Sono certo che vi sarete chiesti come mai i giudici italiani rimettono subito in libertà i castigatori arrestati permettendo loro di tornare a rubare indisturbati.
Mio suocero apparteneva alla Benemerita e diceva che lui evitava tante scartoffie e la giustizia la faceva sul posto con una paternale fatta in modo da far ricordare di rigare diritti.
Lui si che era un sapone (uno che sapeva molto insomma).
Il codice penale italiano è un testo giuridico strutturato appositamente per tutelare i criminali di basso livello a discapito dei cittadini onesti.
I magistrati non rimettono in libertà i borseggiatori perché provano simpatia per loro o perché sono impazziti.
Lo fanno perché applicano alla lettera le leggi approvate dal Parlamento.
Il furto con destrezza prevede pene talmente basse che la custodia cautelare in carcere prima del processo definitivo è praticamente impossibile da applicare.
Per rinchiudere una persona in cella in attesa di giudizio servono requisiti precisi, come il pericolo di fuga o il rischio di reiterazione di reati gravi e violenti.
Rubare un portafoglio in metropolitana non rientra in queste categorie.
Il giudice convalida l'arresto fatto dalle forze dell'ordine e poi è obbligato a firmare il foglio di via, rimettendo il ladro esattamente sulla stessa banchina da cui è stato prelevato poche ore prima.
A questo meccanismo si aggiunge una norma specifica che garantisce l'impunità totale a una categoria ben precisa di ladri.
Gli articoli 146 del codice penale e 275 del codice di procedura penale vietano categoricamente il carcere per le donne incinte o per le madri di bambini con meno di un anno di età.
Ste borseggiatrici conoscono questo articolo a memoria e lo sfruttano con una precisione calcolata.
E state attenti a non fare come faceva mio suocero o per voi sarà finita e oltre a finir in gabbia dovrete pure risarcire la proff.castigatrice.
Queste professioniste del castigo, vivono in uno stato di gravidanza perenne o si portano dietro neonati proprio per avere una garanzia legale assoluta contro l'arresto.
Quando un poliziotto ferma una di queste donne con le mani nella borsa di un turista, sa già che il suo lavoro è inutile.
La porta in caserma, compila i verbali, la fotografa gli offre il cappuccino col biscotto di Atessa e poi la guarda uscire dalla porta principale.
Non c'è alcun margine di interpretazione.
La legge impone di tutelare il nascituro o il neonato, e il risultato pratico è che la madre ottiene un permesso illimitato per delinquere senza subire alcuna conseguenza penale immediata.
Il sistema carcerario italiano è al collasso e non ha spazio per chi ruba telefoni o contanti.
Le prigioni sono sovraffollate e lo Stato deve calcolare i costi e i benefici di ogni singolo detenuto.
Mantenere un borseggiatore in cella costa palanche pubbliche, e il sistema giudiziario considera il furto di 100 euro una perdita economica tollerabile per la società.
Non importa a nessuno se tu perdi i documenti o lo stipendio.
La giustizia italiana si muove solo quando c'è violenza fisica grave o quando vengono toccati i grandi capitali.
Fino a quando il Parlamento non deciderà di cambiare le leggi, inasprendo le pene per i reati predatori e cancellando le eccezioni legali, i giudici continueranno a firmare moduli di scarcerazione.
I castigatori continueranno a ignorare le guardie giurate e tu continuerai a dover tenere la borsa stretta sul petto ogni volta che sali su un vagone affollato o passi per Via Italia a Porcaro.
Te capì testina.








