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venerdì 2 febbraio 2024

Whatsappologi.

 

 


Anche la Anna ottuagenaria (+2) ha imparato a Whatsappare (per modo di dire) e quindi possiamo dare il benvenuto alla categoria esponente della terza o quarta eta’.

Questa categoria non e’ fanatica della telefonia mobile anche se ha seguito in parte tutta la storia dell’invio dei messaggi di testo.

Inizialmente furono gli SMS o smessus come dice l'Ignini pensionato della ex Marelli ..140 caratteri da comporre con i tastierini numerici, pigiando un numero infinito di volte su ogni tastino fino a trovare la lettera con accento giusto..

Poi arrivo’ il sistema T9 che e’ quello che a partire dai primi tre caratteri scriveva da solo la parola.. peccato che non fosse immune da inconvenienti e se non stavi attento scrivevi delle grandi stronzate o facevi di quelle cappelle che a malapena riuscivi a giustificare..

Grande rivoluzione fu quella dei Blackberry che in 3 cm quadrati ti presentata 40 tasti microscopici e costava cosi’ caro che assieme all’apparecchio ti piazzavano un puffo blu da tenere nel saccoccino e da tirar fuori alla bisogna per digitare i msg con le sue piccole dita.

Da notare che tutto questa evoluzione e’ stata in pochissimo tempo e dobbiamo dire grazie a Steve Jobs che se n’e’ uscito con i suoi Smartphone dove trovi tutti i tasti che ti servono e si tratta solo di sapere dove sono posizionati per utilizzare il qwerty.

La Lella ne sa qualcosa, lei era orgogliosa delle nonsoquante battute al minuto fatte sull’Olivetti all’Impera usando le dieci dita senza guardare la tastiera ed ora deve abituarsi col suo Melaphonino a fare come i ragazzini che usano solo i due pollici alla velocita’ della luce e non e’ finita qui la retroevoluzione.. e pensate al futuro di sti ragazzi col tunnel carpale e il dito a scatto.


Ora non si tratta piu’ di polliciare ma grazie al whatsapp di cui sopra, le tastiere si possono buttare in quanto al massimo puoi clickare sul simbolo del microfono e lasciare il tuo msg vocale in tempo reale senza l’obbligo di registrazioni varie, pertanto il verbo Messaggiare cede il posto al Whatsappare e quindi torniamo alla classica telefonata con la goduria stratosferico dei precursori Meucci o Bell qualdirsivoglia.

Benvenuta cognata Anna nel mondo tecnologico dove Pü andemm avant e pü tornemm indré.. opps dimenticavo il bugianein ma fa nagott.

 


La banda del martello.

 


 

Per ideologia professionale nei miei post evito la politica in quanto la stessa mi provoca disturbi sessuali nel senso che mi sta veramente sulle palle ma quando vedo le persone che ragionano soltanto col cervello di quanto la TV propone, ridiscendo coi piedi per terra e cerco di far capire come effettivamente stanno le cose e mi riferisco a quella ragazza che hanno fatto vedere incatenata in ungheria e subito i commenti del popolo bue che dice di far guerra a sto paese che tratta noi Italiani in quel modo orrendo, ma facciamo un esame al di fuori dalle emozioni e cominciamo a pensare che Ilaria Salis la maestrina lombarda, di sicuro non è la " vittima" sacrificale che la sinistra cerca di riabilitare e che come al solito cerca di strumentalizzare per guadagnare voti alle prossime europee, visto che la sovversiva, è tenuta con ragione nelle carceri ungheresi, Paese Ue dichiaratamente e giustamente non allineato a Francia, Germania .. ma cazzo non potremmo lasciarla in Ungheria? Così magari capisce davvero qualcosa della vita.

Cerco di fare capire il perchè delle mie parole.. seguitemi:

"Ruba tutto, ruba ai ricchi".

Ilaria Salis e il centro sociale di Monza "Boccaccio"

Occupazioni abusive a Monza, cittadini esasperati e cortei vandalici: ecco cos'è il centro sociale fondato da Ilaria Salis, ora reclusa in Ungheria.

Il nome di Ilaria Salis in queste ore è sulle pagine di tutti i quotidiani.

