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mercoledì 8 luglio 2026

tra il dire e il fare...

 




Non la faccio lunga ma ho una leggera impressione che noi italici siamo come dice parrucchino pannolinato ovvero siamo degli opportunisti cagasotto.

Cazzo..la Spagna ha scelto di non prendere parte all’operazione militare congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, riaffermando il proprio controllo politico e giuridico sulle basi di Morón de la Frontera e Rota, in Andalusia.

Parrucchino ha reagito attaccando duramente Madrid, definendo la Spagna un “pessimo alleato” e minacciando di “tagliare tutto il commercio” con il Paese dopo il rifiuto di concedere l’uso delle basi per l’operazione contro l’Iran.

Ha annunciato l’intenzione di interrompere “tutti i rapporti” economici con la Spagna e ha accusato il governo Sánchez di non fare la sua parte nella Nato, trasformando una divergenza militare in uno scontro politico aperto.

La decisione di Madrid di negare l’uso delle basi di Rota e Morón per un attacco all’Iran è un atto di piena sovranità nazionale, esercitato dentro un quadro giuridico che riconosce alla Spagna il controllo ultimo sul proprio territorio e sulle infrastrutture militari che vi insistono.

È un gesto politico forte, ma soprattutto è la manifestazione concreta di uno Stato che non accetta di essere semplice piattaforma logistica per guerre decise altrove, al di fuori del diritto internazionale.

La scelta di Madrid è chiara: basi americane sì, ma alle condizioni della Spagna mondo merda.

I governi spagnoli, da decenni, hanno accettato la presenza statunitense a Rota e Morón attraverso accordi bilaterali che ribadiscono un punto chiave: le basi sono sotto bandiera e comando spagnoli; l’uso da parte degli USA è subordinato al consenso di Madrid punto e basta.

A differenza dell’italia, la Spagna non fu sconfitta, non subì un trattato di pace imposto dalle potenze vincitrici né un regime di occupazione militare diretto da Stati Uniti e alleati.

Il quadro italiano è diverso: l’italia è una potenza sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, sottoposta a un trattato di pace e inserita poi nel sistema di difesa occidentale dentro una logica che fotografa, di fatto, un rapporto fortemente asimmetrico.

Siamo degli sconfitti... te capì testina di vitello.

La presenza militare statunitense è regolata dal Trattato del Nord Atlantico, dal NATO Status of Forces Agreement (SOFA) e da una fitta rete di accordi bilaterali e “tecnici” che disciplinano basi come Aviano, Sigonella e le altre installazioni in uso alle forze USA.

Minchia.. siamo degli sconfitti e parrucchino ci tratta come tali..con la giorgina che implora la foto di sudditanza con lui..bah..

Dal punto di vista formale, anche in italia le basi restano giuridicamente italiane, con comando italiano e presenza USA incardinata in accordi internazionali: lo ricorda la stessa documentazione ufficiale sull’uso di basi come Sigonella e sugli accordi quadro (BIA, “Shell Agreement” del 1995, memorandum per singola base).

In pratica, però, l’estensione delle immunità garantite dal SOFA, il peso politico-strategico di Washington e la stratificazione di intese riservate producono una situazione che, sul piano sostanziale, rende la libertà di manovra italiana molto più debole rispetto al caso spagnolo.

Le truppe USA sono presenti in italia come “forze d’occupazione” mascherate da alleanza: una presenza dotata di ampia autonomia operativa, capace di proiettare forza dal territorio italiano in scenari che non sempre coincidono con l’interesse nazionale o con un chiaro mandato internazionale.

Sul piano giuridico si parla di alleati e di basi NATO; sul piano materiale si osserva spesso un margine decisionale statunitense assai ampio, cui gli esecutivi italiani faticano a opporre veti comparabili a quelli esercitati oggi da Madrid.

La vicenda delle basi in Andalusia mostra che, quando un Paese conserva e pratica fino in fondo la propria sovranità, può usare la cooperazione militare come leva politica: Spagna e Stati Uniti collaborano, ma la prima si riserva il diritto di stabilire limiti e condizioni, fino al divieto operativo.

Nell’italia uscita sconfitta dalla guerra, integrata nel dispositivo NATO sin dalle sue origini e segnata da decenni di presenza militare USA, la stessa possibilità teorica di dire no appare più difficile da concretizzare, schiacciata tra vincoli giuridici, dipendenza strategica e fedeltà atlantica obbligata.

In questo senso, il contrasto tra Madrid e Washington sull’attacco all’Iran non riguarda solo un episodio, ma illumina la differenza tra una sovranità che viene esercitata in modo assertivo e una sovranità che, pur esistendo sulla carta, è stata progressivamente normalizzata dentro un dispositivo in cui la proiezione di potenza statunitense sul territorio italiano è strutturale, continua e difficilmente negoziabile.

Giorgina ritira il nostro gruzzolo dall'america e manda a fanculo sto parrucchino altrimenti mi fai andare per traverso quella cibaria che mi son faticosamente acchiappato stamattina.

(ho dato 60 euro al Giuseppe ed è meglio che sto zitto.. ma ho detto quel che penso e tra il dire e il fare c'e' di mezzo la montagna)..


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