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martedì 6 gennaio 2026

 

L'Epifania tutte le feste le porta via e dovrebbe portare via anche quelli che riescono a mettere risposte ad un mio recente post, in maniera che non mi ferisce e ripeto che ognuno è libero di pensare alla sua maniera semprechè non offenda o debba fuorviare fatti con il solo scopo di avere dei punti di battuta per il tornaconto personale.

Ora mi riferisco al post reentemente pubblicato sul dittatore venezuelano e alla posizione della Giorgia nazionale che non condivido, ma sostengo sia in parte giusta e ripeto che è facile fare i professori quando si sta col culo al caldo e quindi a tutti quelli che oggi si indignano per l’intervento americano perché il povero Venezuela, la sovranità, il diritto internazionale, la pace nel mondo, vorrei fare una domanda semplice, a nome di chi in Venezuela ci è nato e ci ha sofferto e parlo di uno degli otto milioni che è riuscito scappare dalla dittatura.

Dov’eravate quando il popolo venezuelano gridava aiuto davanti a una dittatura che ha prodotto 36.800 vittime di torture.
Dov’eravate davanti a 18.305 prigionieri politici, colpevoli solo di aver parlato, scritto o manifestato.
Dov’eravate mentre si contavano 10.500 esecuzioni extragiudiziali, uccisioni di Stato senza processo e senza difesa.
Dov’eravate quando 468 persone venivano uccise durante le proteste per il pane, per la libertà, per votare davvero.

Dov’eravate davanti a oltre 8.000 casi registrati di violazioni dei diritti umani, documentati e ignorati.
Dov’eravate mentre 415 mezzi di informazione venivano censurati, chiusi o espropriati, perché raccontare la realtà era diventato un crimine.

Dov’eravate quando il 90 percento della popolazione scivolava nella povertà, con il 50 percento in povertà estrema, in un Paese che galleggia sul petrolio.
Dov’eravate quando il salario minimo ufficiale scendeva a circa 3 dollari al mese, trasformando il lavoro in una presa per il culo.

Dov’eravate durante tre elezioni presidenziali senza prove di trasparenza e senza riconoscimento internazionale, spacciate per democrazia solo nei comunicati ufficiali.
Dov’eravate mentre milioni di famiglie venivano separate, costrette all’esilio e all’asilo politico all’estero per persecuzione politica.

Ora vi indignate.
Ora scoprite il Venezuela.
Ora vi sentite improvvisamente esperti di diritto internazionale.

La verità è semplice e fa male.
Non vi indignate per il Venezuela.
Vi indignate perché per anni avete guardato solo il grande fratello e oggi qualcuno vi ha tolto l’alibi.

E quando un popolo chiede aiuto per vent’anni e nessuno muove un dito, il problema non è chi interviene.
Il problema sono quelli che non hanno fatto un cazzo e hanno fatto finta di non vedere.

Abbiate rispetto della felicità del popolo venezuelano.

Perché non siete voi a decidere quando un popolo può finalmente respirare .. (almeno spero).
Non siete voi a stabilire quanta sofferenza è accettabile.
E soprattutto non siete voi a spiegare a chi ha vissuto nella paura cosa dovrebbe provare oggi.

Se davvero vi sta a cuore il Venezuela, vi sareste indignati prima e piantatela di fare commenti ipocriti.



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