L'immagine di lei che entra in tribunale a Budapest ammanettata mani e piedi ha fatto il giro del mondo ma in pochi sanno chi è l'italiana che da quasi un anno è reclusa in un carcere ungherese con l'accusa di aver partecipato agli assalti antifascisti nel 2023 nella Capitale ungherese.

Salis aveva 18 anni quando, nel 2003, fondò il centro sociale Boccaccio di Monza, un presidio dell'illegalità nel cuore della città borghese per eccellenza della Brianza.

Quando è stata arrestata aveva in tasca un manganello retrattile (sigh..per difesa personale) ed è stata per anni una delle menti delle azioni e delle operazioni del centro sociale brianzolo.

Il Boccaccio è piuttosto noto negli ambienti anarchici e dell'estrema sinistra, laddove crescono e si sviluppano le ideologie rivoluzionarie anticapitaliste e antimilitariste.

Lo scorso dicembre, il centro sociale ha festeggiato il ventennale con la sua fondatrice ancora reclusa in un carcere ungherese e i segni di quel corteo sono stati visibili fin da subito.

I partecipanti hanno vandalizzato le strade nelle quali sono passati, hanno imbrattato le vetrine di banche e negozi, scandito slogan contro il sindaco e contro il governo Meloni.

"Ruba tutto", "Ruba ai ricchi", sono solo alcune scritte che sono apparse sui muri al passaggio del corteo, che per una coincidenza di date si è svolto a pochi giorni dallo sgomento attuato nella nuova sede.

Sono stati due gli sgomberi subiti dal centro sociale brianzolo nell'ultimo anno, compreso quello dalla sede storica di via Boccaccio.

Il tutto tra le proteste dei residenti che non ne possono più di dover obbligatoriamente convivere con questi personaggi.

"Voi ci sgomberate e noi siamo ancora qua.

Occupiamo quando vogliamo.

Noi rimaniamo qua, è nostra questa città.

La Foa Boccaccio non ha paura", è uno degli slogan scanditi durante l'ultima manifestazione.

E non è certo passata inosservata la manifestazione dei primi giorni di ottobre, subito dopo lo scoppio dell'ennesima guerra tra Israele e Palestina, della posizione assunta dal centro sociale fondato da Ilaria Salis: "Intifada fino alla vittoria!

Con il popolo palestinese contro l’oppressione di Israele".

Che dire, poi, degli avvertimenti, quasi minacce piovute sul CAI, che sfrattò nel 2019 il centro sociale dall'ex stadio Mauro?

"Dovrete blindare le vostre presentazioni pubbliche, le vostre inaugurazioni e tutte le occasioni in cui cercherete di creare consenso intorno a questo progetto, perché noi saremo lì", dissero all'epoca dal Boccaccio.

Allora amici miei siete ancora convinti sul vostro inorridimento nel vedere la tipa in manette? 

Provate a chiederlo a quel povero pirla che si era fatto la macchinetta per andare a lavorare ed ora eccola li..girata con le ruote sottosopra bruciata.. e che dire del negozio a vetrine sfondate a cui hanno depredato la merce dei ricchi? O al condominio a cui hanno imbrattato la facciata utilizzandolo come lavagna?

Non siete ancora convinti? Allora continuo dicendo che la "Hammerbande" (la banda del martello) è una sorta di rivisitazione in salsa teutonica dei commando antagonisti armati di "Hazet 36".

Il gruppo, attivo dal 2015-16, ruota intorno ad nucleo centrale di persone che è rimasto lo stesso fin dall'inizio, anche se nel corso del tempo ha aggregato nuove generazioni e, anche per questo, attirato l'attenzione degli inquirenti.

Come spiegano a Libero fonti dalla Germania, il "core" della banda è basato a Lipsia, Berlino e Jena.

Divennero noti quando uno dei loro leader, una donna di 28 anni di nome Lina E., venne arrestata oltre tre anni fa e condannata poi a cinque anni e tre mesi insieme ad altri tre membri per aver costituito un'associazione criminale.

Il modus operandi del gruppo è di dare vita ad attacchi ben pianificati, simili a quelli di un commando, a caccia di "militanti di estrema destra".

