A Casalcoso ho un
amico straordinario e sovente mi chiama sottocasa e mi porta il
raccolto del suo orto Pollutrese e stavolta parlo di Fichi.. gli
stessi che evitato l'ingurgimento causa i semini che si ficcavano
nella gengiva facendomi godere come un selvaggio e oggi posto lo
studio fatto con l'aiuto dell'AI (quella ormai non me la tolgo più)..
alor
I fichi sono un tratto distintivo della flora della nostra penisola (e qui non ci piove).
Furono molto
probabilmente le prime piante ad essere coltivate dall’uomo nel
bacino del Mediterraneo ed hanno lasciato impronte importanti
nell’arte, nella cultura, nella religione fin dalla notte dei
tempi.
Per gli antichi egizi era simbolo della vittoria sulla
morte, nell’antica Grecia ne attribuivano la nascita al dio Dioniso
e i suoi frutti erano ritenuti “degni di nutrire oratori e
filosofi”.
Platone ne era
così ghiotto da vedersi attribuito il soprannome di “mangiatore di
fichi” e consigliava ai suoi giovani allievi di mangiarne in
quantità perché, diceva, “accrescono l’intelligenza” e fan tirare l'arnese riproduttivo.
Le
loro virtù non mancarono di sedurre gli antichi Romani che con il
tempo ne diffusero la coltivazione in tutta la penisola italiana e in
tutto l’Impero.
Del resto,
l’albero di fico era collegato anche alla fondazione di Roma.
La
leggenda vuole che sotto un fico selvatico, si arenò la cesta che
conteneva Romolo e Remo cugini di Donato e all’ombra delle sue
fronde i due gemelli furono allattati dalla lupa.
Ma ai fichi è
legata anche la morte della più famosa regina d'Egitto, amante prima
di Giulio Cesare e poi di Marco Antonio.
Cleopatra li amava
infatti a tal punto che tra le loro foglie volle che fosse nascosta
l’aspide con cui si tolse la vita.
Tra le ricette antiche vi è
lo speciale " miele di fichi", prezioso per dolcificare gli
alimenti, ottenuti dalla loro bollitura.
Ma ai fichi è legata
anche L’espansione dell' Impero Romano:
Tacito, negli
Annales, spiega che i legionari venivano pagati con un pugno di sale
(da cui il nome salario) e una manciata di fichi secchi, utilissimi
nelle campagne militari per il contenuto calorico e la lunga
conservazione.
L’imperatore Augusto li mangiava insieme al
formaggio e ai pesci.
Gallieno li offriva nei suoi sfarzosi banchetti ma i fichi rientravano anche nei pasti concessi agli schiavi e costituirono per secoli l’alimento base dei contadini, tanto da essere chiamati pane dei poveri.
All’epoca
dell’imperatore Diocleziano, il prodotto più economico sul mercato
era proprio una pasta ottenuta pestando e impastando con erbe
aromatiche i fichi messi a seccare al sole..
Infine Il nome dei
primi abitanti storici della Sicilia, i Sicani, potrebbe proprio
derivare da questo meraviglioso fiore, appunto Siconio(nome
dell'infiorescenza del fico e della infruttescenza che ne deriva).
I
fichi possono essere considerati dei fiori al contrario nel senso che
invece di sbocciare verso l'esterno, i fiori del fico si sviluppano
all'interno ed hanno bisogno di un processo speciale per
l’impollinazione.
Infatti non possono affidarsi semplicemente al
vento o alle api per diffondere il loro polline, come gli altri
fiori, proprio perché sono " fiori speciali ", ma hanno
bisogno di una creatura specifica:
la Vespa del fico.
Lo
sapevate gia' vero? E se non lo sapevate mo vi dico che..
La vespa
entra nel fico per deporre le uova.
Una volta dentro, non ha via
d’uscita.
Spetta alle baby-vespe continuare il ciclo della vita, scavando un tunnel per uscire dal fico e continuando il viaggio verso il mondo esterno, portando il polline con sé.
Durante questo processo, i fichi producono un enzima speciale, chiamato ficaina (conosciuto anche come ficina) che, digerisce la vespa morta, consentendo al fico di assorbire i nutrienti per creare poi i frutti maturi e i semi.
Bon e adesso me li mangio dopo aver premuto la forchetta sui semini per renderli meno invasivi e grazie a Donato che me li porta neh.



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