempre nel 1948 diventa membro del CdA di SEA, la societa' aeroportuale di Milano.
Per oltre 10 anni si battera' per la chiusura di Linate e per l'espansione di Malpensa creando un grande aeroporto intercontinentale per tutto il nord Italia, una visione di quasi 50 anni troppo in anticipo.
Gli anni 50 si aprono con nuovi record e nuove avventure.
Stabilisce i record del mondo di velocità in volo sui 100 chilometri e sui 1000 metri. 



Viaggia in auto da Tripoli a Mogadiscio con una Alfa Romeo 1900 e inizia anche a girare i suoi primi, celebri, documentari: "Lettere dall'Africa" e nel 1952 "Magia Verde", girato nella foresta dell'Amazzonia nel Mato Grosso.
Quest'ultimo viene presentato al Festival di Cannes e contende sino all'ultimo la Palma d'Oro a Vite Vendute, capolavoro di Clouzot. Per non far torto a nessuno i francesi inventano ex-novo un premio al miglior documentario che viene assegnato all'unanimità a "Magia Verde".
Come mezzo di trasporto per le attrezzature Bonzi utilizzo' due Alfa Matta versione AR 51 abbinate ciascuna ad un rimorchio tipo biga da 6 quintali di portata complessiva, con le quali apri' una nuova via di comunicazione dall' Oceano Atlantico al Pacifico, compiendo una spedizione di oltre 7.000 km in quattro mesi.

mercoledì 24 giugno 2026

Droni che vincono.

 


"Si muovevano come un unico essere vivente.

Sembrava qualcosa di alieno."
​Sono le parole agghiaccianti di un pilota americano di F-15, salvato dalle forze speciali dopo essere stato abbattuto in Iran.

Quello che ha visto prima di lanciarsi con il paracadute sta facendo tremare i vertici dell'intelligence statunitense.

Non era un normale attacco.

Il pilota ha descritto una scena da film di fantascienza: una flotta di droni iraniani interconnessi tra loro, disposti in una formazione coordinata che ricordava una gigantesca medusa volante.
​"Molti droni erano collegati tra loro e si muovevano all'unisono. Sotto i droni più grandi ce n'erano di più piccoli, posizionati come se fossero dei tentacoli.

Un vero e proprio campo minato volante."

Gli esperti la chiamano "one-to-many meshed networking".

Si tratta di una rete a maglie in cui un solo operatore può gestire un intero sciame di droni che si coordinano da soli in tempo reale.
​Autonomia totale: Gli ordigni mantengono la formazione, si scambiano informazioni e adattano l'attacco autonomamente.
​L'asse strategico: Finora si pensava che solo Russia e Cina avessero queste capacità.

Ora c'è il forte sospetto che Teheran abbia ricevuto un aiuto decisivo da queste superpotenze alla faccia di quel pirla di parrucchino.

Gli analisti militari sono unanimi: se questa tecnologia fosse confermata, cambierebbe per sempre le regole della guerra moderna.
​Emma Bates, esperta di guerra con droni, ha lanciato l'allarme:
"Se sono in grado di organizzarsi da soli, mantenere la formazione e gestire le riserve per sferrare attacchi a ondate successive, siamo di fronte a una capacità di azione incredibilmente avanzata. Difendersi costerà miliardi e un prezzo altissimo in vite umane."

Quindi parrucchino datti una calmata e non coinvolgerci con le tue cazzate.

venerdì 19 giugno 2026

Parrucchino..il merda.


 

Parrucchino tanto per cambiare ha detto le sue cazzate e pure la frase che ha fatto incazzare gli Italiani sulla Giorgia che lo ha implorato di fare una foto con lui.

Sto biondo smunto deve aver fatto un'overdose di pannolini.

Cose da pazzi.

Ha cominciato la riunione dei G7 arrivando in ritardo e dicendo "Io sono il boss".

Ha continuato dicendo che ormai i partecipanti al G7 non contano più un cazzo e che conta solo lui.

Ciliegina sulla torta la vendetta mediatica contro la Meloni, colpevole di avergli detto qualche "NO" in varie occasioni, con la frase veramente obbrobriosa sopra riportata che sfancula la Giorgia ma tutti noi Italiani cagasotto.

Aveva promesso la pace in Ucraina in 48 ore lo stronzo.

Una minchia.

Ha cominciato una guerra con l'Iran che sta uccidendo l'economia di mezzo mondo senza nessun risultato pratico, il regime iraniano era lì e lì è restato più forte di prima mentre lui declama di averli sottomessi.

Seconda una minchia.