I raid improvvisi, avvengono attraverso l'uso di martelli (da qui il nome) per schiacciare crani, tibie e ginocchia.

Da quando il compagno di Lina E., Johann G. (30 anni, latitante dal 2020, la polizia tedesca ha fissato una taglia di 10mila euro sulla sua testa), ha preso in mano le redini del gruppo, però, è iniziata una certa internazionalizzazione.

Prima sono stati reclutati "antifà" italiani, ungheresi, siriani e albanesi, poi è stata organizzata la "trasferta" di Budapest.

Durante la battuta di caccia, però, sono finiti sotto le martellate anche semplici cittadini scambiati per neonazisti.

Insieme a Ilaria Salis è stato arrestato in Ungheria Tobias E. (amico intimo di Lina E.).

Le autorità ungheresi da un anno stanno però cercando gli altri emettendo mandati di arresto europei.(secondo Voi fanno male)?

È così che un altro militante italiano, Gabriele Marchesi, 23enne di Milano, è stato incarcerato in Italia che non ha però ancora approvato la richiesta di estradizione da parte degli ungheresi.

Un terzo antagonista italiano, Romeo A., sarebbe invece ancora ricercato.

Il "Bundeskriminalamt" (la polizia tedesca) segue da anni il processo di espansione della banda e ha parlato del rischio che si trasformi in una nuova RAF o nelle nuove Brigate Rosse.

E adesso chiudo perchè davvero mi son rotto i coglioni.

 

mercoledì 31 gennaio 2024

Compagnia dei Defunti 2.

 

Sembra ieri quando il Carletto scalava l’Everest a 8.848 mt e oggi giace a meno 2mt in un’urna funeraria R.I.P.. il suo desiderio era di bruciare sulla terra prima di bruciare nell’aldila’.

Ad onor del falso per quel che conosco non avrebbe voluto nemmeno il classico funerale ed e’ per quello che non ho presenziato al saluto finale (non presenzio ai matrimoni/cresime/battesimi e figurarsi ai funerali).

A tal proposito mi sorgono dei pensieri e dovendo descrivere il funerale ideale, lo sognerei senza dolore e senza addolorati, addolorandi e senza funerale.. odio presenziare ai funerali e in specialmodo.. al mio.

Converrebbe lasciare una traccia di allegria come ricordo.. cosi’ potente da controbilanciare l’assenza nel caso si sentisse.

Un segno di leggerezza da consumare anche postumo..

Il funerale deserto andrebbe proprio bene.

Non sono fra quelli che piagnucolano…ricordati di me…

Dimenticati di me, piuttosto, ma, soprattutto non soffrire.

Mi farebbe piu’ male del morire.

Ma come cazzo si fa?

O muori cosi’ vecchio, ma cosi’ vecchio che le persone che ami o dovresti amare si sentirebbero iperstufate dal vederti ancora li’ stipendiato dall’INPS o INPDAP o peggio ancora nella situazione Forneriana di esodato dopo aver sgobbato un quit di anni. 

Insomma, ne avrebbero avuto piu’ che a sufficienza dal trovarti sempre tra le palle.

Oppure, sempre nel desiderio di non lasciare dolore dietro di se’, tramutarsi, se non lo si e’ gia’, in un essere detestabile e malvagio e iperscassacazzi.

Cosi’ perfido da far tirare un sospiro di sollievo a chi resta.

E poi hai voglia che l’uomo continui a concedere alla morte la di lei capricciosa, ostinata supremazia…e’ piu’ dolorosa l’attesa dell’arrivo per la serie meglio mai che tardi insomma..
E che magnifichi se stessa in consessi preficanti dall’organizzazione paramilitaresca.

Se proprio fosse necessario, lascerei sfilare dietro il feretro i volontari dell’addio a tutti i costi.

Il ricordo del beneamato dovrebbe essere sparpagliato il piu’ possibile e senza le dimensioni strette e obbligatorie di una cerimonia con corteo semiordinato.

Incrocio di sguardi interrogativi e rumorino di suole che strascicano ghiaietta e pensieri a caso.

Ma la convenzione vuole che alla morte si debba rispetto e al morto onore e saluti.

Cosi’, oggi, appare molto sconveniente una preghiera funebre univocale del celebrante.

