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giovedì 20 agosto 2026

mi prepari un Te?

 

Ma siamo scesi proprio con la piena e mi riferisco al prodotto che il bar vende con più margine di profitto ovvero a quella tazza fumante che ordini per scaldarti lo stomaco (non in questo periodo) che è la truffa legalizzata più redditizia che un barista possa servirti con finto sorriso e grande presa per il culo.

Quando chiedi tè caldo o camomilla, stai pagando una cifra ingiustificata.

Il barista prende una bustina che all'ingrosso costa al massimo 10 centesimi.

Poi spilla acqua bollente direttamente dalla macchina del caffè, operazione che in termini di acqua e corrente elettrica incide per forse due centesimi.

Il costo totale della materia prima è di 12 centesimi.

Cazzo.. te lo scontrinano a 2 o 3 euro.

Stai pagando un ricarico che supera il 2000% per bere acqua del rubinetto riscaldata con dentro foglie secche.

È un calcolo matematico a tuo totale svantaggio e il proprietario del locale ottiene un profitto netto altissimo ogni volta che fai questa ordinazione.

Il secondo prodotto con un margine spropositato è la bottiglietta d'acqua in plastica da 500 millilitri o mezzo litro come dicono a Bolzano.

Il bar compra interi bancali di questa merce pagando ogni singola bottiglia circa 15 centesimi.

Il loro unico sforzo fisico consiste nel prendere questo contenitore e metterlo dentro un frigorifero.

Quando tu hai sete, te la vendono a 1 o 2 euro.

Stai subendo un ricarico del 1000% su un bene di prima necessità. Il barista non aggiunge alcuna lavorazione e non c'è alcuna abilità artigianale.

Fa semplicemente da intermediario tra te e la tua necessità biologica di idratarti, facendoti pagare molto caro un liquido che potresti avere quasi gratis dal rubinetto di casa tua.

Anche il sacro espresso italiano è un sistema di profitto spietato.

Un chilogrammo di caffè in grani di qualità media costa al bar circa 15 euro.

Da quel singolo chilogrammo, il barista estrae circa 140 tazzine. Questo significa che la polvere di caffè dentro la tua tazzina costa esattamente 10 centesimi.

Aggiungendo lo zucchero, l'usura della macchina e la corrente, il costo vivo arriva a malapena a 15 centesimi.

Tu lo paghi 1 euro e 20 centesimi o 1 euro e 50 centesimi.

L'intero modello di business dei bar si regge sulla nostra totale inconsapevolezza dei costi reali e sulla nostra pigrizia, che ci spinge a pagare cifre altissime per liquidi caldi o freddi che potremmo prepararci da soli con una spesa ridicola.


 

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