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sabato 16 marzo 2024

Festival del colesterolo.

 Queste foto sono state scattate al matrimonio di amici che vivono nel sud Italia, pranzo durato 4 ore con musica e intrattenimento e fuochi d'artificio finali. ♥♥

These photos were taken at the wedding of friends who live in southern Italy, lunch lasted 4 hours with music and entertainment and final fireworks.  ♥♥DSCF0622 DSCF0623 DSCF0624 DSCF0625 DSCF0626 DSCF0627 DSCF0628 DSCF0629 DSCF0630 DSCF0631 DSCF0632 DSCF0634 DSCF0636 DSCF0637 DSCF0638 DSCF0639 DSCF0640 DSCF0652 DSCF0653 DSCF0654 DSCF0655 DSCF0656 DSCF0657 DSCF0658 DSCF0659 DSCF0660 DSCF0661 DSCF0662 DSCF0663 DSCF0664 DSCF0665 DSCF0666

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Pantera (illusione ottica).

 


Il Post odierno lo dedico alle illusioni.

I colori in questa foto sono sbagliati, perché l'albero è rosa, e non verde, e la pantera è verde, invece che rosa.

Ora, fissa gli occhi della pantera, evitando di distogliere lo sguardo e sbatti le palpebre il meno possibile.

Ad un certo punto, i colori svaniranno, ma tu vedrai i colori corretti: la pantera sarà rosa e l'albero verde. 

In realtà, la foto successiva sarà priva di colori.

La ragione è legata al nostro cervello che ricostruisce l'immagine in base all'esperienza umana, in cui le pantere sono rosa e gli alberi sono verdi.

Se non riscontri il cambiamento, non ti preoccupare e ti consiglio di  non distrarti ed attendere il caricamento della GIF.

giovedì 14 marzo 2024

Anche i carrelli hanno un anima.

 


Basta parlare di intellideficienza artificiale e arriviamo a postare cose serie..tipo acquisti all'Aldi di Borgaro (ci vado a prendere la grappa per fare l'infuso erbe svedesi..è compito mio provvedere alle bevande)..

Arrivo, parcheggio e cucco il carrello dopo aver inserito nello sgancio, la forcina trovata a terra..


Vi e’ mai capitato? Parlare con un oggetto o cercare di capire che anche lui ha un’anima?
Parliamo appunto del classico carrello della spesa quello che all’ipermercato lo vedi implaccato nel culo dell’altro carrello e devi infilarci una moneta per staccarlo dalla sua posa e ora mi domando perche’ la gente abbandona i carrelli della spesa in giro dove cazzo vuole?

Gliene frega della monetina che sta all’interno della gettoniera anche perchè infilano i gettoni di plastica, gliene frega se tu gli sbatti dentro con la tua macchina ventennale tenuta maniacalmente in box coperta con la prepunta fatta a mano da nonna Marietta.
Sembrerebbe una faccenda da niente, in fondo.

Accidia metropolitana. Piccole meschinita’ urbane.

Eppure, ogni volta che vedo un carrello abbandonato a se stesso il dubbio mi assale e un po’ mi rode il pallisterio.

Al cospetto di queste gabbie scoperchiate con le rotelle non posso fare a meno di lasciarmi coinvolgere dalle possibili ipotesi sul loro destino deragliato oltre che dalla pericolosita’ di investirlo.

Per quanto banali possano essere, è come se ne avvertissi la pena.

Io quei carrelli li compatisco, ma li odio, anche.

Specie quando me li ritrovo tra i coglioni.

Senza contare che la spesa "carrello tricolore"


dove vado io non è valida per la grappa.



 

Se e’ vero che il coraggio non e’ altro che uno strano miscuglio di prudenza e di abbandono, chi ha avuto il coraggio di trascinarti fino a qui povero carrello?

Chi è quel bastardo figlio e'n'trocchia che ha avuto animo di svuotarti e buttarti via?

Chi si e’ concesso il lusso di non recuperare il suo euro di riscatto cavandolo da quella tua minuscola serratura, che una volta liberata ti unisce ai tuoi simili e ti permette di incularli e farti inculare tutti in fila appassionatamente uniti?

E, a proposito, a chi appartieni adesso che non fai piu’ parte di quelle inerti cordate che accolgono i clienti all’ingresso dell’ipermercato, prima di essere assalito dalla solita ondata d’aria, gelida d’estate e bollente d’inverno?