Si e’ stabilito che sia sempre preferibile un rito con ondulazione corale, abbastanza nera.

Un rito composto, religioso comunque.

La parola deve essere multipla.

Le strampalate regole tramandate della pietas sembrano avvertirci che il de cuius, solo dopo la morte, non debba essere solo, per la serie..tutti insieme a salutare il rompiballe che si e’ levato di mezzo e ci permettera’ di fare le ferie senza complessi di colpa dell’abbandono o peggio ancora senza interrompere le ferie per tornare a salutare il vecchio pirla rimbambito che pur di stracciarci i pendenti ha deciso di andarsene mentre eravamo a Ibiza.

Strana pietas.

Da morto, dicevo, qualcuno deve pure piangerlo.

Vanno bene legionari smaniosi di macabri eroismi cosi’ come prezzolati professionisti del piagnisteo o le famose piagnimuerto nordafricane.

Ora arrivo al titolo del post che ho ripreso da un mio old post ficcandoci un 2 e non il classico ..ritorno.. ricordando che dal 2010 Don Marcello Colcelli, sacerdote di Sant’Egidio all’Orciolaia, parrocchia Aretina con quattromila anime , ha costituito la ..compagnia dei defunti… dove uomini e donne suppliscono alla carenza di personale, nel caso non ci fosse alcuno a soffrire attorno al caro estinto.

Il vantaggio della solitudine non deve essere concesso mai.

Allegro oggi, vero? Vabbuo’.. cambio argomento..quanto costa una cassa da morto per chi si fa cremare?..

Meglio il kit dolcemorte dall’Olanda..61€ e un tuffo al Buco del Piombo che poi vi racconterò quel che mi successe..

Ad Majora… 


 

venerdì 26 gennaio 2024

Gestione Aziendale.

Per chi non è su Linkedin propongo tre casi di gestione aziendale ed imprenditoriale che meritano di essere analizzati:

CASO 1:


Due fidanzatini stanno passeggiando nel parco quando passando
davanti ad un gruppetto di pensionati li sentono bisbigliare:
– Altro che mano nella mano! Portala in un motel, frocio!!!
Il ragazzo, molto imbarazzato, fa finta di niente e continua a
passeggiare.
Passano davanti ad un cantiere e gli operai gli urlano:
– Hei, deficiente, smettila di passeggiare! Portala in un posticino
buio e scopatela!
Il ragazzo, sempre più imbarazzato, continua a far finta di niente;
accompagna la ragazza a casa e la saluta:

Allora, a domani, amore…

E lei:

Certo, a domani, sordo di merda!!!

CONCLUSIONE:


Ascolta e metti in pratica i consigli dei consulenti esterni; sono
persone con esperienza. Se non lo farai, la tua immagine professionale potrebbe risultare enormemente danneggiata.



CASO 2:


Un detenuto, condannato all’ergastolo per omicidio, fugge di prigione.
Durante la fuga entra in una casa dove dorme una coppia di giovani
sposi.

L’assassino lega l’uomo ad una sedia e la donna al letto.

Poi avvicina per alcuni istanti il viso al petto della donna, ed esce dalla stanza.

Immediatamente, trascinando la sedia, il marito si avvicina
alla donna e le dice:
– Amore, quest’uomo non vede una donna da anni.

L’ho visto che ti baciava il seno e, approfittando del fatto che si è allontanato un momento, volevo chiederti di collaborare con lui e di fare tutto quello che ti chiederà.

Se vorrà fare del sesso con te non contraddirlo e fai finta che ti piace.

Mi raccomando… le nostre vite dipendono da questo!

Sii forte, mia cara, ti amo!!!
– Certo, – dice la sposa al marito – sono felice che tu la pensi
così!

In effetti, quest’uomo non vede una donna da anni; comunque,
per tua informazione, non mi stava baciando il seno.

Si è avvicinato per sussurrarmi all’orecchio che gli sei piaciuto molto, e mi ha chiesto se nel bagno avevamo della vasellina.

Sii forte, mio caro, anch’io ti amo molto!!!



CONCLUSIONE:


La mancanza di informazioni può portare a gravi inconvenienti.

