In merito al post di qualche giorno fa sulla Ferrari Elettrica LUCE scrissi che almeno i cinesini non l'avrebbero copiata e ho sbagliato nell'osservazione in quanto dovremmo essere noi a copiare i cinesini ..
E mo' vi chiedo di Osserare la BYD Yangwang U9 Xtreme.
e vi ricordo la Luce brand Ferrari costo 550.000 € base.
Mettere a confronto la BYD Yangwang U9 Xtreme e la Ferrari Luce è come far sedere allo stesso tavolo un culturista pompato di steroidi e un direttore d’orchestra: entrambi impressionano, ma per ragioni che non potrebbero essere più lontane.
La hypercar cinese è un’esibizione muscolare di tecnologia spinta all’eccesso; la Ferrari è un tentativo di salvare un’idea di lusso che sta perdendo presa sul mondo reale.
La BYD arriva con i suoi 3.000 cavalli, i quasi 500 km/h, le sospensioni che fanno saltare l’auto come un canguro caffeinato e un prezzo che, per quello che offre, è quasi un insulto all’industria europea: 250.000 euro.
(il prezzo è ricavato dal listino casamadre BYD se utilizzate rivenditori europei i prezzi arrivano sino a 496.000€ (dovranno guadagnare no?)che son sempre meno dei 550.000 costo base della LUCE.. quindi se volete acquistare bene ite in quel della Cina e poi semmai immatricolatela a Montecarlo.. imparate da Sinner).
È la dimostrazione che la Cina non vuole più solo partecipare alla partita: vuole riscrivere il regolamento.
Il problema è che tutta questa potenza rischia di diventare un videogioco travestito da automobile.
L’elettronica filtra, corregge, anticipa, decide.
Il pilota? Un accessorio.
Ma è il futuro che ci aspetta: nell’elettrico estremo, l’uomo è sempre meno protagonista e sempre più ospite.
La Ferrari Luce, invece, sceglie un’altra strada.
Non rincorre i numeri, perché sa che perderebbe.
Punta sull’esperienza, sulla teatralità, sulla sensazione di essere ancora tu a guidare, non un algoritmo.
I suoi 1.050 cavalli sono pensati per dialogare con l’asfalto, non per strapparlo.
Le palette simulano il freno motore, il sound è studiato per emozionare, non per impressionare i grafici di un ingegnere.
Anche se la simulazione del rombo è infinitamente kitsch e la BYD non è stata progettata certo per volare.
È un’auto che vuole ancora raccontare una storia.
Il problema è che il mondo sembra aver smesso di ascoltare.
Perché oggi il lusso automobilistico vive una crisi profonda: Porsche, Aston Martin, Lotus, Jaguar… tutti perdono i colpi, tutti cercano un’identità che non sia solo un listino prezzi con più zeri.
La Ferrari stessa, con la sua interminabile astinenza di vittorie in F1, non può più contare solo sul blasone.
Il rischio, impensabile fino a pochi anni fa, è che un giorno si legga che il Cavallino è passato di mano e magari in quella proprio cinese. E non sarebbe un colpo di scena: sarebbe la logica conseguenza di un mondo che corre più veloce di quanto l’Europa riesca a immaginare e viaggia ancora col freno tirato, concentrata nel riarmo e autolesionarsi partecipando passivamente ad un conflitto che fondamentalmente non ci riguarda che ci sta penalizzando più di quanto non stia producendo.
La verità è che la Cina non sta avanzando: ci sta sorpassando.
E lo fa con una velocità che non lascia spazio ai sentimentalismi. Non basta più dire “abbiamo la storia”, “abbiamo il mito”, “abbiamo l’artigianalità”.
”abbiamo un cazzo di niente”.
Il mercato non si commuove.
Il mercato guarda chi investe, chi produce, chi innova.
E oggi, questo primato non è più occidentale.
La BYD U9 e la Ferrari Luce non sono solo due auto: sono due modelli di futuro.
Uno è brutale, ipertecnologico, spregiudicato, che ripercorre comunque la filosofia tipica Ferrari.
L’altro è raffinato, nostalgico, quasi aristocratico.
Ma il mondo, oggi, sembra premiare il primo.
Mi dispiace per i puristi, per i romantici del V12, per chi crede che il blasone sia un’armatura eterna.
La realtà è più semplice e più crudele: o si corre alla velocità dell’evoluzione cinese, o si resta indietro.
E non basterà un cavallino sul cofano a salvarci.




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