Quello che mi fa girare le palle è il pagamento forzato nella bolletta elettrica della quota da elargire alla TV italica che si fa soldi pure con la pubblicità per proporti delle minchiate tipo quelle di un uomo di 82 anni a cui hanno tolto i nei, che invita nella sua trasmissione una giovane leader universitaria di 24 anni per farle raccontare quello che sta vivendo sulla sua pelle in termine di diritto allo studio negato, di borse di studio che mancano, dei soldi del Pnrr sottratti agli studenti, dei 14 miliardi di euro in spesa militare.
E il brutto è che non appena lei lo fa, per altro con grande forza, alla prima parola fuori posto, al primo dato che secondo al vecchio 82nne non torna, la blocca e con la bava alla bocca le rovescia addosso una pseudo-lezione intrisa di un insopportabile paternalismo, in cui si rivolge a lei con un “voi giovani” come se si rivolgesse a milioni di giovani, le dice che “deve studiare”, “prepararsi” e cazzate simili.
E ci fosse stata una volta - UNA SOLTANTO - in cui questo vecchio di nome Vespa Bruno, abbia utilizzato un decimo di questa intransigenza nei confronti di politici di 40, 50, 60 anni lì nelle vesti di Presidenti del Consiglio, ministri e chi più ne ha più ne metta - casualmente tutti di destra e con incarichi infinitamente più rilevanti per le sorti di questo Paese della leader dell’Unione universitari.
Che è stata non grande, ma GRANDISSIMA sta ragazza, a tenere testa con dignità, capacità ed eleganza a un simile agguato, preparato dal minuto zero, dall’istante esatto in cui si è seduta su quella sedia.
Perché a quello serviva quell’invito.
A smentire e a ridicolizzarla e con lei un intero movimento che poi troveremo in piazza.
Bè, sappia Vespa e sappiano i vertici di Telemeloni che gli è andata male, che non ce l’hanno fatta.
E vorrei far sapere alla ragazza, che le sono vicino e solidale in ogni modo in cui si possa esserlo con una ragazza di 24 anni che fa politica con questa passione e voglia di cambiare le cose per sé e per i suoi coetanei.
Questa trasmissione inchiesta, non è giornalismo.
Il fatto che siamo obbligati a pagare sta quota nella bolletta elettrica e ci facciano sorbire anche pubblicità e trasmissioni tipo quella che ho raccontato è abuso di potere è bullismo e di sicuro NON è servizio pubblico.




Nessun commento:
Posta un commento