Oggi non punto la penna su parrucchino ribelle ma vedendo cosa sta capitando sulle navi di crociera mi torna alla mente la storia dei vaccini e posto la vicenda con relativa MIELITE che è capitata nelle mie vicinanze in merito alle inoculazioni imposteci.
C’è una verità, nel diritto farmaceutico, che i comunicati stampa e le conferenze dei governanti hanno sempre cercato di seppellire sotto valanghe di rassicurazioni: i vaccini, come tutti i farmaci, possono fare male.
Non sempre, non spesso, non alla maggioranza.
Ma a volte, in corpi predisposti o semplicemente sfortunati, innescano reazioni che nessun trial clinico, per quanto vasto, può predire ed evitare.
La Corte d’Appello di Torino, con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, ha appena ricordato questa verità banale e insieme rivoluzionaria, confermando il nesso causale tra il vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech e la mielite trasversa che ha colpito una commerciante di 57 anni di Alba .
Non solo ha respinto il ricorso del Ministero della Salute, ma ha ribadito un principio che la divulgazione di massa ha troppo spesso oscurato: i vaccini, come tutti i farmaci, possono comportare reazioni avverse anche gravi .
La storia è, nelle sue linee essenziali, la fotografia di un dolore amministrato con lentezza burocratica.
La donna, titolare della tabaccheria che era di mia figlia Patrizia, ricevette due dosi del siero Comirnaty il 7 e il 28 aprile 2021 .
Poco dopo, il corpo le si è rivoltato contro.
Una mielite trasversa – infiammazione del midollo spinale – le ha tolto la possibilità di camminare, trasformando la vita in una lotta quotidiana contro la paralisi .
I medici dell’ospedale di Orbassano, i primi a visitarla, non esclusero il "ruolo scatenante vaccinico" .
Ma dal sospetto clinico alla certezza giudiziaria il passo è lungo, costellato di consulenze tecniche, perizie e lo stillicidio di un contenzioso che ha visto il Ministero della Salute opporsi con la tesi, apparentemente solida, di una patologia autoimmune preesistente .
Il Tribunale di Asti, in primo grado, e ora la Corte d’Appello di Torino, hanno smontato questa difesa con la precisione del chirurgo.
Il giudice di appello ha scritto nero su bianco che l’assetto autoimmune della donna "non poteva configurare una causa alternativa, ma solo un eventuale terreno favorente l’evento immunomediato post-vaccinale" .
In altre parole: se hai una predisposizione, non è colpa tua se il vaccino – che doveva salvarti – ti ha fatto ammalare.
La consulenza tecnica d’ufficio, giudicata "completa" e condotta "secondo il parametro della preponderanza dell’evidenza", ha attestato senza ombra di dubbio la sussistenza del nesso causale .
Il Ministero della Salute ha perso, e dovrà pagare l’indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992, quella che tutela i danneggiati da vaccinazioni obbligatorie e raccomandate .
Tanto so come andrà a finire.. io aspetto ancora dopo 25 anni il risarcimento per ReteMia che per lo Stato Italiano nella persona del ministro Gasparri esiste una ingiunzione data da due Giudici nazionali ed internazionali.
E qui si innesta la parte più amara, quella che trasforma una vittoria individuale in una sconfitta collettiva.
L’avvocato Stefano Bertone, che assiste la donna insieme ai colleghi Renato Ambrosio e Chiara Ghibaudo, ha rilasciato una dichiarazione che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore la salute pubblica: "Moltissime italiane e moltissimi italiani ignorano che il loro danno grave alla salute possa essere conseguenza del vaccino" .
La frase è agghiacciante non perché riveli una verità nascosta, ma perché fotografa un fallimento comunicazionale ed etico.
Durante la pandemia, la narrazione dominante – giustamente preoccupata di contrastare il movimento no-vax – ha finito per veicolare "il messaggio di posizioni infondate, con il rischio di influire anche sulla percezione dei consulenti nei processi" .
In sintesi: per paura di alimentare i complottisti, si è negata la realtà statistica degli eventi avversi.
E chi oggi si ritrova con una paralisi o una neuropatia non sa nemmeno di poter chiedere giustizia.
I numeri dicono che non si tratta di casi isolati.
Lo studio Ambrosio & Commodo, dopo la sentenza di primo grado, ha ricevuto almeno tre nuove segnalazioni alla settimana .
A livello mondiale, al 2024 sarebbero state accolte almeno 36mila domande di indennizzo, con percentuali di accoglimento che nei Paesi europei variano dall’11 al 30% dei casi analizzati .
Non sono numeri da pandemia, ma sono numeri da carneficina silenziosa.
Perché ogni domanda accolta è una vita spezzata, un corpo che non torna indietro.
La sentenza della Corte d’Appello di Torino, dunque, non è solo un atto di giustizia per una commerciante di Alba.
È un atto di verità che costringe il sistema – il Ministero, l’Aifa, la comunità scientifica – a fare i conti con le proprie omissioni.
I vaccini a mRna hanno salvato milioni di vite, e nessuno metterebbe mai in dubbio il loro rapporto beneficio-rischio.
Ma la scienza, quando è onesta, non tace gli effetti collaterali.
Li studia, li quantifica, li gestisce.
La divulgazione, quando è responsabile, non li nasconde per paura di fornire armi ai negazionisti. Li spiega, li contestualizza, e indica le vie di risarcimento per chi ne è stato colpito.
In Italia, questa strada è stata solo abbozzata. La legge 210/1992, che copre i danni da vaccinazione, è stata estesa ai vaccini anti-Covid solo nel 2022 .
Ma l’estensione normativa non basta se manca la consapevolezza dei cittadini.
E la consapevolezza, oggi, è una vittima collaterale della guerra culturale che ha diviso il paese tra pro-vax e no-vax, come se la scienza potesse essere una bandiera e non un metodo.
La Corte d’Appello di Torino, con il suo verdetto, ha ricordato che la verità sta nel mezzo: i vaccini sono sicuri ed efficaci, ma non sono innocui.
E l’innocenza, in medicina, non esiste.
Esistono solo rischi calcolati e danni da risarcire.
Nel mio caso, essendo stato obbligato a fare la vaccinazione, quando sono andato al Centro di Caselle TO mi son letto la carta che avrei dovuto firmare e alla voce di “manleva” verso chi mi aveva obbligato e cuccarmi il vaccino non ho firmato e quindi non mi hanno fatto la vaccinazione AstraZenega.
Poi alla fine per poter continuare a vivere son capitolato sul Pfizer e tutte le varie patologie che mi son cascate addosso tipo battiti cardiaci che nella mia vita erano stati sempre bassissimi hanno cominciato ad aumentare di frequenza, non avevo mai sudato ed ho incominciato a sudare, mi son apparsi dei puntini sulla pelle ed hanno dato la colpa all'esposizione solare (io che ci son sempre stato 24 su 24).. tutto questo dopo esami medici (io che non conoscevo manco il medico di famiglia).. insomma se tutto va bene..siamo rovinati e motiviamo tutto questo all'avanzare degli anni e vadano a fc ma se torniamo ai vaccini e alla mascherina, farò la fine del dr.Delicati mio ex medico di famiglia NoVax a cui hanno tolto l'abilitazione e rovinata la vita ma non la dignità.




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