Quest'uomo vuol essere contemporaneamente Re, Governatore della Federal Reserve, Governatore di ogni Stato americano, sindaco di ogni grande città, sceriffo del mondo con l'autorità di bombardare chi gli pare quando gli pare.

Con possibilità di rapire presidenti eletti (vedi Venezuela), di pretendere di acquisire territori (vedi Groenlandia), di mandare affanculo la NATO che è una creazione americana e non certo europea.

Di chiedere con il ricatto enormi quantità di soldi agli europei che dovranno essere spesi in armi, gas americano che costa 3 o 4 volte quello russo (e noi lo abbiamo messo in culo a Putin e anche castigato, come quelli che per far dispetto alla moglie si tagliano l'organo psudoriproduttivo), e in investimenti in America.

Un bullo che sta scompigliando il mondo senza un risultato positivo che sia uno.

Tutti i suoi stratagemmi peraltro non hanno certo salvato l'economia americana che continua ad annaspare.

L'inflazione negli USA galoppa e il debito pubblico è spaventoso avendo toccato i 40mila miliardi, gli USA pagano oltre 1.000 miliardi annui di soli interessi.

Hanno un deficit di bilancio primario intorno al 4% che arriva all'8% nel bilancio secondario (comprensivo degli interessi sul debito).

Una roba da tregenda roba da tagliarsi i coglioni e metterli come farfallino alle pornofeste davanti alla baracca bianca.

E il prezzo del petrolio che era risalito sopra gli 80 dollari, proprio per le stronzate sto parrucchino.

I russi fanno festa godendo come istrici in calore e noi europei pirla paghiamo.

Vi ricordo che un prezzo accettabile per la nostra Europa non deve superare i 70–75 dollari al barile, ritenuto il massimo sostenibile per le economie del continente.

Per i russi già a 59 dollari va benissimo.

Era la loro stima nel bilancio di previsione 2026.

Figurarsi quanti soldi in più stanno facendo con 7,4 milioni di barili al giorno esportati e 20–30–40 dollari in più per ogni barile.

Fate i conti.

Ci fanno la guerra gratis e gli rimane anche qualcosa.

Altro che crisi e se tutto va bene..siamo rovinati.

Eppure parrucchino pannolato fa il bullo che risolve ogni problema a calci e a pugni, l'intelligentone che ha la soluzione per tutto ma che non risolve un cazzo.

E dice una stronzata la mattina e un'altra la sera.

Da volgarissimo maleducato spesso.

Lo dicevo io… Biden e Trump.

La grande America non aveva nient'altro da proporre?

Questo il meglio che hanno a disposizione?

Un mezzo demente e un matto?

Ma va a cagare pannolino kid.


 


 

mercoledì 17 giugno 2026

Faccio il punto.

 


La strada che mi porta a Casalcoso la faccio da passeggero e nonostante i 303 kmh di velocità che leggo sul display del Frecciarossa la goduria non è infinita, ma devo evitare l'ansia della Lella che non sopporta più la mia guida monzese e così finirà che l'ansia verrà a me.. ma stracazzo vabbè che nelle ultime volte ho sbattuto in galleria, ma che colpa ne ho io se la galleria era buia e idem per il salto di corsia.. se sti bastardi lasciano buche fianco strada è ovvio che l'auto si imbarchi no? E vabbè cerco di fare passare queste 5 e più ore e mi domando.

(PARENTESI)Stracazzo ho messo la valigia di 40 kg nella zona bagagli e ho capito di essere un coglione in quanto mi hanno lasciato la zona alta e così ecco il primo strappo lombare ed inoltre ho scelto la vettura vip silenziosa e manco posso rispondere al tlf perché mi guardano brutto e vabbe e ora mi domandom

STA GUERRA A CHI CAZZO È SERVITA?

Sta domanda aleggia anche nei corridoi delle cancellerie occidentali e nei dibattiti delle televisioni israeliane, che nessun comunicato ufficiale potrà mai davvero mettere a tacere: a che cosa è servita tutta questa carneficina? 

Perché quattro mesi di missili, bombardamenti e vittime civili, se alla fine il tavolo delle trattative restituisce esattamente lo stesso punto di partenza del negoziato di febbraio – con l’Iran che ottiene lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi congelati, la cogestione dello Stretto di Hormuz insieme all’Oman, e un vago impegno a non dotarsi di armi nucleari che, nella sostanza, era già decretato dal "Trattato di non proliferazione"?

