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giovedì 27 febbraio 2025

Curiosità'..


Penso che non tutti sanno come viene coltivato quello che troviamo negli scaffali dell’ipermercato.

Ci piace la loro polpa tenera, succosa e dolce, ma sappiamo davvero come vengono coltivati ​​i nostri frutti preferiti?

Ecco alcune foto che vi sorprenderanno:

1) Ananas

Azz io ero convinto di raccoglierli dalla pianta e invece provengono da cespugli spinosi che crescono dal terreno. Il frutto proviene dal centro della pianta.

2) Semi di sesamo. (io ero ancora all'apriti sesamo).

I semi di sesamo provengono da germogli che crescono direttamente dal terreno all'interno di piccoli baccelli chiamati "gemme".

3) Carciofi

I carciofi provengono da grandi fiori graziosi viola con cime piumate.

4) Cavoletti di Bruxelles

I cavoletti di Bruxelles fanno parte del gruppo dei cavoli e crescono da una pianta a foglia verde di circa 2,5-4 cm di diametro. Crescono in grappoli e sembrano piccoli cavoli.

5) Capperi

I capperi crescono su una vite con graziosi fiori bianchi. Questi sono i boccioli non aperti dei fiori.

6) Pistacchi

I pistacchi crescono in grappoli sugli alberi. Di solito ci vogliono dai sette ai dieci anni perché questi alberi raggiungano una produzione significativa, il picco di produzione viene raggiunto intorno ai 20 anni. I pistacchi vengono poi essiccati e tostati a secco o lavorati in macchina. Sembrano manghi.

7) Arachidi (pensavate di vederli sulla pianta?Naaa)

Gli arachidi sembrano piccoli fiori di campo gialli quando crescono dal terreno, ma quando tiri su questi fiori, le loro radici rivelano piccole noci bulbose.

8) Baccello di vaniglia

Il baccello di vaniglia è una pianta dai fiori bianchi. La pianta produce lunghi baccelli che vengono lavorati ed essiccati.

9) Kiwi

I kiwi iniziano anche come fiori che pendono da una vite e crescono lungo il traliccio. Il fiore si trasforma in kiwi che restano appesi fino a quando non sono pronti per essere raccolti.

10) Anacardi

Gli anacardi sono super strani. Crescono sugli alberi che producono anacardi, poi le noci escono dalle mele.

11) Mandorle

Le mandorle crescono sugli alberi in fiore. I piccoli fiori si trasformano in baccelli e all'interno di questi baccelli ci sono le mandorle.

12) Zafferano

Lo zafferano proviene da magnifici fiori viola brillante. I pistilli di zafferano emergono dal centro dei fiori che sono stati appena strappati dal gambo.

13) cannella

La cannella deriva dalla corteccia di un albero.

14) Mirtilli rossi

I mirtilli rossi crescono su arbusti nani sempreverdi che portano fiori che diventano piccoli pezzi di frutta.

15) Cacao

Sì, non diventa polvere :) Il cacao, che viene utilizzato per fare il cioccolato, viene coltivato su un albero che produce baccelli giganti. All'interno di questi baccelli si trovano le fave di cacao (baccelli di cacao… sull'albero del cacao)

e per oggi basta cosi'.

 

Da marzo stipendi e pensioni più basse.

 


Lavoratori..pensionati.. questo post è per Voi.

C'è poco da girarci intorno: nel mese di marzo 2025 gli stipendi dei lavoratori dipendenti, a prescindere dal settore o dal tipo di contratto, eccetto per chi rientra nelle fasce di esenzione stabilite dai singoli Comuni, saranno un po' più leggeri. Nulla di strano, però. Come spiegato dall'Agenzia delle entrate, vengono applicate le addizionali comunali e regionali, che si sommano all’Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche), con la ripresa, dal prossimo marzo appunto, della trattenuta dell'acconto per le addizionali comunali.

Le addizionali, regionali o comunali, sono trattenute applicate alla busta paga dal datore di lavoro, in quanto sostituto d'imposta. Andiamo con ordine e vediamo cosa aspettarsi e come possono cambiare in concreto le cifre in busta paga a seconda del Comune di residenza.

La doppia trattenuta in busta paga

A marzo  ci sarà quindi una diminuzione dell'importo netto in busta paga rispetto ai mesi precedenti.

A dicembre, infatti, non vengono applicate trattenute sulle addizionali, facendo risultare uno stipendio netto più alto, mentre da gennaio ripartono le trattenute per il saldo dell'anno precedente e, a partire da marzo, si aggiungerà anche l'acconto per l'anno in corso. Il risultato sarà uno stipendio inferiore rispetto a febbraio, a causa della doppia trattenuta.

Il meccanismo in vigore nel nostro Paese prevede che, ogni mese, il datore di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta, trattenga dalla busta paga non solo l'Irpef, ma anche le addizionali locali dovute alle Regioni e ai Comuni. Le trattenute vengono effettuate attraverso due modalità separate:

  • addizionale regionale: viene trattenuta in saldo per l'anno precedente, da gennaio a novembre;

  • addizionale comunale: viene trattenuta sia in saldo per l'anno precedente (da gennaio a novembre) che in acconto per l'anno corrente (da marzo a novembre).

Le differenze in base al Comune di residenza

E così nel cedolino di marzo, oltre al saldo per il 2024, inizia la trattenuta dell'acconto per il 2025, con una doppia imposizione che riduce l'importo netto rispetto ai mesi precedenti. A dicembre, invece, non vengono applicate queste trattenute, facendo risultare l'ultimo stipendio dell'anno più corposo. L'importo della riduzione dipende dalla percentuale di addizionale comunale applicata dal Comune di residenza, che varia tra lo 0,2% e lo 0,8% del reddito imponibile, con alcune eccezioni come Roma (0,9%).



Le addizionali regionali, invece, prevedono un'aliquota base dell'1,23% sull'intero territorio nazionale e possono crescere fino al 3,33%. Le regioni a statuto ordinario possono anche differenziare le aliquote in base al reddito. Gli enti a statuto speciale possono aumentare l'aliquota base fino a un punto.

