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sabato 13 giugno 2026

Guerra tra Israele e Iran.

 


Nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 giugno 2026, Israele ha attaccato l'Iran prendendo di mira soprattutto siti nucleari e i vertici della Guardia rivoluzionaria. 

Ma perché è iniziata questa guerra e come mai proprio ora?  

In questi giorni avrai visto sicuramente le immagini di bombardamenti che hanno colpito sia Teheran, la capitale dell'Iran, che Tel Aviv, capitale di Israele, oltre a diversi altri luoghi. Nella notte tra giovedì e venerdì, infatti, il Primo ministro israeliano Netanyahuha lanciato un attacco contro la Repubblica islamica mirando soprattutto a distruggere il suo programma nucleare e a colpire i vertici della Guardia Rivoluzionaria, la milizia che protegge il regime. 

Ma perché improvvisamente Israele ha avviato questa offensiva mentre è ancora in corso quella nella Striscia di Gaza? 

Proviamo a capire meglio spiegandolo in 9 domande/risposte:

Quando è iniziato l'attacco di Israele all'Iran?

Nella notte tra il 12 e il 13 giugno 2025, Israele ha lanciato l'operazione "Leone nascente"

Ha colpito prima di tutto due impianti nucleari, a Natanz e Tabriz, e alcuni quartieri residenziali di Teheran, la capitale. 

Sono rimaste uccise 79 persone e altre 350 hanno riportato ferite. Israele mirava a obiettivi militari e nucleari, come i bersagli colpiti effettivamente dimostrano. 

Tra le persone rimaste uccise dall'inizio dei bombardamenti a oggi, infatti, ci sono soprattutto i vertici delle Guardie Rivoluzionarie e gli scienziati che lavoravano al programma nucleare iraniano. 

Con programma nucleare, non si intende semplicemente l'uso del nucleare come fonte per produrre energia ma soprattutto come componente di armi altamente distruttive, come le bombe atomiche.  

Come ha risposto l'Iran all'attacco israeliano?

Subito dopo l'attacco, il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha riunito tutti i giornalisti nell'ambito di una conferenza stampa in cui ha dichiarato di aver colpito al cuore il programma di armamenti nucleari dell'Iran. 

Non solo, ha proseguito mettendo già in chiaro che i bombardamenti sarebbero proseguiti ancora per "molti giorni".

L'Iran ha quindi dovuto rispondere a tono.  

Alì Khamenei, la guida suprema del paese e la persona con più potere politico e religioso, ha minacciato Israele di una severa punizione e di un destino "amaro e doloroso". 

I bombardamenti sulle città israeliane sono in effetti iniziati ed è stata colpita anche la capitale Tel Aviv, ma è possibile che l'Iran sia troppo debole a livello militare ed economico per rispondere con lo stesso livello di aggressività e violenza di Netanyahu.

Quella tra Israele e Iran è una guerra a tutti gli effetti?

, possiamo definire quella tra Israele e Iran una guerra a tutti gli effetti, dal momento che si stanno scontrando apertamente i due eserciti. 

Ma tra il conflitto tra i due paesi è in corso almeno dal 1982: quell'anno l'esercito israeliano invase il sud del Libano e l'Iran sostenne Hezbollah, un gruppo armato paramilitare che si formò proprio in quei giorni.

Più di recente, nel 2024 l'Iran ha attaccato Israele in due occasioni

La prima volta in aprile, come risposta all'attacco al consolato iraniano a Damasco (in Siria) che ha provocato la morte di sette ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie, cioè un corpo militare con molto potere che avrebbe il compito di custodire i valori della rivoluzione del 1979. 

L'Iran replicò con l'invio di 200 droni, quasi tutti intercettati e neutralizzati dal sistema di difesa israeliano. Il secondo invece è accaduto lo scorso ottobre, quando dei missili iraniani sono stati lanciati contro Israele per "punire" l'offensiva di Netanyahu contro Hezbollah.

Com'è la situazione ora in Israele e in Iran?

Come sempre accade in queste situazioni, è la popolazione civile a pagarne le spese. 

In questi giorni potresti aver visto lunghissime file di auto: sono le persone che scappano da Teheran per paura di essere colpite dai bombardamenti. 

Anche gli israeliani sono spaventati e si stanno rifugiando nei bunker antiaerei di cui Israele è pieno, soprattutto nelle città dove la maggioranza della popolazione è ebraica (circo l'80%).

Purtroppo, ci sono già tantissime vittime e il conto sarà destinato a salire nelle prossime ore se gli attacchi da entrambe le parti non si fermeranno. 

