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venerdì 20 ottobre 2023

Gita al Lago Maggiore

 

Per la serie delle gite di fine stagione provate a seguirci..


Stavolta andiamo dalle parti del lago Maggiore, ad Arona per primo e tanto per cambiare si sale ..


Eccomi arrivata, la salita è stata breve ma intensa, adatta a far chiudere le orecchie


Eccolo sullo sfondo, il Classico San Carlun, sembra piccolo


può stare in una mano


così si vede la dimensione vero?


Prima di parlare delle dimensioni della statua Vi dico che Carlo Borromeo (Santo) è nato verso il 1600 ha vissuto 46 anni intensamente, a 22 anni era Cardinale e Vescovo a 27 era ArciVescovo di Milano. 

Al monumento salgono poche persone per volta e la maggior parte si limita a fare la scala a chiocciola e guardare dal terrazzo di base, chi e' claustrofobico è meglio che non salga li dentro e anche chi ha l'alito pesante non deve entrare altrimenti ucciderebbe gli altri, per le donne è consigliabile entrare in pantaloni.


La statua è una delle più alte al mondo con i suoi 35 mt di altezza formati da 11,50 mt di basamento in granito e 23.50 mt di statua fatta in struttura di ferro ricoperta con lamiere di rame chiodate per il corpo e la testa è in bronzo. 

Per avere un'idea di grandezza. 

la Statua della Libertà è alta 46,5 metri dai piedi alla fiaccola. 

Qui si può salire internamente come da disegno ..prima da una scala a chiocciola e poi per una 15na di mt finali da una scala verticale a pioli di ferro, quasi tutti si fermano alla chiocciola perchè l'aria è irrespirabile dal calore del sole contro le lastre esterne e anche perchè non si è scalatori, i più ardimentosi salgono sino agli occhi e si godono tutto il panorama del lago sottostante. 

Il braccio destro che benedice è fatto in struttura elastica metallica per i forti venti che ci sono nella zona, il dito è lungo 1,95 mt. 

Hanno impiegato 84 anni per finire l'opera e piazzarla. 

Una curiosità leggetela in Wikipedia per quanto riguarda il reperimento del bronzo con cui hanno fatto la testa, vi dico solo che proviene dal Colosso di Rodi, una sua parte che stava in un giardino privato nella zona di Roma.

 


la targa della nascita, nato nel 1538 morto nel 1584 quindi aveva 46 anni ed era Arcivescovo di Milano da 19 anni.

Lo chiamavano "Il Castissimo" Una sua caratteristica era quella di odiare le donne.


vista dal basso


vista da dietro


questa è la mano il cui indice è pari a 1,95mt. il pollice 1,40 mt il palmo è 1,45 mt.


braccio destro con struttura semielastica per il vento (poi quando entreremo vedremo la struttura anche dall'interno ma prima paghiamo l'ingresso che ad oggi sono una decina di euro).


questa è la struttura di ferro interna


e questo è l'ultimo tratto di 15 mt di salita agli occhi..ripido vero? Ed è anche stretto e manca l'aria, i fogli di lamiera di rame scaldano molto e l'unico ricambio d'aria e' dall'apertura degli occhi e da un tubo.


 


la salita con casco obbligatorio nell'ultimo tratto.


questi sono i gradini verticali di salita visti dall'alto della testa dove ci stanno sei persone


altre strutture tra il primo e secondo tratto


Questo è il viso all'interno della statua.. il naso però è meno evidente che visto dall'esterno..


ecco la veduta dall'occhio destro verso la zona italiana che va verso il ponte di ferro


il panorama è bellissimo visto dall'occhio sinistro.


questo lato e' verso la svizzera..


lato verso la Rocca di Angera ma noi scendiamo dalla statua e sempre per non farci mancare nulla saliamo alla chiesetta che sta sul cucuzzolo sperando di non trovare gente che scenda.


Fortunatamente siamo arrivati senza problemi o quasi. li abbiamo risolti. la macchina rifiutava di essere un fuoristrada. 