Due esempi concreti

Quanto diminuirà lo stipendio? Non si può fare una stima in generale, perché tutto dipende dalla busta paga di ogni singola persona e dall'addizionale comunale prevista dall'ente. E a influire ci sono anche le eventuali soglie di esenzione. Facciamo però un paio di esempi concreti.

Prendiamo il caso di un lavoratore residente a Roma, con uno stipendio annuo lordo di 30mila euro. L'addizionale comunale totale sarà di 270 euro annui, distribuiti così: il 30% viene trattenuto in acconto da marzo a novembre (circa 10 euro al mese); il 70% viene trattenuto in saldo da gennaio a novembre (circa 16 euro al mese). Nel mese di marzo, oltre alla trattenuta per il saldo del 2024, si aggiunge l'acconto per il 2025, riducendo il netto di circa 10 euro rispetto al mese precedente.

Ed ecco un altro esempio: il caso di un lavoratore a Milano con uno stipendio annuo lordo di 50mila euro. Qui l'addizionale comunale è dello 0,8%, per un totale di 400 euro annui, distribuiti così: un saldo da gennaio a novembre di circa 26 euro al mese, e un acconto da marzo a novembre di circa 13 euro al mese. A marzo la busta paga subisce quindi una riduzione di circa 13 euro rispetto a febbraio.

L'effetto sulle pensioni

Le stesse disposizioni si applicano anche alle pensioni, con un effetto analogo di riduzione a marzo. Per esempio, un pensionato con un assegno di 1.500 euro lordi e residente a Roma, dove l'aliquota è dello 0,9%, dovrà pagare 162 euro di addizionale comunale all'anno. Di conseguenza, da marzo inizierà a vedere una trattenuta di circa 5,40 euro al mese.

Se invece il pensionato vive a Milano, dove l'aliquota è dello 0,8%, la trattenuta mensile sarà di circa 8 euro per una pensione lorda di 2.500 euro.





martedì 25 febbraio 2025

Equitalioti.

 


Ma chi cazzo e’ questa Equitalia che si permette di entrare nelle nostre vite mandando lettere minatorie e minacciando di ipoteca fiscale per delle belinate stratosferiche?

E’ giusto sapere che questa Equitalia NON PUO’ minacciare persone a nome di Enti che vantano di avere crediti fiscali inferiori a 8.000 euro in quanto commette un reato..ma lo fa.. bastarda eva (chiedendo scusa alla bastarda che ho accumunato alla Eva).

Certo e’ che un normale cittadino si sente impaurito, grippa con spinte cagottifere e paga senza fiatare, anche perche’ di fronte ad una multa di qualche centinaio di euro occorrerebbe intentare azioni andando da un legale che ne vuole molti di piu’ della multa stessa per poi finire nelle lungaggini dei tribunali e voi sapete che se anche vincerete avrete sempre perso..

Quindi il povero pellegrino paga.. a meno che non sia un avvocato che giocando in casa va' contro a questa Equitalia che essendo formata da persone che lavorano solo per rompere i coglioni agli altri, se ne fottono altamente e continuano ad inviare iscrizioni a ipoteche fiscali pur sapendo che sotto gli 8.000 € non possono farlo ..a tal proposito scrivo integralmente cio’ che dice la legge ( la Corte di Cassazione SEZ Unite con sentenza n. 4077 del 22 Febbraio 2010 ha tolto di mezzo le pretestuose interpretazioni di Equitalia e quindi ribadiva che l’ipoteca prevista dall’art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973, rappresentando un atto strumentale all’espropriazione immobiliare, soggiace ai limiti stabiliti dall’art. 76 del D.P.R. 602, e non può, quindi, essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila euro. Vedasi anche il D.L. 40/2010 convertito successivamente in legge nel maggio 2010 (legge 22 Maggio 2010 n.73) quindi sto cazzo di agente Equitalia procede solo per intimidazione, come sono abituati in alcune regioni italiane, fanno sta intimidazione pur sapendo anche che il sistema di riscossione del D.P.R. n. 602 del 1973 si applica solo ai tributi fiscali non alle multe da infrazioni al codice della strada.

Ma avete capito o no.. lo so che il travet, spaventato, paga subito e cosi’ mai si potra’ conoscere quanto e’ estesa la vessazione, siamo un popolo di omertosi, cagasotto e incapaci, sarebbe bello sapere quanti sono iscritti ad ipoteca solo per aver preso una multa (quindi sotto gli 8.000€ ) cuccata da vigili solerti intenti ad incassare soldini mettendo limiti di 50 all’ora su strade dove e’ impossibile tenere quella velocita’ massima senza avere un Tir al culo che ti vuol montare sopra senza sputo..

Senza dubbio sarebbe da contestare ad EQUITALIA una serie di reati e per evitare lungaggini di tribunali si lascia perdere.. grrrr.. ora capite perche’ ogni tanto qualcuno esasperato cerca di farsi giustizia da solo, ma dato che siete padri e madri di famiglia Vi consiglio una Class Action contro questi figli di vulvivendole sgroppate e se volete qualche indirizzo contattatemi abbiamo avvocati in famiglia, ovvero.. donne con le palle che costringeranno a fare retromarcia a questi adepti di chiavisteri sconsacrati.

Evviva gli Alpini (voglio vedere fare la prova del palloncino alla brigata delle penne nere in festa e l’esito sara’ reale e senza vasellina filante neutra).

 


lunedì 24 febbraio 2025

Dove mettete i soldini?

 


Questo post è dedicato a chi non fidandosi delle banche mette i quattrini nel materasso o sotto la piastrella.. state rischiando di brutto e il fatto è che la valuta la stampano ma deve essere garantita dai famosi lingotti d'oro e sapete dove l'Italia ha il suo oro o quantomeno una grossa parte questo?

Vi dò una dritta e parto da lontano...

Nel 1944, nonostante la guerra fosse ancora in corso ma oramai aveva esito scontato, i rappresentanti delle Nazioni Alleate si riunirono in una località degli USA, Bretton Woods.

