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giovedì 20 agosto 2026

Espatriate ragazzi..

 

Ora ditemi che non è vero quanto leggerete sul perchè in Italia ci sono stipendi letteralmente da morti di fame e perchè tutti o in gran parte, li accettano per tirare avanti.

Partiamo dal fatto che la struttura economica del nostro paese si basa su milioni di microimprese familiari che non fanno alcuna ricerca, non innovano e producono beni a basso valore aggiunto.

Per sopravvivere alla concorrenza internazionale, questi piccoli padroni hanno un'unica strategia a disposizione, ovvero tagliare il costo del lavoro.

Ti pagano 1200 euro al mese perché il loro modello di business fallirebbe se te ne pagassero 2000.

A questo si aggiunge un cuneo fiscale mostruoso.

Un datore di lavoro spende quasi il doppio di quello che ti arriva in tasca, versando la differenza a uno Stato fallito che usa quei soldi per pagare le pensioni retributive dei vecchi pirla che hanno lavorato.

Sei schiacciato tra un'imprenditoria arretrata e un fisco predatorio.

La ragione per cui la gente accetta supinamente questa miseria è che in Italia il vero ammortizzatore sociale non è lo Stato, ma la famiglia.

I giovani italiani non scendono in piazza a protestare perché tornano a casa la sera e trovano il piatto pronto cucinato dalla madre e la bolletta della luce pagata dal padre. Sopravvivono accettando stipendi da 800 o 1000 euro solo perché abitano nella cameretta in cui sono cresciuti fino a 35 anni.

Le pensioni dei nonni e i risparmi accumulati dalle generazioni precedenti finanziano il precariato dei nipoti.

Se un lavoratore dovesse pagare un affitto, le utenze e il cibo con quelle paghe ridicole, la rivolta sociale sarebbe immediata.

Il supporto familiare crea una massa di individui docili e ricattabili, disposti ad accettare stage gratuiti e contratti precari pur di avere l'illusione di un'indipendenza che non raggiungeranno mai.

A completare questo disastro c'è la complicità attiva degli stessi lavoratori attraverso l'economia sommersa.

Moltissimi accettano contratti part-time fittizi o paghe da fame perché integrano il reddito con soldi in nero, evadendo le tasse e distruggendo il sistema dall'interno.

È un accordo illegale tra chi sfrutta e chi viene sfruttato.

I sindacati, che dovrebbero difendere i salari, sono diventati uffici di tutela per i pensionati e per i dipendenti pubblici intoccabili, abbandonando totalmente i giovani e i precari al loro destino.

La rassegnazione è diventata un tratto culturale.

L'italiano medio preferisce lamentarsi della propria miseria al bar o sui social network, piuttosto che organizzare uno sciopero (vedi i cugini d'oltralpe) o licenziarsi in massa per paralizzare un'azienda che lo sfrutta.

Siamo complici della nostra stessa rovina, prigionieri di un sistema che ci affama e che noi stessi contribuiamo a mantenere in vita con la nostra codardia quotidiana e che Deus ce la mandi buona.


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