Ehi..
sono Michele il polipo di Casalcoso, puoi vedermi in quella vasca
davanti ai tuoi occhi al supermercato, sono stanco, sono depresso e
non ho voglia di vivere …
passo la mia giornata cercando una
grotta dove rifugiarmi, i miei tre cuori (lo sai che ne ho tre
vero?) sono infranti..
vorrei piangere ma le mie lacrime non si
noterebbero, l'acqua le farebbe sparire, vorrei gridare, ma sempre
l'acqua non farebbe apprezzare il mio dolore, vorrei morire ora come il mio vicino Astice, ma
Dio non permette che io lo faccia, vorrei chiedere a Dio perche' io
debba stare qui, ma potrebbe non rispondere.
Soffro, soffro come
una bestia e sono pieno pure di spermatofore.. ehmm.. lo so che sono
una bestia e l’ho detto come rafforzativo ma mi domando perche' il
grave destino mi ha portato qui?
Stavo
bene quando a Casalcoso mi portavi le cozze da mangiare..bah.
Oggi
sono fermo nella mia posizione, mi sveglio, ho passato una notte a
sognare di cambiare acqua.. quell'acqua che bollendo mi portera' alla
morte, il dolore sara' tanto ma mai paragonabile a quello che soffro
ora, lo so e come dicono a Bolzano "O purpo se coce int’acqua
soja", ma tu sai che ho otto tentacoli da sgranchire e non per nulla
mi chiamano octopus e anche vulgaris, ma tu chiamami pure polipo o
magari piovra altrimenti mi confondi col "Moscardino" che ha una sola
fila di ventose e non due come le mie, parlavo della mia morte, spero
avvenga presto, non ce la faccio piu', io so' che in altri paesi
europei esistono dei kit per una morte dolce, vorrei uccidermi, ma
non posso, ti prego comprami fammi finire questo dolore, fai che la
mia anima sia di nuovo mia e non di questa vasca che puzza di pesce
marcio del Bennet (copiato dal mio vicino Astice).
E col mio inchiostro scrivo nero su bianco dicendoti che come gli Astici, anche i polipi hanno un’anima.
L’anima de li polipacci tua (sempre come dicono a Moncalieri) e la prossima volta lasciami a Casalcoso nel tuo tubo castigatore e se quest’anno studierai un metodo per estrarmi senza farti male io ne studiero’ uno per non uscire dalla mia tana, ficcandoti nella mano un riccio che ti fara’ godere selvaggiamente e le spine te le conficchero’ sotto le unghie cosi’ soffriremo in due... e Buon Autunno a tutti.
PS.. riprendo il discorso io che lo scrivo e ho letto il tuo testamento, ergo non ti compro io che sono un diversamente mangiatore di animali ma ci ha pensato in hillo tempore il buon Linuccio e così sia..
(la foto è di repertorio in quanto Linuccio attualmente si trova nei fondali dell'Isola Gallinara al largo di Alassio r.i.p).





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