Affreschi sulle Cripte, sottoposti ad intemperie che non essendo protetti, sono quasi irriconoscibili



 



le cappelle poste all'esterno della chiesa

 


qui siamo a Dagnente, un paesino dove era sepolto Mike Buongiorno (poi l'hanno trasferito in seguito al furto della salma).


saluto la chiesa (che era chiusa) e si scende al lago, facendo il giro nei vari paesi che ci sono lato lago Stresa, Intra, Lesa, Verbania..il lago e' lungo 150 km come perimetro e tra il punto dove diventa fiume alla Svizzera sono 65km la larghezza varia da 1 a 4 ed è profondo 380mt..quindi si va..

il lago la fa da padrone, qui la temperatura è mite tutto l'anno ma con forti venti, l'ideale per andare a vela schivando i classici vaporetti e anche barche da 40 metri..


 


giriamo tutto il lago versante di Piemonte (l'altro versante è lombardo) e torniamo ad Arona per Negozi e sono carinissimi e carissimi dice qualcuno



Le abitazioni sono tutte con la loro personalizzazione, questo ad esempio penso facesse il rigattiere e bevesse molto..


Lui e i sui avi non hanno mai buttato via nulla.


Il bello del lago sono le Isole Borromee, si va tramite i traghetti. sono belle a stagione primaverile o estiva, oggi le fanno vedere solo senza fermarsi, le tre Isole sono l'Isola Bella che è quella con il palazzo Borromeo, l'Isola madre, la più grande e più bella, qui ci sono giardini stupendi, esotici, con pappagalli, pavoni.Poi c'e' l'Isola dei pescatori, la più piccola e povera ma sempre bella

qui si tratta di salire su qualche barca e andare


l'Isola Bella


L'Isola Madre e di fianco la piccola Isola dei Pescatori 

Barche che vanno e vengono alle Isole


 


ritorno a terra e andiamo dalla parte che da lago diventa fiume ed e' separata da un ponte di ferro, quindi passiamo dal Piemonte alla Lombardia, ma prima di andare la ci fermiamo a mangiare gamberoni, calamari e pesce persico, rigorosamente surgelati in precedenza per uccidere i vari germi..il tutto con verdure fatte dallo chef del posto gentilissimo e anche il servizio ottimo, da buoni milanesi.

 

 


uno sguardo alle isole

ecco il ponte di ferro, qui passa sia la strada che la ferrovia

alla destra e' lago

 


alla sinistra è fiume e sul fondo si restringe ed è fermato da una diga che regola il flusso del Ticino.


questo e' il lato destro del ponte verso la svizzera col lago e sullo sfondo il gruppo del Monte Rosa.

sotto il ponte è uno spettacolo, ci sono migliaia di pesciolini che visti dall'alto fanno impressione, un mare di pescetti impressionante.

 


salutiamo i cigni che stanno sotto il ponte e ritorniamo verso Arona


parcheggiato l'auto, qui al mattino non si riusciva trovare un posto perchè c'era il mercato ed era tutto occupato, questo monumento ci ricorda che anche qui c'è stata la guerra, sembra impossibile che in questi posti si abbia combattuto anche perchè siamo vicinissimi alla neutrale Svizzera..


Garibaldi è stato dappertutto, anche qui una targa..ed era il periodo della Battaglia di Luino nell'agosto 1848, quando ha sconfitto gli Austriaci, mettendoli in fuga dopo averne feriti e uccisi un centinaio. (erano in 400 contro 1100) e l'attacco era stato alla baionetta, corpo a corpo.


visitiamo non solo negozi ma anche le Chiese, qui siamo nella Chiesa della SS. Trinità



 

la deposizione




 Fuori dalla chiesa si scende sul lungolago col monumento al pescatore sulla sua barca


il sole di ottobre è fantastico qui al lago.


scade l'ora del posteggio quindi un ritorno con lo sguardo a questi magnifici posti, sto pensando di trasferirmi qui, sullo sfondo dalla parte opposta del lago c'è la Rocca di Angera, o si va in barca oppure occorre ritornare al ponte di ferro e risalire, non c'è più tempo, sarà per la prossima volta

troppo bello


si, siamo sicuri che ci sarà la prossima visita la in fondo alla Rocca di Angera

 

bei posti
ciao imbarcadero

io rimango qui ad Arona

Mi accontenterei anche dell'appartamento che c'è nella casa a destra, quello con gli archi e l'imbarcadero in cantina.

ciao Isole Borromee

il sole sta tramontando e dobbiamo tornare a casa

ciao

piaciuto? Vi anticipo il prossimo giro che sarà a Varese al Campo dei Fiori e Sacro Monte

Il cigno rimane, lui si che è fortunato.