Senza allungarmi sulle molte decisioni che lì si presero, la principale fu buona parte di tutto l'oro delle riserve auree di moltissimi Paesi che erano debitori con gli USA per le forniture belliche, fu depositato presso il caveau di Fort Knox (patria del parrucchino giallo) e da allora in poi il riferimento valutario mondiale diventava il dollaro.

Gli USA garantirono che in qualsiasi momento uno degli Stati aderenti (ed aderirono volenti o nolenti in 44) avesse voluto indietro il suo oro lo avrebbe potuto ricomprare pagando dollari ad un prezzo fisso di 35 dollari l'oncia.

Il sitema funzionò per diversi anni dando ovvi vantaggi all'economia americana ma gli USA cominciaro a stampare dollari in grandi quantità.

Gli servivano per finanziare la guerra in Vietnam e dopo un po' alcune Nazioni, accorgendosi che negli USA non ci poteva essere tanto oro per garantire l'enorme quantità di dollari in circolazione al mondo, richiesero la restituzione del proprio oro in cambio di dollari. Francia e Svizzera furono le prime.

Si scatenò una corsa a riavere l'oro.

Il sistema collassò in pochi mesi tanto da costringere il presidente americano Nixon a proclamare che il gold change standard veniva, unilateralmente, abolito.

Cioè gli americani si rifiutarono di dare oro in cambio di dollari dicendo che gli accordi non valevano più.

La cosa provocò uno shock all'economia mondiale, il dollaro perse metà del suo valore in pochissimi mesi.

Poi gli americani ricorsero ad una furbata eccezionale: convinsero i Paesi Arabi ad accettare SOLO dollari in cambio del loro petrolio e loro in cambio avrebbero sostenuto militarmente i loro traballanti regimi.

Inventarono il petrodollaro.

In sostanza gli Stati non potevano ricomprarsi l'oro ma potevano comprare petrolio con i dollari che avevano e che stavano diventando carta straccia e quindi la valuta americana riprese valore.

Questo è cio' che viene definito in economia il "l'esorbitante privilegio del dollaro".

Praticamente se uno Stato bisognoso di risorse petrolifere voleva comprarsele, doveva pagare in dollari ma per avere i dollari doveva procurarseli cedendo agli americani prodotti e risorse mentre detti americani potevano tranquillamente stampare carta al costo di pochi centesimi.

Gli USA sono diventati di gran lunga lo Stato più avanzato e ricco del mondo in questo modo.

Stampando carta.

La guerra oggi in corso dipende anche e soprattutto da questo. Gli USA non vogliono rinunciare a questo privilegio e le altre Nazioni del mondo abbastanza forti da farlo non vogliono più concederglielo.

Gli USA hanno in sostanza un debito con tutto il resto del mondo, enorme.

Sapete a quanto ammonta?

Fra debito pubblico, dollari circolanti al mondo (USA esclusi naturalmente), e valore di partite di scambio aperte, circa 100.000 miliardi di dollari (centomila miliardi di dollari).

Il PIL dell'intero mondo di un anno.

Immaginate se un bel giorno tutti i possessori di dollari del mondo andassero presso la Federal Reserve e dicessero "guarda, questi sono i tuoi dollari, in cambio vogliamo petrolio, minerali, grano, tecnologia, tutto quello che avete".

L'economia americana crollerebbe di colpo.

Non basterebbero secoli per produrre il valore da pagare.

Ripeto questo è uno dei motivi (e forse il principale) per i quali gli ucraini stanno morendo nelle trincee del Donbass.

L'oro italiano (e non solo) è ancora nelle casseforti americane e non sarà mai restituito.

P.S.l'ho scritto a metà post per non essere bannato e ci sono ottime possibilità che quell'oro nemmeno ci sia più nelle casseforti di Fort Knox.

Poco tempo fa c'è stata una richiesta tedesca di circa 300 tonnellate del proprio oro respinta dalla FED.

Ned Taylor-Leyland, della Cheviot Asset Management, sostiene che la Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra non restituiranno mai l’oro ai proprietari stranieri, in quanto questo oro non esiste più.
Affermano che Stati Uniti e Gran Bretagna non hanno venduto le riserve d’oro, le proprie e quelle estere, ma le hanno date in prestito o impegnate come garanzia.

Di fatto dunque non le possiedono.

E’ stato documentato che la Federal Reserve ha dato in prestito gran parte delle sue riserve in oro e che le grandi banche prendono in prestito l’oro dalle banche centrali, prestandolo a loro volta a molteplici terze parti.
Dunque la Federal Reserve avrebbe bisogno di anni per poter restituire alla Germania 300 tonnellate di lingotti d’oro.

Il co-direttore generale di Pimco Bill Gross dichiara : “Ogni mese la Federal Reserve acquista obbligazioni del Tesoro e crediti ipotecari per 85 miliardi di dollari.

In realtà, non ha di che garantirli, niente oltre alla fiducia.”
Quando un operatore di primaria importanza come J.P. Morgan o Bank of America vende le sue obbligazioni al Tesoro della Fed, ottiene un credito denominato “riserva”.

Può spendere le sue “riserve” in cambio di altro, ma a questo punto un’altra banca ottiene un credito per le sue riserve, ecc. ecc.
La Federal Reserve ha detto alle banche : “Dateci la vostra fiducia, onoreremo sempre le “riserve”.

Dunque le banche danno fiducia alla Fed, le aziende e i singoli danno fiducia alle banche e avanti in questo modo.

54 trilioni di dollari (ovverossia 54.000 miliardi) di credito nel sistema finanziario degli Stati Uniti basati unicamente sulla fiducia verso una banca centrale che nei suoi forzieri non ha di che garantire nemmeno la centesima parte di tutti questi soldi.

Lingotti in tungsteno laccato d’oro sono stati trovati un po’ ovunque e un esperto tedesco conferma l’esistenza di falsi lingotti d’oro segnati con il marchio ufficiale degli Stati Uniti.
La Federal Reserve ha peraltro respinto una richiesta del governo di Berlino di ispezionare le proprie riserve in oro depositate nei forzieri di New York.

