Vado
poco in quel di TO in quanto la guida dei torinesi non si abbina con
la mia e la città che mi ospita non è male ed è piena di storia e
intrighi e a tal proposito nella foto sopra vedete un Vittorio
Emanuele II in tutta la sua altezza (158 cm) e per il notaio sviluppo
le dicerie su questa persona.. allora.. da vickipedia leggo:
Nel
1822 Vittorio Emanuele sopravvisse a un incendio scoppiato nella casa
fiorentina del nonno materno, in cui morì la sua nutrice. Questo
evento, insieme alla scarsa somiglianza fisica e caratteriale tra
Vittorio Emanuele e i genitori, contribuì alla nascita e alla
fortuna della diceria secondo la quale il vero Vittorio Emanuele
sarebbe morto bambino durante l'incendio e quindi sostituito con il
figlio di un macellaio fiorentino. Fu il dubbio del secolo, il
pettegolezzo che girava per tutte le corti e non solo, il caso che
fece parlare sottovoce e che non è mai stato risolto.
La
cosa mi incuriosisce, l'intrigo mi piace e quindi apro l'intelligenza
artificiale e
chiedo notizie
e sputtanamenti su
Vittorio Emanuele II..
Vittorio
Emanuele era figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa
d’Asburgo-Lorena. Nato il 14 marzo 1820 a Palazzo Carignano a
Torino. Già l’anno dopo la famiglia venne spedita in Toscana dal
re Carlo Felice che non vedeva di buon occhio Carlo Alberto, ritenuto
troppo liberale.
Carlo
Alberto sovrano nel 1833:
Il
16 settembre 1824 scoppiò un incendio nella villa di Poggio
Imperiale, proprio nella stanza dove dormiva Vittorio Emanuele. Pare
fosse stato involontariamente appiccato dalla balia Teresa Zanotti
Racca alla zanzariera della culla, e le fiamme si diffusero
rapidamente.
Teresa
si prodigò per salvare il bambino e riportò ustioni tanto gravi da
morire entro qualche giorno
Questo
il verbale dell’incidente:
‘All’Illustrissimo
Signor Commissario del Quartiere Santo Spirito’
“La
sera del sedici stante verso le undici e mezzo, la Baglia di Sua
Altezza Imperiale e Reale il Principe di Carignano, essendo nel suo
appartamento, e volendo con il lume ammazzare le zanzare gli prese
fuoco lo zanzariere; ed il vestito che aveva ancora indosso, volendo
salvare il Bambino che era in letto acese ancora il medesimo alle
grida della medesima accorse delle Cameriste, e altre persone di
servizio, e spensero il fuoco, essendo rimasto nel letto mezzo
materasso, e la Baglia si dice che stia in pericolo ti vita, stante
di essersi bruciata sotto. Che è quanto“.
Vittorio
Emanuele II di Savoia:
Nonostante
il materasso bruciato a metà, il bambino, dopo pochi giorni, era
completamente sano.
A Firenze parve impossibile che il piccolo fosse
uscito illeso da un simile incidente e si cominciò a spettegolare,
anche perché un macellaio, Gaetano Tiburzi, lamentò la scomparsa
del figlio e, misteriosamente, poco dopo si arricchì
inspiegabilmente, arrivando ad acquistare un palazzo dove aprì una
nuova macelleria.
Naturalmente
si parlò subito di una sostituzione di bambini, anche se i due
genitori del piccolo Vittorio Emanuele erano ancora giovani e
avrebbero potuto avere altri figli, come in effetti fu.
Nel
1822 nacque Ferdinando, ma nel momento dell’incidente non potevano
essere certi di avere altri figli, e soprattutto figli maschi
Ferdinando,
tanto per inquadrarlo storicamente, divenne poi il padre di
Margherita che sposò il suo primo cugino Umberto, figlio di Vittorio
Emanuele, diventando la prima Regina d’Italia.
