Parrucchino, quello che voleva il nobel per la pace ora sta dimostrando la vera faccia e gioca a fare la guerra e l'ultimo episodio e l'attacco che ha condotto di recente.
Washington intercetta e prende il controllo di un mercantile iraniano nel Mar Arabico.
Teheran accusa “pirateria armata” e lancia attacchi con droni contro le unità navali statunitensi.
Non si è fatta attendere la risposta militare iraniana: nelle prime ore di oggi 20 aprile, le forze della Repubblica Islamica hanno lanciato diverse ondate di droni contro le navi della Marina statunitense nel Golfo dell’Oman e nella parte settentrionale del Mar Arabico. Un’azione che, come riportano fonti iraniane, rappresenta la ritorsione diretta contro il sequestro di un mercantile battente bandiera iraniana avvenuto il giorno precedente.
A rivendicare la linea dura è stato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del Comando di Khatamolanbia: “L’Iran risponderà presto e reagirà alla pirateria navale armata dell’esercito statunitense”.
Il portavoce ha poi accusato Washington di aver compiuto un attacco ingiustificato: “Gli Stati Uniti, aggressori, hanno violato il cessate il fuoco e hanno compiuto atti di pirateria navale, aprendo il fuoco contro una nave mercantile iraniana nel Mar d’Oman.
Hanno attaccato la nave disattivandone il sistema di navigazione e sbarcando sul ponte alcuni dei loro uomini armati, terroristi”.
Le autorità iraniane, citate dai media statali e dalle agenzie Pars e Tasnim, sostengono che la nave – la M/V Touska – fosse in navigazione dalla Cina verso l’Iran quando è stata intercettata. Subito dopo l’episodio, il comando congiunto Khatam al-Anbiya aveva denunciato una violazione del cessate il fuoco, promettendo una reazione.
“Avvertiamo che le forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran risponderanno presto e si vendicheranno di questo atto di pirateria armata da parte dell’esercito statunitense”, ha dichiarato un portavoce.
Dalla parte americana, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha fornito una ricostruzione differente, diffondendo anche un video dell’operazione.
Secondo Washington, “Il cacciatorpediniere lanciamissili Uss Spruance ha intercettato la Touska mentre navigava nel Mar Arabico settentrionale a 17 nodi, diretta a Bandar Abbas, in Iran”.
Le forze statunitensi sostengono di aver emesso ripetuti avvertimenti alla nave, accusata di violare un blocco navale.
Il Centcom riferisce che, dopo sei ore senza risposta da parte dell’equipaggio, “lo Spruance ha ordinato alla nave di evacuare la sala macchine”.
L’intervento è quindi proseguito con un’azione mirata: il cacciatorpediniere avrebbe “disabilitato la propulsione della nave mercantile iraniana sparando diversi colpi con il suo cannone MK 45 da 5 pollici nella sala macchine della Touska”.
Successivamente, i Marines statunitensi della 31ª Unità di Spedizione hanno abbordato il mercantile, che si trova ora sotto controllo americano.
Il comando militare ha precisato che le proprie forze “hanno agito in modo ponderato, professionale e proporzionato per garantire la conformità”.
Gli attacchi con droni lanciati dall’Iran, risposta immediata all’operazione statunitense, alimentano la spirale di tensione in un’area già altamente instabile.
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali su eventuali danni o vittime legati agli attacchi.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione internazionale la sicurezza nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, snodi cruciali per il traffico energetico e commerciale globale, dove ogni incidente rischia di trasformarsi rapidamente in un confronto su scala più ampia.




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