In sostanza ci sono molte probabilità che l'oro italiano sia stato ceduto a soggetti privati. Altro che restituzione e comunque date retta a un pirla.. spendete sti soldi, almeno ve li goderete e semmai fatevi qualche lingottino e mettetelo al posto della cartamoneta.

 


venerdì 21 febbraio 2025

Quora.. aiuto,ì.

 

In QUORA nota piattaforma dove si fanno domande di tutti i tipi, ho ricevuto la richiesta di dare una frase da parte di un disperato che era stato lasciato dalla sua tipa in maniera moderna con un SMS e anche con l'aiuto dell'AI ne ho trovate alcune:


    - “Eri fatta per me. Forse da qualcuno che voleva punirmi”.
    – ”Le rose sono rosse . Le viole sono blu. Il nostro amore e’ morto, perche’ non muori anche tu?”.
    – Meglio 20 frustate oggi…che vedere una volta il tuo viso domani….
    – Un bacio tira l’altro e ti ritrovi in sala parto.
    – Sei utile come un culo senza il buco…
    – I tuoi silenzi sono piu’ intelligenti delle tue parole.
    – Sei come una soffice nuvola in un cielo azzurro se te levi dar cazzo esce una bella giornata.
    – Sei come le mie mutande… sei sempre avanti alle palle..
    – Sei cosi’ brutta che se madre natura ti vedesse direbbe “ecco dove e’ finita la carta igienica”
    – Se esser scema fosse un mestiere tu avresti una ditta e molti dipendenti!!!
    – Sei come il sole, non ti si puo’ guardare per piu’ di 30 secondi.
    – Hai la faccia da turista con la diarrea, bloccata in un ingorgo stradale, di domenica pomeriggio con 40 gradi all’ombra!
    – Sms? ” T.V.U.M.D.B. ” ” Ti Voglio Uccidere Mentre Dormi Bastarda ”
    – Sei come un coltello svizzero… rompi i coglioni in 36 modi diversi.
    – Non ti mollo una pizza solo perche’ la merda schizza..
    – Stare assieme a te mi son reso conto che la vita e’ una tempesta ma prenderlo nel culo e’ un lampo…


    Certo che darti il benservito con un SMS è un godimento selvaggio...Invece di arrabbiarti.. scegline una o anche due e pensa a vendicarti dai..via col tango..



mercoledì 19 febbraio 2025

sabato 15 febbraio 2025

Lui.. è tornato.

 

Non so quanti di Voi stanno seguendo la conferenza di Monaco in corso e oggi dico la mia..

Hanno parlato gli americani, quelli piu' attesi, e ha parlato il vice-presidente Vance.

Ebbene gli europei e gli ucraini in sala che ascoltavano hanno sudato freddo.

Gli USA hanno bacchettato l'Europa e pisciato in testa agli ucraini senza pietà.

Vance ha preso a pesci in faccia tutti.

Ha trattato gli europei come bambinetti discoli e gli ucraini come schiavetti che non contano una pippa quando parlano i padroni.

La sostanza del discorso e' che gli europei devono fare i bravi e stare zitti mentre i grandi parlano di cose serie e che gli ucraini devono fare quello che gli si dice di fare e non rompere i coglioni.

Sull'emigrazione ha detto che gli europei non sono in grado di risolvere il problema di quattro barche che arrivano dall'Africa, che la censura che vorrebbe Bruxelles e Londra e' roba da medioevo, che dobbiamo cacciare il money per le armi e soprattutto che ai negoziati di pace l'Europa non sara' presente perche' non conta un belino di niente.

Agli ucraini ha detto che a loro pensera' zio parrucchino Donald e che intanto firmino, come hanno gia' accettato di firmare, le concessioni per lo sfruttamento del sottosuolo agli americani e che del resto si occuperanno loro.

Le reazioni europee sono state a dir poco ridicole.

Zelensky ha detto, come un bambino obbediente, che incontrera' Putin dopo che si sara' concordato un piano di resa con gli alleati, ma la verita' e' che Trump dei suoi piani non discutera' certo con lui e anzi gli ha detto che sarebbe ora che ci fossero nuove elezioni e che si togliesse dalle scatole.

Non me ne fotte un cazzo di Zelensky e degli ucraini mi dispiace, e tanto, solo per tutti i ragazzi morti al fronte e per gli altri che vivranno un dopo-guerra di merda.

Certo che tutto questa mi disgusta ma per gli europei sono contento anche se non godo come un falco.

Bruxelles ha fatto un disastro dopo l'altro ed era ora che arrivasse chi glielo dicesse in faccia a questi idioti incompetenti che dovranno pensare a formare un proprio esercito europeo in quanto parrucchino e' stufo di doverci salvare coi propri uomini.

L'Unione Europea a dire che e' marcia e fare un regalo.

Inutile nascondercelo e va ridisegnata se non distrutta e poi ricostruita da capo ammesso ne valga la pena.

Altrimenti e' meglio da soli in un canotto che insieme agli altri in un transatlantico comandato da una strega idiota e che sta affondando e dove nessuno ha almeno il coraggio di dire "si salvi chi può" e intanto “ai dazi risponderemo coi dazi “ ma chi paga siamo sempre noi poveri pirla..

Lui è tornato, ma a noi interessa di piu' Sanremo coi Conti che Tornano…


giovedì 13 febbraio 2025

Fausto Verecondi è il vero Vittorio Emanuele II ?.

 


Il vero Vittorio Emanuele II era “aretino” e non ha mai portato la corona?

Sì, il figlio primogenito di Carlo Alberto Savoia Carignano e di Maria Teresa d’Asburgo Lorena è vissuto qui, e qui ha generato cinque figli dando vita ad una costola mai riconosciuta della stirpe sabauda, che dura ancor oggi.

