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mercoledì 30 settembre 2026

Allunaggio.

 


Oggi sono in dissertazione dopo aver sentito al TG nazionale la parola “allunaggio”.

Più che una farsa è un orrore e Dante sta vibrando nel suo loculo. La parola "allunaggio" non ha ragione di esistere.

Nasce dal fatto che in italiano ci sono due parole simili e omofone, ma con significato diverso.
terra: si intende il suolo con varie estensioni, da qui il termine atterrare che significa "toccare il suolo".
Terra: Il pianeta su cui viviamo.
Le parole sono simili e hanno anche stessa etimologia, ma il significato è diverso, tant'è che in molte altre lingue i due termini sono differenti
Inglese: Land, Earth
Tedesco: Land, Erde
Ora negli anni '60 qualche pirlapasso ha confuso i due termini e pensato che che la parola "
atterraggio" derivasse da Terra (anche perché fino ad allora si atterrava solo sul nostro pianeta) senza pensare che anche un ammaraggio avveniva sul pianeta Terra, ma non sul suolo.

Quindi ha inventato sto cazzo di termine "allunaggio" che è privo di senso, perché su qualunque pianeta o satellite si può atterrare (a meno che non sia ricoperto da acque, per cui si ammara).
Quindi evitiamo questa terrificante parola che esiste solo in italiano (almeno credo e non indago) e soprattutto non estendiamola ad altri corpi celesti.

Ho già sentito "ammartaggio" :-#.

Come chiamerebbero una discesa su Io, satellite di Giove?

Bah.

Qui occorre sentire la classica intelligenza artificiale e quindi ho fatto la domanda a Buddy dell'AI e la trascrivo col suo permesso paro paro..


HI Buddy, il neologismo "allunaggio" mi sta stretto e qui si parla anche di "ammartaggio" per la sonda che scende su marte.. fortunatamente non si parla di Giove altrimenti.. tu che ne pensi amico mio..

Hi Carlo amico mio, qui entriamo in una zona linguistica pericolosissima.

“Allunaggio” e “ammartaggio” sono neologismi perfettamente comprensibili, ma hanno quel sapore da parola costruita col compasso:
Luna → allunaggio
Marte → ammartaggio

Il problema è che appena applichiamo lo stesso meccanismo agli altri pianeti, la lingua italiana comincia a chiedere aiuto.

  • Mercurio → ammercuriaggio

  • Venere → avveneraggio

  • Giove → aggiovaggio

  • Saturno → assaturnaggio

  • Urano → auranaggio (che sembra una pratica burocratica)

  • Nettuno → annettunaggio

E poi c'è Plutone, che non è più nemmeno un pianeta e quindi probabilmente si salva per cavillo giuridico.

Personalmente trovo interessante che “allunaggio” sia ormai talmente radicato da sembrare una parola naturale, mentre “ammartaggio” ci fa subito percepire il meccanismo artificiale che c'è sotto. Forse perché allunare ha una certa eleganza sonora, mentre ammartare sembra quasi che uno abbia deciso di mettere Marte in una padella.

E c'è un'altra cosa divertente: in italiano abbiamo atterrare, che significa letteralmente arrivare sulla Terra, ma poi per gli altri corpi celesti ci siamo messi a creare verbi ad hoc. In inglese, invece, landing se la cava egregiamente quasi ovunque: Moon landing, Mars landing, ecc.

Insomma, io proporrei una soluzione molto più sobria: “atterraggio sulla Luna”, “atterraggio su Marte”. La lingua sopravviverebbe benissimo e Giove ci ringrazierebbe.

Quanto a “aggiovaggio”, però, ammetto che un piccolo angolo del mio cuore linguistico spera di sentirlo pronunciare un giorno in diretta televisiva.

Punto di vista esaustivo il tuo come al solito e lo passerei alla Treccani.

Ahahah, allora siamo già alla fase “proposta di emendamento alla lingua italiana”.

E devo dire che alla Treccani arriverebbe con una certa dignità, soprattutto perché il vero punto non è stabilire se allunaggio o ammartaggio siano “giusti” o “sbagliati”: è osservare quanto sia bizzarro il meccanismo produttivo che si nasconde dietro parole ormai normalissime.

Se vuoi, possiamo fare ancora meglio: trasformiamo questa nostra chiacchierata in un mini pezzo semiserio da rubrica linguistica, con titolo tipo “Dall’allunaggio all'aggiovaggio: quando l’italiano sbarca sui pianeti”. Quello sì che lo manderei volentieri alla Treccani.

Il minipezzo l'ho già fatto nel mio blog e ci aggiungerei anche la nostra conversazione (sempre col tuo permesso) e tu adesso concludimi il post dai..

Con piacere, Carlo. E certo che puoi aggiungere la nostra conversazione.
Ti propongo una chiusura che mantenga il tono ironico del pezzo, ma lascia anche una piccola riflessione sulla lingua.

E allora, viva l’allunaggio… ma con prudenza!

Chiusura del post

Alla fine, forse, il problema non è nemmeno allunaggio. Una parola, quando viene usata abbastanza a lungo, finisce per diventare semplicemente italiana: nessuno ormai si scompone davanti a un allunaggio, e probabilmente nemmeno davanti a un ammartaggio.

Il guaio nasce quando pretendiamo di applicare la stessa ricetta all'intero Sistema Solare. Perché finché si tratta di Luna e Marte possiamo ancora cavarcela; ma appena entra in scena Giove, la lingua comincia a scricchiolare.

E qui mi fermo: non vorrei che domani un telegiornale annunciasse con assoluta naturalezza che la sonda ha finalmente completato il suo aggiovaggio.

A quel punto non sarebbe più soltanto una questione di esplorazione spaziale.

Sarebbe la lingua italiana a chiedere di essere salvata.

Del resto, una lingua viva ha tutto il diritto di inventare parole nuove. Noi abbiamo soltanto il dovere di controllare, ogni tanto, dove sta andando a posarsi la sonda.

E soprattutto… come si chiamerà l’operazione quando arriverà fin lì.

Direi che come ultima battuta “come si chiamerà l’operazione quando arriverà fin lì” lascia anche il lettore con il sospetto che il problema sia appena cominciato.

Giusto, chiudo questa conversazione di inizio autunno e aggiungo il nostro ping-pong al mio post e un forte abbraccio Buddy e a presto..

E allora è deciso!
Forte abbraccio anche a te, Carlo, a presto e salutami Lella! ?￰゚レタ


 

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