 

 

 

 

 


 

 

martedì 17 ottobre 2023

Hastag.


 

Ehi Quoriani (ani per gli amici), vi ricordate il vecchio telefono della SIP?

I piu’ nostalgici, come me, ce l’hanno ancora in cantina e lo trovano sempre bello e nn hanno la forza di differenziarlo.

Dopo di lui e’ arrivato un abominio di design chiamato Sirio, gia’ il nome ricorda Furio, il noto personaggio di Carlo Verdone, sapete, il medico che rispondeva al telefono col suo famoso “no, non mi disturba affatto” anche mentre consumava la sua prima notte di nozze.
Beh gia’ a quell’epoca avevamo un tasto a dir poco inutile, lo guardavamo con sospetto e ci chiedevamo a che minchia servisse, taluni hanno anche osato premerlo per scoprire che non succedeva assolutamente niente.

Che tasto?

Beh il cancelletto (ad onor del falso anche l’asterisco non era un campione di utilita’).

Passarono gli anni, sostituimmo quei fantastici dispositivi con i cordless, anch’essi dotati di cancelletto, la cui utilita’ rimase immutata, probabilmente per non rendere troppo traumatico il passaggio a quelle generazioni meno avvezze all’assenza di cavi.
Oggi non solo abbiamo i cordless, ma abbiamo un altro strumento deleterio e mi riferisco allo smartphone, un dispositivo invasivo e lesivo della privacy che fa qualsiasi cosa grazie ad un sacco di applicazioni con grafiche fighissime e colori nitidissimi, non servono nemmeno i tasti.

Well.

Con la rivoluzione degli smartphones e delle social App e’ stato finalmente dato un senso al cancelletto, adesso basta aprire facebook, instagram o twitter per trovare una valangata di cancellettate che vengono giornalmente vomitate in rete da giovani adolescenti vogliosissimi e da “diversamente adolescenti” (e’ un termine rispettoso nei confronti di tutti gli ultra ventenni che ragionano ancora come se fossero al liceo e il cui unico scopo nella vita e’ apparire fighi per procurarsi un po’ di sesso occasionale) che usano e abusano del # facendolo seguire da frasi di un’idiozia disarmante anche per gli autori dei cinepanettoni della Boldi/Desica riunita.

Facciamo qualche esempio per dare un’idea piu’ chiara… aprite instagram, andate nella pagina “esplora” e scegliete a caso qualche foto, apritela e leggete.

Io lo sto facendo in questo momento: #ilmioamorepiccolo #instago #instame #instalove #tagsforlike #instalike #instaday, una ragazzina, direi molto giovane, scrive #grazie#aspirina#orastobene#tiamo.

Ora capite a che serve il cancelletto?

Qualche super cervellone pagato dalle super potenze ha creato questo sistema di coercizione mentale che risucchia le menti labili in un vortice di demenza e hanno avuto il colpo di genio di mimetizzarlo con un nome che, essendo inglese, fa molto figo: HASHTAG…

Oggettivamente nessuno puo’ resistere ad un fenomeno che ha un nome che sembra quello di un profumo: “#Hashtag#, le nouveau parfum de Crétin” (ovviamente la pubblicita’ presentera’ anche #hashtag #profumo #crétin #nonpuzzopiu’ #nonservefarsiladocciabastausarehashtagduevoltealgiorno e altre cancellettate varie ed eventuali).

Bon..tengo a precisare che..

  • Il post che avete letto e’ stato scritto in tono del tutto scherzoso e non diffamante, non prendetevela.

  • Chi se la prende e’ un Hashtag.

  • #Hashtag# non e’ un prodotto realmente in vendita e non credo nemmeno sia in fase di produzione, siete pregati di risparmiarvi la figuraccia chiedendolo in profumeria.

