La
gente sta andando letteralmente fuori di testa.
E quando dico
“fuori”, non intendo quei quattro troll messi lì apposta per
disturbare, quelli almeno hanno scelto una carriera.
Intendo il collega, il vicino di casa, l’amico e perfino i familiari....
Una
volta si usciva di casa con le chiavi, un documento e per chi ne ha
ancora un portafoglio e un minimo di dignità.
Oggi si esce con
tre caricabatterie, la testa piena di password da ricordare e la
certezza assoluta che prima o poi si parlerà da soli… e non solo:
ci si risponderà pure, con tanto di convinzione e discussione
accesa.
Siamo
passati dal “dimentico le chiavi” al
“ho dimenticato chi
sono, ma ho il backup sul cloud”.
La gente fotografa il caffè
prima di berlo, come se il barista non si fidasse della memoria
visiva di Instagram.
Registra i concerti invece di ascoltarli, probabilmente per riascoltarli un giorno… quando avranno dimenticato di esserci stati.
E fanno 10.000 passi al giorno per poi prendere l’ascensore al primo piano, perché non bisogna esagerare con la coerenza.
E
poi c’è il livello avanzato: chi passa mezz’ora a cercare il
telecomando mentre ce l’ha in mano, e contemporaneamente si incazza
con la moglie perché non trova gli occhiali… che ha in
testa.
Multitasking emotivo di altissimo livello.
Siamo
arrivati al punto che tutto è intelligente: frigorifero, forno,
aspirapolvere… tranne noi.
Ma tranquilli, arriverà
l’aggiornamento.
Criticano chiunque senza sapere nulla, costruiscono opinioni su due titoli letti di fretta e si sentono esperti con una sicurezza che neanche un medico in sala operatoria potrebbe avere.
Vivono contro qualcosa o qualcuno ventiquattr’ore su ventiquattro.
Sempre pronti a giudicare, insultare o condannare, ma con una disponibilità molto più limitata quando si tratta di capire o di mettere un opinione basandosi solo col proprio ragionamento e non su quello sente dai TG.
E ogni giorno sentiamo di persone che arrivano a togliere la vita ad altri per motivi sempre più assurdi e parlo della Beatrice quella povera bimba di due anni.
Come se bastasse un impulso, due secondi di follia e un pretesto qualunque per distruggere tutto.
A questo punto una spiegazione deve esserci.
La
gente sta andando davvero fuori di melone, ma non a caso ma con
metodo, organizzazione e magari pure con un’app che ti notifica
quando stai per perdere la pazienza.
Il cervello collettivo è in
crash, oppure è solo in aggiornamento e nessuno ha letto le note di
rilascio.
Perché se non è così, qualcuno dovrebbe spiegare cos’è.
L’empatia
sembra diventata una funzione opzionale, disattivata di default per
risparmiare batteria.
L’odio invece è sempre attivo, notifiche
push incluse.
L’importante è essere contro qualcosa: contro
qualcuno, contro un’opinione, contro il mondo intero… e, quando
avanza tempo, anche contro se stessi.
O forse, non è il cervello ad essersi rotto.
Forse è il sistema operativo o i vaccini che ci siamo fatti.
O forse è il caffè, o qualunque cosa ci stiano mettendo dentro, tra pesticidi autorizzati e 'Mercosur " di cui si parla tanto, perché ormai non sappiamo più cosa finisce dentro quello che consumiamo.
O dentro a quello che respiriamo o forse è stato ....
O forse, dico forse , per non urtare i più sensibili, non è il cervello ad essere il problema.
Forse
è il cuore, sì, avete capito bene: il cuore.
Quel muscolo che
batte o dovrebbe battere 90.000 volte al giorno, si emoziona, prova
empatia e, qualche volta, ama.
È il cuore che non sente più.
E il cervello è diventato solo uno strumento di controllo.
E quando succede questo, non resta più umanità.
Resta solo
arroganza.



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