L’ “altro” Vittorio Emanuele II, il primo Re d’Italia, “il Re galantuomo”, quello dei libri di storia, con i baffoni, quello dell’Incontro di Teano e delle scappatelle con “la bella Rosina”, in realtà non sarebbe stato il figlio naturale della coppia reale? Si dice che venne adottato per necessità dopo un incendio che aveva divorato la culla con il principino ancora piccolo.

Il nuovo bebè fu acquistato da un macellaio di Firenze per essere allevato e consegnato al regno.

Mentre il bebè ustionato venne allontanato e portato ad Arezzo. Fantastoria?

E’ ciò che riemerge da polverosi documenti d’archivio, memorie familiari coperte per decenni dal silenzio.

Un sospetto che potrebbe sfociare in una clamorosa operazione di riconoscimento.

E la prova regina, in questi casi, può darla solo e soltanto il test del Dna.

L’inizio del giallo reale si colloca tra il 1820 e il 1822 a Firenze con un incendio.

Carlo Alberto e la moglie Maria Teresa, figlia del Granduca Ferdinando, erano in visita a Firenze col loro figlio e una candela provocò le fiamme nella camera dove dormiva il bambino che rimase vittima del rogo.

Il piccolo sarebbe stato sostituito col figliolo del popolano fiorentino Maciacca.

Questo episodio, per quanto nebuloso, è già noto e oggetto di varie pubblicazioni.

Tra gli stessi ministri dell’epoca in cui Vittorio Emanuele II era re, tra cui lo stesso Cavour, la questione delle origini “non pure” del sovrano, era nota.

A Firenze, poi, il macellaio padre del pargoletto prescelto diventò improvvisamente ricchissimo.

Ma non è tutto: Vittorio Emanuele II non assomigliava per niente al babbo alto quasi due metri e nel carattere, e neanche al fratello Ferdinando alto pure lui, che nacque dopo.

Il primo sovrano dell’Italia unita era alto 1,58mt coi tacchi e tarchiato.

Fin qui, comunque, nulla di nuovo.

Anche se la storia ufficiale non si è mai presa la briga di verificare o ufficializzare l’accaduto.

La cosa inedita, dirompente, che finora nessuno ha mai sollevato, è che il bambino vittima del rogo, il vero Vittorio Emanuele II, non sarebbe affatto morto nelle fiamme.

Ustionato, pur gravissimo, venne affidato ad un ospedale che doveva essere lontano da Firenze.

Fu scelta la Valdichiana aretina.

Poi è cresciuto, si è sposato, ha avuto figli.

Dove? Ad Arezzo.

Al bimbo fu dato il nome di Fausto (Verecondi).

E da lì è scaturita una stirpe che oggi, a distanza di 150 anni dall’Unità d’Italia e a 190 da quei fatti, potrebbe rivoluzionare d’un colpo capitoli di storia e l’albero genealogico dei Savoia, che dopo quell’incendio fu irrobustito e innervato di sangue reale con unioni scelte ad hoc: Vittorio Emanuele II sposò una Asburgo Lorena e Umberto I Margherita di Savoia.

Poi, per recuperare la “statura” di Carlo Alberto, Vittorio Emanuele III si è unito a Elena principessa reale del Montenegro.

Il giallo reale, manco a dirlo, è blindatissimo.

La materia è delicata e per questo i discendenti del presunto ramo sabaudo autentico si stanno muovendo con la massima discrezione e prudenza.

Da quel che si sa, il bambino sopravvissuto alle fiamme, nei primi anni di vita sarebbe stato seguito e monitorato a distanza, dalla Casa Reale e dal Granducatoe venne affidato a famiglie patrizie tra la Valdichiana e Arezzo.

Prese moglie ed ebbe cinque figli.

Poco alla volta la sua discendenza si è introdotta in Arezzo.

Sempre tenuta sotto un’invisibile ala protettrice.

Le generazioni che si sono susseguite hanno mantenuto fede al silenzio.

Dagli inizi del Novecento i discendenti in linea diretta hanno lasciato la città, sebbene vengano spesso ad Arezzo proprio per riannodare le radici e ricomporre le tessere del mosaico storico.

Ora si controllano carte, si incrociano date, in vista della comparazione del patrimonio genetico.

Si devono mettere a confronto il dna dei genitori, quello dell’aretino Fausto Verecondi (che è sepolto in terra aretina) e il patrimonio genetico dei suoi ultimi discendenti. (ovviamente i Savoia non daranno il permesso).

E il giallo continua.


Vittorio Emanuele II fu sostituito in Culla con il figlio di un Macellaio?

 



Vado poco in quel di TO in quanto la guida dei torinesi non si abbina con la mia e la città che mi ospita non è male ed è piena di storia e intrighi e a tal proposito nella foto sopra vedete un Vittorio Emanuele II in tutta la sua altezza (158 cm) e per il notaio sviluppo le dicerie su questa persona.. allora.. da vickipedia leggo:

Nel 1822 Vittorio Emanuele sopravvisse a un incendio scoppiato nella casa fiorentina del nonno materno, in cui morì la sua nutrice. Questo evento, insieme alla scarsa somiglianza fisica e caratteriale tra Vittorio Emanuele e i genitori, contribuì alla nascita e alla fortuna della diceria secondo la quale il vero Vittorio Emanuele sarebbe morto bambino durante l'incendio e quindi sostituito con il figlio di un macellaio fiorentino. Fu il dubbio del secolo, il pettegolezzo che girava per tutte le corti e non solo, il caso che fece parlare sottovoce e che non è mai stato risolto.

La cosa mi incuriosisce, l'intrigo mi piace e quindi apro l'intelligenza artificiale e chiedo notizie e sputtanamenti su Vittorio Emanuele II..

Vittorio Emanuele era figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa d’Asburgo-Lorena. Nato il 14 marzo 1820 a Palazzo Carignano a Torino. Già l’anno dopo la famiglia venne spedita in Toscana dal re Carlo Felice che non vedeva di buon occhio Carlo Alberto, ritenuto troppo liberale.