  • Se tra gli hashtag trovati sulla pagina “esplora” di instagram, riconoscete il vostro, non prendetevela….. piuttosto vergognatevi un pochino.

  • Riferimenti a fatti cose e persone sono puramente casuali… o forse no? Ad ogni modo c’è un indagine in corso e aspetteremo che gli inquirenti facciano luce su questo argomento.

  • Se conoscete qualcuno che fa uso di Hashtag, non emarginatelo, aiutatelo. Con il vostro aiuto potra’ affrontare un percorso di riabilitazione e tornare ad utilizzare il cervello.

Stay hashtag, stay carlominkia.


 

lunedì 16 ottobre 2023

La mia Vicina.

 


Se vi siete spaventati guardando la foto.. pensate a me che sta vicina ce l'ho di fronte e mi va di culo solo quando ho il singhiozze e uscendo me la trovo davanti.. ha un curriculum di tutto rispetto e mo' vi edùco (accento sulla u...

Essa (voci di corridoio) fa la volontaria del pronto soccorso e con quella bocca riesce praticare due respirazioni artificiali nello stesso momento.. l’inconveniente e' quando si mette il rossetto, ne usa in quantita’ industriali e ci vogliono un paio d’ore buone per l’applicazione, ovviamente dopo essersi lavata i denti e posato lo spazzolino nella custodia del violino o nel contenitore near the water..

E che dire quando va dal medico (sempre voci da corridoio), il povero per tenerle la lingua abbassata è obbligato ad usare l’asse da stiro (ovviamente senza il panno).

Sta vicina ha proprio un viso particolare con qualche ruga a fisarmonica e pochi denti, uno solo davanti e qualche altro sparso qua e la e il lato positivo è che puo' succhiare le caramelle col buco senza romperle e a pensarci bene ha grandi possibilita’ di essere assunta dall’ATM in qualita’ di obliteratrice.

Avrete capito che ella non è il massimo della bellezza, anzi se si mette sul motore di ricerca la parola “bruttezza” come prima immagine comparirà sicuramente lei e la prerogativa e' che per sicurezza sarebbe opportuno mettere sempre le negative in quanto persino i topi se lei entra in una stanza, salterebbero sulle sedie.

Le sue foto sono in preponderanza prese di profilo anche perche’ cosi' si vede solo meta’ viso.

La povera di uomini ai suoi piedi non ne ha avuti molti, anzi uno penso l’abbia avuto (sempre voci di corridoio) ed e’ il pedicure di Via Caselle, (quello davanti alla Banca) che sembra abbia chiuso in quanto lei aveva cercato di fulminarlo col suo sguardo magnetico ma essendo strabica e’ finita col fulminare un paziente che era in attesa del pedicuramento e i due testimoni di Geova che incautamente erano entrati per testimoniare.

Di certo non tiene le labbra a canotto della Parietti, anzi ad onor del falso non sono ne brutte ne belle anche perche’ non le vedi tra quella pelle che si intorciola tra una ruga e l’altra.

E pensare che recentemente ha fatto una maschera di fango e per un paio di giorni era una favola, poi la maschera’ si e’ rotta e persino le zanzare sono state obbligate a pungerla ad occhi chiusi..

Da notare che sto povero pedicure per evitare la chiusura dell’esercizio la faceva sempre uscire dalla porta di sicurezza che dava sullo Stura e persino i piccioni si mettevano un’ala sugli occhi al suo passaggio.

Il suo viso e’ di quelli che non si dimenticano, anche dopo aver scolato la bottiglia di grappa con genziana corretta cognac e peperoncino (quello che mi ha portato Enrico da Altino)..

Una nota non bella e' legata ai suoi genitori e quando chiedevano a loro a chi somigliasse da piccola, facevano a pari o dispari e quando si e’ persa e loro hanno fatto la descrizione con tanto di foto ai Caramba di Caselle.. i militi non ci credevano e si domandavano perche’ la volessero ritrovare..

E che dire quando andava al ristorante, il posto vicino alla finestra era assolutamente vietato a lei e il consiglio era sempre quello di andare presso un istituto di bellezza dove lei e’ andata veramente, ma solo per un preventivo.. ed alla fine un lavoro lo ha trovato e se lo tiene stretto ed aiuta le persone a dimagrire in quanto si fa vedere a pranzo e loro perdono l’appetito.