Troppe domande vero per un ammasso di ferraglia con ruote, e per cosi’ poco.

Infinite risposte possibili.

Meglio quelle impossibili e vediamo se riesci a rispondermi..

MIRACOLO.. SENTO LA TUA RISPOSTA…

Sono un carrello dell'Aldi quello piu’ vicino a casa tua.

Tu mi prendesti per caricare la grappa senza contare che la Lella ti fece il biglietto per prendere alcune cose.

Che bastardo sei.. I normali invece mi hanno caricato pasta, carne, scatole pesanti, acqua, bottiglie e buste di frutta.

Spingevano a fatica, ma il peso, cazzo lo portavo io.


Lui l’uomo dalla faccia di culo, sempre camicia e cravatta, quello che lavorava in ferrovia ed era amico di tuo cognato, zoppicava e tirava moccoli in barese.

Lei quella del quinto piano, gridava con voce da far bloccare le ruote anteriori.
Sembravano gente per bene con abiti eleganti presi all' EuroSpin, macchina grossa, sai quei Suv fatti apposta per rovinare le altre macchine nei posteggi, specialmente quando aprono le portiere e piantano la legnata alla macchina vicina.

Perche’ minchia mi hanno lasciato da solo, abbandonato con la mia monetina dentro? E non tutti mettono la moneta, ci sono i furbi con la rondella di plastica che corrono grandi rischi col marocchino di turno arrivato fresco da Lampedusa..


Ogni mattina mi sganciavano per primo ed ero contento di fare il giro all’ipermercato.

Le mie ruote slittavano bene, le monete entravano giuste.

Portavo i bambini sul mio seggiolino.

Sterzavo perfettamente e non tiravo verso destra come il tuo uccello.

Senza contare le corse fatte con l'apertura di nuove casse e tu ne sai qualcosa...


La campana per la raccolta del vetro, qui a due passi, vengono a svuotarla sempre ma di me non nessuno mi caga.

I cani mi annusano e poi mi pisciano addosso.

Dov’e’ finita la mia dignita’?

Non posso andare avanti cosi’.

Ma il peggio e’ che non posso nemmeno tornare indietro..dai prendimi e saro’ tuo, saro’ il carrello della tua vita, non lasciarmi qui e riportami ad inculare il mio fratello e prenditi la moneta..te la sei meritata caro Carlo e soprattutto continua ad acquistare grappa e a scrivere cazzate..e ricordati che "scherza coi santi ma lascia stare i fanti".



 

mercoledì 13 marzo 2024

Il Mistero del down di Linkedin.

 


Giro poco sul X e oggi aprendolo ho trovato un tweet del portavoce di Linkedin che commenta il down della serata del 6 marzo scorso “Non sei tu, siamo noi. Potresti riscontrare problemi quando provi a visitare LinkedIn. I nostri team stanno lavorando per risolvere questo problema e puoi controllare gli aggiornamenti sulla nostra pagina di stato: https://linkedin-status.com“.

Sono sceso nel dettaglio della caduta rete occorsa il 6 marzo 24 dalle ore 21,40 sino alle 24 circa e controllando Linkedin non vedo alcuna dichiarazione chiara in merito a quanto è successo e quindi le teorie su questo down potrebbero essere diverse e spaziano dalle più logiche alle più improbabili.

Un down occasionale non è di certo il più grande problema che la piattaforma sta affrontando in questo periodo.

Se ben ricordo alla fine della scorsa estate, per esempio, LinkedIn è stata accusata di rastrellare le e-mail degli utenti per fini di marketing con comportamenti decisamente invadenti.

LinkedIn aveva respinto tutte le accuse come assolutamente false aggiungendo che nessun account di posta viene consultato senza l’esplicita autorizzazione dell’utente. 

Inoltre, il social network non invierebbe alcun invito ad iscriversi facendo le veci dell’utente a meno che questi non l’abbia espressamente permesso.

Del resto qualche ora prima anche i social di Meta erano irraggiungibili (Facebook, Instagram e Threads) in quanto non si riusciva ad aprirli e il risultato erano pagine bianche o schermate di login che restituivano un messaggio di errore sia dal browser web che da app per smartphone e tablet.

Anche Meta non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali quindi non è chiaro cosa abbia causato l’interruzione dei social.

Consultando Downdetector, la piattaforma che raccoglie le segnalazioni dei problemi riguardanti servizi e piattaforme si osserva che numerosissimi utenti sono stati colpiti.

