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mercoledì 7 ottobre 2026

la storia di LUPO.

 



Questo che vedete nella foto è il Ponte Rossini a Torino e la storia che voglio raccontare è tornata in auge in quanto esiste una proposta al Comune di TO di mettere una targa ad un cane “randagio”.

Che fece sto cane di così eclatante per farsi immortalare?

E mo ve lo dico..con dolce e anche amaro nel cuore e capirete il perchè..

Settantunanni fa un cane “randagio” tipo Pastore Tedesco per capirne la stazza, era alla ricerca di cibaria nei pressi del ponte sopraccitato ed il fiume “Dora” era in piena ..una bimba che era andata a giocare sulle sponde del fiume è scivolata in acqua.. i presenti umani di certo non bravi nuotatori non eccellevano in coraggio per sfidare corrente e gorghi e alle grida della bimba, solo il cane si è tuffato, l'ha afferrata per il vestitino, portata a riva e salvata davanti agli occhi dei non coraggiosi.

Sto cane non aveva un nome e quindi lo battezzarono "Lupo".


Per qualche giorno Lupo diventò l'eroe della città.

Venne accolto solo da un suonatore ambulante, Giuseppe Maggiora (così sta scritto sul giornale), che decise di prendersene cura.

Ma la storia purtroppo ebbe un finale drammatico.

Il suonatore ambulante dovette assentarsi e Lupo allontanandosi dalla sua nuova casa venne catturato dall'accalappiacani.

Fu portato al canile municipale e, nonostante il gesto con cui aveva salvato una vita, venne soppresso prima ancora che il suo nuovo “padrone” riuscisse a rintracciarlo.

All'epoca, infatti, i cani randagi potevano essere soppressi dopo appena tre giorni se nessuno li reclamava.

La sua morte provocò indignazione e proteste.

La vicenda però contribuì a cambiare le regole del canile municipale di Torino, con l'estensione da tre a sette giorni del periodo minimo di permanenza dei cani catturati.

Oggi, a 71 anni da quel salvataggio, la storia di Lupo è tornata alla luce anche per un fatto increscioso che poi vi dirò.

La Circoscrizione 7 ha approvato all'unanimità una proposta per chiedere al Comune di Torino di realizzare una targa o un cippo commemorativo nei pressi del ponte Rossini, proprio vicino al luogo in cui il cane si gettò nella Dora per salvare la bambina.

La proposta sta percorrendo l'iter comunale previsto.

Questa storia è rimasta per decenni nei ricordi e negli archivi della città, ma meritava di essere raccontata e chiudo con l'amaro in bocca per averVi raccontato il finale della storia di Lupo ma l'amaro peggiore è dovuto dal fatto che questa notizia apparsa sulla Stampa il 17 giugno u.s era stata citata come paradosso in quanto pochi giorni prima, un gruppo di ragazzi avevano preso di mira un cane nei presso della GranMadre, e dopo avergli spezzato le gambe, l'hanno buttato nel Po.. fortunatamente una guardia zoofila l'ha ripescato e ora sto cagnetto sta bene.

Ora che questi cani siano randagi non giustifica l'esser presi di mira per poi sopprimerli e Lupo era diventato “randagio” dopo la morte del “chiamiamolo padrone” che era un invalido e il cane lo trascinava con la carrozzella.. nessuno lo aveva preso in consegna.. e la chiudo qui.


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