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sabato 3 gennaio 2026

Ostriche

 


Anche se non molti lo sanno, può capitare di assistere più spesso di quanto si pensi a una scena del genere quando apri l'ostrica francese pescata al Bennet di Caselle dentro una cassetta sigillata.

Non me ne voglia il Palucci nostro ristoratore marino di fiducia che quando andiamo mi prepara puntualmente la piattata di ostriche .. basta non ne voglio più e dal 2026 per me l'ostrica passa in lista nera e mo' vi spiego il perchè.

Per il cenone di fine anno Lella e Anna sapendo che il mio piatto iniziale parte con le ostriche, hanno acquistato un cestello di ostriche lasciando a me il compito dell'apertura..

Belle fresche grosse e soprattutto francesi.. le DIVINE

Ma il mio godimento australe si è smorzato all'apertura della prima ostrica quando il vermetto rosso diametro 2 mm e lunghezza 30mm è uscito scodinzolando.


Contemporaneamente il giapponesino che ho nel mio stomaco (quello che dice si o no ai cibi di entrare)..chiude l'apertura mentre il pelo del naso si rizza.. la presenza di questo piccolo inquilino mi ha spiazzato e ne avevo sentito parlare ma non pensavo di trovarne uno e perdipiù all'ultimo dell'anno... anche se i biologi marini conoscono bene questi piccoli inquilini del mare, che possono finire a tavola senza rappresentare un pericolo per chi consuma l'ostrica a me personalmente che odio mangiare ciò che cammina o respira, fa leggermente schifo anche se controsenso mangio (mangiavo) le ostriche che comunque non respiravano in quanto senza polmoni e non camminavano in quanto senza arti inferiori.

Di questa creatura scodinzolante rossastra continuo a precisare che è inoffensiva, val la pena di fare uno screening..

La spiegazione del verme che è innocuo dotosi che

non si tratta di un parassita capace di trasmettere malattie, ma di un verme marino appartenente alla famiglia degli Anellidi Policheti, che sono organismi comuni nei fondali dove crescono le ostriche.

La presenza del lombrico, sta a significare che il prodotto è fresco, perché questi animali sopravvivono solo in condizioni di vitalità e non in ostriche conservate a lungo.

In effetti ci sono diverse ricerche scientifiche che lo dimostrano: da Mud Blister Worms and Oyster Aquaculture fino a These worms are boring! … into oyster shells, that is, gli studi sottolineano che numerosi policheti possono perforare e vivere nelle ostriche.

Questi organismi non invadono la carne del mollusco e non rappresentano un rischio.

Perciò voi continuate a mangiarle..io no.

In quanto nessun pericolo corre per chi consuma il frutto crudo, è solo solo un episodio sgradevole dal punto di vista estetico.

Dove si trovano i vermi pericolosi per l’uomo?

Se l’idea di trovare un piccolo verme marino in un’ostrica può sembrare inquietante, la realtà è che i veri rischi difficilmente arrivano da questi organismi.

Come riportano alcuni approfondimenti alcuni parassiti pericolosi per l’uomo, come l’Anisakis, non si trovano nelle ostriche, bensì nei pesci e nei calamari.

Molluschi bivalvi come ostriche e cozze, dunque, non contengono questo nematode che può però infestare tonno, merluzzo, sgombro e altre specie con un apparato digerente sviluppato. 

Le ostriche e gli altri molluschi filtratori, al contrario, non sono un ospite compatibile per l’Anisakis, proprio perché non hanno l’intestino adatto a ospitare il parassita.

Il rischio reale, quindi, è legato soprattutto a pesci crudi non trattati con abbattimento a freddo, pratica obbligatoria nei ristoranti proprio per eliminare eventuali larve.

Nel caso delle ostriche, la sicurezza alimentare dipende da altri fattori, come la provenienza certificata e i controlli igienico-sanitari sulla filiera.

Come capire se un’ostrica è pericolosa?

Dunque, un verme nell’ostrica può sorprendere, ma non è un indicatore di cattiva qualità.

Per capire davvero se questo mollusco non è buono bisogna guardare ad altri segnali, molto più affidabili:

  1. un’ostrica viva deve essere chiusa ermeticamente: se le valve sono aperte e non si richiudono con un tocco, significa che il mollusco è morto e non va consumato;

  2. l’odore è fondamentale: un profumo fresco di mare è normale, mentre sentori sgradevoli o troppo intensi indicano deterioramento;

  3. la carne, al momento dell’apertura, deve apparire brillante e idratata, non secca né scolorita;

  4. l‘acqua di governo contenuta nel guscio deve essere limpida e non torbida: è il liquido che mantiene vitale l’ostrica, e la sua assenza è segno che il mollusco non è più in buone condizioni.

Sono questi i criteri che fanno davvero la differenza, molto più della presenza occasionale di un minuscolo ospite marino, che al massimo può rovinare l’appetito ma non la salute.

Ad ogni modo chiudo il mio post di addio alle ostriche dicendo che

sono consapevole delle immense proprietà benefiche che si evincono da quelle nutrizionali in quanto oltre ad avere un gusto eccezionale ed esclusivo, fanno anche molto bene alla salute, datosi che possiedono zinco, calcio, sodio, potassio, fosforo e ferro e molteplici vitamine del Gruppo B.

In genere per 100 grammi di ostriche, come riportato su Humanitas, l’apporto è il seguente:

  • 10,2 g di proteine

  • 0,9 g di grassi

  • 5,4 g di carboidrati

  • 69 Kcal

La presenza del calcio e del fosforo sono fondamentali per le ossa e i denti anche quelli acquistati da Roberto.. contribuiscono a donare forza ed energia al nostro sistema muscolare.

La presenza del ferro è un toccasana per il nostro tessuto connettivo e per la produzione di specifici ormoni, componente indispensabile dell’emoglobina.

L’omega 3 è nota a tutti per le sue proprietà benefiche.. agisce positivamente su cuore, ossa e cervello, esercita una forte azione antinfiammatoria ed è la sua integrazione è fondamentale nel trattamento di patologie tumorali.

Lo zinco invece contribuisce a rafforzare le nostre difese immunitarie, proteggendoci da eventuali attacchi batterici. Insomma, l’ostrica è un vero toccasana del benessere e peccato che non ne mangerò più.

 

 

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