Prendiamo atto e ci mettiamo con la schiena alla parete ringraziando l’AI in attesa che dalla sede di Sunnyvale dicano qualcosa in merito.

Che cos’ è un Hacker?

 




La definizione cercatevela in Wikipedia, questo post è dedicato a Kevin Mitnickal alias “Condor” il più famoso smanettatore informatico celebre per le sue cyber-attività che purtroppo è passato a miglior vita il 16 luglio 2023 all'età di 59 anni..

Il 16 luglio per me è una ricorrenza che mi ricorda un male bestia dovuto ad un calcolo renale che ha rovinato la giornata marina all’Enrico che mi porto’ al pronto soccorso di Vasto in quanto la Lella non vuole guidare la mia auto..e vabbe’..

Tornando al Kevin, le sue imprese le ha compiute quando era ancora minorenne ed è stato perseguitato dalle istituzione al punto da renderlo latitante per poi imprigionarlo mettendolo in isolamento perchè poteva far scoppiare una guerra nucleare solamente fischiettando da un telefono pubblico.

Il Kevin è stato un vero precursore ma anche innovatore, capace di inventare tecniche impensate fino a quel momento, come l’Ip Spofing, e di cementare nell’immaginario collettivo la figura del giovane pirata che, dalla sua cameretta, viola computer e siti considerati inespugnabili (un poco come nel film “Wargames” del 1983.

Mitnick era nato a Van Nuys, in California, nel 1963.

Ha iniziato a hackerare da adolescente, ed è diventato presto uno dei più noti «pirati» al mondo.

Nel 1995, Mitnick è stato arrestato per aver violato i sistemi informatici di varie aziende e agenzie governative.

È stato condannato a cinque anni di prigione e a cinque anni di libertà vigilata per furto di informazioni e frode informatica.

Dopo il suo rilascio, Mitnick ha scritto un libro di memorie, «Ghost in the Wires», che è diventato un bestseller.

Il libro racconta la sua storia di hacker e la sua esperienza in prigione.

Mitnick ha poi fondato una società di consulenza sulla sicurezza informatica, Mitnick Security Consulting .. il suo lavoro nell'ambito della cyber-security ha contribuito a sensibilizzare gli addetti ai lavori e il pubblico sulla vulnerabilità dei sistemi informatici e ha contribuito a migliorare la sicurezza digitale.

Tornando al titolo del post “ Che cos’e’ un Hacker” nella sua biografia, Mitnick scrive: «Alcuni hacker distruggono i file delle persone o interi dischi rigidi: si chiamano cracker o vandali.

Alcuni hacker alle prime armi non si preoccupano di imparare la tecnologia, ma semplicemente scaricano strumenti da hacker per entrare nei sistemi informatici: si chiamano "script kiddies".

Gli hacker più esperti con competenze di programmazione sviluppano programmi hacker e li pubblicano sul Web.

E poi ci sono individui che non hanno alcun interesse per la tecnologia, ma usano il computer semplicemente come strumento per rubare denaro, beni o servizi.

Nonostante il mito di Kevin Mitnick creato dai media, non sono un hacker malintenzionato.

Quello che ho fatto non era nemmeno contro la legge quando ho iniziato, ma è diventato un crimine dopo che è stata approvata una nuova legislazione.

Ho continuato comunque, e sono stato catturato.
Il mio trattamento da parte del governo federale non era basato sui reati ma sul fare di me un esempio.

Non meritavo di essere trattato come un terrorista o un criminale violento».

La leggenda di Kevin Mitnick nasce già nell'adolescenza.

Anzi, ancora prima.

A 12 anni trova un modo di «hackerare» il sistema dei trasporti pubblici di Los Angeles e di viaggiare gratis su qualunque bus.

Un hacking analogico ma che indica già come Mitnick, fin da bambino, fosse (oltre che attirato dalla sovversione delle regole) un acuto osservatore della realtà: con occhi e immaginazione sapeva trovare le falle del sistema e il modo di sfruttarle.

Un giorno, mentre viaggiava sul bus, si rese conto che gli autisti usavano uno speciale punzone per validare i biglietti di trasferimento da una tratta all'altra: usando quella che oggi chiamiamo «ingegneria sociale» riuscì a farsi dire da un guidatore dove acquistare quel punzone e, recuperando le schede di trasferimento che venivano gettate nel cestini delle fermate ancora mezzi inutilizzati, ottenne una sorta di pass illimitato.

