Sergio Mattarella ha appena sventato una delle operazioni più indecenti degli ultimi anni.
Il piano era semplice: togliere alla Corte dei Conti il potere di controllare gli atti del Cipess che servono a sbloccare i lavori del Ponte sullo Stretto.
Tradotto: fare i cazzi che vogliono con i soldi pubblici senza che nessuno possa metterci il naso.
E non era tutto.
Volevano
nominare Pietro Ciucci, l'amministratore delegato della società
Stretto di Messina, quella che il Ponte deve costruirlo, commissario
straordinario dell'opera.
Cioè: il CONTROLLATO che diventa
CONTROLLORE.
In altre parole la volpe a guardia del pollaio.
Era
tutto pronto, era tutto nel Decreto Infrastrutture in dirittura
d'arrivo.
E invece martedì mattina Salvini è stato gentilmente
convocato al Quirinale.
Ed
è sceso incazzato e con le mani vuote.
Mattarella ha detto no.
No ai limiti alla Corte dei Conti.
No
alla nomina di Ciucci.
E il governo, non ha potuto far altro che
piegare la capa e modificare la versione del testo facendo sparire
le norme.
Quindi il buon Mattarella è l'unico che li ha fermati dimostrando di essere l'ultimo argine alla prepotenza di chi ci governa ed ha fatto solo il suo lavoro nel dire di NO quando va detto NO.




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