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domenica 22 marzo 2026

Chi ha inventato la Dinamite?

 

Forse non tutti conoscono questo fatto:

Ascanio Sobrero inventò la nitroglicerina nel 1847 a Torino e si rifiutò di brevettarla per timore del suo potenziale distruttivo.
Alfred Nobel la trasformò in dinamite nel 1867 e ci costruì un impero: Sobrero non ricevette mai royalty.
Alla morte di Nobel nella villa di Sanremo fu trovata l'ampolla originale di Sobrero e un suo busto: Nobel gli aveva versato solo una pensione vitalizia privata.

Ed ecco in breve la storia:

Un chimico torinese entra in laboratorio, fa una reazione che non aveva mai visto nessuno fare, e poi passa il resto della vita a desiderare di non averla fatta.

Corsa al contrario verso la gloria.

Siamo nel 1847. Ascanio Sobrero lavora nei laboratori di via Po 18, a Torino, come assistente alla cattedra di Chimica generale e docente alla Scuola di Meccanica e Chimica applicata alle Arti.

È un chimico preciso, formato a Parigi e Giessen.

Non è il tipo che si lascia scappare le cose.

Eppure quella sera qualcosa scappa.

Sobrero nitrata il glicerolo e ottiene un liquido oleoso, quasi innocente a vedersi.

Poi lo testa.

Una gocciolina di qualche centigrammo produce una detonazione come di fucile, scrive.

Il recipiente si frantuma con pericolo dell'operatore.

Non sono parole di entusiasmo.

Sono parole di qualcuno che ha appena capito di aver aperto una porta che non voleva aprire.

Non brevetta nulla.

Presenta la scoperta all'Accademia delle Scienze di Torino e sui Comptes Rendus de l'Académie de France, mettendo tutto di dominio pubblico.

Come a dire: questa roba appartiene a tutti, e quindi a nessuno che possa farci davvero del male.

Alfred Nobel prende la nitroglicerina, studia come stabilizzarla, brevetta la dinamite nel 1867 e costruisce un impero industriale su quella scoperta.

Ma Nobel lo sapeva.

E non stava del tutto bene con sé stesso per questo.

Lo dimostra quello che fu trovato nella sua villa di Sanremo alla sua morte, nel 1896: un'ampolla con il campione originale della nitroglicerina di Sobrero e un suo busto.

Nobel aveva anche versato a Sobrero una pensione vitalizia privata, senza obblighi legali, solo come riconoscimento.

Teneva accanto a sé il ritratto dell'uomo a cui non aveva mai pagato i diritti su nulla.

L'invenzione di Sobrero non era un errore tecnico.

Era funzionante, replicabile, devastante.

Era un errore morale, nel senso che lui dava alla parola.

E aveva ragione.

Solo che la storia non aspetta chi ha scrupoli.


 

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