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giovedì 7 maggio 2026

Project Freedom è già finita

 


Mi domando come mai una buona parte dei miei post è inerente alle cazzate che sta facendo parrucchino e mi son dato la risposta..

Considerato che in questa vita occorre avere moneta per sopravvivere e il patrimonio da cui traggo il monetame si assottiglia semprepiù in modo impressionante causa l'instabilità che l'idiota ha e sta creando, è ovvio che i miei due neuroni rimasti debbano tenere sotto controllo le varie cazzate che sto pirla tira fuori..

ogni mattina si sveglia ed elocubra la nuova fesseria..

Ad ogni modo ho già detto che parrucchino è un caso patente di declino cognitivo, adesso dico che non c'è modo di capire la condotta americana in questa guerra se si dimentica questo elemento.

L'operazione Project Freedom, che serviva a svuotare il Golfo Persico dei mercantili rimastivi intrappolati, è già finita, e nulla è stato svuotato.

Tutto è durato meno di 48 ore e val la pena ricordare che..

Domenica, 3 Maggio, parrucchino annuncia su Truth Social il lancio di "Project Freedom".

L'obiettivo dichiarato è "riprendere il controllo totale dello Stretto di Hormuz" e scortare le navi mercantili bloccate, mantenendo al contempo il blocco navale totale sui porti iraniani.

Lunedì, 4 Maggio, inizia ufficialmente l'operazione.

CENTCOM tenta di scortare le prime due navi battenti bandiera statunitense attraverso lo Stretto.

Motovedette veloci dei Pasdaran (IRGC) attaccano il convoglio con droni suicidi e missili a corto raggio.

La Marina USA risponde al fuoco: il Pentagono conferma di aver affondato tra le 7 e le 10 imbarcazioni iraniane.

L'Iran reagisce colpendo obiettivi in Oman e negli Emirati Arabi Uniti.

Martedì, 5 Maggio, l'Arabia Saudita comunica ufficialmente a Washington che non concederà l'uso della base aerea Prince Sultan né l'accesso al proprio spazio aereo per le operazioni di "Project Freedom".

Riad dichiara di preferire la mediazione diplomatica guidata dal Pakistan.

Senza la copertura aerea garantita dalle basi saudite, i cacciatorpediniere americani nel Golfo rimangono vulnerabili agli attacchi asimmetrici iraniani.

I rifornimenti in volo diventano impossibili.

Nella sera dello stesso giorno l'idiota pubblica un nuovo post annunciando la "sospensione temporanea" di Project Freedom. Giustifica la mossa citando "grandi progressi" verso un accordo finale con l'Iran (grazie alla mediazione pakistana), ma di fatto è costretto a fermarsi per mancanza di supporto logistico.

Mercoledì, 6 Maggio, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth tentano di rassicurare gli alleati regionali parlando di "missione compiuta" per la fase iniziale, ma ammettono che l'operazione di scorta è ferma.

L'idiota pensava che se lui dichiara le sue intenzioni su Truth, qualunque esse siano, l'Arabia Saudita si sarebbe unita entusiastica e obbediente.

E lo stesso avrebbero fatto gli altri paesi del Golfo.

E' difficile spiegare tutto ciò con la semplice incompetenza (sulla quale, comunque, pochi nutrono dubbi). La ripetizione di questi errori grossolani (annunciare operazioni impossibili, ignorare i vincoli geografici, alienarsi alleati chiave su cui si basa la propria stessa missione) suggerisce che il "quadro d'insieme" non sia più presente nella sua mente, sostituito da impulsi momentanei e frammenti di informazioni non sintetizzati.

Del resto, se sono vere le indiscrezioni sul compromesso che si sta preparando tra le due parti, non c'è nulla nel suo contenuto su cui non ci si poteva accordare già a Marzo, quando parrucchino esigeva la "resa incondizionata" dell'Iran e l'economia globale cominciava ad andare a rotoli.

Una grossa responsabilità per il vice presidente e i membri del governo, a cui la Costituzione assegna il compito di rimuovere un presidente inabile ai doveri della sua carica (XXV emendamento, ratificato nel 1967).

E fatelo fuori sto coglione.

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