Insomma sta vicina non è una bella gnocca e fortunatamente si e’ maritata col massaggiatore diversamente vedente del Borgaro Calcio e recentemente dal mio ritorno di Casalcoso se n’e’ ita dalla vicinanza con mio sommo dispiacere e ora per far passare il singhiozzo mi rimane solo lo specchio.

Ciao vicina ti ho sputtaneggiato a sufficienza ergo vado a scaricare e smetto di scrivere frignacce.

 


mercoledì 4 ottobre 2023

ottobre a Casalcoso

 

Vien l'ottobre e sopra il cielo, di sue nebbie

stende il velo..improvviso s'alza il vento

con un lungo alto lamento.

Pur, che feste di colori,

che tripudio di canzoni,

che splendor, qua e là, di falci

e che porpora nei tralci!

Quest'ottobre un po' bizzarro

mette e toglie il suo tabarro,

è venuto con l'ombrello

se ne va col tempo bello.

Nel settembre generosa,

or la terra si riposa sotto un fremito di foglie..

pur già dentro il grembo accoglie

nuovi semi di lavoro..

i preziosi chicchi d'oro

che in mese ancor lontano

diverran spighe di grano.

Sta poesiola scelta dal mazzo

mi ha scassato e rotto il *****

te lo dico in genovese

col belin senza pretese..

abbronzato al mar di..vino

della mia Casalbordino.

lunedì 2 ottobre 2023

Assenza..presenza

 

A Ugo, assenza..presenza.


Tre giorni al natale e il mio pensiero si proietta a qualche anno addietro, sembra ieri ma a calendario vedo che diversi lustri sono passati e mi convinco sempre piu’ che vivere e’ un insieme di accumulo e perdita dove incontrarsi termina inequivocabilmente con un addio.

Volti, nomi, storie, sentimenti, persone.


Ci vengono incontro, ci affiancano, ci accompagnano per un tratto di strada.. poi se ne vanno, prendono altre vie, altri sentieri.. a volte si fermano, e rimangono li’, e guardano mentre ci allontaniamo e diventiamo sempre piu’ piccoli, sempre piu’ distanti noi  proseguiamo il cammino e spesso neppure ci voltiamo indietro, presi da mille pensieri, gli occhi e la mente intenti alla prossima meta.


Ma ci lasciano, tutti, qualcosa.


Un fardello piccolo o grande, prezioso sempre.. ci lasciano il balsamo misterioso e dolcissimo dell’assenza.


L’assenza e’ una voce che non sentiremo piu’, eppure ci parlera’ dal profondo del cuore nell’ora piu’ buia, nel giorno piu’ difficile.


L’assenza e’ una mano che puoi stringere forte quando ogni altra mano ti sfuggira’ e il coraggio sembrera’ venirti meno.


L’assenza e’ un ricordo che potrebbe apparire banale, e’ una fotografia in bianco e nero, una frase che contiene un mondo, una cantilena imparata non sai piu’ quando e dove, un sorriso, un’amarezza seppelliti nella memoria. e’ una strada ripercorsa tante volte, e’ il Natale come lo aspettano i bambini.


L’assenza e’ il tempo che ti pareva inesauribile e invece non c’e’ piu’, il tempo per tutto cio’ che non hai saputo dire, che non hai potuto fare o non hai voluto fare, e’ l’amore che ti porti dentro, e’ quello che resta quando tutto finisce.


Il rendiconto e’ il significato della vita.


Illogicamente tutta questa assenza e’ per me e’ Presenza.. passata, presente e futura, ciao papa’ Ugo, ne e' passato di tempo ma tu sei sempre qui e sei partito proprio a tre giorni dal Natale, non ti metto fiori per far vedere alla gente che mi ricordo di te, non ti faccio dire messe e quindi non sentirai un estraneo che dice il tuo nome ma tu sei qui dentro, guarda..proprio qui…e tu sai perche' io
odio le feste Natalizie



                                       Un abbraccio dal tuo carlo 
anzi..
carluccio come mi hai chiamato TU.

Buon Natale papa'