L'Epifania tutte le feste le porta via e dovrebbe portare via anche quelli che riescono a mettere risposte ad un mio recente post, in maniera che non mi ferisce e ripeto che ognuno è libero di pensare alla sua maniera semprechè non offenda o debba fuorviare fatti con il solo scopo di avere dei punti di battuta per il tornaconto personale.
Ora mi riferisco al post reentemente pubblicato sul dittatore venezuelano e alla posizione della Giorgia nazionale che non condivido, ma sostengo sia in parte giusta e ripeto che è facile fare i professori quando si sta col culo al caldo e quindi a tutti quelli che oggi si indignano per l’intervento americano perché il povero Venezuela, la sovranità, il diritto internazionale, la pace nel mondo, vorrei fare una domanda semplice, a nome di chi in Venezuela ci è nato e ci ha sofferto e parlo di uno degli otto milioni che è riuscito scappare dalla dittatura.
Dov’eravate
quando il popolo venezuelano gridava aiuto davanti a una dittatura
che ha prodotto 36.800 vittime di torture.
Dov’eravate davanti a
18.305 prigionieri politici, colpevoli solo di aver parlato, scritto
o manifestato.
Dov’eravate mentre si contavano 10.500 esecuzioni
extragiudiziali, uccisioni di Stato senza processo e senza
difesa.
Dov’eravate quando 468 persone venivano uccise durante
le proteste per il pane, per la libertà, per votare davvero.
Dov’eravate
davanti a oltre 8.000 casi registrati di violazioni dei diritti
umani, documentati e ignorati.
Dov’eravate mentre 415 mezzi di
informazione venivano censurati, chiusi o espropriati, perché
raccontare la realtà era diventato un crimine.
Dov’eravate
quando il 90 percento della popolazione scivolava nella povertà, con
il 50 percento in povertà estrema, in un Paese che galleggia sul
petrolio.
Dov’eravate quando il salario minimo ufficiale
scendeva a circa 3 dollari al mese, trasformando il lavoro in una
presa per il culo.
Dov’eravate
durante tre elezioni presidenziali senza prove di trasparenza e senza
riconoscimento internazionale, spacciate per democrazia solo nei
comunicati ufficiali.
Dov’eravate mentre milioni di famiglie
venivano separate, costrette all’esilio e all’asilo politico
all’estero per persecuzione politica.
Ora
vi indignate.
Ora scoprite il Venezuela.
Ora vi sentite
improvvisamente esperti di diritto internazionale.
La
verità è semplice e fa male.
Non vi indignate per il
Venezuela.
Vi indignate perché per anni avete guardato solo il
grande fratello e oggi qualcuno vi ha tolto l’alibi.
E
quando un popolo chiede aiuto per vent’anni e nessuno muove un
dito, il problema non è chi interviene.
Il problema sono
quelli che non hanno fatto un cazzo e hanno fatto finta di non
vedere.
Abbiate rispetto della felicità del popolo venezuelano.
Perché
non siete voi a decidere quando un popolo può finalmente respirare
.. (almeno spero).
Non siete voi a stabilire quanta sofferenza è
accettabile.
E soprattutto non siete voi a spiegare a chi ha
vissuto nella paura cosa dovrebbe provare oggi.
Se davvero vi sta a cuore il Venezuela, vi sareste indignati prima e piantatela di fare commenti ipocriti.













































