"Si muovevano come un unico essere vivente.
Sembrava
qualcosa di alieno."
Sono le parole agghiaccianti di un
pilota americano di F-15, salvato dalle forze speciali dopo essere
stato abbattuto in Iran.
Quello che ha visto prima di lanciarsi con il paracadute sta facendo tremare i vertici dell'intelligence statunitense.
Non era un normale attacco.
Il
pilota ha descritto una scena da film di fantascienza: una flotta di
droni iraniani interconnessi tra loro, disposti in una formazione
coordinata che ricordava una gigantesca medusa volante.
"Molti
droni erano collegati tra loro e si muovevano all'unisono. Sotto i
droni più grandi ce n'erano di più piccoli, posizionati come se
fossero dei tentacoli.
Un vero e proprio campo minato volante."
Gli esperti la chiamano "one-to-many meshed networking".
Si
tratta di una rete a maglie in cui un solo operatore può gestire un
intero sciame di droni che si coordinano da soli in tempo
reale.
Autonomia totale: Gli ordigni mantengono la formazione,
si scambiano informazioni e adattano l'attacco autonomamente.
L'asse
strategico: Finora si pensava che solo Russia e Cina avessero queste
capacità.
Ora c'è il forte sospetto che Teheran abbia ricevuto un aiuto decisivo da queste superpotenze alla faccia di quel pirla di parrucchino.
Gli
analisti militari sono unanimi: se questa tecnologia fosse
confermata, cambierebbe per sempre le regole della guerra
moderna.
Emma Bates, esperta di guerra con droni, ha lanciato
l'allarme:
"Se sono in grado di organizzarsi da soli,
mantenere la formazione e gestire le riserve per sferrare attacchi a
ondate successive, siamo di fronte a una capacità di azione
incredibilmente avanzata. Difendersi costerà miliardi e un prezzo
altissimo in vite umane."
Quindi parrucchino datti una calmata e non coinvolgerci con le tue cazzate.



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