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sabato 10 ottobre 2026

Anacardi, quel che non sapete.

Stavo cercando in Amazon degli “Anacardi” considerato che i prezzi sono lievitati parecchio per via delle restrizioni daziali europee (aumenti del 150% nei soli ultimi tre mesi) ed ho trovato il venditore che con “prime time” le consegna il giorno dopo l'ordinazione a 25€ al kg.. Per me un kg è troppo e rischio di farli ammuffire e quindi preseguo nella ricerca ma vedendo queste due foto e mi si rizzano i peli delle orecchie..

Sti catz. Non mi ero reso conto del costo umano della lavorazione degli anacardi.

Il cibo che consumiamo spesso nasconde una filiera opaca in cui il profitto globale si regge sul corpo dei più vulnerabili.

Nel caso degli “anacardi”, la filiera dell'export globale che sposta la produzione dai paesi del Sud del mondo verso i centri di consumo occidentale, si regge su un sistema di violazione sistematica dei diritti umani e lavorativi.

Il veleno nell'ombra: il guscio e l'acido anacardico.

Ciò che arriva sulle nostre tavole come uno snack raffinato e pulito nasce racchiuso in un guscio tossico.

Tra il seme e la buccia si trova un liquido oleoso altamente corrosivo: l'acido anacardico (cardolo e anacardolo).

Per non parlare dei residui di pesticidi.

Ustioni chimiche e lesioni sono all'ordine del giorno nei paesi a basso reddito dove avviene la prima lavorazione (spesso in Africa occidentale, come in Costa d'Avorio o in Guinea-Bissau, prima dell'esportazione verso giganti della lavorazione come l'India e il Vietnam), i lavoratori operano privi di qualsiasi protezione individuale e vien da pensare come mai operano senza protezioni. La risposta è che usando guanti, la raccolta quantitativa è ridotta e quindi niente protezione e il contatto con il liquido nel tempo provoca ustioni chimiche profonde, vesciche dolorose e, nei casi di esposizione prolungata, la necrosi dei tessuti provoca la perdita permanente delle dita o delle mani.

Dietro questo scempio c'è un modello economico basato sul massimo ribasso e per questo il lavoro è fatto da donne e minori.

Buona parte della sgusciatura viene fatta a mano, a domicilio o in capannoni fatiscenti appunto da donne e minori pagati a cottimo, privi di contratti, tutele mediche o previdenziali.

Quindi posso fare soltanto una cosa: smettere di acquistarli.

 In Italia abbiamo tanta frutta secca: noci, mandorle, nocciole, pistacchi, pinoli, arachidi, noci pecan, castagne, carrube e semi oleosi e quindi addio anacardi e pirla io che li ho acquistati sino ad ieri.

Qualcuno dirà che non risolvo nulla e anzi, smettendo di acquistarli rischio di far morire di fame i raccoglitori e allora ditemi che cazzo posso fare e non mi rompete i coglioni e voi fate come volete, testine di vitello.


 



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