Carlo Alberto sovrano nel 1833:

Il 16 settembre 1824 scoppiò un incendio nella villa di Poggio Imperiale, proprio nella stanza dove dormiva Vittorio Emanuele. Pare fosse stato involontariamente appiccato dalla balia Teresa Zanotti Racca alla zanzariera della culla, e le fiamme si diffusero rapidamente.

Teresa si prodigò per salvare il bambino e riportò ustioni tanto gravi da morire entro qualche giorno

Questo il verbale dell’incidente:

All’Illustrissimo Signor Commissario del Quartiere Santo Spirito’

La sera del sedici stante verso le undici e mezzo, la Baglia di Sua Altezza Imperiale e Reale il Principe di Carignano, essendo nel suo appartamento, e volendo con il lume ammazzare le zanzare gli prese fuoco lo zanzariere; ed il vestito che aveva ancora indosso, volendo salvare il Bambino che era in letto acese ancora il medesimo alle grida della medesima accorse delle Cameriste, e altre persone di servizio, e spensero il fuoco, essendo rimasto nel letto mezzo materasso, e la Baglia si dice che stia in pericolo ti vita, stante di essersi bruciata sotto. Che è quanto.

Vittorio Emanuele II di Savoia:


Nonostante il materasso bruciato a metà, il bambino, dopo pochi giorni, era completamente sano. 

A Firenze parve impossibile che il piccolo fosse uscito illeso da un simile incidente e si cominciò a spettegolare, anche perché un macellaio, Gaetano Tiburzi, lamentò la scomparsa del figlio e, misteriosamente, poco dopo si arricchì inspiegabilmente, arrivando ad acquistare un palazzo dove aprì una nuova macelleria.

Naturalmente si parlò subito di una sostituzione di bambini, anche se i due genitori del piccolo Vittorio Emanuele erano ancora giovani e avrebbero potuto avere altri figli, come in effetti fu.

Nel 1822 nacque Ferdinando, ma nel momento dell’incidente non potevano essere certi di avere altri figli, e soprattutto figli maschi

Ferdinando, tanto per inquadrarlo storicamente, divenne poi il padre di Margherita che sposò il suo primo cugino Umberto, figlio di Vittorio Emanuele, diventando la prima Regina d’Italia.

Sotto, Ferdinando di Savoia:

La vita del piccolo Vittorio Emanuele scorse senza particolari problemi, ma il sospetto di una sostituzione in culla restò nell’aria e tornò a circolare quando Vittorio Emanuele crebbe. Il padre Carlo Alberto era alto quasi 2 metri, così come il figlio minore Ferdinando. La moglie Teresa era slanciata e bella, e in famiglia erano tutti di tratti molto aristocratici e raffinati.

La consorte di Carlo Alberto: Maria Teresa d’Asburgo-Lorena. 

Vittorio Emanuele era alto 1,58, tarchiato, dai lineamenti pesanti, con la carnagione rubizza, rozzo, per nulla raffinato, e restò per tutta la vita poco colto, come si nota nelle sue lettere rimaste, odiando lo studio e preferendo la caccia e la vita di campagna. 

La sua amante, poi moglie morganatica, Rosa Vercellana, era analfabeta, e con lei Vittorio Emanuele si trovava bene a fare una vita ben diversa da quella di corte, dalla quale scappava non appena poteva.

Perfino Massimo D’Azeglio era un convinto sostenitore della sostituzione, tanto che affermava che il re fosse in realtà il figlio di un macellaio

Sotto, Rosa Vercellana e Vittorio Emanuele II di Savoia:

Qualche anno fa una famiglia di Arezzo, i Verecondi, cominciò a sostenere di essere i discendenti del vero Vittorio Emanuele raccontando che il bambino, gravemente ustionato e sfigurato, non morì, ma venne curato e sopravvisse.

Il piccolo bambino fu affidato alla famiglia aristocratica Serristori, sempre controllato dai Savoia che ne pagavano il mantenimento, e dal Vescovo di Arezzo, Albergotti, che scelse per lui il nome di Fausto Verecondi. Una volta adulto si sposò, ebbe 5 figli e così via fino al discendente attuale Umberto Verecondi, dai tratti somatici aristocratici, biondo, occhi azzurri e alto quasi 2 metri.

Le somiglianze fra la famiglia Verecondi e la casa Savoia sono solo una coincidenza? L’altezza e i tratti di Vittorio Emanuele possono essere solo il frutto di uno scherzo della genetica?

Nonostante i tentativi di minimizzare la cosa, il fatto storico sembra troppo ben circostanziato per apparire soltanto un’invenzione.

Inoltre, storicamente la sparizione del bambino sfigurato non sarebbe strana, nelle famiglie reali i bambini malformati o portatori di tare genetiche venivano spesso rinchiusi in istituti e sparivano dalla vita di corte e perfino dalle immagini di famiglia. Ci sono molti precedenti, in ogni famiglia reale d’Europa. Lo stesso figlio di Vittorio Emanuele II, Oddone, affetto da nanismo e deformità, seppur intelligentissimo, venne confinato a Genova e non apparve mai nelle foto di famiglia.

Sotto, Oddone Eugenio Maria di Savoia:

Se lo scambio in culla fu un’invenzione dell’epoca o un fatto reale probabilmente non si saprà mai, a meno che gli attuali discendenti di casa Savoia non accettino di effettuare un test del DNA, anche se l’eventualità sembra piuttosto remota.

Fine della risposta circostanziata dell’AI e la storia dice che a Vittorio Emanuele II successe il figlio Umberto I di statura normale.

Questi sposò la cugina Margherita di Savoia e nacque Vittorio Emanuele III della stessa statura del suo avo Vittorio Emanuele II. 

L'ultima figlia di Umberto II, Maria Beatrice quand'era giovane era bassotta rispetto al fratello e alle sorelle e assomigliava al suo trisavolo Vittorio Emanuele II ovvero di statura bassa e tarchiatanaso schiacciato e a larghe froge, le mancavano due folti baffi spioventi e la somiglianza con il suo trisavolo sarebbe stata perfetta.

A domani per qualche altro gossip neh.

mercoledì 12 febbraio 2025

Spaccianeve e i 7 Nasi..