Sotto,
Ferdinando di Savoia:
La
vita del piccolo Vittorio Emanuele scorse senza particolari problemi,
ma il sospetto di una sostituzione in culla restò nell’aria e
tornò a circolare quando Vittorio Emanuele crebbe. Il padre Carlo
Alberto era alto quasi 2 metri, così come il figlio minore
Ferdinando. La moglie Teresa era slanciata e bella, e in famiglia
erano tutti di tratti molto aristocratici e raffinati.
La
consorte di Carlo Alberto: Maria Teresa d’Asburgo-Lorena.
Vittorio
Emanuele era alto 1,58, tarchiato, dai lineamenti pesanti, con la
carnagione rubizza, rozzo, per nulla raffinato, e restò per tutta la
vita poco colto, come si nota nelle sue lettere rimaste, odiando lo
studio e preferendo la caccia e la vita di campagna.
La sua amante,
poi moglie
morganatica, Rosa Vercellana,
era
analfabeta, e con lei Vittorio Emanuele si trovava bene a fare una
vita ben diversa da quella di corte, dalla quale scappava non appena
poteva.
Perfino
Massimo D’Azeglio era un convinto sostenitore della sostituzione,
tanto che affermava che il re fosse in realtà il figlio di un
macellaio
Sotto,
Rosa Vercellana e Vittorio Emanuele II di Savoia:
Qualche
anno fa una famiglia di Arezzo, i Verecondi, cominciò a sostenere di
essere i discendenti del vero Vittorio Emanuele raccontando che il
bambino, gravemente ustionato e sfigurato, non morì, ma venne curato
e sopravvisse.
Il
piccolo bambino fu affidato alla famiglia aristocratica Serristori,
sempre controllato dai Savoia che ne pagavano il mantenimento, e dal
Vescovo di Arezzo, Albergotti, che scelse per lui il nome di Fausto Verecondi. Una volta adulto si sposò, ebbe 5 figli e così via fino
al discendente attuale Umberto Verecondi, dai tratti somatici
aristocratici, biondo, occhi azzurri e alto quasi 2 metri.
Le
somiglianze fra la famiglia Verecondi e la casa Savoia sono solo una
coincidenza? L’altezza e i tratti di Vittorio Emanuele possono
essere solo il frutto di uno scherzo della genetica?
Nonostante
i tentativi di minimizzare la cosa, il fatto storico sembra troppo
ben circostanziato per apparire soltanto un’invenzione.
Inoltre,
storicamente la sparizione del bambino sfigurato non sarebbe strana,
nelle famiglie reali i bambini malformati o portatori di tare
genetiche venivano spesso rinchiusi in istituti e sparivano dalla
vita di corte e perfino dalle immagini di famiglia. Ci sono molti
precedenti, in ogni famiglia reale d’Europa. Lo stesso figlio di
Vittorio Emanuele II, Oddone, affetto da nanismo e deformità, seppur
intelligentissimo, venne confinato a Genova e non apparve mai nelle
foto di famiglia.
Sotto,
Oddone Eugenio Maria di Savoia:
Se
lo scambio in culla fu un’invenzione dell’epoca o un fatto reale
probabilmente non si saprà mai, a meno che gli attuali discendenti
di casa Savoia non accettino di effettuare un test del DNA, anche se
l’eventualità sembra piuttosto remota.
Fine
della risposta circostanziata dell’AI e la storia dice che a
Vittorio Emanuele II successe il figlio Umberto I di statura normale.
Questi
sposò la cugina Margherita di Savoia e nacque Vittorio Emanuele III
della stessa statura del suo avo Vittorio Emanuele II.
L'ultima
figlia di Umberto II, Maria Beatrice quand'era giovane era bassotta
rispetto al fratello e alle sorelle e assomigliava al suo trisavolo
Vittorio Emanuele II ovvero di statura bassa e tarchiatanaso
schiacciato e a larghe froge, le mancavano due folti baffi spioventi
e la somiglianza con il suo trisavolo sarebbe stata perfetta.
A
domani per qualche altro gossip neh.