L’informazione aggiornata e attendibile è fondamentale per uscire
vincenti dagli attacchi della concorrenza sleale ed evitare così

sgradevoli sorprese.



CASO 3:


Un ragazzo entra in una farmacia e dice al titolare:
– Dottore, mi dia un preservativo; la mia nuova ragazza
mi ha invitato a cena a casa sua.

Usciamo già da tre mesi e la cosa si sta facendo "calda".

Penso proprio che stasera le farò provare il biscotto…
Il farmacista gli dà il preservativo ed il giovane esce.

Rientra immediatamente e dice:
– Dottore, per favore, me ne dia un altro, perché anche la
sorella della mia ragazza è un gran pezzo di gnocca; non fa altro
che incrociare le gambe davanti a me e qualche volta le vedo anche
la passeretta! Mi sa che anche lei vuole qualcosa, e, dato che stasera vado a cena da loro… sa com’è…
Il farmacista gli dà il secondo preservativo e lui esce.
Come prima, rientra immediatamente e dice:
– Dottore, forse è meglio che me ne dia un altro, perché anche la
mamma della mia fidanzata è una gran passera! La signora, quando la figlia non c’è, mi si struscia addosso in un modo che mi fa
impazzire, e siccome stasera vado a cena da loro, capisce…
Arriva l’ora di cena e il ragazzo è seduto a tavola a fianco della
fidanzata, con la madre e la sorella di fronte.
Entra il padre della fidanzata e si siede a tavola.

Il ragazzo abbassa immediatamente la testa, unisce le mani e comincia a pregare:
– Signore, grazie per questo cibo, bla bla bla, ti ringraziamo per
questo cibo…
Passano cinque minuti e lui prosegue:
– Benedici Signore questo pane, bla bla bla…
Tutti si scambiano sguardi sorpresi; la fidanzata gli si avvicina
e gli sussurra all’orecchio:
– Amore, non sapevo che fossi così credente!
E lui:
– E io non sapevo che tuo padre facesse il farmacista!!!



CONCLUSIONE:


Non commentare mai le tue strategie con gli sconosciuti, perché
questo potrebbe arrecare seri danni alla tua organizzazione.


 


Fleximan uno di noiiii.

lunedì 22 gennaio 2024

Fotomontaggio con l'IA.

Il software.it

Sostituire un volto è diventato molto semplice

Chirper è un'applicazione Web che permette di creare fotomontaggi di grande effetto utilizzando alcuni tra i migliori modelli generativi open source oggi disponibili.

Attenzione però al problema del copyright e soppesare bene il possibile riutilizzo delle immagini, anche ai fini dell'addestramento dell'intelligenza artificiale.

In precedenti post ho parlato della nota tecnica che permette di sostituire volti in un video usando l’intelligenza artificiale.

I deepfake utilizzano algoritmi di apprendimento profondo, in particolare reti neurali artificiali, per manipolare il contenuto di immagini e intere sequenze filmate in modo realistico.

Uno strumento come Human Generator consente di creare immagini di persone e modellare il corpo umano mentre Fooocus si spinge ancora più avanti utilizzando i modelli generativi per ritoccare le foto e generare nuove opere modificando singoli elementi dell’immagine originale, viso compreso.

Come creare un fotomontaggio con Chirper

Tra le piattaforme più promettenti in assoluto c’è Chirper, un chatbot che utilizza modelli generativi open source per generare immagini a partite dai prompt degli utenti, semplici o articolati che siano, in inglese, in italiano o in altre lingue.

Per impostazione predefinita, Chirper attiva l’opzione Turn on prompt fix (l’icona della bacchetta magica a destra del campo che riceve l’input).

Si tratta di uno strumento che tende a modificare il prompt per renderlo più in linea con i modelli generativi utilizzati.

Durante le prove del programma, ho avuto modo di verificare che Chirper predilige le illustrazioni: disattivando l’opzione Turn on prompt fix, di solito si ottiene anche la generazione di foto.

Cliccando sulle immagini prodotte dall’intelligenza artificiale, si può accedere a una serie di informazioni: il nome del modello utilizzato, la tipologia dell’immagine, il prompt inserito dall’utente e la versione impostata da Chirper e il prompt negativo.