A 16 anni Mitnick, che aveva scelto il nickname Condor dopo aver visto il film «I tre giorni del Condor», realizzò il suo primo accesso non autorizzato a una rete di computer: era il 1979 e si introdusse nella rete di computer della DEC per poi copiare il software dell'azienda, un reato per il quale fu accusato e condannato nel 1988 (12 mesi di carcere seguiti da tre anni di libertà vigilata). Mentre era in libertà vigilata, violò i computer della Pacific Bell per la posta vocale: a quel punto divenne un latitante, sfuggendo alla giustizia americana per due anni e mezzo, un periodo in cui, secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, hackerò decine di computer e di reti, e copiò il software proprietario di alcune delle più grandi società di telefonia cellulare e di computer del Paese.

Nel 1994, usando l'IP spoofing (una tecnica che permette di rendere non rintracciabile il computer da cui si sta lavorando) attaccò la rete a San Diego dell'esperto di sicurezza informatica Tsutomu Shimomura, il quale poi collaborò con l'Fbi per trovare «Condor» insieme al giornalista John Markoff. Una vicenda raccontata nel libro «Takedown», poi divenuto film nel 2000, ricostruzione che Mitnick ha sempre rigettato, definendola piena di calunnie.

Il 5 febbraio 1995 venne arrestato a Raleigh, nella Carolina del Nord e accusato di reati come frode informatica e telematica.

La polizia lo trovò in possesso di telefoni cellulari clonati, più di 100 codici di telefoni cellulari clonati, documenti di identificazione falsificati.

Nel 1999 si dichiarò colpevole di quattro capi di imputazione per frode telematica, due capi di imputazione per frode informatica e uno per intercettazione illegale di comunicazioni via cavo.

Dei cinque anni di prigione, 8 mesi li trascorre in isolamento perché secondo i giudici sarebbe stato in grado di «iniziare una guerra nucleare fischiettando in un telefono pubblico» . L'idea, grandemente esagerata ma indicativa della reputazione leggendaria che aveva Mitnick, era che «Condor» poteva in qualche modo collegarsi al modem del NORAD (North American Aerospacial Defense Command) tramite un telefono pubblico dalla prigione e comunicare con il modem fischiando per lanciare missili nucleari (i primi hacker furono i «phone phreakers» che riuscirono a "comandare" le linee telefoniche sfruttando combinazioni di suoni veicolate da fischietti; tra loro anche Steve Wozniak e Steve Jobs, i fondatori di Apple).

Mitnick è stato rilasciato il 21 gennaio 2000, ma fino al 2003 gli è stato proibito l'uso di qualsiasi tecnologia di comunicazione diversa da un telefono fisso, di trarre profitto da film o libri basati sulla sua attività criminale per sette anni.

In questi anni Mitnick è stato consulente di aziende sui temi della sicurezza informatica, speaker e autore, oltre che, come detto, fondatore della Mitnick Security Consulting, società di consulenza sulla sicurezza informatica.

Addio Kewin R.I.P.


sabato 9 marzo 2024

Er Mio neh.

 

 