 

Se vi state rompendo i marroni coi Conti che Tornano in quel della Liguria festaiola, cercherò di allietarVi con una fiaba.. rivisitata e corretta con rima dei tempi nostri..e mi riferisco a (vedasi nel gif di cui sopra)..Spaccianeve e i sette Nasi in rima romanesca..e raccomando per chi va a messa delle cinque di non proseguire la lettura neh...


SpacciaNeve viveva ai margini del bosco fatato,

un monolocale fuori equo-canone semi arredato,

e si guadagnava da vivere non vendendo rose,

bensi’ campava smerciando la dose.

Con lei abitavano i sette Nasi contenti

che poi erano i suoi migliori clienti:

c'erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo,

e infine Sniffolo, che era di tutti il rampollo,

si alzavan di mattina a un'ora molto presta

e prendevano la pista attraverso la foresta,

era una pista lunga e polverosa

che conduceva a una radura erbosa,


dove i Nasi lavoravano tutta la settimana

coltivando papaveri e canapa indiana.

Ritornello :

"Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff),

andiamo a coltivar tanti bei papaveri da raffinar,

e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff),

vogliamo respirar la polverina che ci dara’ la felicita’!"

Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione

e suggeriva dotta moderazione:

"Portate pazienza miei giovani amici,

mettete un freno alle vostre narici,


soltanto se i raccolti saranno buoni

verranno soddisfatte le vostre aspirazioni".

Intanto la malvagia Regina

nel suo superattico con piscina

stava armeggiando senza fretta

con uno specchio e una lametta,

ah, no, scusate, mi son sbagliato,

con uno specchio si’ ma fatato..


"Specchio, specchio delle mie brame

chi ha la roba piu’ buona del reame?"

"Regina, una volta l'avevi tu,

ma ora Spaccianeve ne ha piu’ buona e molta di piu’!

"Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi?

Dimmi dov'e’, sicche’ io possa vendicarmi!"

"Ai bordi del bosco valla a cercare

e questo strano frutto in regalo le dovrai portare."

Cosi’ la Regina parti’ un bel mattino

sotto mentite spoglie di un pusher marocchino

e giunse poco dopo alla casina

portando in tasca una siringa piena di stricnina.

"Benvenuto amico mio, posso darti una mano?"

disse Spaccianeve quando vide l'Africano,

gradisci un chilom, un trip, un caffe’ con la panna?"

aggiunse poi, rollandosi una canna.

"Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell'invido

e g'hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido!

Gosa ne digi di farmi endrare

gosi’ questa bella bera gi bossiamo sbarare?"

Spaccianeve accetto’ volentieri la proposta,

senza neanche immaginare la malvagita’ nascosta,

ma poco dopo cadde riversa sulla schiena

con l'ago ancora piantato nella vena.

Ora la Regina, tornata normale,

quella sventurata si mise a sbeffeggiare:

"Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio,

ed ho di nuovo io il monopolio dello spaccio!

Vedi cosa succede alle persone golose?

Chi troppo vuole alla fine si ritrova in overdose!"

Immaginate voi lo strazio e la disperazione

che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione,

il primo di essi aprendo la porta


la vide distesa che sembrava morta:

"Oh, Spaccianeve, dicci chi e’ stata

chi ti ha venduto roba tagliata!

Come faremo noi la mattina

senza la magica polverina?"

E rimasero a fissare quel corpo inerte

che aveva le gambe tutte scoperte:

"Certo pero’ che e’ proprio carina!"

sussurro’ Sniffolo con la sua vocina,

rispose Rollo "Che vuoi che ti dica,

e’ sempre stata un gran pezzo di fica,

ma adesso che e’ li e non sente niente,

potremmo farcela tranquillamente!"

Cosi’ si disposero in fila indiana

davanti all'ingresso di quella tana,

entrando a turno per pochi minuti,

finche’ tutti quanti non furon venuti.,

quindi riposero quel corpo giallo

dentro una bara di puro cristallo

e dopo un viaggio di pochi minuti

la scaricarono in mezzo ai rifiuti.

Da quel di’ vissero nella disperazione

trascurando persino la piantagione,

e diedero fondo con ritmi indecenti

alle riserve di stupefacenti.

Era da tempo finita la scorta

Quando qualcuno busso’ alla porta,

e di chi era quel tocco lieve?

Ma che domande,… di Spaccianeve!

L'accolsero tutti con entusiasmo,

addirittura quasi sfiorando l'orgasmo,

quindi le chiesero come si chiamava

quel tipo strano che l'accompagnava.

"Cari Nasetti, prestate attenzione,

e’ a lui che devo la resurrezione,

e’ dolce come il miele, tenero come il burro

ed il suo nome e’ Principe Buzzurro!"

Costui era un tipo very alternativo,

capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo,

i jeans unti e strappati, portava un grosso anello,

gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello,

e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione

lui rispose cos’, grattandosi un coglione:

"A nase’, cioe’, io stavo a rovista’ n'a monnezza

quando d'un tratto te vedo 'sta bellezza,

stava ferma, distesa, tutta sbracata,

e che dovevo fa’, io m'a so’ chiavata!"

"E lei - chiesero stupiti i Nasi - si e’ svegliata?"

"No, pero’ la voja mica m'era passata,

e lei stava sempre la, dentro 'sta scatola de vetro,

aho, io l'ho ggirata, m'a so' fatta pure di dietro!"

"Ed a a quel punto - insistettero i Nasi - che lei si e’ risvegliata?"

"Manco pe' gnente, pero’ la voja io me l'era levata.

Me ne stavo a anna’, abbonandome i carzoni

quando questa caccia n'urlo - mi cojoni!

'A more’ - me dice - pe' tutta 'sta trafila

vedi un po' de cala’ na bbella centomila!"

E siccome che 'sta cifra nu je la potevo da’

m'ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!"

