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Per
ideologia professionale nei miei post evito la politica in quanto la
stessa mi provoca disturbi sessuali nel senso che mi sta veramente
sulle palle ma quando vedo le persone che ragionano soltanto col
cervello di quanto la TV propone, ridiscendo coi piedi per terra e
cerco di far capire come effettivamente stanno le cose e mi riferisco
a quella ragazza che hanno fatto vedere incatenata in ungheria e
subito i commenti del popolo bue che dice di far guerra a sto paese
che tratta noi Italiani in quel modo orrendo, ma facciamo un esame al
di fuori dalle emozioni e cominciamo a pensare che Ilaria Salis la
maestrina lombarda, di sicuro non è
la " vittima" sacrificale che la sinistra cerca di
riabilitare e che come al solito cerca di strumentalizzare per
guadagnare voti alle prossime europee, visto che la sovversiva,
è tenuta con ragione
nelle carceri ungheresi, Paese Ue dichiaratamente e giustamente non
allineato a Francia, Germania .. ma cazzo non potremmo lasciarla in
Ungheria? Così magari capisce davvero qualcosa della vita.
Cerco
di fare capire il perchè delle mie parole.. seguitemi:
"Ruba
tutto, ruba ai ricchi".
Ilaria
Salis
e
il centro
sociale di Monza "Boccaccio"
Occupazioni
abusive a Monza, cittadini esasperati e cortei vandalici: ecco cos'è
il centro sociale fondato da Ilaria Salis, ora reclusa in Ungheria.
Il
nome di Ilaria Salis in queste ore è sulle pagine di tutti i
quotidiani.
L'immagine
di lei che entra in tribunale a Budapest ammanettata mani e piedi ha
fatto il giro del mondo ma in pochi sanno chi è l'italiana che da
quasi un anno è reclusa in un carcere ungherese con l'accusa di aver
partecipato agli assalti antifascisti nel 2023 nella Capitale
ungherese.
Salis
aveva 18 anni quando, nel 2003, fondò il centro
sociale Boccaccio di
Monza, un presidio dell'illegalità nel cuore della città borghese
per eccellenza della Brianza.
Quando
è stata arrestata aveva in tasca un manganello retrattile (sigh..per difesa personale) ed è
stata per anni una delle menti delle azioni e delle operazioni del
centro sociale brianzolo.
Il
Boccaccio è piuttosto noto negli ambienti anarchici e dell'estrema
sinistra, laddove crescono e si sviluppano le ideologie
rivoluzionarie anticapitaliste e antimilitariste.
Lo
scorso dicembre, il centro sociale ha festeggiato il ventennale con
la sua fondatrice ancora reclusa in un carcere ungherese e i segni di
quel corteo sono stati visibili fin da subito.
I
partecipanti hanno
vandalizzato le strade nelle quali sono passati,
hanno imbrattato le vetrine di banche e negozi, scandito slogan
contro il sindaco e contro il governo Meloni.
"Ruba
tutto", "Ruba ai ricchi", sono solo alcune scritte che
sono apparse sui muri al passaggio del corteo, che per una
coincidenza di date si è svolto a pochi giorni dallo sgomento
attuato nella nuova sede.
Sono
stati due gli sgomberi subiti dal centro sociale brianzolo
nell'ultimo anno, compreso quello dalla sede storica di via
Boccaccio.
Il
tutto tra le proteste dei residenti che
non ne possono più
di dover obbligatoriamente convivere con questi personaggi.
"Voi
ci sgomberate e noi siamo ancora qua.
Occupiamo
quando vogliamo.
Noi
rimaniamo qua, è nostra questa città.
La
Foa Boccaccio non ha paura", è uno degli slogan scanditi
durante l'ultima manifestazione.
E
non è certo passata inosservata la manifestazione dei primi giorni
di ottobre, subito dopo lo scoppio dell'ennesima guerra tra Israele e
Palestina, della posizione assunta dal centro sociale fondato da
Ilaria Salis: "Intifada fino alla vittoria!
Con
il popolo palestinese contro l’oppressione di Israele".
Che
dire, poi, degli avvertimenti, quasi minacce piovute sul CAI, che
sfrattò nel 2019 il centro sociale dall'ex stadio Mauro?
"Dovrete
blindare le vostre presentazioni pubbliche, le vostre inaugurazioni e
tutte le occasioni in cui cercherete di creare consenso intorno a
questo progetto, perché noi saremo lì", dissero all'epoca dal
Boccaccio.
Allora
amici miei siete ancora convinti sul vostro inorridimento nel vedere
la tipa in manette?
Provate a chiederlo a quel povero pirla che si era
fatto la macchinetta per andare a lavorare ed ora eccola li..girata
con le ruote sottosopra bruciata.. e che dire del negozio a vetrine
sfondate a cui hanno depredato la merce dei ricchi? O al condominio
a cui hanno imbrattato la facciata utilizzandolo come lavagna?
Non
siete ancora convinti? Allora continuo dicendo che la "Hammerbande"
(la banda del martello) è una sorta di rivisitazione in salsa
teutonica dei commando antagonisti armati di "Hazet 36".
Il
gruppo, attivo dal 2015-16, ruota intorno ad nucleo centrale di
persone che è rimasto lo stesso fin dall'inizio, anche se nel corso
del tempo ha aggregato nuove generazioni e, anche per questo,
attirato l'attenzione degli inquirenti.
Come
spiegano a Libero fonti dalla Germania, il "core" della
banda è basato a Lipsia, Berlino e Jena.
Divennero
noti quando uno dei loro leader, una donna di 28 anni di nome Lina
E., venne arrestata oltre tre anni fa e condannata poi a cinque anni
e tre mesi insieme ad altri tre membri per aver costituito
un'associazione criminale.
Il
modus operandi del gruppo è di dare vita ad attacchi ben
pianificati, simili a quelli di un commando, a caccia di "militanti
di estrema destra".
I
raid improvvisi, avvengono attraverso l'uso di martelli (da
qui il nome) per schiacciare crani, tibie e ginocchia.
Da
quando il compagno di Lina E., Johann G. (30 anni, latitante dal
2020, la polizia tedesca ha fissato una taglia di 10mila euro sulla
sua testa), ha preso in mano le redini del gruppo, però, è iniziata
una certa internazionalizzazione.
Prima
sono stati reclutati "antifà" italiani, ungheresi, siriani
e albanesi, poi è stata organizzata la "trasferta" di
Budapest.
Durante
la battuta di caccia, però, sono finiti sotto le martellate anche
semplici cittadini scambiati per neonazisti.
Insieme
a Ilaria Salis è stato arrestato in Ungheria Tobias E. (amico intimo
di Lina E.).
Le
autorità ungheresi da un anno stanno però cercando gli altri
emettendo mandati di arresto europei.(secondo Voi fanno male)?
È
così che un altro militante italiano, Gabriele Marchesi, 23enne di
Milano, è stato incarcerato in Italia che non ha però ancora
approvato la richiesta di estradizione da parte degli ungheresi.
Un
terzo antagonista italiano, Romeo A., sarebbe invece ancora
ricercato.
Il
"Bundeskriminalamt" (la polizia tedesca) segue da anni il
processo di espansione della banda e ha parlato del rischio che si
trasformi in una nuova RAF o nelle nuove Brigate Rosse.
E
adesso chiudo perchè davvero mi son rotto i coglioni.