Pausa.. l'hostess porta da bere e mi fermo..aveva ragione Lino la hostess è un maschio e solo la capotreno e una bella figa e mi ha scansionato il QR e tutto e ok buon viaggio e vedo i barboni in macchina sulla To-Mi che viaggiano a 130 e io qui sono a 240 vabbuo’  continuo

Dunque ho riletto e ricomincio dicendo che la risposta, amara, è che il regime dei beduini o ayatollah ha giocato la partita con la pazienza di chi sa aspettare, e alla fine ha vinto su tutta la linea.

E giustamente, ieri, i media ufficiali iraniani hanno aperto con titoli trionfali: “Li abbiamo costretti ad accettare”.

Il guaio è che è vero.. minchia hanno ragione.

L’accordo annunciato dal Pakistan e benedetto dal parrucchino non è una vittoria della diplomazia, ma una resa.

Il presidente americano, che aveva iniziato la guerra con l’obiettivo dichiarato di “impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari”, ha accettato un negoziato che non solo non elimina la capacità iraniana di arricchire uranio (la sospensione è temporanea e non verificabile), ma legittima Teheran come attore regionale con diritto di veto sullo Stretto di Hormuz.

E Israele (altri beduini impestati), che aveva insistito per un’azione militare più decisa, si è ritrovato isolato e costretto a incassare un’intesa che non condivide.

Il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, leader dell’ultradestra religiosa, ha dichiarato che “l’accordo non ci vincola, non siamo subordinati agli Stati Uniti”.

Parole che suonano come un atto di sfida, ma che nella sostanza rivelano l’impotenza di uno stato che, senza il sostegno americano, non può permettersi una guerra su due fronti.

La verità è che parrucchino ha scelto la strada più breve: chiudere il conflitto a ogni costo, anche a costo di cedere su tutti i punti, pur di poter rivendicare una “vittoria” in campagna elettorale perchè sti coglioni di americani finiranno per rieleggerlo.

I 12 miliardi di dollari sbloccati, che Teheran potrà spendere per sostenere l’economia in crisi e per finanziare le sue milizie, sono una boccata d’ossigeno per un regime che stava soffocando sotto il peso delle sanzioni.

E la cogestione di Hormuz, per quanto limitata dall’ingresso dell’Oman (paese tradizionalmente mediatore), rappresenta una vittoria simbolica e sostanziale: l’Iran non è più un attore marginale, ma un partner (sia pure scomodo) nella sicurezza energetica globale.

L’unico aspetto su cui Washington può vantarsi è il “vago impegno” sul nucleare, ma è lo stesso impegno che Teheran aveva già preso nel 2015 con il JCPOA, prima che Trump lo denunciasse nel 2018. Una beffa, una presa per il culo..ma lo capite?

Israele, dal canto suo, si trova ora di fronte a un dilemma: accettare l’accordo e rinunciare alla sua libertà d’azione, o dichiararsi non vincolato e rischiare di aprire un conflitto con l’amministrazione americana.

La scelta di Ben-Gvir e degli altri ministri di ultradestra di boicottare le riunioni di governo è un segnale di tensione, ma difficilmente si tradurrà in un’azione concreta.

Netanyahu, che pure aveva cercato di prolungare la guerra per ragioni politiche interne, sa che senza il supporto logistico e militare degli Stati Uniti, Israele non può permettersi di colpire l’Iran da solo.

E il raid di Beirut che aveva fatto incazzare parrucchino, costringendolo a ritardare i negoziati, è stato l’ultimo, disperato tentativo di sabotare un accordo che ora appare ineluttabile.

Nei prossimi mesi, si aprirà una nuova fase di negoziati sul nucleare, con l’Iran che chiederà la rimozione di tutte le sanzioni e gli Stati Uniti che proveranno a ottenere concessioni più consistenti. Ma il momentum è tutto dalla parte di Teheran.

La guerra, alla fine, ha dimostrato che l’Iran sa incassare i colpi e resistere, mentre l’America di Trump è troppo impaziente e divisa per sostenere un conflitto prolungato.

E Israele, che pure aveva scommesso su un’azione decisiva, si è ritrovato solo, tradito dall’alleato di sempre, costretto a guardare mentre i suoi nemici festeggiano.

Sta guerra, alla fine, è servita una sega. O meglio, è servita a dimostrare che il Medio Oriente, nonostante gli slogan e le minacce, è sempre uguale a se stesso: un teatro di potenza in cui i pesi massimi giocano a scacchi, e le pedine – i civili, i soldati, le città bombardate – vengono spazzate via senza che nessuno ne chieda conto.

Ragazzi .. se tutto va bene  siamo rovinati.