Quest’ultimo contiene una serie di esclusioni impostate per migliorare il risultato finale ed evitare l’inserimento, nelle immagini proposte all’utente, di elementi indesiderati.

Chirper utilizza modelli generativi open source derivati dalla piattaforma Hugging Face.

Come spesso avviene, tuttavia, anche Chirper spesso genera immagini imperfette.

Le mani, ad esempio, sono strutture anatomiche molto complesse, con articolazioni e movimenti intricati.

Non è raro che possa spuntare qualche dito in più o le mani siano ritratte in posizioni assolutamente innaturali.

Le mani possono assumere una vasta gamma di pose e configurazioni.

La variabilità nelle posizioni delle dita, degli arti e delle orientazioni delle mani rende complessa la generazione di immagini coerenti.

I modelli devono essere addestrati su un ampio spettro di dati per catturare queste diversità e, ancora oggi, si rilevano comunque le difficoltà delle IA che sfruttano dataset realistici e di qualità.

Scegliere l’immagine da usare per il fotomontaggio

Ciò che differenzia Chirper rispetto ad altri tool basati sull’uso di modelli generativi, è la possibilità di intervenire su proprie foto.

Per creare un fotomontaggio basta infatti cliccare sull’icona a sinistra del campo Describe the image in a few words quindi fare clic su Upload image per selezionare un’immagine dal dispositivo in uso.

Chirper mostra un messaggio che richiede all’utente di confermare la piena disponibilità del diritto d’autore sull’immagine in questione.

In altre parole, non è possibile utilizzare foto create da altri soggetti senza una loro esplicita autorizzazione.

È pacifico che non è ammesso caricare foto di celebrità o di altre persone reali senza aver preventivamente acquisito il loro consenso.

Per mostrare le potenzialità dell’applicazione, nell’esempio che segue abbiamo utilizzato un’immagine di una persona che non esiste, in quanto a sua volta prodotta dall’intelligenza artificiale (link).

Ad upload del volto ultimato, ho inserito il prompt “girl dancing on the beach” ottenendo le immagini riprodotte in figura.

Andrea ci sta dando dentro su F.B.

Gli aspetti sui quali porre attenzione

Quando si utilizzano servizi online che automatizzano i fotomontaggi, è comunque sempre bene dare un’occhiata ai termini di uso del servizio e alla policy sulla privacy (attenti che si rischia grosso).

Nel caso di Chirper, la società australiana che ha sviluppato questo potente strumento basato sull’IA, precisa che il copyright sulle foto caricate resta dei legittimi proprietari, quindi dell’utente stesso (che dichiara di possedere i diritti di utilizzo) ma spiega che il materiale caricato online può essere utilizzato per addestrare il modello generativo e migliorarne le prestazioni.

Inoltre, l’azienda si avvale di una licenza che l’utente accorda a Chirper nel momento in cui inizia a utilizzare il servizio e mantiene un account attivo.

Il tutto è descritto nella pagina termini di utilizzo.

Per evitare il trasferimento di dati su piattaforme cloud facenti capo a vari soggetti, l’approccio migliore consiste nell’utilizzare i modelli generativi in locale attrezzandosi con un PC dotato della configurazione hardware più adatta.

Nell’articolo su Fooocus citato nell’introduzione, si consiglia l’uso di un computer dotato di GPU NVidia RTX serie 4000 con almeno 4 GB di VRAM a bordo.

In ogni caso, a parte le imperfezioni che possono occasionalmente comparire nelle foto generate dall’IA e che hanno a che fare con la morfologia del corpo umano, siamo di fronte a strumenti avanzati capaci di metterci dinanzi a una certezza: ciò che vediamo, ascoltiamo o leggiamo – anche se apparentemente originale e aderente al reale – può essere frutto di un’elaborazione digitale.

domenica 21 gennaio 2024

Social Climber.

 

La stima degli occupati a gennaio 2024 e’ +0,3% su dicembre 2023 e il che vuol dire che in 64.000 hanno trovato un posto di lavoro in questo inizio anno ed il tasso di disoccupazione e’ comunque del 7,5% (in Suisse stabile al 2%) per la serie che la ricchezza e’ mobile ma la miseria e’ stabile.