E da quel giorno vissero ai margini del bosco

Spaccianeve, i sette Nasi, con in piu’ quel tipo losco,

ripresero a coltivare, e tutto andava bene

anche perche’ avevano le narici sempre piene,

mentre invece la Regina, travolta dall'egoismo

si era data addirittura all'alcoolismo.


"Tutto e’ bene cio’ che ti fa star bene", dice il saggio

e a volte ne basta appena un assaggio.

Ma... lunga la pista, stretta la via,

occhio che arriva la Polizia!!


E come disse il mio amico Gargiulo..


Vedete n’ poco d’anna’ a prennerlo ner…

 



martedì 11 febbraio 2025

Dante..fattelo amico e divertiti

 


L'intelligenza virtuale è il virus dei nostri tempi e per quello io mi sono staccato dal Comitato in quanto prevedo che molte persone la useranno in modo castigatorio e lo vedo dai fatti che stanno capitando e in parecchi ne stanno pagando le conseguenze dovute all'incompetenza di molti che vengono tratti in inganno da situazioni inimagginabili.. è troppo facile prendere la figura e la voce di altri e trarre vantaggio facendo credere che tu stia parlando con una persona amica ed essere convinto che sia proprio lei che ti sta chiedendo aiuto o altro.. l'intelligenza artificiale se usata bene è meravigliosa ma esiste il rovescio della medaglia che può far nascere delle guerre.

In questo baillame io ti invito ad usare il link per vedere cosa si può ottenere dall'AI e in questo caso potrai fare domande a Dante e chiedere tutto quello che vuoi ed avrai risposte in maniere Dantesca.. il server di applicazione non è immenso e quindi dalla tua domanda, lascia il tempo di organizzare la risposta.. provaci

clicca qui 

(clicca sul microfono e parla oppure scrivi, poni la domanda e abbi la pazienza di aspettare la risposta..il mio server non è immenso e deve aver tempo per elaborare).

domenica 9 febbraio 2025

NO a prescindere..

 

Forse non vi ricordate come sono fatto vero?
Bene allora ve lo ripeto il mio NO e come diceva la Shakira...

No se puede vivir con tanto veneno,
La esperanza che me dio tu amor
No me la dio mas nadie,
Te lo juro, no miento,
No se puede dedicar el alma
a acumular intentos
pesa mas la rabia que el cemento.

Io sono nato cosi’ con questa genetica predisposizione al NO.

NO alla TAV.

NO alle TRIV che stanno operando a Casalcoso.

NO alla TAP.

NO HUB del gas.

NO alle grandi navi a Venezia.

NO alla Pedemontana.

NO all'acqua gestita da SASI che chiude sempre di notte.

NO al MOSE.

NO ai fuochi dell'omonima terra

NO al Ponte sullo Stretto.

NO al blocco del gas russo.

NO a........

Non so’ perche’ ma al consenso preferisco il dissenso.
Il NO mi piace. anche il gesto che lo accompagna.
Scuotere la testa di qua e di la’, soprattutto quando esco dall’acqua di Casalcoso col polipo attaccato al braccio, mi da’ tanta soddisfazione e mi fa’ godere australmente come un selvaggio.
E poi mi piace pronunciarlo, il NO.

Perche’ li’ in mezzo, tra le pieghe di quella sillaba nasale, ci sta’ dentro un sacco di roba e ti riempie la bocca.
Il rifiuto per esempio.

Il nossignore.

Il levatelo dalla testa.

Che non e’ mica roba da buttare via.

Perche’ il rifiuto e’ sempre differenziato.
C’e’ NO e NO, insomma e la maggior parte del NO e’ riciclabile..

Da una raccolta paziente di rifiuti possono nascere nuove cose.

Insoliti modi di pensare, per esempio.

Strade diverse da percorrere.

Persone nuove da conoscere, capire, amare, infornare.
Il NO e’ anche dissenso.

Pensiero difforme che spesso si fa’ conflitto ma anche dibattito costruttivo, almeno cosi’ la penso io e mi basta poi voi pensatela come minchia volete.. chissenefutte, non mi scalfirete piu’ di tanto.
Mi fanno paura le coppie che non litigano mai.

Litigare, credetemi, e’ sano senza venire alle mani naturalmente, usando forse il coltello, ma no..

Sono convinto che alzando la voce e caricando i toni si crei dell’energia propulsiva che fa’ andare avanti la coppia.. e poi vuoi mettere il piacere di fare la pace?

Chi non litiga non sa’ cosa si perde.

C’e’ anche il NO purissimo della disobbedienza.

Quello bello dei bambini.

Che dicono no per puro spirito di contraddizione e magari ci aggiungono pure un ..merda.. proprio quando i genitori vogliono far bella figura con gli amici.
Poi ci sono i NO che ti vengono fuori perche’ sei incazzato…Guarda, oggi ti dico di no perche’ c’e’ vento e sono con le palle in giostra.

Ma se me lo chiedi domani puo’ essere che ti dica di si’.

Soprattutto se c’e’ il sole….
E anche i NO della sincerita’.

Quelli che si usano per dire le cose come stanno…Vengo anch’io?… NO tu NO. ..Vengo anch’io?.. NO tu NO… E perche’?.. Perche’ NO.

Perche’ mi stai sul culo, guarda.

Non ti reggo.

Preferisco dirti le cose come stanno invece di fingere benevolenza.

Vacci con chi cazzo vuoi a vedere le bestie feroci.

Non con me, io mi basto. (condiviso dalla Nannini).
E’ che il NO da’ liberta’.

Non si puo’ morire dentro, aspettare di diventare tutti verdi come Hulk fino a farsi scoppiare i bottoni della camicia.
Con il NO, poi, iniziano tante parole importanti.

Il NOnostante, per esempio.

Che ti fa tirare avanti e chiudere un occhio.

Il NOumeno, che e’ l’essenza delle cose.

Il NOcciolato che leva le malinconie e fa crescere i brufoli e la pancia, la NOvita’ che da’ gusto alla vita, il NO profit che da’ senza pretendere, il NOn ti scordar di me della nostalgia e il NOn essere dell’essere.
Finita cosi’ con un bel NO. Punto. Stop.