In Iran sono state registrati oltre 200 morti e centinaia di feriti, in Israele i morti sono più di 70.

Perché Israele e Iran sono in conflitto?

Per capire le ragioni del conflitto che da decenni esiste tra i due paesi, è necessario ripercorrere parte della loro storia.  

Dopo la Rivoluzione in Iran nel 1979, quella che ha fatto diventare il paese una repubblica islamica come lo conosciamo oggi, le relazioni tra i due paesi sono drasticamente peggiorate. Il nuovo governo iraniano decise di tagliare ogni relazione con Israele, che fosse politica o commerciale, e di non riconoscerlo come Stato legittimo.

In che senso? Devi sapere che il moderno Stato di Israele è molto giovane. 

È nato infatti ufficialmente nel 1948, dopo la Seconda guerra mondiale e il terribile crimine dell'Olocausto, sui territorio dove, secondo la Bibbia, viveva un tempo l'antico popolo ebraico. Molti paesi di religione musulmana, però, non riconoscono ufficialmente lo Stato di Israele perché, in poche parole, su quelle terre abitavano già altre comunità. 

Quella più colpita dalla nascita dello Stato di Israele e soprattutto dai suoi costanti tentativi di annettere nuovi territori è quella palestinese, a maggioranza musulmana.

Le relazioni tra i due stati sono andate quindi via via peggiorando, passando anche per attentati terroristici e continue minacce. Fino ad ora, però, non erano mai arrivati a una guerra aperta.

Perché Israele ha attaccato proprio ora?

Vallo a capire ma proviamo ad ipotizzare.

Prima di tutto, Israele teme che l'Iran si stia costruendo un arsenale militare nucleare pari al suo e che potrebbe, in futuro, usare proprio per minacciarlo o colpirlo.  

L'Arabia Saudita sta provando a stringere accordi con l'Iran, offrendosi di aiutarli a gestire la produzione dell'uranio arricchito, l'elemento necessario per costruire la bomba atomica. 

Israele dunque avrebbe provato a dissuaderli attaccando per primo.

Inoltre, sempre più paesi del mondo stanno togliendo o minacciano di togliere il proprio supporto a Israele a causa del massacro in corso nella Striscia di Gaza

Netanyahu quindi starebbe provando a distogliere l'attenzione da quel pezzetto di terra, nella speranza di poter proseguire indisturbato con i suoi piani.

L'Iran è quasi senza alleati.

Infine, diversi alleati dell'Iran sono oggi fortemente indeboliti. Hamas, l'organizzazione politica e terroristica in controllo della Striscia di Gaza, ha perso i suoi leader Yahia e Mohammed Sinwar, così come Hezbollah, ha visto morire Hassan Nasrallah quando Israele ha attaccato il Libano nel 2024. 

E ancora, Bashar al-Assad è scappato dalla Siria dopo la presa di potere del gruppo jiihadista Tahrir al-Sham. 

Questo era il momento in cui l'Iran era più debole e quindi Israele lo avrebbe colto sferrando l'attacco. 

Infatti, nell'arco di pochi giorni, le difese aeree iraniane sono già quasi distrutte.

Israele ha esortato il popolo dell'Iran all'insurrezione

Come le numerose manifestazioni che hanno seguito la morte di Mahsa Amini hanno dimostrato, la maggioranza del popolo iraniano è contro il regime degli ayatollah, le guide religiose che di fatto governano il paese. 

Netanyahu vorrebbe approfittarne. 

Ha infatti esortato il popolo iraniano a ribellarsi all'attuale governo, di fatto invitandoli a unirsi a Israele in questa guerra. 

Ma è proprio il popolo iraniano quello che sta risentendo di più dei bombardamenti.

E ora cosa accade?

Anche a questa domanda è molto difficile rispondere. Sicuramente per il momento proseguiranno i bombardamenti da entrambe le parti, purtroppo. 

E dovremo aspettarci nuove vittime. 

Oltre agli armamenti nucleari, Israele sta prendendo di mira l'apparato energetico dell'Iran: i pozzi di petrolio, i giacimenti di gas e così via. 

Nel frattempo, la guida suprema Khamenei sarebbe nascosta, per paura che il Mossad, i servizi segreti israeliani, la trovino.

Nel frattempo, diversi paesi come la Turchia o la Cina, hanno condannato l'azione di Israele e si stanno offrendo come mediatori per trovare subito un accordo, prima che la guerra si estenda ad altri stati. 

Non sarà semplice però arrivare a un accordo o trovare un mediatore che sia accettato da entrambe le parti.

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