Oggi piu’ che mai bisogna adattarsi ai tempi che corrono e bisogna sapersi inventare un mestiere se non si vuole rischiare di condurre un’esistenza di stenti e miseria.

Tralascio volutamente quella del Parlamentare in quanto e’ gia’ sfruttata ampiamente ed e’ in fase di declino.

Ma mi domando e dico, perche’ fare tutta questa fatica quando si puo’ diventare un social climber (suona molto piu’ professionale rispetto ad “arrampicatore sociale”)?

Infatti e’ una via nettamente piu’ semplice rispetto a tutte le altre, con poche mosse si ottiene fama e ricchezza senza fare assolutamente niente, intendiamoci, bisogna mettere in conto che morale, dignita’ e amor proprio andranno ad occupare gli ultimi tre gradini della scala dei valori, in compenso verranno sostituite ai vertici da “virtu’” molto piu’ divertenti quali falsita’, lascivia (termine soft per identificare il mestiere di vulvivendola o anovendolo di chi lavora presso i vari chiavisteri italici) ed egoismo e non mi riferisco a “Panettoni vari”.

Purtroppo nonostante i parecchi lustri che ho sulle sPalle, non posso indicarVi la strada per diventare un social climber professionista, pero’ possiamo vedere insieme quali siano le caratteristiche e le peculiarita’ di questo inquadramento professionale.

Social Climbers – Maschi/Femmine.

LUI, come tutti i portatori di pene, sboccia piu’ tardi… i primi anni del liceo li passa come tutti a divertirsi, ma verso la fine della scuola inizia a capire che sta per iniziare la vita vera e che non ha per nulla voglia di sudare per ottenere qualcosa (come vedete il motivo per cui si inizia questa carriera e’ lo stesso sia per LUI che per LEI).

Lui difficilmente puo’ sfruttare una relazione sentimentale per ascendere al potere quindi sfrutta le amicizie… inizia ad entrare nelle grazie di qualche pseudoamico ricco facendo credere di essere un piccolo Onassis e inizia a vivere della sua luce riflessa partecipando a feste in piscina, festini privati, serate piene di ragazze dalla “vulva generosa” e tanto alcool scroccato. Crescendo consolida le sue amicizie in modo da avere sempre piu’ vantaggi, dai suoi amici ricchi arriva ad ottenere vacanze presso le loro residenze al mare, un lavoro nelle loro aziende e tramite loro trova una giovane e bella mogliettina di buona famiglia il cui padre, sedotto e conquistato da questo finto rampollo, si fa in quattro per assicurare loro un futuro.

Eccolo dunque qui il Social Climber uomo di mezza eta’, lui ce l’ha fatta sul serio, anche la moglie scoprisse la relazione con la segretaria, la maestra dell’asilo della figlia, la postina, l’amica d’infanzia e la psicologa, sarebbe comunque sistemato perche’ e’ tutto intestato legalmente a lui… se non che, accidenti a lui, ha un enorme scheletro nell’armadio… qualche anno prima, mentre iniziava a frequentare quella che oggi e’ sua moglie, ha intrattenuto una relazione, che ancora oggi ogni tanto si ripropone, con una bellissima donna matura, nonche’ moglie del suo capo e madre di sua moglie… se questa storia venisse fuori, ogni suo sforzo sarebbe inutile e ricominciare da capo alla sua eta’ e senza un eurino in saccoccia, sarebbe a dir poco impossibile.

Alla luce di quanto detto sui social climbers possiamo affermare che ci sia una morale… il giorno del matrimonio chiedete il regime di separazione dei beni.

Tengo a precisare che se ti senti toccato da questo articolo, denuncialo alla polizia postale alias Escopost per molestie… e’ un tuo diritto anche se ad onor del falso, nessun social climber e’ stato maltrattato per la creazione di questo testo e se il tuo migliore amico corrisponde alla descrizione soprastante e ogni volta che lo vedi e’ senza portafoglio, allora e’ un social climber (rendo l’idea?) e chiudo qui il post dicendo che sono tutti Rubik col cubo degli altri).

Ho evitato di scrivere altro e lo scrivo sul muro....