In questi momenti di bombe d'acqua mi sovviene un vecchio post ma tuttora attuale e parlo de “La pioggia nel pineto” che e’ una tra le piu’ belle poesie di D’Annunzio. 
E’ rivolta alla donna amata, Ermione. 
La scena si svolge in un bosco, nei pressi del litorale toscano, sotto la pioggia estiva.
Il poeta passeggia con la sua donna, Ermione e la invita a stare in silenzio per sentire la musica delle gocce che cadono sul fogliame degli alberi. Inebriati dalla pioggia e dalla melodia della natura, il poeta e la sua donna si abbandonano al piacere delle sensazioni con un’adesione cosi’ totale che a poco a poco subiscono una metamorfosi fiabesca e si trasformano in creature vegetali.
La poesia originale ricca di enjambement e similitudini. 
Le rime sono libere e sono presenti molte onomatopee. 
La seguente poesiparodia dissacrante e mackironica invece e’ rivolta a chi ha comprato nel village discount un cappello e un vestito che costa un tesauro e ha dimenticato l’ombrello a casa o nel bagagliaio della Smart.. Per esigenze goliardiche il “Taci” iniziale e’ sostituito da un delicato “Silenzio”.. si sarebbe potuto mettere “Muta” oppure il piu’ cattivo “Zitta” ma considerato l'appena passato 8 di marzo, e’ stata optato il dolce invito per un “Silenzio” e mentre posto, fuori dal mio loculo vedo la pioggia che cade incessantemente da qualche giorno e assaporo il fatto di essere al riparo, penso a sti poveri Genovesi o anche Carraresi o a chi senza casa ha il suo cartone e panchina bagnati e mi ritengo fortunato, anche in presenza dell’IGMK in zona Gamma che era al 4% diversi anni fa e spero che con la pioggia non progredisca e del resto non faccio visite alcune in quanto non ho fiducia nella medicina anche tuttora mi chiedo che minchia e' sto IGMK.... forse sara' l'acronimo di ..Istituto Gemmologico Mezzo Karato quindi devo aver inghiottito un solitario e cosi’ ho risolto la mia curiosita’ e vai con la pioggia sperando che il Gabriele mio vicino di casa estiva non vibri nella fossa.. ma se anche lo facesse, la pioggia di certo non si fermera’..
E piove sui nostri volti che sembrano diventare elementi della selva, piove sulle nostre mani, sui nostri abiti leggeri, sui freschi pensieri che l’anima nuova schiude, sulla illusioni della vita e dell’amore che ieri t’illuse, che oggi m’illude, o Er Mio Neh.
 

Silenzio.
Il cielo e'diventato tutta una nube
Vedo oscurarsi le tube
Non vedo l’ombrello
Ma odo sul mio cappello
Di paglia.. Da venti euro e cinquanta
la gocciola che si schianta
Come una bolla
Tra il nastro e la colla.
Per Giove piove sicuramente.
Piove sulle matrone vestite di niente
Piove sui bambini recalcitranti.
Piove sui mezzi guanti
Turchini, piove sulle giunoni,
sulle veneri a passeggio,
piove sovra i coglioni,
e quel che peggio,
piove sul mio cappello
leggiadro che ieri ho pagato
che oggi si guasta,
piove, governo ladro.
+++++ (respiro e continuo)+++++
e piove a dir8
da tutte le nubi
piove dai tubi
sfasciati
dell’acquedotto del cielo.
Piove sui cani spelati,
piove sul melo e sul tiglio,
piove sul padre e sul figlio,
piove sui putti lattanti,
sui sandali rutilanti,
sul Pegaso bolso,
piove sul tuo vestito,
che m’e’ costato un tasauro,
piove sulla salvia e sul lauro,
sell’erba e sul rosmarino,
piove sulle vergine schive,
Piove su Pasife e Bacco,
piove persin sulle pive nel sacco.
E piove soprattutto
Sul tuo cappellino distrutto
Mutato in setaccio,
che ieri ho pagato
e che adesso e’ uno straccio o Ermione
che scordi nella Smart l’ombrello
perche' son proprio un coglione.

giovedì 7 marzo 2024

Alluce bastardo.

 

dita dei piedi.jpg



Essere amati o amare fa piacere
ma a volte un dubbio ti assale...
e ti rovina la vita;
inutile allora chiedere a lei se ti ama
perche’ si rischia di di rovinare un rapporto.
Meglio allora torturare la natura.
Ma  non prendertela con le margherite,
sai che sono meglio i trifogli.
Di solito la risposta e’ positiva
Se sei furbo e parti col “ SI”.
Se pero’ l'ultimo petalo dice NO,
vuol dire che era un quadrifoglio
e le cose non vanno poi cosi’ tanto male!
A proposito di male.. un male pazzesco
Alle dita dei piedi, sono handicappato coi nomi
Becco il motore e parto con
1° dito o ditone e’ l’alluce e va bene
2° dito melluce o illice
3° dito Trillice 
4° dito pondulo o pondolo
5° dito mellino, minulo o ditino..
Ebbene faccio fatica a camminare un male
Piu’ o meno del melluce o illice..
Deduco che forse e’ colpa della botta cuccata
battendo il piede contro la sponda del letto..
Proprio un male bestia, quasi non riesco camminare
Prendo della pomata dall’armadietto medicinali
Tolgo la scarpa, ecco che cade un dado da 13 mm
Che era caduto nella scarpa e quindi torno alla strofa
Che sta su in alto e mi ritengo fortunato
Prima cosa il male e’ passato di colpo
Secondo ho ritrovato il dado che serviva
Per lo scaffale degli attrezzi nel ripostiglio.