Il caldo di questi giorni mi sta bruciando il melone e nascono delle domande di cui il titolo del post odierno in fase preFerragostiana.
Non è che vedo il bicchiere metà vuoto ma è che non vedo manco il bicchiere..
"Tra 100 anni, nel 2126, saremo tutti sepolti insieme ai nostri parenti e amici e anche nemici.
Estranei vivranno nelle nostre case, per le quali abbiamo lottato tanto, e possiederanno tutto ciò che abbiamo oggi.
Tutte le nostre proprietà apparterranno a sconosciuti che non sono ancora nati…
Compresa quell'auto per con cui venivo a Casalcoso, che probabilmente finirà dal rottamaio di turno, o, nella migliore delle ipotesi, sarà nelle mani di un collezionista alfista sconosciuto.
I nostri discendenti sapranno poco o nulla di noi.
Quanti di voi conoscono il nonno del proprio nonno?
Probabilmente nessuno.
Dopo la nostra morte, saremo ricordati per qualche anno, poi diventeremo solo un ritratto su una libreria o in un baule in mansarda o cantina.
E, con il tempo, la nostra storia, le nostre foto, le nostre gesta finiranno nel bidone della differenziata…
Non saremo nemmeno più ricordi.
Forse, se ci fermassimo davvero ad analizzare queste domande, capiremmo quanto sia effimero e fragile il sogno di ottenere tutto.
Se solo riuscissimo a pensarci, i nostri approcci e i nostri pensieri cambierebbero.
Saremmo persone diverse.
Avere sempre di più, senza trovare il tempo per ciò che davvero conta nella vita…
Cambierei tutto questo per vivere e godermi quelle passeggiate che non ho mai fatto, quegli abbracci non dati, quei baci ai figli e agli amori, quei momenti di leggerezza che non ci siamo concessi. Questi sarebbero sicuramente i ricordi più belli, quelli che ci avrebbero riempito la vita di gioia…
E invece li sprechiamo, giorno dopo giorno, con avidità, intolleranza e insaziabile ambizione.
C'è ancora tempo per noi.
Pensateci e buon Ferragosto!"




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